chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





mercoledì, ottobre 29, 2008

Mi ritrovo a fare mente locale del suo guardaroba per dirle come vestirsi per l’occasione e non lo facevo manco quando avevo 15anni (anche se non potrei giurarlo).
 
AMICA IO PENSAVO JEANS
Cri ma certo che ti metti i jeanse poi metti quel maglioncino rosa, quello che fa “autunno ma non troppo”
INSOMMA QUELLO CHE FA “SPORTIVA MA NON TROPPO”
Braaaaaaava
OK
Ok, adesso respiri per favore?? Che il blu della faccia non si intona al rosa!
EDDAI NON E’ MICA FACILE RIMETTERSI IN PISTA
Guarda che non devi fare niente di diverso dal solito, respira e soprattutto PARLA di quello che sai.
OK OK VADO A RIPASSARE IL DISCORSO!
Ahy mi madre! Cri mi aspetto di svegliarmi domattina e trovare un resoconto dettagliato, mi sembra di meritarlo!
 
Mi metto a letto e penso alla paura che si ha da sempre, ma oggi in modo più marcato, di dire quello che si prova. Il mondo va talmente al contrario che se non ci sto ad essere la donna del “martedì” quasi quasi mi devo vergognare. Va talmente storto che se mi piace una persona, mi faccio riaccompagnare a casa e non voglio farmi ribaltare sul sedile posteriore, c’è qualcosa che non va in me. Talmente assurdo che se sono una ragazza che sa stare in compagnia, ride, si diverte e non fa la sostenuta, allora certe cose me le devo anche aspettare. Siamo al paleolitico e non ce ne accorgiamo, anzi peggio, ce ne accorgiamo, ma stiamo al gioco per paura di non trovare nessuno, per paura di rimanere sole.
E’ talmente strano che se chiedi QUINDI STATE INSIEME? Ricevi uno sguardo quasi di compassione e la seguente risposta: ma noooo ci frequentiamo! E CHE DIFFERENZA C’E’ SCUSA?
Silenzio.
E non sono qui a fare pippozzi sul sesso fine a se stesso. Non sto parlando di una sera, di una meteora, né di giusto o sbagliato, per carità proprio io poi. Parlo della paura che si ha nel dire “senti ma noi in che direzione stiamo andando?”, e non perché non lo vogliamo sapere, ma per non sembrare una di quelle che vogliono subito mettere le manette, mentre si è subito pronti a dire “casa mia o casa tua?”.
 
Stamattina leggo il messaggio e mi sembra quasi di vederla mentre gira per casa senza imbroccarne una e col sorriso ebete. Ha fatto un passo avanti, non verso di lui, ma verso la donna che vorrebbe diventare sperando di trovare lui, o chi per lui, a camminarle affianco.
 
Io continuo a fare mente locale del suo guardaroba, metti che stasera escano di nuovo, non può trovarmi impreparata!
 

Gozado para LeMieMari a 11:09 commenti (68)

venerdì, ottobre 24, 2008

Donne da una parte e uomini dall’altra.
Lui lì a capeggiare una trentina di persone e davanti a me uno specchio che non lascia scampo all’errore.
Ma non sono preoccupata, in quell’occasione lo specchio è un amico.
Non può essere sempre così? Come quando ballo? Almeno una 15ina di donne non sanno come mettere i piedi, io guardo, imito, cerco di capire il meccanismo, ed è fatta.
Lui mi guarda compiaciuto e annuisce. Non è una questione di facilità, ed è questo il bello. So perfettamente che quello che sta insegnando è ad un livello alto, ho fatto tanti di quegli stage e lezioni da poterlo ormai constatare perfettamente, è che a me riesce.
Alt, calma. Se state pensando alla perfezione della Fracci, eliminate immediatamente dalla vostra mente questa immagine. Fatto? Bene. Adesso focalizzate solo una ragazza concentrata, che si morde il labbro mentre prova e a cui brillano gli occhi quando si rende conto che ormai “il passo ce l’ha”. Magari ancora un po’ “sporco”, ma c’è tempo per “pulirlo”.
In passato cercavo sempre di dare l’idea di una che ne sapeva sempre un po’ di meno degli altri, per non mettere in soggezione nessuno e per non espormi. Io non ero mai tra quelle che alzavano la mano in classe dopo la fatidica domanda QUALCUNO MI SA DIRE COME MAI…?? Anche se sapevo la risposta non alzavo la mano. L’idea di tutte quelle persone che ascoltavano me era insostenibile, e se poi avessi sbagliato? Che figura avrei fatto?
Nel ballo è stato diverso fin dall’inizio. La mia prima insegnante mi chiese dopo un anno di corsi di aiutarla con i ragazzi con un po’ più di difficoltà a sentire la musica. Mi lasciava carta bianca sul metodo. Metodo? Io non ce l’ho un metodo CERTO CHE CE L’HAI, VEDRAI.
Ricordo che improvvisavo. Cercavo di capire in che modo l’altro avrebbe potuto recepirmi e ci provavo. Non sopporto i vari QUESTO E’ IL MIO MODO SE NON VI PIACE QUELLA E’ LA PORTA, il modo deve cambiare in base a chi hai di fronte, altrimenti non bisognerebbe insegnare. Ricordo che era una gran soddisfazione vedere i miglioramenti, vedere che ero riuscita a trasmettere quel poco che sapevo. Lì, non avevo dubbi sulle risposte, lì non mi ponevo neanche il problema se alzare la mano o meno, e soprattutto poco importava che immagine davo di me, ero finalmente dove dovevo essere. Scoprire che c’era un posto in cui avrei potuto trovare le mie risposte mi ha aperto un mondo, averne la certezza ogni volta è rassicurante.
 
Adesso samba!
UFFA NON MI VIENE MARI IO LO FACCIO COME LO SO FARE eh già troppo facile, ti impegni e la fai come vuole lui altrimenti che ci sei venuta a fare qui? OK OK, PERO’ MI AIUTI? Eccerto metti il piede così, sposta il peso…
 
Mentre cammino compiaciuta verso la macchina mi pongo un dubbio: starò mica diventando vanitosa? In fin dei conti sono solo dei passi, in fin dei conti faccio cose che può fare chiunque, ok a me vengono, però non è che ho scoperto una nuova cura per le malattie rare, è solo ballo (seeeeee solo va beh…)..
 
“sorella, sto intraprendendo la strada della vanità se cammino compiaciuta perché riesco a fare cose che alla maggior parte della classe non riesce?”
“affatto…è DNA…provo lo stesso anch’io a yoga”
“ahhhhhhhhh bene, aggiungere la vanità alla lista nera mi sarebbe proprio scocciato”.
 

Gozado para LeMieMari a 11:47 commenti (40)

mercoledì, ottobre 22, 2008

Questo 22 Ottobre è stato fare colazione e fissare il calendario coi cubi sulla mensola vicino alla GiraffaRegaloKeniota, e realizzare che pensare di non portarlo a casa è stato un errore. Con me sempre, l’ho detto e lo faccio.
Questo 22 Ottobre è cercare di dare un soprannome alla giraffa e non riuscirci, troppo sforzo di prima mattina non va bene, ma Lei è tornata e tutto sembra avere colori differenti.
Questo 22 Ottobre è ricordare la telefonata di ieri sera con mio fratello e ridere come una scema MENO MALE CICE, SONO STATO ZITTO TUTTO IL GIORNO VISTO LA SQUADRACCIA CHE SIAMO, MA DOMANI VADO IN GIRO A TESTA ALTA  DA SIGNORE no dico hai visto Alex? OH NON MOLLA EH? Il capitano è il capitano HAI SENTITO I FISCHI AL MERCENARIO? Sì però quant’è bono.. MARIA’!! UN MERCENARIO E’ UN MERCENARIO ok ok si faceva per dire PAPA’ HA URLATO COME SUO SOLITO? No va beh dovevi sentirci secondo me ci hanno sentito fino allo stadio IO SEMBRAVO UN PAZZO sembravi eh??
Questo 22 Ottobre è uscire di casa e non sentire il freddo gelido e umido penetrarti le ossa. E’ un freddo diverso, non punge, avvolge. Non respinge, ti chiama fuori allo scoperto.
Questo 22 Ottobre è riflettere sul fatto che ben 3 persone hanno scelto di avermi sulla loro pelle, oltre che dentro i loro cuori. C’è chi dice che il tatuaggio è un modo per lasciare andare, chi lo vede come un modo per dire “sempre”, chi dice che lo si fa per segnare un momento/persona che ti ha segnato in qualche modo irrimediabilmente, escludo a priori quelli che lo fanno per moda, qualsiasi cosa fatta solo per moda la trovo semplicemente stupida.
Li ho davanti agli occhi tutti e tre. Così diversi tra loro nella forma, ma non nella sostanza.
Io so che bacerei quel tatuaggio e direi solo Grazie. Perché certe dimostrazioni d’amore non sono scontate, e qui non si tratta di voler lasciare andare, ma proprio il contrario, di vivere con una consapevolezza nel cuore, ma capisco la difficoltà nel comprendere questa scelta, di vederla un non voler andare avanti, un ancorarsi al passato. La vita va avanti, le scelte ci portano su strade diverse, le giornate scorrono indipendentemente da questo, ma c’è. E’ lì, sul tuo braccio, ed è qui, con me.
Questo 22 Ottobre è camminare verso la panetteria con i pensieri che ti fanno sorridere e inumidire gli occhi insieme. Perché la vita sa sorprendermi di continuo, e io mi ritrovo ferma, in un angolo di casa ferma a guardare un punto e vederci un mondo.
Questo 22 Ottobre è sapere che non sarei io se rinunciassi a quella parte di me che mi fa traballare ogni tanto, che non sarei io se non tentassi di far passare un momento brutto con una telefonata, se non mi facessi mille problemi per tutti, se non mi abbandonassi ai ricordi con aria trasognante.
Questo 22 Ottobre mi vede protagonista di una voglia pazzesca di fare nulla, e per una volta il capo ha deciso di collaborare andandosene per una settimana. Direi che non mi posso lamentare.

Gozado para LeMieMari a 10:18 commenti (29)

venerdì, ottobre 17, 2008

Niente cose sdolcinate che a noi non piacciono, noi siamo più per le risate che smuovono le spalle come se avessimo le convulsioni, le prese in giro, le barzellette.
Oggi è Venerdì 17 Ottobre, proprio come 58 anni fa, quando chiesero alla nonna VUOI CHE CAMBIAMO IL GIORNO e picchì?? È tantu biddu!
Ce l’avrà raccontato un miliardo di volte lei, e tu tutte le volte concordi sul fatto che venerdì 17 porta bene, tu ne sei l’esempio!
Mi hai pinzato per il pranzo di rito con l’officina, così mi tocca fare i salti mortali per il tuo regalo, forse riesco a sgusciare per cena, ma tu hai quel modo tutto tuo di “chiedere” che mi sa, che non potrò rinunciare manco a quella. E non è per te, ma per gli invitati a cui rischio di lanciare il piatto in faccia papà, ma farò la brava e sarò rapida. Tanto TU MANGI 4 FOGLIE DI INSALATA E SEI SAZIA, che poi questa visione distorta di me devo ancora capire da dove l’hai presa..mah!
Mamma mi telefona per dirmi di cambiare regalo, poi mi dice cosa ti vuole regalare lei per avere conferma che è una buona idea. Lo è. Bene.
Tu entri in ufficio stamane e mi dici tutto sorridente ELENA A MEZZANOTTE MI HA MANDATO UN SMS e tu lo hai letto papà?? CERTO! Ma qui si fanno progressi e io non ne so niente GUARDA CHE TUO PADRE E’ TECNOLOGICO papà le hai risposto? NO VA BEH ASPETTAVO DI VENIRE IN UFFICIO DA TE ah ecco.
Stamattina alla radio uno cantava QUANT’E’ LADIA LA ME ZITA TUTTA FRACITA E PURRITA, io e te ci guardiamo e all’unisono con un’intonazione perfetta eh ladia è  ccchiu lladia d’idda nun c’innè!
Nella pausa caffè mancava moneta GIOVA’ PERO’ E’ IL TUO COMPLEANNO TOCCA A TE PAGARE mi sa che qui è il mio compleanno tutti i giorni allora! Tutti a ridere.
 
Siamo più simili di quanto io a volte voglia, di quanto io possa immaginare, mamma e zio hanno ragione.
 
Tanti auguri pa’, adesso vedo di mandare un messaggio a chi vorresti qui con noi per chiudere il cerchio che tanto hai voluto. Sono sicura che il tuo sorriso avrà una luce diversa. E’ il tuo giorno e deve essere così.

Gozado para LeMieMari a 10:44 commenti (46)

martedì, ottobre 14, 2008

Post anomalo, non l’ho mai fatto da quando ho un blog, ma questa volta è diverso…
 
Sette anni sono tanti.
Non quel tanto che ti fa dire che palle, piuttosto quel tanto che ti fa guardare indietro per vedere cosa si è fatto in tutto questo tempo.
Ogni tanto guardarsi indietro è bello, non fa male, è un balsamo per le bolle e i pruriti giornalieri.
Tutti pensano che se non avessimo incontrato qualcuno che non avesse avuto la nostra stessa passione per questa musica, ci saremmo adattati e avremmo ridotto la nostra frequenza. Noi li lasciamo parlare, perché nessuno può sapere come sarebbero state le cose SE e MA. Quello che sappiamo è che non è un caso se ci siamo trovati. Chiunque ci conosce e conosce il nostro modo di vivere sa che doveva andare così.
Ed era diverso prima di me. Tutti lo dicono. Molto più introverso, molto più timido, molto Zio di tutti che resta in disparte e ascolta, perché gli altri sono più importanti. Colonna portante di una famiglia che si affida a lui, perché ormai è l’unico uomo di casa, e lui che non si tira indietro. Lui c’è, per tutti. Lui è lo zio, non potrebbe essere altrimenti. Adesso fa battute, ride, sa essere l’anima della festa, sempre se accompagnato dalla giusta dose di confidenza, noi lo guardiamo e lo prendiamo in giro NON ERI COSI’ NON ERI COSI’ e lui fa la faccia da tonno. Sorrido.
Ed ero diversa prima di lui. Giorno per giorno era la mia parola d’ordine, la diffidenza prima di tutto, una volta basta e avanza. Ricordo il primo anno che andammo in vacanza insieme era Luglio e mi disse MARI FORSE DOVREMMO DECIDERE CHE FARE ma ancora è presto non mi pressare ti prego NON TI STO PRESSANDO STANNO FINENDO I POSTI PER LO STAGE! Io mi guardo indietro e mi vedo diversa eppure sempre la stessa, ed è merito suo che non mi ha voluto in un altro modo, mi ha voluta esattamente per quello che sono. Sbadata, a volte egoista, con la chiacchiera a mille, la buffona di corte che lo fa ammazzare dal ridere, quella che lo prende e gli dice GUARDA CHE COSI’ NON VA BENE SE NON PARLI TU PARLO IO, quella che gli ha fatto capire che “Tu sei importante quanto gli altri” e che pretendere ogni tanto è nei suoi diritti. Sono quella che adesso pensa alla spesa e non ha l’ansia, che fa la bimba che si incaponisce sulle cose e che non cede di un millimetro se sa di avere ragione, ma spesso anche se ha torto… Quella che si chiude in silenzi che pesano, eppure sa che è l’unico modo per non far male, per non prendersela con chi non ne può nulla, perché parlare a volte non serve a niente, solo a dividere il carico, e certi carichi è bene tenerseli per sé. Che dice FACCIO UN PO’ DI NANNA E POI STIRO PROMESSO e non pensa che sia l’inizio della fine. E c’è un motivo. Quel motivo è lo zio. Così è ancora registrato sul mio telefono, e io sono ancora MariGanas. Forse per ricordarci che siamo sempre quei due che hanno ballato per un anno senza mai rivolgersi la parola, quelli che davano per scontato di ballare insieme.
Proprio adesso, che di scontato c’è proprio nulla, che abbiamo sentito la terra tremare sotto i piedi, e mica solo una volta, e che sappiamo potrà ritremare in futuro. Lo sappiamo tutti e due, non siamo stupidi, eppure continuiamo a ballare insieme. Che è quello che ci riesce meglio, che è tutto quello che vogliamo.
Sette anni e sento gli amici che dicono “siete sempre gli stessi una bella certezza”, e io so che non è vero. Noi siamo cambiati, ma abbiamo saputo trovare nuovi incastri, abbiamo saputo reinventarci un mondo in cui abbiamo detto fanculo noi ci proviamo ancora.
 
DI SOLITO SI DICE LA CRISI DEL SETTIMO ANNO… Beh noi abbiamo azzerato i contatori così l’abbiamo fregata! EHI EHI MICA ADESSO C’è IL 28 E IL 14 PASSA NEL DIMENTICATOIO non ci penso nemmeno senza il 14 non ci sarebbe stato il 28 INFATTI SI’!!!

Gozado para LeMieMari a 11:42 commenti (49)

lunedì, ottobre 13, 2008

Macchinetta non è una che fa scherzi. E’ con me da 6 anni, e a parte i capricci iniziali in cui voleva farmi capire che comandava lei, abbiamo sempre avuto un’ottima complicità.
Lei fa il suo dovere e io il mio. Cioè, lei esegue ciò che io le chiedo di fare, ovviamente nel rispetto del codice della strada (chiunque sia salito in macchina con me taccia!).
Io credo nel rapporto che va consolidato nel tempo. Non una fiducia incondizionata a prescindere. Ci siamo dovute conoscere, lei mi ha lasciato a piedi perché pensava di “meritare” il pieno ogni volta, solo perché nuova. Io le ho fatto capire che certe cose vanno meritate. Ricordo di averle detto in una di quelle nostre lunghe chiacchierate “Un pieno è una cosa importante, mica mi vorrai diventare come quelle macchine viziate che ne hanno sempre una?”. Prima il pieno, poi il cambio dell’olio e dei filtri regolare, poi controllare i pneumatici, ragazzina è meglio che capisci subito come vanno le cose da queste parti. E lo ha capito eccome.
Mi ha dimostrato che con dieci euro riesce a superarsi, che quando c’è da dimostrare ai Suv (ma fuoristrada faceva schifo che adesso è uscita sta moda del Suv?) che finché non mettono le ali gli tocca stare dietro, non se lo lascia dire due volte, che anche se al mattino ho gli occhi chiusi non sto dormendo, al massimo riposo per vedere se lei la strada se la ricorda comunque. Ed ha una memoria di ferro. Per non parlare di quanto si è divertita ascoltando telefonate esilaranti a qualsiasi ora del giorno e della notte, discorsi da sit-com di successo, che hanno superato di gran lunga le lacrime e le paranoie. Lei è come me, apprezza lo sforzo e ti viene incontro.
Ci sono però mattinate come questa in cui mi vuole dire “resta a casa, ascolta me”, così non parte. Non è da lei, mai avuto problemi alla batteria in 6 anni, forse è il momento di cambiarla, eppure fa l’avviamento (lavorando in un’officina le basi le conosco ormai..). Va beh chiamo Santu RRRRoccu che viene in mio aiuto e dice la stessa cosa L’AVVIAMENTO LO FA NON E’ LA BATTERIA MARI lo so Rocco, da domani posso mettermi la tuta anch’io, ma che è allora? NON LO SO BISOGNA VEDERE. Mi sembra già assurdo quando lo diciamo ai nostri clienti, detto a me, mi fa proprio incaxxare, ma abbozzo. La saluto, salgo sul furgone e vado a lavoro.
Mattinata a dir poco al vetriolo. Ho già litigato con una ditta rumena che deve farmi un bonifico e non se ne parla, risposto ad un questionario su un corso che non ho fatto io (sì avete capito bene), firmato carte che non erano di mia competenza, e preso due cazziatoni che non erano per me MI SCUSI SIGNORINA LO SO CHE LEI NON C’ENTRA NULLA ma nel frattempo mi hai sfanculato per bene, va beh cercherò di focalizzarmi sul signorina allora!
Sono lì che aspetto di sapere cos’ha macchinetta e quando arriva il responso non posso crederci.
Mancava la benzina. MANCAVA LA BENZINA??? IMPOSSIBILE! Mari ho messo la benzina ed è ripartita BEH CHE C’ENTRA? Sguardo perplesso di Rocco…OK OK FORSE C’ENTRA, MA CON QUELLA CHE AVEVA AL DISTRIBUTORE ARRIVAVAMO TRANQUILLAMENTE è che era parcheggiata un po’ storta allora forse non pescava bene AHHHHHHHHHHH DICEVO IO CHE C’ERA LA BENZINA!
 
No tranquilli non la punirò per aver fatto la preziosa, è una donna ogni tanto ci sta, e poi stamattina il capo è arrivato ben dopo di me quindi ho evitato il broncio infinito che mi avrebbe aspettato al varcare la soglia dell’ufficio.
E poi diciamocela tutta, non me la racconta giusta quel camion dei traslochi (il solito fascino del del grezzo..) parcheggiato di fronte a lei, ho visto come si guardavano e chi sono io per non capirla??
Squilla il telefono. Ripeti respirando per bene Mari NON PUOI INSULTARE IL CLIENTE, NON PUOI INSULTARE IL CLIENTE, forza devi crederci però NON PUOI INSULTARE IL CLIENTE!!

Gozado para LeMieMari a 11:26 commenti (28)

mercoledì, ottobre 08, 2008

Chiamarlo concerto sarebbe riduttivo. Quello a cui ho assistito è un vero e proprio spettacolo.
Lei mi ha conquistata fin da subito. Protagonista di mille ritorni a casa, in cui la radio al massimo e la mia voce fusa con la sua erano l’unica colonna sonora che volessi.
Ma dal vivo è ancora meglio. Dal vivo ti rendi conto che ha davvero un dono. Chiunque riesca ad arrivare a certe note, ha indiscutibilmente un dono, ed è riuscita a trovare davvero la sua strada. Mi ricorda Dolores, un pezzo di cuore.
Elisa è melodia struggente, ma anche rock, canta, ma suona anche chitarra, piano e tamburi. E’ donna, almeno così dicono all’anagrafe, eppure quando non si ricorda una parola si mette a fare le pernacchie e ride, ride di gusto proprio come una ragazzina!
Solo due date in Italia, Milano e Roma per il suo Mechanical Dreams Tour, non potevo mancare, soprattutto dopo che una soffiata mi ha anticipato che ha anche un corpo di ballo fantastico.
Non era un commento esagerato. Inebetita esclamo HANNO LE PUNTE HANNO LE PUNTE, le donne volteggiano in un sincronismo perfetto che mi lascia inebetita, gli uomini sono a dir poco spettacolari, le coreografie e le scenografie lasciano a bocca aperta.
Quando esce la squadra olimpica di ginnastica artistica con nastri e cerchi da lanciare con la stessa facilità con cui io mi allaccio le scarpe avreste dovuto vedere la mia faccia. Che già vederlo in televisione mi fa estraniare da qualsiasi cosa di fronte a tanta precisione, ma averle lì è strepitoso. Lancio, tre capriole, ed ecco fatto il cerchio che cade in mano. Basta poco che ce vo’?
Nel frattempo lei si diletta in arpeggi vocali che non possono lasciare indifferenti, canzoni sue, ma anche cover da brividi, che hanno fatto passare in secondo piano il fatto che non abbia cantato alcuni pezzi a cui proprio non so rinunciare.
So con chi avrei voluto essere lì, ecco per un attimo ci penso e le lacrime arrivano, ma le mando subito indietro. E’ colpa della musica, è colpa della SUA musica troppe volte protagonista di momenti che chiunque vorrebbe rivivere all’infinito.
VE LA RICORDATE LINDA PERRY? RICORDATE I FOUR NO BLONDES? Lì davanti a me, la vedo perfettamente, chitarra in mano, versione acustica. Prendo il telefono e la canto, adesso come allora, ho 16anni, sono nello spogliatoio della piscina e la stiamo cantando tutte e tre insieme. Ci prendiamo in giro su chi deve mettere la crema a chi, su chi ha stonato, su cosa dice in quel punto che si mangia le parole, and so I wake in the morning and I step outside and I take deep breath and I get real high and I scream from the top of my lungs, wht’s goin’ on.
Su Dancing le solite lacrime, è come se la sua voce arrivasse fino alla bocca dello stomaco e mi togliesse il respiro. Ogni santa volta che l’ascolto. Sono sempre raccolta nels edile della mia auto parcheggiata sotto casa che l’ascolto ancora e ancora I’m dancing in the room as if I was in the wood with you, no need for anything but music, musici s the reason why I konw time still exists
Su Qualcosa che non c’è, ho stretto forte forte in un abbracci il mi Sole. Perché è il nostro mantra ricorrente. Dobbiamo ricordarci cosa abbiamo di buono, ed è molto, per non perdere di vista la realtà e cadere sprofondati nella melma. E’ se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole, e non qualcosa che non c’è.. Spero la mia voce sia arrivata fino in Kenia, io ho urlato più che ho potuto.
E vi cito queste perché hanno per me una valore che va oltre il raccontabile, ma per ognuna di loro ci sarebbe un aneddoto, ci sono parole metabolizzate e fatte mie.
La si vorrebbe trattenere all’infinito, ma ha cantato per 2 ore e mezza, davvero di più non le possiamo chiedere. Così quando iniziano le prime note de Gli ostacoli del cuore le urlo GRAAAZIEEEEEEEEE, che quella canzone è la colonna sonora di un viaggio innevato, freddo solo fuori, e l’ho ascoltata miliardi di volte eppure lei è quel momento lì.
Adoro quello sguardo sicuro dei ballerini quando salgono sul palco per il finale. Potrebbero essere titubanti per strada mentre camminano, ma dagli un palco e delle note e sono proprio nel loro mondo, quello che hanno scelto
 
E non importa se sono tornata a casa alle tre, non importa, se il mal di testa non mi lascia in pace, non importa se ho un sonno che non so descrivere e stasera ho afro (a proposito vi ho voluto bene..), ho assistito ad uno spettacolo che lascia il segno. Per recuperare ore di sonno c’è sempre tempo, ho più o meno 8 anni di arretrato cosa volete che sia un giorno in più. Sabato prometto che cercherò di scalare un po’ il monte ore. Sì avete letto bene, sabato, ma tanto è vicino…no???
 
How could I feel better How could I feel higher, how could I feel happier…happier…

Gozado para LeMieMari a 10:40 commenti (40)

lunedì, ottobre 06, 2008

A distanza di 3 mesi un concerto completamente diverso. Ancora una volta.
Non diverso nella scaletta. E’ un tour nato per promuovere un album, le canzoni devono essere scelte di conseguenza, le altre si dividono tra intoccabili e le ripescate con gioia.
Di diverso c’era lui. Stanco, dopo un tour in cui ha riempito stadi su stadi, in cui non si è risparmiato mai. Stanco dopo anni di vita tirata “al massimo”, con i suoi eccessi che non sta a me giudicare. A nessuno di quei 70mila importa minimamente. Io guardo l’uomo che ho davanti. Guardo l’uomo che appena ci vede dice CASSO QUANTI SIETE, via con l’ennesimo primo piano e gli occhi stupiti.
Torino lo ama e lui lo sente. Per questo torna tutte le volte. Per questo mette la data di Milano, ma dopo qualche mese ci pensa su e decide di chiudere qui. E pensate pure che siano i vaneggiamenti di una pazza, faccio spallucce. Quando ci urla SIETE I MIGLIORI io ci credo. Perché questa è una città che si vede sempre surclassare dalla principessa sul pisello Milano. Se uno deve scegliere di fare un concerto non preferirà mai Torino a Milano. D’altra parte Milano spende, noi no. Così quando capita un evento, il calore che circonda chi ci ha scelto è all’ennesima potenza.
Lui lo sa, per questo torna, sempre. E noi lo ripaghiamo concedendogli tutto. Gli si concede la pausa in più, se poi lo si ritrova pieno di voglia di scherzare, di parlare con noi, di essere uomo e non mito. Perché noi siamo “una generazione di sconvolti che non han più santi né eroi..”.
Ho l’immagine di un bambino che avrà avuto poco più di un anno. Cappellino in pile con su scritto VOGLIO UNA VITA SPERICOLATA e maglietta con IL MONDO CHE VORREI. Un bimbo di cui non sappiamo il nome che ha tenuto in pugno non so quante persone. Ero lui che incitava a fare la ola alzando le braccia, che applaudiva e tutti a seguirlo, che ballava e non ha frignato un attimo.
Ho l’immagine di due signori già di una certa età che si abbracciano e ballano NON SI PUO’ SORVOLARE LE MONTAGNE NON SI PUO’ ANDARE DOVE VORRESTI ANDARE… Si guardano negli occhi e sorridono, poi si stringono più forte.
Ho l’immagine di un gruppo di ragazzi che al sentire T’IMMAGINI SE FOSSE SEMPRE DOMENICA TU FOSSI SEMPRE LIBERA E SE TUA MADRE FOSSE MENO NEVROTICA saltano e si prendono in giro tra di loro. Quando questa canzone è stata scritta loro non erano neanche nati eppure se la sentono addosso.
Ho l’immagine di mamma che si commuove su SIAMO SOLO NOI e papà che canta VIVERE E’ PASSATO TANTO TEMPO VIVERE…
Lo si può amare o no, non è questo l’importante. Lui canta l’animo della gente semplice, con parole semplici, ma dirette. Canta per tutti, ai giovani di allora e a quelli di adesso, rimanendo sempre attuale. Mi volete dire che è normale? Mi volete dire che è da tutti? Ok ditelo voi, io continuo a commuovermi invece, che quei ragazzi li avrei abbracciati tutti, che quel bambino l’avrei tenuto con me e quei signori li ho invidiati. Molto.
Ho l’immagine del momento unplugged, di lui che scherza e dice IO MANCO LO SAPEVO COS’ERA MA MI HANNO DETTO CHE VA DI MODA! Del suo dirci di immaginare di essere al mare davanti al falò, scherza con noi, prende in giro la sua band, prende in giro i suoi rivali di sempre (Liga è bravo ed è ancora giovane, e’ un ragazzo che si farà si farà….e via con la faccetta furba con tanto di tripudio!), si commuove nella dedica a Massimo Riva, come sempre, perché un compagno di viaggio rimane tale a prescindere dalla presenza fisica.
E’ l’ultimo concerto che ha fatto al Delle Alpi, tra poco lo smantelleranno e chissà quando sarà di nuovo agibile.
Ci ha salutati in modo strano, non lo so. Ringraziava e io gli dicevo NON MI FARE SCHERZI NON MI FARE SCHERZI OH! Si è spogliato, ha corso come un matto da una parte all’altra continuando a salutare.
BEH HA LA SUA ETA’ lo so è che ho cominciato così tardi MAGARI HA FATTO COSI’ PERCHE’ CHIUDE CON NOI E FINISCE IL TOUR già forse sì, cazzo è già finito…
 
Ha iniziato a Roma ed ha concluso a Torino. Visto il risultato ne io ne lui potevamo chiedere di più.

Gozado para LeMieMari a 10:18 commenti (43)

giovedì, ottobre 02, 2008

Ho il biglietto sul comodino da tre mesi. Tre lunghi lunghissimi mesi, ma sono passati. Ero ancora a l’Habana (e mentre lo dico ho gli occhi a cuore) quando mi arriva un messaggio che mi dice C’E’ LA DATA DI TORINO CHE FACCIO??? Come che fai Ale prendili!! EHEHEHE ERA RETORICA VADO OGGI POMERIGGIO.
I giorni passano che neanche me ne accorgo, magoni alternati a momenti di spensieratezza, problemi senza soluzione, con serate di chiacchiere e relax.
Fino a stamattina.
 
Posta in arrivo:
 
Cri: AMICA PRE CONCERTOOOOOOOOOOO
Ale: meno due alla data X sei già in pre concerto??
 
Sorrido e decido che è il momento giusto. Prendo un cd e lo metto in ufficio come colonna sonora continua della giornata. In macchina è già pronto l’ultimo, che per me poi una novità non è più da un po’.
Sono pronta, manchi solo tu, io ti aspetto eh? E quest’anno ti porto anche papà. Come le vere presentazioni ufficiali che odio e non ho mai fatto. Ma con te faccio un’eccezione.
Entrando allo stadio e vedendo tutta quella gente lì solo per te, già pronta con cori, sciarpe, striscioni, bottiglie di birra e canne da rollare, guarderò orgogliosa mio padre e gli dirò PAPA’ TI PRESENTO LA COMBRICCOLA DEL BLASCO, LUI ARRIVA TRA UN PO’. E per 3 ore sarò qualcuno che lui non ha mai visto ma tu sì. Tu mi hai vista come nessuno può neanche immaginare.
Mi viene in mente mamma Sa che mi dice “dovevi sentire che voce avevi mentre cantavi a squarcia gola, ti ascoltavo al telefono e pensavo senti sta matta!!”.
 
Adesso mi mette lo canzone che mi immagino di cantare con mio nipote…due matti che ciondolano con la testa, muovono il sedere a tempo e si dicono occhi negli occhi TI VOGLIO BENE NON L’HAI MICA CAPITO, TI VOGLIO BENE LASCIA STARE IL VESTITO, TI VOGLIO BENE NON CAMBIARE DISCORSO DAI NON SCHERZARE!!!
 
Reply a cri ed Ale:
 
Sì è ufficiale sono in pre concerto!!

Gozado para LeMieMari a 15:14 commenti (48)