chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





venerdì, novembre 28, 2008

Ieri sera mentre tornavo a casa e Torino era già vestita a festa, con piazza San Carlo che mozza il fiato per quanto è bella, arriva Mariah a ricordarmi che arriva la festa dei bimbi, a ricordarmi che c’è il Mio albero da preparare nella Mia cucina, con le Mie decorazioni, e nello stesso tempo mi ricorda cantate spensierate alla fermata dell’autobus. Le mando un messaggio. In un attimo ripenso alla situazione prima di uscire di casa.
 
Fa freddo, guardo l’ora 18.55, ho più di mezzora di tempo, così mi metto sotto le coperte e prendo il mio librone, ma non faccio in tempo a leggere le prime righe che mi arriva lo squillo così la richiamo.
Questa volta ci chiamiamo dai telefoni di casa. Cosa ci sarà mai di eccezionale? Beh forse niente, ma l’ultima volta che eravamo ognuna a casa propria spaparanzate a parlare al telefono le cose erano un differenti. Le case erano dei nostri genitori, noi avevamo 15 anni in meno, e si parlava di interrogazioni, ragazzi del momento, compagne di classe da cui schivare coltelli il giorno dopo e altre in cui affondare il colpo di grazia. Racconti di qualsiasi cosa, si stava le ore al telefono pur vedendosi tutti i giorni CHE COSA AVRETE MAI DA DIRVI?? Ci ripetevano in continuazione le nostre madri e non ricevevano mai risposta, semplicemente perché non c’era.
Sì sì ieri sera era un’altra cosa. Eravamo nelle nostre rispettive case, parlavamo di lavoro, sdrammatizzando il più possibile situazioni al limite del credibile, fissando già la data per la nostra cena di Natale a due, abbiamo sviscerato il topic Faccia Libro, facendo nomi di personaggi di cui non ricordavo neanche le facce TESORO IO HO UNA MEMORIA DI FERRO MA STE DUE NON LE RICORDO massììì dai erano quelle col cognome uguali anonime, sono state con noi solo due anni? MA ERANO SORELLE? Ma vaaaaaaaaa davvero non le ricordi? MA TE LO GIURO però ti ricordi sicuramente di quella stronza di G.! ELENA PER FAVORE ANCORA CON TUTTO STO LIVORE SONO PASSATI 15ANNI!! Ti ricordo che hai da farti perdonare la gita della prima ancora E IO TI RICORDO CHE HAI UN CAPODANNO CON TANTO DI FOTO DA GRANDI AMICHE CON… ok ok dai pareggio!
Eh sì a ben pensarci proprio tutta un’altra situazione…
 
Stamattina mi sveglio e la città è completamente bianca. Traffico da paura, mani gelate per il tentativo di togliere un po’ di neve dai vetri e quando hai finito ci sarebbe da ricominciare dall’inizio! Mentre penso che la neve è bella in montagna, ma in città a meno che non si passi tutta la giornata a fare derapate nei parcheggi vuoti non da molta soddisfazione (si sono una strana bestia sentimentale, ormai dovreste saperlo), arriva lei.
“ Scusa ieri sera già dormito, Mariah e la neve, cosa si potrebbe chiedere di più per Natale?”.
Sorrido, l’altra parte della Luna è il Sole, d’altra parte noi l’abbiamo sempre sostenuto a gran voce.

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martedì, novembre 25, 2008

La prima volta che la vidi passammo insieme neanche un’ora. Era appena rientrata a casa, il padre passava a prenderla, si doveva fare la doccia asciugare i capelli, eppure nel momento dei saluti ci siamo abbracciate strette strette LA PROSSIMA VOLTA TORNI QUANDO CI SONO ANCH’IO PERO’ promesso!
Lei 10 anni, io 28 ed era come se fossimo sempre state l’una nella vita dell’altra.
Per un primo momento ho persino pensato che fosse colei che ci legava a far scaturire l’affetto che provavamo l’una nei confronti dell’altra, invece lei è il nostro punto di riferimento, ma non la causa scatenante.
IO MI SORPRENDO DI QUANTO SIATE UGUALI, sorrido ogni volta che lo dice perché a me capita la stessa cosa.
Il suo imparare a memoria ogni testo di canzone che capiti sotto mano, il suo essere impallinata coi telefilm, il suo dare soprannomi che fanno sganasciare, quel suo modo di avvicinarsi quando meno te lo aspetti per schioccarti un bacio. La nostra fase di sorellite acuta, in cui si parte da abbracci mozzafiato per scoppiare a ridere come sceme. Da quella sera siamo parte di una famiglia in modo consapevole.
Io sono in cucina quando entra in casa, non faccio in tempo ad affacciarmi in corridoio che me la ritrovo attaccata al collo!
ANDIAMO TUTTI QUANTI A FARE LA SPESA CONTENTA uhhhhhhhh non vedevo l’ora! Sguardo d’intesa e risata Guardate che v’ho sentito forza andiamo.
Il regalo l’ha montato in 3minuti netti (io ci avrei messo 3 gg), in 5 minuti ha capito come funzionava (io ho ancora delle difficoltà), ho evitato la boxe anche se in fondo E’ come la saaaamba (cit), mamma Sa ha cominciato a pensare alle orde di ragazzine che si ritroverà per casa appena si spargerà la voce della new entry: GRAZIE EH? QUANDO UNO DICE GLI AMICI! Va beh ma scusa lei è contenta guardala MA A ME NUN CE PENSI??? Avoja tutti i giorni ti penso!
Ha scelto me, questo mi sono ripetuta per settimane dopo la sua richiesta di farle da madrina. Ha chiuso il cerchio che abbiamo aperto a giugno io e Sa. Certe pensieri arrivano anche inconsapevolmente, ma è quello che ha fatto in ogni caso.
Abbiamo percorso insieme quella navata, ed io ero quasi più emozionata che a giugno. Il mio braccio intorno alla sua vita, non sulla spalla, che io non ho da insegnarle nulla, che siamo sullo stesso gradino, mica una più in altro dell’altra. Noi scopriamo ogni giorno delle cose e ce le raccontiamo a modo nostro, in quella cucina, mentre mangiamo pane e nutella, e alla tv Mtv passa uno di quei programmi assurdi che tanto ci piacciono, mentre lei cucina e ci guarda sorridendo.
Il resto fa parte della mia vita romana, racconti fino a notte tarda, risate, mangiate fino a non poterne più, ritardare il momento della partenza finché si può… E’ un copione scritto, che tutte le volte tentiamo di modificare non facendoci prendere dalla malinconia ad esempio, o cercando di sorridere un po’ di più, magari sdrammatizzando con DAI SEI STATA 30 ANNI A TORINO ADESSO NON ME LI MERITO IO 30 CON TE A ROMA?
Yuppi saluta zio e torna indietro. Non lo segue come fa sempre per farsi portare in giro, ha capito che stiamo andando via, io lo coccolo, ma ha l’occhio triste.
Mentre scendiamo le scale con le borse, sull’uscio c’è la sorellina e yuppie che sporge la testa da un angolo della porta CIAO TESORI aho non ce se crede giuro che questo non gliel’ho insegnato io HAI RAGIONE SA, NON CE SE CREDE.
Essere amati così non ha prezzo.

Gozado para LeMieMari a 11:47 commenti (29)

giovedì, novembre 20, 2008

La giornata di ieri mi ha vista protagonista di uno strano nervosismo nel pomeriggio.
Come se si facesse spazio davanti a me un’idea che proprio non mi piace.
Alcune persone si approfittano della mia disponibilità. Sanno che ci sono e mi “usano” a loro piacimento. Ecco quindi che la mia mail è invasa da richieste di ascolto/consiglio/sfogo/come va?/che si fa stasera/ci sei vero nel week-end?
Mi ritrovo a chiudere la mail e pensare: BASTA.
Per fortuna questo week-end parto. Io stacco e loro pure. Che poi mica sono indispensabile, è solo più facile dire una cosa a me piuttosto che farsi un esame di coscienza, piuttosto che prendere una decisione meglio chiedere a Mari e se anche lei dice che non vede perché no? Allora sarà giusta davvero.
Non lo capisco, ma non sta a me capire. Finchè ci sto dentro (tipica espressione Torinese per dire che il vado non è ancora pieno) tutto bene, quando poi arriva l’ora X è meglio che io stia sola.
Torno a casa e mi chiama la tesora. Telefonata fiume di racconti di un pomeriggio che l’ha rimessa al mondo. Non c’è niente da fare quei due si rendono migliori quando stanno insieme. Sono più belli, e io riesco a vederli anche a 700 km in modo nitido e preciso.
Mentre sono al telefono con lei per non smentire il mio fare più cosa contemporaneamente, preparo la borsa di afro, tiro fuori la carne dal congelatore e la metto sul termosifone, mi cambio e vado a lezione. Per non smentire il fatto che comunque dimentico sempre qualcosa, quando salgo in macchina mi rendo conto che non ho gli occhiali BENE E ADESSO COME FAI? Dai tranquilla la strada la so a memoria e pure la macchina ‘NAMO BBBENE.
Continuano i racconti, continuano le risate poi ferma ad un semaforo decido di mettere a posto lo specchietto retrovisore. E mi rimane in mano. Panico. No cazzarola?? CH’E’ SUCCESSO MO’? s’è rotto lo specchietto retrovisore PERFETTO MO’ SEI SENZA OCCHIALI E SENZA SPECCHIETTO? E devo vedere solo dagli specchietti laterali senza occhiali oddio il viaggio della speranza! CHIUDI STO TELEFONO E AVVERTIMI QUANDO ARRIVI ok!
Un viaggio con occhi sgranati come se così potessi vedere meglio. Così non è ovviamente.
Arrivo a scuola e ringrazio che nessuno vestito di nero mi abbia attraversato la strada, altrimenti sarebbe stata la sua ultima volta. Ringrazio di non aver trovato troppo traffico, e ringrazio i decimi che mi sono restati per aver fatto il lavoro extra.
Entro a scuola che sembro allucinata LA GESTAPO è già pronta a sfrugugnarmi le ovaie perché mi vede cercare tra le tessere dei corsi:
PERCHE’ FRUGHI TRA LE TESSERE DEGLI ALTRI CORSI (con un tono che io non potrei avere con nessuno dei miei clienti che mi sborsa un mensile che sembra oro)???
Prima di tutto frugo nel mio corso, secondo lo faccio perché devo aver dimenticato qui la tessera la volta scorsa (tono da stronza che mi confà in questi casi lo ammetto)
ALLORA ASPETTA PERCHE’ LE TESSERE CHE DIMENTICATE (come se fosse una mancanza inconcepibile e a sto punto la mia faccia aveva già l’espressione da teppista) SONO DA UN’ALTRA PARTE…ECCOLE.
Ah ecco la mia grazie.
E STASERA RICORDATELA
Farò del mio meglio, ma lei non ci conti, grazie a dio ho anche altro a cui pensare. (qui non devo stare a spiegare in che tono vero?)
 
E’ per una strana legge del contrappasso che la lezione è stata a dir poco massacrante? Faccio spallucce, LA GESTAPO o si ammorbidisce o si prospettano dei teatrini interessanti nella hall del regno della Favolosa. Prevendite gratuite, ovviamente.

Gozado para LeMieMari a 11:53 commenti (26)

lunedì, novembre 17, 2008

A noi non importa nulla di Milano. L’abbiamo scelta solo perché a metà strada. In realtà la sorella è voluta venirmi incontro, scegliendo la meta più vicina a me, sorella maggiore in tutto lei.
Avremmo potuto scegliere la città più odiosa d’Italia (e entrambe concordiamo nella scelta, anche se per motivi differenti), l’importante era vedersi.
Che poi tutte le volte è uguale. Sembra di essersi lasciate ieri! Certo sono complici le telefonate, le mail e i messaggi fiume, ma fa strano. Non ci vogliamo smentire mai, partiamo persino dallo stesso binario, il 3, che concordiamo essere un numero che ha il suo perché. Io sono la prima ad arrivare, lei tarda dieci minuti. La aspetto al binario. Ci abbracciamo e abbiamo un sorriso ebete stampato in fronte.. Mentre scendiamo le scale lei mi ferma e mi dice Dov’è dov’è? CHE COSA?? La fede! Io non l’ho ancora vista! OH PORCA ZOZZA ECCOLA!
Invece il suo piercing mi ha fatto un effetto diverso. Era come se ce l’ avesse sempre avuto, la guardavo e non riuscivo a vederlo come un corpo estraneo sul suo viso, ma come qualcosa che lo completava.
Lei mi consegna un barattolo di Nutella dicendomi Non è ancora Gennaio, e a me viene da piangere. Che lei lo sa bene, mica se lo immagina, quello che c’è dietro a quella frase.
Ci diamo delle priorità: colazione, poi ci si compra qualche puttanizia e si pranza da mac.
No veramente qualcuno di voi pensava non lo avremmo fatto??? Con tutte le volte che ce lo siamo raccontate, che abbiamo sentito la sensazione di mangiare quelle patatine insieme, adesso ci facciamo sfuggire l’occasione??? GIAMMMMAI! 25 minuti in coda, ma cazzarola se ne vale la pena!! (suvvia tu non storcere il naso che lo spaeva fin da subito che ci saremmo andata!).
Chiunque ci vedesse non ha l’immagine di due persone che non si vedono da 6mesi. Camminiamo sottobraccio per il centro, districandoci tra metro e negozi, tra caldo che io adoro e a lei fa venire il mal di testa, le bancarelle di puttanizie in cui ci sono venditori autistici che ci fanno morire e charms a cui nessuno può più rinunciare.
Ieri ho conosciuto anche l’unica persona che per ringraziare qualcuno che scatta una foto, invece di un semplice grazie gli stringe la mano: MIA SORELLA!
E’ un parlare guardandosi negli occhi, e porca di quella porca ci voleva. Che io ormai il suo tono lo conosco a memoria, so esattamente quando e come riderà dopo un mio messaggio, quando rimarrà perplessa e ci metterà più dei soliti 15 secondi a rispondermi, non siamo sorelle per caso. Epperò vuoi mettere lo scoppiare a ridere tenendosi la pancia, dopo essere uscite da Lush e aver commentato la crema effetto placebo che ti allevia il mal di testa?
O scuotere la testa perplesse, sedute davanti al Castello Sforzesco, ricordando episodi a dir poco discutibili, che ci fanno sentire marziani alle volte?? Una giornata di quotidianità che non ha prezzo.
Quando torniamo in stazione lei è la prima a partire. Binario 11 Adesso abbiamo visto che non è così difficile da fare, lo rifacciamo presto? TE LO PROMETTO SORELLA.
Quell’abbraccio finale sa di “ok ci vediamo domani, vai a casa a dormire che sei a pezzi”, ed è un buon aiutante per la malinconia che mi prende tutte le volte che salgo su un treno per tornare a casa.
Sono contenta di continuare a sorprendermi di fronte a certi sentimenti nati così, senza preavviso.
Il vasetto di nutella è già stato nascosto, ieri sera lo cercavo L’HO MESSO VIA via dove???? LO TROVERAI PER COLAZIONE SABATO ma io volevo.. TU LA FINISCI SUBITO SE NO E TI FA MALE no va beh ma questo è abuso di potere ESAGERATA dai dai prima di sabato, anche perché siamo da mamma Sa e lì non puoi fare nulla! VEDIAMO..
E lui scuote la testa ridendo, perché sa che è vero!
E non ho bisogno di immaginare la tua faccia nel leggere tutto questo sorella, potremmo abbracciarci, ma risulterebbe troppo scontato…diamoci una bella stretta di mano e non se ne parli più!

Gozado para LeMieMari a 10:39 commenti (26)

venerdì, novembre 14, 2008

E’ un corso diverso dagli altri questo. Non è un insieme di figure imparate a memoria e basta. C’è il riscaldamento, un parte per l’improvvisazione, una parte di ascolto della musica e l’ultima mezzo si imparano figure nuove. Mi piace. Non perché mi si sta insegnando qualcosa a me sconosciuta, ma per l’intenzione che ha. Voler insegnare ad amare questo tipo di musica.
Le persone che si approcciano a questo mondo lo fanno per i più svariati motivi, ma pochi di loro hanno voglia di conoscere cosa c’è dietro, che cosa spinge un movimento ad essere così piuttosto che colà. E la motivazione è solo una: non è semplice, non è intuitivo, ci vuole impegno come in qualsiasi altro tipo di danza. Qui cade un mito: ma come non basta fare 3 passi, un paio di giri e poi la musica è tutta uguale? Ecco che non vi venga in mente di dirlo in mia presenza, altrimenti potrei veramente alterarmi.
Questo corso prova a far capire che una volta in pista è la melodia che ti guida a fare dei movimenti piuttosto che altri, non sei tu che fai quello che ti pare. Regola che vale per la danza in generale ovviamente, ma in questo caso specifico si tende a dimenticarlo, tanto è facile.
Il maestro ci fa sedere per terra, ci fa ascoltare delle canzoni e ci spiega come vanno interpretate e perché, come riconoscere i punti caldi e quelli in cui rifiatare e non è il caso di fare il tarantolato in pista. Poi ogni tanto guarda dalla nostra parte e sorride.
Ieri sera ad un certo punto dice “ognuno di noi ha il suo tumbao. Io per tumbao intendo il proprio modo di ballare, il proprio stile, io non voglio rendervi omogenei, mi piace questa cosa, però anche la canzone ha il suo tumbao e non si può ignorare”.
Mi preoccupo ho paura di dove voglia andare a parare.
“ecco ad esempio qui vi farò vedere due diversi stili di tumbao”, tremo, ecco dove vuole andare a parare. Prende me e una mia amica. Dicesi amica, una creatura alta 180cm, magra come non lo sono mai stata neanche in 5 elementare e molto stilosa. No dico al centro della pista io e lei. Devo aggiungere altro?
“qui abbiamo due esempi di tumbao. Se si vuole ballare una canzone di un certo stile, elegante, raffinato, col nasino un po’ all’insù..”
“ma certo che sei un bel tipo chissà con chi dovrebbero ballarla!”
 
Tutta la sala a ridere..
 
“shhh dicevo in quel caso è una canzone che ballerete con lei”, prende la mia amica e fa qualche passo con lei.
“se invece volete scatenarvi, volete ballare canzoni più ritmate, più da strada, prendete lei”, mi prende e mi fa fare qualche passo.
“no dico e io dovrei uscirne soddisfatta da una descrizione così?”, tutti a ridere, e io penso che solo qualche tempo fa, essere al centro di una sala con non so quanti paia di occhi addosso mi avrebbe fatto tremare. Adesso un paio di battute, il naso rosso, prendo in giro anche il maestro e in un attimo la gente è distratta e posso tornare al mio posto.
Lui mi da una pacca sul sedere, ha capito, mi conosce da tempo e mi dice “certo che dovresti lo sai che volevo dire”
“sì però ti odio”
“me ne ricorderò sabato, quando scelgo la canzone da ballare con te..”
“ti ho mai detto che ti considero il Maestro dei Maestri??”.
 
E un'altra settimana è finita. Guardo il calendario, ma che davero davero la prossima settimana…??
Sorrido, prima c’è domenica. E non vedo l’ora sorella.

Gozado para LeMieMari a 16:30 commenti (11)

lunedì, novembre 10, 2008

Un Sig.Concerto e due compleanni importanti, entro in ufficio e il pc della mia collega ha un virus. Io lo capisco. Ci sono momenti in cui uno dice “basta” e si mette in sciopero. Forse non era il caso di farlo nella settimana del metà mese, ma va beh, voglio capirlo.
Dicevamo. Ah sì il week-end.
Venerdì. Guccio è sempre lui. La pancia forse è più grande dell’ultima volta e lui ci scherza mentre non riesce a mettersi la chitarra con l’agilità di una volta, ma il resto è uguale.
Spara a zero su Berlusconi, con intelligenza, e il pubblico ride di gusto, in quei minuti che scorrono come il sudore, e le sue canzoni ti entrano nelle viscere.
Mentre sono lì che lo ascolto e canto, non riesco a non pensare perché sono lì.
Enrica mi chiede CI SI APPROCCIA DA GIOVANI A GUCCINI COM’E’ CHE TU LO HAI FATTO A 27 ANNI?? Sai quando ti fidi ciecamente del cuore di qualcuno? Ecco l’ho fatto per questo BEH HAI AVUTO UN’OTTIMA INTUIZIONE oh sì, una delle migliori!
Mi preparo prima del concerto, cerco di scoprire la scaletta, e mi ascolto quelle che non conosco. Non riesco ad impararle a memoria, ma sono fiera di mimetizzarmi bene tra coloro che lo ascoltano da sempre.
Ci sono ovviamente canzoni a cui sono affezionata. Quelle che mi hanno accompagnato in mille ritorni a casa, quando scettica lo ascoltavo e mi ritrovavo sotto casa con gli occhi umidi e il sorriso ebete. Bisogna essere in grando di riconoscere i propri errori. L’aver pensato che lui non facesse musica adatta a me è uno di questi. Le sue parole mi sono entrate dentro e non mi hanno più lasciata. TU lo sapevi molto prima di me, TU mi conosci più di quanto io potrò mai conoscere me stessa.
TORINO TI VUOLE BENE FRANCESCO urla qualcuno in un momento in cui si sta dissetando, lui arriva al microfono con calma e dice, con la voce che sa di vero, Lo so, lo vedo e credetemi lo sento. Cosa ho pensato non ve lo posso dire, mi prendereste per matta, ma quelle parole arrivano da lontano.
Sabato. Compleanno Cri. Delirio. Proprio nei dettagli non è che riesca a scendere, i ricordi ci sono tutti, ma un po’ sfuocati dai fiumi di alcool. So che appena ho visto che Mister Indecisione alla fine è venuto, sono andata a salutarlo dicendogli TOH ECCO QUALCUNO CHE NON TI ASPETTI, col sorriso ovviamente, e so di averlo sentito dire allo Zio, Certo che tua moglie sa sempre come colpire eh? Oh sì sempre!
So che ho riso tanto, che avere Lele lì con me mi ha fatto star bene, che Massi continua a farmi scompisciare, che Ale aveva gli occhi a cuore, che ho rivisto amici che non rivedevo da un po’, e che il barista l’ho messo al suo posto al terzo Cuba libre CHE CI HAI MESSO QUI DENTRO beh coca, rhum e limone (con fare spocchioso), come si fa il cuba libre CARO LO SO BENISSIMO COME SI FA UN CUBA LIBRE, PER QUESTO SONO SICURA CHE QUI HAI FATTO IL FANTASISTA.
Poco dopo: Ma che ti ha fatto, moh il barista?? ZIO VOLEVA FARE IL SIMPATICO, MA O LO SEI DAVVERO ALTRIMENTI STA ZITTO E FAMMI UN CUBA LIBRE COME SI DEVE a proposito questo è il numero??? HAI SENTITO?? MI CHIAMANO!
La festa dei 30anni Cri se la ricorderà, era tutto quello che volevo.
Domenica. Mi sveglio con la banda che suona nella testa e non ne vuole sapere di andare a riposare un attimo. Eppure è ora di pranzo ma niente da fare, non hanno fame. Fette biscottate con la nutella e santo benedetto Oki, mi aiutano a darmi tregua. Poi ti sei rimessa a letto Mari??? Ma vaaaaaaaa! C’era la festa a sorpresa per Ale. Lui non vuole festeggiare mai. Di solito ci si va a mangiare una pizza, ma lui ci tiene a dire NON PER FESTEGGIARE MA PER STARE CON I MIEI AMICI.
Io e la Tata, che la vediamo in modo completamente diverso, vogliamo festeggiarlo. Vogliamo che lui sappia che c’è da fare una gran festa ad avere un amico come lui, altro che chiacchiere!
Così ci si presenta a casa sua, lui non ci aspetta, con salatini, torta, spumante, canzoncina da cantare, e candelina da spegnere! La sua faccia valeva più di mille parole.
Si va tutti in pizzeria, un sms mi dice Non ti dirò il perché te lo sto scrivendo, ma ti voglio un gran bene, sorriso ebete e faccio finta di nulla.
Al momento dei saluti lui mi stringe forte e mi sussurra Grazie Luz, di tutto intendo.. Io gli tiro un buffetto e mi giro in fretta, certo che ce la mettono tutta per farmi cedere quando si impegnano!
Quando mi metto a letto ho gli occhi fissi sul soffitto con le immagini di questi giorni che si accavallano..
Resteremo sempre a un punto dai campioni, 13 è pari, ma si perda perché siam tre volte buoni, e si vinca solo in sogni straordinari… Io ieri ho avuto la netta sensazione di aver vinto, avendo nella mia vita persone straordinarie.

Gozado para LeMieMari a 09:56 commenti (65)

venerdì, novembre 07, 2008

Mari sei pallida non stai bene?
HO SOLO SONNO MA’ TRANQUILLA
Ieri hai avuto il corso?
SI’ E POI SIAMO ANDATI A BALLARE
Che ora hai fatto? (con aria di chi sa già la risposta)
EHM…LE 3..
Mari..
EH LO SO MA’, SOLO CHE DOVEVI SENTIRE CHE MUSICA ANDARE VIVA PROPRIO NON POTEVI
E poi non ti reggi
INFATTI SI’
Va beh stasera dormi?
EHM…NO HO UN CONCERTO..
E domani lavori
NON LO SO ANCORA MA MI SA DI SI’
Non te lo chiedo neanche di sabato
MAMMA CRI FA 30ANNI!
Ti devi riposare un po’
LO SO MA’ CI SARA’ TEMPO PER RIPOSARE TRANQUILLA
Sarà (con fare scettico e polemico)…è anni che ti sento dire sta frase, ma sto tempo quando arriva?
 
Capisco che è il momento di fare qualcosa, altrimenti attaccherà con l’età, e prima o poi cado per terra, io mi ritroverò a fare scongiuri, lei raggiungerà la cucina tirandomi fuori qualcosa in dialetto… Lampadina che si illumina…
 
MA’ NON VEDO KENZIA (la pianta che ha preso dimensioni abnormi da quando è entrata in casa nostra)..
Ah senti questa! Stanotte tuo padre non voleva uscire sul balcone per vedere come stava, diceva che non c’era vento ma io lo sentivo e allora l’ho costretto e poi…
 
Mi devo ricordare di ringraziare Kenzia e di comprare gli occhiali con gli occhi aperti per queste occasioni

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martedì, novembre 04, 2008

io e te ci siam tolti le voglie
ognuno i suoi sbagli
è un peccato per quelle promesse
oneste ma grosse
ci si sceglie per farselo un pò in compagnia
questo viaggio in cui non si ripassa dal via
 
 
Sono giorni strani questi.
Giorni in cui non riesco a non pensare all’anno scorso. Giorni in cui ho una canzone che mi ronza in testa e non va via. Ieri l’ho messa in loop in ufficio, poi mi sono detta MARI BASTA, ed ho spento. Che ho i pensieri che fanno rumore, che mi ritrovo a parlare in macchina da sola, quindi ho da dire, ho da spiegare. A me. A nessun altro che non sia io, ed osservare come ci rimango di fronte alle mie dichiarazioni. Insomma riesco a spiazzarmi. Da questi discorsi che partono dal nulla, spesso riesco ad arrivare al centro della questione, e se dovessi fermarmi e pensare razionalmente a come ci sono arrivata non saprei spiegarvelo.
Ricevo messaggi a cui non so rispondere, un tempo mi sarei arrovellata, avrei messo su il broncio, avrei fermato la mia vita in funzione di altri. Lo avrei fatto consapevolmente, adesso in modo altrettanto consapevole decido di non farlo. E non perché il mio affetto sia cambiato. Tutt’altro, si è rafforzato nel tempo, ma perché è inutile. La distanza mi permette di fare poche cose, sbatto i pugni e maledico questi chilometri, ma non per questo si dimezzano, non per questo apro la porta di casa e trovo qualcuno che vorrei abbracciare forte.
Quello che posso fare e guardare il calendario e fissare una data. Quello che posso fare è usare i mezzi di comunicazione che sono a mia disposizione per farmi sentire più vicina. Niente di più. Forse sto solo cominciando a non farmene più una colpa. Per favore non fatelo. Non dite E CHE COLPA AVRESTI DOVUTO AVERE? Non fatelo. Io sono così. Per prima cosa parto dal presupposto che non faccio abbastanza, poi col tempo riesco a capire che non è così, non quando amo. Riesco ad aspettare, a dare spazio per tornare.
 
L’amore conta, l’amore conta
Conosci un altro modo per fregar la morte..
 
Sono giorni strani. Giorni in cui non capisco certi atteggiamenti, ci provo ma non li capisco.
Giorni in cui sono orgogliosa di vedere il mio Sole che fa qualcosa per il suo bene, che si mette prima degli altri e prova a volersi un po’ bene, lei che agli altri il bene non lo risparmia mai.
Giorni in cui questo grigio sembra pesare tonnellate, e mi si dice che siamo a Novembre, e io mi chiedo come potrei non ricordarlo visto che c’è una squilibrata che canta il tormentone dell’inverno, dopo averci scaramellato gli zebedei con quello estivo. Ma io non ci posso fare niente, questo grigio e questa pioggia proprio non li sopporto. Sarà che mi rifiuto di usare l’ombrello e arrivo in ufficio che sembro appena uscita dalla doccia, sarà che svegliarmi al mattino con qualche squarcio di cielo sereno mi aiuta a iniziare bene, saranno questi maledetti ormoni che non la smettono di tormentarmi, o saranno state quelle stramaledette ultime tre puntate di ieri sera. Non lo so.
So che la canzone continua a ronzarmi in testa..
 
grazie per il tempo pieno
grazie per la te più vera
grazie per i denti stretti
i difetti
per le botte d'allegria
per la nostra fantasia

Gozado para LeMieMari a 11:42 commenti (46)