chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

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 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





lunedì, dicembre 29, 2008

Dopo quattro giorni e mezzo di vacanza tornare al lavoro è davvero provante. Ci siamo concessi Santo Stefano per rimanere da soli a trascinarci per la casa con zero voglia di fare la benché minima azione utile, tipo, che ne so, la lavatrice. Si è partiti con la domenica in cui ci sono stati gli amici a cena per lo scambio dei regali, con lo Zio che si è superato in cucina. Poi pizza privata col mio Sole a casina. Dovevamo uscire, però era il primo Natale a casina e volevamo inaugurarla. Conferme, solo conferme, dalla nostra macchina ben oliata. Come scrivere due biglietti di auguri che se nella forma sono molto diversi, hanno all’interno lo stesso concetto base. E sorridiamo leggendoli. Come sapere che i nostri cervelli si parlano senza dirci niente, e ne è la conferma il libro “leggero” che mi ha regalato, dopo aver finito di leggere Grossman (e per la cronaca non riesco a sentire una notizia su Israele che mi vengono i brividi).Vigilia e Natale da mia mamma in quel bailame che è la mia famiglia quando ci si mette. Ascoltare i vinili di papà ad alto volume fino a notte fonda, bere ron miel, sentire il chiacchiericcio provenire dalla cucina mentre le cuoche preparano, asciugare piatti per un’ora di fila e non vedere mai la fine (mia madre non si arrende alla lavastoviglie). Scartare regali e vedere mamma che si illumina, papà che si mette all’opera con la sua digitale nuova MARI QUESTA CE LA PORTIAMO papà te l’ho regalata apposta! E risate e prese in giro, e cibo, cibo e ancora cibo fino a poter sfamare il Burkina Faso.
Ieri sera, dopo una cena con amici, sembravo come quei bimbi che devono tornare a scuola, guardavo lo Zio con gli occhi a cuore implorandolo di farmi restare a casa.
 
“ho fatto la brava perché mi mandi a lavoro?”
“ma guarda che io non ti mando da nessuna parte..”
“E allora perché mi devo alzare all’alba per andare al freddo e al gelo? E poi nevica pure le strade saranno pericolosissime e..”
“Mari mi spiace puntualizzare ma: 1. non ti svegli all’alba e 2. le strade non sono poi così male e se mi permetti 3. direi che 6 km non sono poi insormontabili..”
“lo vedi??? Lo vedi che allora sei tu che mi vuoi mandare per forza??”.
“e se ti preparo la milanese con le patatine fritte a pranzo?”
“e la milanese me la fai prima così si fredda e mi piace di più?”
“certo! Per chi mi hai preso!”
“mh ok, mi hai convinta.. però uff io mi alzo e tu dormi!”
“ok dai allora domani ti accompagno io”
“yuppiiiiiiiiiiiiiiiieeeeeeeee!”
 
E lo so che qualcuno potrebbe pensare che è così perché è l’inizio, che poi le cose cambiano, che poi inevitabilmente il corso della vita e bla bla bla. Scusatemi davvero, voi che lo state pensando, se sorrido e faccio spallucce. Io non lo so cosa avverrà domani, io non lo so se ci trasformeremo in due bestie, se l’uomo che ho accanto da anni si trasformerà in qualcosa che non conosco o se lo farò io. Non lo so cosa ci accadrà, so quello che ho oggi e me lo tengo ben stretta perché è prezioso.
E’ preziosa una persona che cerca sempre il lato positivo della situazione, mi fa arrabbiare a volte, ma la sua rarità la vedo. E’ preziosa una persona che non si abbatte e che c’è. C’è sempre, e alla fine con la sua pazienza ti porta a vedere la situazione da un altro punto di vista. E’ prezioso colui che si sente ricco se due occhi tristi si trasformano in risata pura.
Non lo so come sarà il prossimo Natale ma da questo non potevo chiedere di più. Adesso aspetto il 2009, aspetto il giorno che mi porterà dal mio piccolo terremoto spagnolo. Voglio pensare solo a lui, voglio pensare solo alla sua voce, ai suoi occhi vispi e a cinque giorni in cui tutto sparirà in funzione di quel frugoletto che “sento dentro come un pugno”, e non permetterò a nessuno di rovinarmeli.
L’ho promesso e le promesse le mantengo sempre.

Gozado para LeMieMari a 10:27 commenti (12)

lunedì, dicembre 22, 2008

“Voglio trovare un senso a questa sera anche se questa sera un senso non ce l’ha..”
 
Penso che svegliarsi, da un riposino pomeridiano col profumo di buono che arriva dalla cucina sia il massimo che possa capitare. Poi quando raggiungo la cucina mi rendo conto che mi sbagliavo. Il massimo e ritrovarsi la tavola imbandita a festa. Una tavola impeccabile.
 
HAI FATTO TUTTO TU..
E che problema c’è? Tu non stavi bene e mi sono portato avanti coi lavori
MA E’ PRESTO GLI ALTRI ARRIVANO TRA UN PO’
Meglio così mi aiuti a fare i pacchetti
 
E mentre lo dice mi guarda e ride, perché ormai tutto il mondo sa che i miei pacchetti sono i più brutti. Sempre. La gente potrebbe riconoscerli già così i miei regali, senza bisogno di biglietto. Che poi il biglietto non c’è, c’è il post it. Sempre, non sarei io altrimenti.
Gli amici arrivano e sembra tutto normale. Non sembra il primo natale a casa degli zii, non sembra che tutto sia nuovo, diverso, se non fosse per l’albero che riceve mille complimenti e lo Zio che fa facce tipo “speriamo che non si ripeta la storia degli acquisti per l’albero tutti gli anni”, ben sapendo che tanto un po’ gli toccherà.
Tutti si muovono come se fossero a casa loro, lo scarto dei regali lascia sorrisi e prese in giro che ci porteremo dietro fino al prossimo anno, quando ne troveremo di nuove!
Il Capo, riferendosi al suo regalo (una stampa bellissima), ci dice OVVIAMENTE SE NON VI PIACE O VOLETE CAMBIARE SOGGETTO… A parte che è mozzafiato, io non cambio mai i regali PERCHE’ TI FAI QUESTA VIOLENZA? Non lo so mi sembra una mancanza di rispetto (lui mi guarda perplesso), nel senso che se qualcuno non mi conosce abbastanza da regalarmi qualcosa che mi piace, non è un problema, non devo porre rimedio, non lo metto/uso e basta VISTA COSI’ SEMBRA QUASI ABBIA SENSO!
 
Ammetto anche di essere molto fortunata, è capitato rarissime volte che qualcuno sbagliasse, e ieri sera ne ho avuto conferma. Solo regali che lasciano sorrisi. Solo pensieri assolutamente azzeccati.
Amo i miei amici, e i loro abbracci prima di andare via mi dicono che lo sentono.
Poi torno in cucina e guardo il calendario. E’ già il 22 così prendo il cellulare e mando un messaggio.
Ho vissuto 31 Natali, alcuni normali, altri bellissimi, non li ricordo tutti ovviamente, ma sono pronta a giurare che in molti c’è qualcosa di speciale per cui essere ricordato.  Poi c’è il Natale della Magia, quello in assoluto che mi ricorderò sempre, e non c’è casa, albero, cene che tengano. Quel Natale ho assaporato un gusto diverso della vita, un modo più colorato di vedere, un modo più profondo di sentire, un gusto che non voglio dimenticare.
 
“Voglio trovare, un senso a tante cose…anche se tante cose, un senso non ce l’ha, ah..”

Gozado para LeMieMari a 11:41 commenti (41)

martedì, dicembre 16, 2008

Se penso a tutti quegli anni tenuti al chiuso mentre tutti gli altri respiravano libertà. Loro no.
Erano brutti. Almeno io li vedevo così. Brutti. Troppo grandi, dita troppo lunghe, poi quel secondo dito lì, hanno un bel dire che è segno di bellezza e genialità, a me sembra solo brutto, e non lo cerco un sinonimo ecco, brutto rende l’idea perfettamente.
E loro lì. A sopportare il peso del mio corpo, che spesso davvero poco coincide con quello della bilancia se ci si aggiungono macigni fatti di parole non dette, di litigi non fatti, di rancori inespressi e incanalati tutti lì, sulla bocca dello stomaco, e di conseguenze sui miei poveri piedi.
Loro che mai si sono lamentati quando li facevo muovere per ore in pista, quando ad afro a piedi scalzi, le altre si mettevano il cerotto e loro non ne hanno mai avuto bisogno. TU NON LO METTI? No E NON TI VENGONO LE BOLLE?? Sì all’inizio poi passano, i miei piedi hanno la pelle dura. Già. Loro che ho sempre pensato fossero sproporzionati con la mia altezza. Voglio dire, che Julia Roberts abbia il 40 ci sta eccome, ma io che me ne faccio?? Non è un po’ troppa generosità?
Loro che abbinate alle dita lunghe hanno la pianta larga, e poco si confanno a scarpette da donnina, ma non ho intenzione di fargliene una colpa, avrei potuto cercare di convincerli in qualche modo, di farli abituare. invece in questo caso mi fanno un favore.
Loro che vengono notati da F. e rinascono. Lui li ha definiti semplicemente bellissimi e io gli ho creduto. Su questo si è basato il nostro rapporto per anni. Lui parlava e io semplicemente gli credevo, perché non avrei dovuto? Arigià. Da un lato ha fatto danni che a ripararli ci ho messo di più che il comune a fare la metro a Torino (e credetemi è parecchio), ma per i miei piedi è stato un toccasana. Da allora mai più al chiuso quando si può.
Questo è un post di scusa a loro. A loro che non mi hanno mai convinto eppure oggi ho scoperto mi fanno ottima pubblicità in giro, nonostante tutto.
 
LO SAI CHE LA RIFLESSOLOGIA PUO’ DIRCI MOLTO DELLA PERSONA?
No veramente non lo sapevo (scettica come al solito per queste cose..)
TU HAI DEI BEI PIEDI
???? (non so come altro descrivere la mia faccia)
PERCHE’ QUELLA FACCIA?
Non mi sono mai piaciuti, troppo grandi e le dita poi..
LE TUE DITA MI DICONO CHE SEI UNA PERSONA CHE NON E’ ATTACCATA ALLE COSE MATERIALI, IL TUO PIEDE MI DICE CHE SEI UNA PERSONA APERTA, DISPONIBILE AGLI ALTRI, E CHE TI FAI IN QUATTRO PER CHI AMI SPESSO ANCHE A DISCAPITO DI TE STESSA.
Ah ecco… (tra l’imbarazzata e il “tana per Mari”, giuro di aver pensato alla faccia dello Zio se fosse stato lì, e alle mille volte che me lo dice)
E SEI BUONA, INTENDO CHE HAI UN CUORE GRANDE E LA GENTE LO SA, SE NE ACCORGE
Sorrido e penso che se non la smette, il mio imbarazzo mi farà fare qualche stupidaggine tipo piantargli il mio meraviglioso piede in faccia.
SI PROPRIO DEI BEI PIEDI
Me ne ricorderò.
 
Quale miglior modo per ricordarsi se non scriverlo? E non finisce qui, per premiarli ho deciso che si meritano un po’ di smalto trendy stasera! Quando ce vò ce vò!

Gozado para LeMieMari a 15:43 commenti (32)

martedì, dicembre 09, 2008

E’ di nuovo un periodo di quelli. Un periodo in cui un giorno sono alle stelle e il giorno dopo non riesco neanche a scorgerle col cielo limpido.
Un periodo in cui ho la carogna a mille, poi squilla il telefono e riesco ad essere la migliore delle compagnie richieste.
Un periodo in cui l’armadio è nemico. Gli specchi li odio, eppure con entrambi devo avere a che fare spesso, troppo spesso.
Un periodo in cui so cosa potrei, ma non ne ho voglia. Mi impongo di avere voglia da una parte e mi faccio spallucce dall’altra ignorandomi. Frustrazione rende l’idea?
Un periodo in cui però si recupera il malumore con un bel concerto e chiacchiere con amici.
Sabato sera ho chiesto di rimanere a casa RIMANGO CON TE, no tu vai, c’è chi ha bisogno almeno di uno dei due, ma io stasera non ce la faccio. E non è il rimanere a casa la cosa strana, ma che io abbia detto in qualche modo ad una persona che non potevo essere io ad aiutarla quella sera, perché dovevo aiutare me.
Il sonno non è arrivato, alla tv Titanic mi riporta indietro nel tempo, Facebook mi propone un’amicizia che mi si era detto non sarebbe stata possibile e che accetto solo per curiosità. Io e lui amici. Mah…Eppure da sabato notte sento Quella canzone in continuazione alla radio. La versione originale, come a ricordarmi che ho fatto, ma io lo so cos’ho fatto. Ero a casa mia. Tra le mie mura, al sicuro e lo so quello che ho fatto, gli ho dimostrato che a volte l’ego da una percezione della realtà distorta, in qualche modo gliel’ho detto.
E’ quasi l’una e di dormire non se ne parla. Amen, me ne frego delle tradizioni e faccio il mio albero in anticipo. Lo monto, mi ingegno per far si che i vari rami non si accavallino, spacchetto tutte le decorazioni acquistate già settimane prima e decido come metterle. Quelle più belle e ad effetto davanti, le altre dietro. E non si devono sovrapporre, e non deve esserci tropo argento da una parte e solo rosso dall’altra, i colori devono essere ben mischiati. Il sorriso torna come per magia e quando sento la porta aprirsi guardo l’ora, le tre.
CHIUDI GLI OCCHI! Cosa ci fai sveglia? HO FATTO L’ALBERO Mari..DAI DAI CHIUDI GLI OCCHI così va bene? (mi dice ridendo..). Quando li riapre, lo sguardo che ha fatto, cancella tutti i pensieri accumulati in una serata strana, una serata di quei periodi lì.
PERO’ IO NON SONO CAPACE A METTERE LE LUCI… (voce e sguardo supplichevole) Eh no non si può andare a letto prima di mettere le luci!
Prima di addormentarci mi racconta che hanno messo proprio bella musica, che si trovava spiazzato perché ci sono canzoni che vanno ballate in un certo modo e mica tutti sono capaci, io gli dico delle difficoltà nel montare l’albero, di quanto sia incapace in queste cose e abbiamo riso ripensando che non sono buona a montare neanche le sorprese della Kinder!
SAI COSA MANCA? Cosa??? NON ALL’ALBERO, ALLA CASA DICO che?? QUALCOSA CHE SAPPIA DI NATALE, MICA C’E’ SOLO L’ALBERO A FARE ATMOSFERA Vuoi farla diventare la casa di Babbo Natale? E CHE CI SAREBBE DI MALE??
Ride, mi abbraccia… niente non ci sarebbe proprio niente di male…
E’ un periodo in cui sembra che mi senta in qualche modo protetta solo quando sono tra quelle mura, tra quelle braccia. E mi piace solo fino ad un certo punto. Uno di quei periodi in cui presto di nuovo tanta attenzione agli altri per non sentire il rumore che ho dentro.
Un periodo in cui le ginocchia fanno male, mi devo fermare in pista, e la rabbia mi sale fino al bordo degli occhi. E sentirmi dire EDDAI NON PUOI PRENDERLA COSI’ mi fa salire il sangue al cervello. E mi rendo conto di non avere un buon carattere, che i miei livelli di aggressività sono di nuovo alti e che non ho nessuna intenzione di diminuirli di fronte ai signori nessuno della situazione. Lo sforzo lo meritano poche e selezionate persone, del resto ho fatto a meno fino a ieri e domani non sentirò la loro mancanza. E sembra quasi che le ginocchia sentano che è il caso di darmi tregua per sfogare la rabbia. Così mi ritrovo in pista a fine serata a ballarne non so quante di fila, ho un po’ male, ma non tanto da stare fuori. E non so come farò le scale macccchisenefrega, sto sorridendo e forse sono da ricovero.
Periodo di parole in libertà, prese dalla cesta e buttate a caso qua e la, ma anche no. Tanto voi siete pazienti e abituati, e io me ne approfitto un po’.

Gozado para LeMieMari a 15:29 commenti (56)

martedì, dicembre 02, 2008

Tornare a casa e trovare un suo biglietto sul tavolo della cucina non è normale. A lui non piace scrivere. I suoi regali sono anche senza biglietto. I primi tempi si sforzava, per rispondere alle mie lettere, poi ha smesso. Non è nella sua natura, e io per un certo periodo mi sono risentita.
Insomma mi piace scrivere, ma mi piace anche ricevere delle parole, tanto.
Ricordo un’estate in cui quasi ogni giorno nella buca delle lettere di nonno c’era una lettera per me, ricordo l’emozione di aprirla e leggere chi si era seduto per mettere a nudo i suoi pensieri o semplicemente raccontare le sue giornate.
Col tempo ho capito che era inutile stizzirsi e mugugnare, le parole stanno a lui come il cucinare sta a me. Potrebbe continuare a sforzarsi, ma non sarebbe mai nel suo elemento. Lui preferisce i fatti. Preferisce regalarmi qualcosa che ho menzionato anche solo una volta, per dimostrarmi che quando parlo mi ascolta. Mi fa un cd con le canzoni che più amo e che gli ho descritto non con un titolo ma con descrizioni a dir poco bizzare tipo “quella lì che abbiamo ballato ai campionati” oppure “quella che c’era al compleanno di Cri ma non mi ricordo quale anno ma io ti dissi che mi piaceva un sacco”, non ha bisogno di altro. E’ quello che mi chiede di sposarlo mentre balliamo, sussurrandomelo all’orecchio, io lo guardo fissa e mi metto a ridere. SEI SERIO? Lo ero anche l’altra volta NO LI’ NON LO ERI no lì non eri pronta OK ok cosa? OK TI SPOSO, e i giri multipli dopo non ci azzeccavano nulla, ma noi li abbiamo fatti uguale. Lui è quello che mi regala Brill al ritorno da una serata ballereccia come poche, alle 5 del mattino. A me tremavano le mani e non riuscivo a dire una parola che fosse una, lui sornione mi dice DAI ADESSO PERO’ FAI LA NANNA CHE E’ TARDI MICA SCAPPA no dico ma secondo te chi dorme? ECCO LO SAPEVO DOVEVO DARTELO DOMANI MATTINA non ti avvicinare a lui!! Da adesso io e Brill siamo inseparabili!
Per questo tornare a casa e trovare un suo biglietto è spiazzante. Tutto subito penso che sia una comunicazione di servizio: scongela la carne, ricordati il latte, cosa vuoi per cena, cose del genere insomma. Poi mi rendo conto che così non è, e alla seconda riga già piango.
E’ stata una giornata difficile, una giornata in cui una persona precisa e attenta ai particolari come lui ha dovuto fare le cose a caso, perché non sufficientemente preparato. Gli ho detto che sarebbe andata meglio la prossima volta, che non ha avuto il tempo materiale per fare le cose per bene, che comunque era stata un’esperienza e mi sembrava di averlo convinto. Ma è un testone e si sarà arrovellato come pochi su i AVREI POTUTO e AVREI DOVUTO del caso.
Ho pianto perché in quel biglietto dimostrava la sua delusione per un concorso in cui ha potuto fare poco. Ho pianto perché in tutte quelle righe il punto focale ero io. Alla fine del biglietto mi rassicura. LUI rassicura ME che andrà tutto bene, che le cose si risolveranno, che lui farà in modo che io non perda quel sorriso che mi contraddistingue. Ho pianto perché ho avuto paura. Paura che tanto meraviglia un giorno venga dirottata altrove. Mi capita sempre con lui, perché credetemi non ce n’è tante di persone così. E non è solo l’amore a parlare. Chiunque lo conosca alla fine lo apprezza e gli vuole bene, è lo Zio. Poi respiro, respiro ancora, mi calmo e realizzo che quel biglietto è per me. Allora prendo un foglio e gli scrivo NON IMPORTA COME ANDRA’, SO ESSERE GRANDE QUANDO E’ NECESSARIO, IL MIO SORRISO LO TROVERAI AD ASPETTARTI, ANZI TE LO PORTO A DANZA TRA UN PO’ CHE NON RIESCE AD ASPETTARE!
Nel nostro giorno ho fatto richiesta di poter continuare a gioire delle piccole grandi cose della vita e di poterle condividere con le persone che mi sono affianco. Mi sembrava il giusto modo per fare la mia parte.

Gozado para LeMieMari a 11:57 commenti (25)