chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





venerdì, maggio 29, 2009

Parto. Il trolley non è ancora pronto, come da copione. Ma i costumi sono in pole position, vicino ai libri di fiabe che gli ho comprato e il completino per il mare che gli starà perfetto.
Faccio sempre così. Quando ho un appuntamento importante, cerco di riempirmi i giorni precedenti più che posso per non pensarci e questa settimana mi ha stremata.
Lo raggiungo di nuovo ed è stata una decisione difficile, quasi titanica.
Ho visto lo zio chiedermi SEI SICURA DI VOLER ANDARE? E mi sono sentita rispondere “sì, voglio andare, lui è una motivazione che spazza via il resto”.
Ho visto mia sorella che mi diceva “sono preoccupata per te, mi prometti che cerchi di stare tranquilla?” e mi sono sentita rispondere “ti prometto che ci provo è uguale??”.
Ma ricordo la prima telefonata che ho fatto appena papà mi ha proposto il viaggio e le lacrime.
MARI NON PUOI PROPRIO ANDARE LI’ SOLO PER LUI? VAI LI’ E STAI AL MARE CON TUO NIPOTE, IL RESTO NON C’E’. E mi si è illuminato il viso solo al pensiero, le lacrime sono scomparse di botto.
Io e lui per la prima volta insieme al mare, raccogliere tutte le conchiglie di Torremolinos, bagnarci i piedini, fare castelli di sabbia, vedergli corrucciare la faccia quando non gli riesce qualcosa, sentirgli dire delle cose che mi fanno scompisciare dal ridere, giocare giocare giocare.
Parto e non mi tremano le gambe. Vado verso questi 4 gg col cuore pieno d’amore, la testa che fa un po’ male causa serata indimenticabile con Lele, la voglia di sale sulla pelle e mare nel cuore.
Non vado da sola, lo Zio mi tiene per mano, i miei angeli sono sulle spalle.
Così posso andare ovunque.

Gozado para LeMieMari a 13:05 commenti (19)

lunedì, maggio 25, 2009

TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO…
 
-         A TE CHE hai evitato di raccontarmi le mille paranoie sull’età che avanza, ma so che te le sei fatte eccome
-         A TE CHE mi hai detto “il mio regalo sono le punturine x le rughe?” e ti sei sentita rispondere che le punturine al cervello ancora non le fanno.
-         A TE CHE durante quel racconto, mentre io lo stavo pensando, mi hai detto IO SONO IL SOLE E TU LA LUNA. Già.
-         A TE CHE patisci la primavera ogni santissimo anno, ma non per una questione di pressione Dear Mrs Robinson.
-         A TE CHE quando la Madre Superiora ci mette le prove il giorno del tuo compleanno, d’istinto rispondi acida “no mi spiace non si può è il mio compleanno”, ma vedendo che un altro giorno diventava complicato aggiungi “va beh non importa facciamo lunedì”, e lo so solo io cosa c’era tra le righe!
-         A TE CHE sei ipocondriaca (passami il termine essù..) e sentendo quando è stata l’ultima volta che ho fatto un esame del sangue esclami “proprio a me dovevano capitare la migliore amica e il fidanzato che si trascurano!!”.
-         A TE CHE sei l’unica persona con cui potrei stare giorni e giorni a parlare ed essere convinta di non averti detto tutto.
-         A TE CHE non sei diventata la migliore amica di S. così io non lo sono diventata di R. e ci siamo salvate a vicenda, poche storie.
-         A TE CHE sei l’unica compagna di danza con cui non devo decidere quando partire, si va insieme senza neanche guardarsi.
-         A TE CHE sono più gli anni trascorsi insieme che quelli no. Diciotto batte quattordici di brutto, mia cara.
-         A TE CHE sei l’unica a cui potevo chiedere la cremina e io l’unica a poter vedere quella foto.
-         A TE CHE intendi il saluto con il bacio dandomi la guancia, proprio come mio nipote.
-         A TE CHE affronti certi discorsi quando sono stanca così io mi ritrovo a dire cose che da “vigile” non avrei detto.
-         A TE CHE sei impeccabile anche quando sei a pezzi e come fai lo sai solo tu.
-         A TE CHE mi ispiri mail alla Litti, le scrivo proprio con l’intento di farti ridere, le scrivo immaginandomi la tua risata e potrei non finire mai.
-         A TE CHE hai sempre visto in me potenziali che non vedrò mai, ma fa bene sapere che TU li vedi,
-         A TE CHE quando mi dici OHHHHH MARIIIII con quello smarrimento nella voce, tu di colpo hai dodici anni, e io prenderei seriamente a schiaffi chiunque ti abbia ridotto così.
-         A TE CHE sei stata la testimone/migliore amica/tutto fare che chiunque avrebbe voluto.
-         A TE CHE vai in giro con un’aria da “adesso vi aggiusto io”, però quanto vali davvero lo devi ancora scoprire. Io no, lo so da tempo.
-         A TE CHE ti metti sempre in situazioni paradossali e poi arriva puntuale la frase “e adesso come faccio May??”, “spe fammi pensare un attimo e risolviamo..”.
-         A TE CHE prima che arrivassi nella mia vita, maggio era un mese come un altro, tu hai aperto le porte al mondo, facendolo diventare il mese più impegnativo dell’anno.
-         A TE CHE col tempo mi hai dato ragione: nei trii la terza persona è di troppo. Noi ne abbiamo fatto il nostro motto.
-         A TE CHE mi hai sempre fatto regali che nessun altro poteva farmi, perché sai ascoltare e sai andare oltre. I libri delle fiabe ad esempio, lo specchio che mi mancava in camera, la radio che non avevo, il biglietto aereo che desideravo più di qualsiasi altra cosa…
-         A TE CHE quando sei giù mi fai scattare in modalità NASO ROSSO immediatamente e so che sarà gradita, per quella naturale predisposizione alla risata che ci ha sempre accumunato.
-         A TE CHE non sai che avendo una macchina bisogna farle fare la revisione, ma parli perfettamente 3 lingue.
-         A TE CHE hai una crema per ogni cm del tuo corpo (io una che vale per tutto), ma non ti fai lo scrub (io una volta a settimana sempre e comunque): tu non concepisci la prima e io la seconda.
-         A TE CHE hai finalmente un numero Vodafone e ammetto di essermi commossa non poco alla notizia
-         A TE CHE hai reso tutto più divertente con la tua presenza. Più colorato, più appassionato, perché condiviso.
-         A TE CHE volerti bene è la cosa più naturale che mi viene da fare, siamo una macchina ben oliata anche per questo
-         A TE CHE sei e rimarrai una mia priorità, non lo è forse un amore?
-         A TE CHE mi ispiri post su misura, se non l’hai ancora fatto conta gli A TE.. I miei pacchetti regalo fanno schifo, ma cerco di rimediare in qualche modo!
-         A TE CHE se non ti mandassi il messaggio a mezzanotte non mi sentirei a posto, le buone abitudini vanno mantenute.
 
E stasera iniziano i festeggiamenti collettivi, i nostri personali li rimandiamo a giovedì, ma saranno col botto, promesso!!
TANTI AUGURI MIO SOLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!

Gozado para LeMieMari a 09:31 commenti (59)

venerdì, maggio 22, 2009

A vent’anni si crede che ci sia una sola data che spacca la vita in un prima e un dopo, come dice un saggio “a vent’anni si è stupidi davvero quante balle si ha in testa a quell’età..”. Adesso so che ci sono più tappe all’interno di una vita che segnano un prima e un dopo.
Il 22 Maggio 2004 è una di queste. E’ un fatto. Le parole che non esistevano prima di quel giorno e adesso vengono dette come se fossero di un vocabolario comune, e così non è. I gesti eclatanti e quelli più sommessi, spinti sempre da un sentimento troppo forte da tenere a bada. I segni che si percepiscono da quel giorno. Prima era un andare avanti, adesso è un vedere con occhi diversi. Adesso è essere diversi, dentro, irrimediabilmente, ed esserne fieri. Adesso è sapere che le sfumature, le contraddizioni, le certezze che crollano come un castello di carta dopo un soffio di vento, fanno parte della Vita. Quella che si vive, non quella che si guarda da spettatori. Questa data mi ha richiamata a rapporto e mi ha ricordato cosa sono. Tutto questo non lo cambiano gli eventi della vita, le scelte fatte perché VOLUTE non capitate, il tempo che passa, le circostanze. No. Rimane quello che è. Una data che mi fa fermare di fronte a tutto e mi fa dire GRAZIE.
A scanso di equivoci. No. Non mi sono pentita, lo rifarei un milione di volte, ne è valsa la pena, tutto, anche il dolore, anche lo strazio, anche sentirsi carnefice. Perché comunque è il nulla in confronto al resto. Quel resto che le parole non sapranno mai raccontare, perché tanto. Mai troppo, “solo” tanto.
Ed è da lunedì che canto questa canzone, tutte le mattine. Per quelle parole che non ci si dirà più in tutti gli altri giorni ma in previsione del 22 ci si permette un permesso retribuito dalla vita.
La lascio qui, perché qui ha il senso che deve avere.
ATOMI.
…….
Quando ti ho vista arrivare
bella così come sei
non mi sembrava possibile che
tra tanta gente che tu ti accorgessi di me.
È stato come volare
qui dentro camera mia
come nel sonno più dentro di te
io ti conosco da sempre e ti amo da mai.
Fai finta di non lasciarmi mai anche se dovrà finire prima o poi
questa lunga storia d'amore
ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai.
Fai finta che solo per noi due passerà il tempo ma non passerà
questa lunga storia d'amore
...
Ora è già tardi ma è presto se tu te ne vai
È troppo tardi ma è presto se tu te ne vai.
 

Gozado para LeMieMari a 09:58 commenti (22)

venerdì, maggio 15, 2009

Sono una persona semplice che riesce ancora a commuoversi per cose semplici, come una frase detta perché “normale” per chi la dice, e invece chi la riceve e vede quello che la circonda si sente miracolata.
 
“gli altri li raggiungo dopo cena che se tu rimani a casa da sola non mangi niente, o peggio mangi schifezze” (1-0 per lo zio, ho già gli occhi a cuore..)
“guarda che sono sopravvissuta 31 anni senza vivere nella stessa casa con te..” (insomma la mia parte da dura devo farla anche se avrei tanto voluto saltargli al collo.. 1-1 su calcio di rigore che non c’era..).
“si ma le coliche mattutine ti sono passate dopo le mie colazioni” (2 a 1 e l’arbitro fischia, di fronte a certe argomentazioni schiaccianti persino io ammetto la sconfitta).
“ok… allora io posso mangiare la pasta..” (in tono simil rassegnato)
“mi inventerò qualcosa..ho vinto vero?” (con quel tono tronfio di chi aspetta il suo momento)
“sì sì hai vinto!” (con la stessa difficoltà con cui fonzie diceva SCUSA!)
 
Lui, che non sa stare senza i gusti nella dispensa e che ogni volta che si va da qualche parte ne porta a casa uno tipico, non lo sa neanche quanto lo ringrazio per essersi fatto coraggio, aver attraversato la pista e avermi chiesto di ballare 8 anni fa. Non lo immagina nemmeno. Io in compenso non so più mangiare senza gusti.

Gozado para LeMieMari a 17:41 commenti (61)

mercoledì, maggio 13, 2009

Io non so descriverli questi giorni. Non ne sono capace. Non so dirvi perché ho dormito solo 5 ore scarse a notte per 3 giorni quando avrei potuto dormire, visto che non gareggiavo.
Io non lo so perché rivedere il mare tutte le volte mi lascia quel sorriso ebete in fronte. Mi ricordo chi ha definito il cielo COLOR CHE AMO e socchiudo gli occhi un attimo. Come se il sole fosse diventato più forte all’improvviso. Assaporo la mia pelle che si impregna di sale e sole in un attimo. Fin da quando ero piccola non so resistere e mi mordicchio un po’ il braccio. Lo zio mi guarda e scuote la testa ridendo.
Non so spiegare perché il Rio Grande mi fa stringere il cuore tutte le volte. Perché mi senta assolutamente a mio agio, circondata da quel grande circo che è quel mondo. Nessun vestito mi sembra esagerato, magari ridicolo sì, ma non esagerato, non mi stupiscono i giudici vestiti come alle sfilate di moda. Mi stupisce invece l’umanità dell’organizzatrice che rimanda alla domenica una semifinale perché un ballerino di una coppia non ha retto il caldo e non si è presentato in pista. Perché non è scontata. Perché sarebbe stato più facile pensare “uno in meno”, “fatti suoi”, io mica non lo vedo il marcio che c’è anche qui come dappertutto. Per questo mi sono quasi commossa quando Lei (non si nomina, ma fidatevi che è maiuscola) è intervenuta con la proposta.
Non lo so perché ogni anno arrivo a tifare per qualcuno come se fosse un mio amico da sempre e invece mi piace semplicemente come balla. Quest’anno era una coppia di Bari nella Portoricana e una coppia di Perugia nella Cubana.
Io non lo so con che faccia mi sono messa davanti al maestro cubano che ha preparato un gruppo di bambini di Torino (che conosco da quando lui è arrivato a Torino e mai e poi mai avrei pensato sarebbe diventato un nome importante..) e gli ho detto DAVVERO COMPLIMENTI ti sono piaciuti davvero? TANTISSIMO, E A SETTEMBRE ALLENERAI NOI ah davvero? SI’ DAVVERO.
A volte una stretta di mano vale più di mille parole.
Non so spiegarvi la felicità nel vedere una coppia che ha ballato con me per due anni arrivare in finale. Vedere lei con le lacrime agli occhi che mi dice MARI NON CI CREDO devi crederci invece, adesso c’è la finale! E io lo so come sta, io quella sensazione di stupore di essere stata scelta tra decine di coppie la conosco e non la so descrivere.
Non so spiegarvi perché non sono riuscita a trattenere le lacrime quando ho sentito che una delle canzoni scelte per ballare era la nostra prima coreografia di gruppo. So che dall’altra parte della pista la mia “nemica di sempre” mi ha chiamata e dai lati opposti della pista abbiamo mimato l’inizio ridendo come sceme, lei le mie lacrime non credo le abbia viste. Questo riesce a fare il ballo, unisce delle persone che altrimenti non si rivolgerebbero nemmeno la parola. Io e lei non abbiamo nulla in comune se non quegli anni, ma quegli anni, ancora adesso, li difendiamo con l’armatura da samurai, è un tesoro che brilla nel tempo.
Io non lo so perché lei viene da me per sapere come ha ballato, è circondata da gente che la osanna più della regina di Inghilterra in patria, eppure viene da me, io le do un bacio, che mi fa tenerezza, mentre un tempo mi faceva incazzare come una iena. Per lei vincere è la cosa più importante, a prescindere dal “con chi” e “schiacciando chi”, per me è una vittoria entrare in pista, guardare negli occhi lo Zio, scambiarci il bacio di rito prima di sentire il pre ascolto, sentirgli stringermi le mani e ballare. Sono punti di vista. Ho imparato nel tempo a non giudicarli.
E domenica notte nessuno ha più voce per urlare in quelle finali, nessuno ha più energia, io lì guardo e non capisco A RAGA’ ALLA FINE DELLA FIERA SIAMO STATI FERMI TUTTI IL GIORNO A GUARDARE, FORZA SU CHE BALLARE E’ UN’ALTRA COSA! Loro mi guardano come una marziana.
Quando tutto finisce, le coppe sono state consegnate, ed è ormai notte fonda, in giro c’è gente che esulta, altra che sbatte pugni e se ne va, altra che piange, io mi siedo finalmente un po’. Frastornata. So che ho salutato persone, che ho fatto complimenti ad altri, che ho fatto la brava bambina ed ho salutato persino i giudici (lo zio dopo anni ha raccolto i suoi frutti..), ma continua a ronzarmi in testa quell’ultima frase. Il presentatore ha dato l’arrivederci ai Campionati Nueva Federcaribe 2010.
Io non ve lo so raccontare il mio ghigno e neanche la luce nei miei occhi. Però c’erano entrambi, vi tocca fidarci di me.

Gozado para LeMieMari a 16:18 commenti (35)

venerdì, maggio 08, 2009

Ieri sera mentre preparavo il trolley, stanchezza devastante a parte, mi sentivo strana. Qualcosa non andava. C’era qualcosa che non tornava.
Lo zio mi trova così. Gambe incrociate sul lettone. Lo guardo fisso fisso, e lui mi fa quella faccia lì.
NON C’E’ IL TROLLEY DELLE GARE, mi sorride lui, non dice niente mi sorride e basta NON RIDERE VI’ NON C’E’ NIENTE DA RIDERE.
Non ho avuto tempo di pensarci prima. Così presa da questa cavolo di ispezione, dall’ansia da prestazione, ma appena mi sono rilassata un attimo, ecco che arriva.
Igea è lì anche quest’anno che mi aspetta. Da spettatrice.
Sono andata contro i “io non ci andrei”, i “guarda che fai una cazzata”, i “ma sei sicura che ce la farai?”. Ho fatto spallucce di fronte ai “questo è l’inizio della fine, ai “eh quando si inizia a guardare invece che fare”.. e l’ho fatto per non perdere il contatto.
Nella mia testa sono convinta che se comincio a pensare che è inutile andare a vedere se non gareggio, comincio a perderla sul serio, la mia IGEA MARINA.
Igea è un simbolo. Il simbolo che mi ricorda che mi sono spinta oltre le mie possibilità e mi sono fatta giudicare. E’ quello che mi ricorda che mi sono vestita di bianco ed ho ballato con tacco 12 senza cadere e facendo evoluzioni mica da ridere. Igea mi ricorda la mia prima finale, lo Zio che mi tiene per mano per controllare che non avessi ancora perso i sensi e nell’orecchio mi dice SE LA PROSSIMA VOLTA NON MANGI QUALCOSA PER CONTO TUO, USO L’IMBUTO! (poco prima di iniziare a ballare tra l’altro). Mi ricorda quella premiazione in cui volta per volta le ruedas venivano chiamate e noi siamo arrivata spalla a spalla con quelli di Roma. Io quella sensazione di euforia BESTIALE non me la dimenticherò mai. Quegli abbracci, quelle urla fuori dalla pista.
Andare dal parrucchiere per l’acconciatura e dormire 2 notti come imbalsamata.
Andare alla ricerca dei vestiti per la rueda e scontrarsi sempre sugli stessi punti: nude con punti sicuri (vedi pantaloncini inguinali e reggiseni, poi anche se non ti muovi poco importa), seminude e con punti gestibili (reggiseno e pantaloni, oppure maglietta e pantaloncini, e lì è necessario tutto un lavoro sui giudici fuori dalla pista) o normali e che diotelamandibuona (vestiti in modo più carino ed appariscente del solito, ma non in modo da dovermi criptare se mi dovesse vedere un bambino nella fascia protetta. E lì giusto se sei mezza cubana ti votano)?? La nostra scelta cadeva irrimediabilmente sulla terza opzione, e un paio di volte abbiamo messo al muro i giudici che ci hanno dovuto votare per forza!
Sarò a bordo pista e per la prima volta “vedrò” i campionati, e proprio quest’anno, per la prima volta la classe regina (così la chiamano, la mia classe A), ballerà sia la canzone veloce che quella lenta. Proprio quello che io e lo zio ci auspicavamo da sempre. Noi che nelle canzoni lente diamo il meglio perché ce le godiamo fino in fondo. Le due persone si possono fondere, il corpo riempie con i suoi movimenti ogni nota, le da un senso più completo, il gioco di seduzione è ai massimi livelli. Nelle canzoni veloci mi sento sempre una tarantolata, come se inseguissi il movimento. Mi dicono che è una sensazione che ho, ma non trasmetto. Sarà, rimane il fatto che non mi piacciono e non so mascherarlo. Ancora si parla della faccia che avevo durante il pre ascolto di una gara Regionale. Sapevo di non poter vincere appena ho sentito il pre ascolto. Non vinco con una canzone che non mi piace. Non riesco a convincere gli altri se non lo faccio con me stessa. Mi vedrò tutte le batterie, vedrò le altre ruedas. Io che non ho mai voluto vedere gli altri per non farmi impressionare, d’altra parte che c’è gente brava l’ho sempre saputo, ma se sono arrivata in questa categoria avrò fatto qualcosa di buono anch’io.
Sarò lì a bordo pista per non perdere il contatto con ciò che sento ancora mio, e che ho scoperto di amare perché lo condivido con chi amo.
Non sarebbe lo stesso senza la mia compagna di mondo ballereccio, Cri , non avrebbe più senso gareggiare con qualcun altro che non sia lo Zio. Ci vado con la voglia di tornare su quella pista il prossimo anno con un gruppo nuovo di zecca. Sfido chiunque ad impedirmelo.
 
Nel frattempo attendo le 18, quando la stessa macchina di ogni anno si fermerà qui davanti, sarà già carica di persone, valigie e voglia di far casino. L’ultima a salire sulla giostra e l’ultima a scendere. Le buone abitudini mi piace riproporle nel tempo.

Gozado para LeMieMari a 17:12 commenti (22)

lunedì, maggio 04, 2009

Mi viene in mente solo quella parola. Sorelle. Non credo che ce ne sia un’altra che ci identifichi meglio.
DIVERSE.
Io con la mia vita vissuta più di notte che di giorno, il mio carattere sospettoso, il mio essere selettivo, il mio capello corto e selvaggio, la mia musica, la danza, l’essere mediamente stronza. Io che sapevo come sarebbe andata fin dall’inizio, ma nel constatare che la realtà ha superato di gran lunga le nostre fantasie (che meraviglia sentire la melly che zompetta sulla mia schiena e si accovaccia facendo le fusa..) rimango felicemente inebetita.
Lei e il suo credere alla buona fede delle persone a priori, il suo gran cuore, quei capelli lunghi (e lei mi dice che sono corti) e ricci che non riesce a domare, il suo scrivere che è solo una danza diversa dalla mia, ma sfido chiunque a dire che le sue parole non danzino, i suoi messaggi che mi dicono che sta andando a letto mentre io sono in bagno a truccarmi per la serata. Lei che mi spiega la sua Padova come un Cicerone perfetto (ti avverto già che con Torino non sarò così brava..), e non si stupisce nel vedermi in balia delle scarpe in Prato della Valle!
MA DELLA STESSA PASTA.
Noi che appena ci ritroviamo nella sua cucina sembra natale per tutte le sorprese che ci siamo fatte E MA NON VALE LE SORPRESE DOVEVANO ESSERE MIE e invece sono pure mie!
Noi, che in fondo la lunghezza dei capelli non importa è il principio che li governa che è lo stesso. Noi che parliamo veloci, divagando e ridendo nel constatare che giri immensi facciamo fare ai nostri discorsi, partendo da un punto qualsiasi. Noi che viaggiamo sempre col cell a portata di mano, che abbiamo lo stesso numero di scarpe e non ci pare vero. Noi che ci contagiamo a vicenda, così io mi comprerò l’ultimo di Travaglio e lei si è comprata un paio di pantaloni che le stanno una meraviglia (ok è ufficiale sono la parte frivola della famiglia :-D)NON LI AVREI MAI NOTATI SE NON ME LI AVESSI FATTI VEDERE…
Noi che guardandoci allo specchio storciamo il naso, ma anche no, dipende dai periodi e ce ne rendiamo conto mentre mangiamo piadina e patatine fritte senza rimorsi. Noi che mettiamo su Fazio e ritroviamo Bevilacqua su cui non ci risparmiamo, ma non riusciamo veramente a trattenerci quando il suddetto dice che il VIRTUALE E’ LA MORTE DELL’EROS. Complimenti Sig.Bevilacqua beccarne due su due pronte a smentirla immediatamente, non è roba da tutti eh?
Noi che siamo schiave dei ninnoli e poi ci chiediamo MA DOVE LI METTIAMO? E allora alcuni li riposiamo, ma gli altri rimangono in borsa irrimediabilmente.
Noi che non riusciamo ad alzarci dal divano per quanto abbiamo camminato in nome dello shopping e che poi ci rendiamo conto che mica abbiamo shoppingato così tanto, ma non ce ne siamo accorte a causa delle risate.
Noi che siamo nello stesso letto e quasi quasi ci mandiamo un messaggio per darci la buona notte che le buone abitudini vanno mantenute, e noi ci teniamo, ma questa volta facciamo uno strappo alla regola.
Noi che ci ritroviamo a salutarci di nuovo da un finestrino, ma non ci sono lacrime, dispiacere per i giorni che sono volati sì, ma entrambe sappiamo che ci ritroviamo tra poco. Sappiamo che ci daremo il buongiorno davanti alla tazza di latte/the, che guarderemo ancora la tv insieme e ci perderemo in chiacchiere a distanza.
Proprio come fanno due sorelle, semplicemente due sorelle.

Gozado para LeMieMari a 15:04 commenti (50)