chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

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 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

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mercoledì, settembre 30, 2009

Non so se mi sono mai allontanata tanto da questo posto, come in questi giorni.
Non ricordo niente di simile. Non mi sono stufata. Non penso che ormai dopo tanti anni sia anche giusto cambiare giocattolo. Io mi affezione anche a loro. Ho ancora un cagnolino Cercafamiglia che mi ha regalato papà quando avevo 9 anni. Ho proibito a mia mamma di buttarlo.
Potrei mai rinunciare a questo posto? Potrei mai rinunciare a voi che mi fate compagnia, da anni, e non sapete neanche quanto?
E’ che non sono molto in forma e faccio l’orso. Non ho voglia di sentirmi incoraggiata, ne di sentirmi compatita. Va tutto bene e poi d’improvviso mi manca l’aria e butto indietro le lacrime.
Vorrei essere d’aiuto e mi rendo conto di essere un peso, qualcuno da incoraggiare mentre dall’altra parte c’è chi dovrebbe per primo avere tutto il diritto di lamentarsi.
Mi do noia da sola, mi do fastidio da sola, e in tutto questo provo a reagire.
Piango come una disperata prima di entrare ad afro, tra le braccia di Lele, per poi essere un’esplosione di vitalità a lezione. Non è finzione. Quando dico che la danza tira fuori il meglio di me è questo che intendo. Il cervello si spegne e tutte le mie energie sono canalizzate in quei passi, nel movimento che mi completa, nella sicurezza e nel controllo del mio corpo, ma anche nell’incapacità di fare un maledettissimo passo. Mi intestardisco, non capisco dove va il peso.
Già. I pesi si spostano da una gamba all’altra e si deve fare attenzione perché gli equilibri cambiano e se non ne prendi coscienza, il risultato del passo è compromesso.
Mi ritrovo a sorridere, a cantare sotto la doccia con le Bad Girl, a stringere di nuovo forte Lele prima che lei vada a cena con il suo fidanzato.
 
FAI LA BRAVA
Lo faccio sempre
SI CERTO SEMBRI SEMPRE INDISTRUTTIBILE TU PERO’
Oh suvvia, se lo sembro ci sarà pur un fondo di verità no?
 
E’ come ritrovarsi a dei provini, con migliaia di persone che ti sembrano assolutamente nel ruolo, mentre tu non sai la musica che ti metteranno, non conosci le dimensioni del palco, non sai quali quinte saranno agibili e quali no, non sai il costume che dovrai indossare, ne la parte che andrai a fare. Sai solo che dovrai ballare. Penso LO SO FARE QUESTO LO SO FARE, anche se un’altra parte mi urla tutte le mie carenze.
Si tratta di chiudere gli occhi e provare, e se non dovesse andare, riprovare e riprovare e riprovare ancora. Cercando di non far trapelare quella fottuta paura di non essere all’altezza che ogni tanto si presenta alla porta dei camerini.
 

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venerdì, settembre 11, 2009

Stavo pensando che mentre sono a correre potresti tagliare la patate
LO SAI CHE TI FA MALE PENSARE
Maddai così inganni la fame e quando torno siamo già avanti con la cena
SONO UNA FRANA
Ma piantala! Le peli, le lavi e le tagli a tocchetti
TIPO COME?
Come ti vengono!
MI VENGONO MALE!
Scommetto di no
NON TI CHIEDO DI SCOMMETTERE SOLDI SOLO PERCHE’ E’ UN CIRCOLO VIZIOSO IL NOSTRO, MALEDETTO PORTAFOGLIO COMUNE
Ma piantala sarai bravissima!
 
Si prepara per uscire e io mi attrezzo con il necessaire..
 
Ah beh potresti anche metterle già in forno
EHN?????
Guarda vieni qui che ti faccio vedere
IO NON VOGLIO VEDERE NIENTE I BAMBINI NON SI AVVICINANO AL FORNO CHE BRUCIA
Questa bambina si mette il guanto per aprire quando è caldo, la posizione è questa qui
ASCOLTA NON POSSIAMO METTERLE IN FORNO QUANDO TORNI?
Senti, tu hai già fame adesso ti conosco, quando torno starai impazzendo, quindi portiamoci avanti coi lavori no?
OK OK (il rumore allo stomaco mi ha convinta) ADESSO VATTENE PERO’ CHE ALTRIMENTI MI CHIEDI ANCHE TI ANDARE A CACCIARE UN POLLO E DI FARTELO ALLO SPIEDO!
Guarda che volendo in freezer
ZIO HO UN COLTELLO IN MANO!
 
Divido le patate in due teglie. Una è la mia con il peso che mi è consentito, l’altra è sua. Le olio entrambe per non farle attaccare (questa informazione mi è stata trasmessa per osmosi si vede..mah..), metto il sale su entrambe, origano sulle mie, erbette della Provenza per lo Zio. Ed evito di raccontarvi quanto mi sento impedita a pelare le patate, con l’immagine di mia mamma che lo fa con la stessa facilità con cui io bevo il the al mattino.
E se state pensando “ma che brava Mari hai visto quanto è facile??”, vi blocco subito.
Il risultato è stato: la mia teglia patate perfette fino a che non ho deciso di mettere la funzione grill per 2 minuti e le ho bruciate. (sì sa che il grill va tenuto poco..eh già si sa..)
Teglia dello zio un DISASTRO! Si sono attaccate, si sono spappolate.
Lo zio torna e gli vado incontro con la faccia non mortificata, di più.
 
Che è successo?
E NON LO SO CHE E’ SUCCESSO HO FATTO LE STESSE IDENTICHE COSE PER ENTRAMBI, A TE HO PURE MESSO LE ERBE DELLA PROVENZA CHE TI PIACCIONO, LE HO CONTROLLATE, PERO’ LE TUE SI SONO INCOLLATE E LE MIE NO, MA TI GIURO CHE HO FATTO TUTTO UGUALE UGUALE (immaginatelo detto tutto d’un fiato)
Ehi ehi calmati, sono sicuro che esageri.
IO TE L’AVEVO DETTO BISOGNA RISPETTARE I RUOLI TU CUCINI, IO LAVO I PIATTI, SONO IMPORTANTI ANCHE I LAVAPIATTI SAI? MICA MI SENTO SMINUITA
Sta un po’ zitta, ho controllato, e si sono solo un po’ spaccate, ma sanno di buono e può capitare. La prossima volta andrà meglio.
 
Ricorda Mari, in cucina è come nella vita, c’è la possibilità di rifarsi e commettere sempre errori differenti… Oppure puoi iniziare ad andare a correre con lo Zio (che comunque male non ti farebbe) in modo che non possa incastrarti un’altra volta…. Naaaaaaaaaaaaaaaaaa!
 
(per dovere di cronaca le ha mangiate tutte asserendo che fossero buone, sembrando sincero e sgretolando così, con poche parole, anni di muri culinari)

Gozado para LeMieMari a 11:08 commenti (24)

martedì, settembre 08, 2009

Voglio lasciare un segno qui. Quella frase “sono già passati dieci anni”, detta così, tra una cosa e l’altra, mentre si guardava la tv, mi è sembrato tanto un messaggio d’aiuto cifrato. Tu lo conosci da molto prima di me, probabilmente eri così anche tu.
Così gli metto un braccio sulle spalle, tutta attorcigliata a mo’ di koala e gli ho sussurrato SE PENSI CHE E’ PIU’ DI UN ANNO CHE SIAMO SPOSATI NOI DUE, e si è illuminato in un gran sorriso.
Quella frase voleva dire molto. So che gli manchi, so che è quello che è perché ha avuto un gran esempio davanti. So che il nostro rapporto sarebbe stato diverso se tu ci fossi stato, non so se in meglio o se magari avresti creato qualche problema al mio essere “sfacciatamente emancipata”, però non ho dubbi che ci saremmo piaciuti alla lunga.
Il resto tu lo sai. Lo sai che non ti ha dimenticato solo perché non parla tutti i giorni di te. Lo sai che non viene a “trovarti” spesso, semplicemente perché tu non sei lì per noi. Sai che il suo modo di reagire, fin da subito, è stato vivere. Vivere tutta quella vita che tu non hai più. In quel momento ci siamo conosciuti, mentre la maggior parte delle persone non sapeva neanche cosa gli era successo, perché lui era lo stesso di sempre. In quel periodo ha deciso di distrarsi con quello che sarebbe diventato il palcoscenico che ci vede protagonisti tutt’ora. Ce lo hai portato tu vero? Tu che non ti perdevi mai una festa di paese e trascinavi tua moglie in pista controvoglia.
“lui avrebbe ballato di continuo, io no, io lo facevo perché vedevo che lui friggeva seduto, e allora lo accontentavo. E non se ne perdeva una”. Già.
Lasciamo agli altri i discorsi filosofici, noi siamo pratici, lui molto più di me ad essere sinceri, così giorno per giorno balliamo la nostra danza. Ci viene bene sai? Certo che lo sai.
Mi prendo io cura di lui e so che stai sorridendo, perché sono uno scricciolo al confronto di quell’omone di tuo figlio, però so farmi sentire quando è ora, è una promessa.

Gozado para LeMieMari a 10:25 commenti (23)