Terza parte
Fiesta! Ecco come si potrebbe sintetizzare il tutto! Non si entra con la marcia nuziale, non è la nostra musica, l’addetto alla musica sa già tutto, così entriamo sulle note che ormai fanno parte della nostra vita da anni ma hanno assunto un vero significato dal momento in cui ci siamo visti.
Io placo i miei crampi con il primo antipasto, poi ci sono le foto ai tavoli, poi ci sono le persone che vuoi salutare, i brindisi a cui non si può scappare, i baci richiesti a gran voce, le canzoni da cantare e quelle da ballare. Tutte praticamente.
Vengo lanciata in aria da non so più chi, so solo che mentre sono lassù penso GESU’ TI PREGO FA CHE ABBIANO LA FORZA DI ACCHIAPPARMI, IL LANCIO E’ LA PARTE PIU’ FACILE!
Lo Zio ogni tanto mi chiama al tavolo e mi sussurra TI HO FATTO LASCIARE QUESTO DAL CAMERIERE ah grazie magari dopo però. Un Dopo che non è arrivato mai.
Non ho più toccato cibo, non più per la tensione, ma per la contentezza. Come quei bimbi che sono euforici e non stanno un attimo seduti al tavolo, ma li vedi schizzare come palline impazzite da una parte e dall’altra. Uguale.
Dopo non so quanto mamma Sa mi dice QUANDO E’ STATA L’ULTIMA VOLTA CHE HAI FATTO LA PIPI’? non lo so ma non mi scappa MUOVITI ANDIAMO IN BAGNO ma non mi scappa DAJE! Inutile dirvi che eravamo in tre, tra chi mi teneva il vestito e chi faceva da vedetta alla porta di ingresso e io che ridevo come una scema all’idea che ci vedesse qualcuno!
Gli sposi aprono le danze e qui un po’ di morsa allo stomaco l’ho avuta. E’ un immagine che da quando siamo insieme mi sono immaginata. Se nelle altre coppie poteva essere un momento come un altro all’interno del matrimonio, per noi ha tutto un altro significato. Noi senza il ballo non ci saremmo conosciuti. Noi senza il ballo non saremmo stati noi, perché se la mia passione per questa musica ormai vi è nota, la sua non è da meno, è solo più trattenuta causa timidezza. Quando balliamo ci ritagliamo un mondo tutto nostro in cui giochiamo un gioco dalle regole che cambiano in base alla musica, in base ai nostri desideri.
Io sento le prime note e non ci credo SEI STATO TU? Lui continua a camminare verso la pista tenendomi per mano ZIO COME FACEVA A SAPERLO SEI STATO TU? Certo non poteva essere una canzone qualunque.
Dame alguna razon yo te darè la mia para ponernos de acuerdo y empezar una nueva vida, dame alguna ilusion yo te darè mi suenos para ponernos de acuerdo y disfrutar de los buenos tempos..
Gli amici non si sono smentiti. FAVOLOSI! I cartelloni umani li abbiamo trovati appiccicati in tutta la sala in modo che tutti potessero leggerli, abbiamo cantato una canzone riscritta per noi, ho partecipato al balletto de “lago dei Cigni”, in cui Emanuele si è persino librato in volo e le ragazze di afro avevano i costumi dello spettacolo dell’anno scorso! Lele ha fatto public relation con tutta la mia famiglia, ogni volta che mi giravo al tavolo non la trovavo MA ELENA? Era la domanda ricorrente, per poi renderci conto entrambe che sì era tutto meraviglioso, però non essere allo stesso tavolo per parlare di continuo di tutto era una pecca! Lo Zio ormai è abituato!
Non dimenticherò mai la dedica di mamma Sa alle sue figlie, io e mia sorella che cantiamo a squarciagola abbracciate; rimarrà sempre fissa in me il momento in cui sto brindando ad un tavolo e all’improvviso mi ritrovo capofila del famoso trenino che nessuno vorrebbe al proprio matrimonio! SE C’E’ UNA COSA CHE SO, E’ CHE AL MIO NON CI SARA’! Ecco prima di dirlo pensateci due volte, il mio non solo c’era, ma penso fosse secondo solo al Carnevale di Rio!
La musica ha provato a intenerirmi, ha provato a farmi piangere con più attacchi, ma io niente, non ho ceduto. Avere One al mio matrimonio che suona senza che nessuno ne abbia fatto richiesta è quanto meno bizzarro. Cerco Elena con lo sguardo, la trovo e parte il gioco di labbiale. NON E’ POSSIBILE no dico ti rendi conto? VUOI CHE VADA E LA FACCIO TOGLIERE? Eheheheh lo faresti? OK VADO maddaaaaaaaiiiiii fermaaaa la cantiamo insieme così esorcizziamo!
Too late
Tonight
To drag the past out into the light
We're one, but we're not the same
We get to
carry each other
carry each other
One
Quando un cugino dello Zio decide di cantare “i migliori anni della nostra vita” mentre stiamo ballando, sento che potrei capitolare. Non so resistere a quel stringimi forte che nessuna notte è infinita, ho paura di avere la stessa reazione di sempre, che quelle due che erano lì sopra con me potrebbero capire e si preoccuperebbero. E io sto bene. Bene davvero. Ma arrivano i rinforzi, come se mi leggessero nel pensiero. In un attimo siamo circondati, tutti gli amici si stringono addosso a noi, cantano con noi, sorridono e mi dico che sì, con un abbraccio così posso dormire sonni tranquilli, il giorno non tarderà ad arrivare.
C’è stato spazio per ballare con papà, per vedere i miei genitori ballare e farsi le smorfie come fanno sempre, per fare la rueda davanti a tutti, io che con una mano tenevo il vestito, con l’altra tentavo di ballare e loro che pretendevano ancora!
Sono sicura di essermi dimenticata qualcosa, ma per fortuna ho miliardi di foto che mi ricordano, i tentativi di spogliare lo sposo, le facce divertite delle persone, la pista sempre piena di gente di tutte le età.
E se vi state chiedendo del momento del lancio del bouquet, beh niente lancio del bouquet, il mio ce l’ha il Sole, era suo di diritto.
Rimaniamo con gli aficionados, ma ancora non è finita. La macchina è completamente nastrata con carta igienica e domo pack un poster JUST MARRIED è sul lunottto posteriore e delle lattine vuote sono legate alla marmitta. Siamo stati i protagonisti di uno splendido film, in cui non compare il THE END finale.
Mentre ci dirigiamo verso casa penso a quell’abbraccio fatto da tutti quanti, penso a quanto siano pazzi, a quanto gli voglia bene, a quanto non potrò mai ringraziarli abbastanza per aver reso tutto speciale. Questa volta le lacrime scendono NON MI DIRE NIENTE HO FATTO LA BRAVA FINO AD ADESSO, NON MI DIRE NIENTE, in silenzio mi porge un fazzoletto, anche questo è uno dei motivi. Si va a casa e le lacrime al solo pensiero non scendono più.

Pause
Mentre scorrono sul video le foto non ufficiali fatte dal nostro fotografo di fiducia, le risate si sprecano, il liquore al caffè anche, c’è chi sul balcone decide di provare il sigaro che abbiamo portato, il ron riscuote il dovuto successo, i biscotti non ne parliamo.
I ricordi riaffiorano e non ci accorgiamo delle ore che passano né dell’ora che abbiamo fatto.
Poi il silenzio, rimaniamo noi, lui carica la lavastoviglie, io sto accovacciata su una sedia, le gambe raccolte al petto, e mi cade l’occhio sull’ora e sul giorno.
Che i giorni volassero quando si sta bene, l’ho sempre saputo, ma caspita, un mese e a me sembra DAVVERO ieri.
E ADESSO COS’E’ QUELLA FACCIA?
No è che domani i fiorai sono chiusi, spero di riuscire a trovarne uno aperto
OHHHHHH TRANQUILLO ZIO! NON IMPORTA…VANNO BENE ANCHE MARTEDI’!
Mi conosco non starò qui a festeggiare ogni 28 del mese, ma stamattina facevo il rewind di quella giornata, per cominciare questa settimana con il giusto sorriso. Vedendo il mio nuovo look, soprannominato Zero Manutenzione,allo specchio mi sono detta NIENTE A CHE VEDERE CON UN MESE FA EH MARI?
Non impongo nessuna colonna sonora, lascio a voi la scelta, che ognuno vada col suo ritmo e canti la sua canzone, c’è un ballo per ognuno di noi, c’è una musica che ci identifica più di altre. Da tempo mi chiedo se sono stata io a trovarla o lei ad avermi chiamata per cambiarmi la vita. Eh lo so che non è importante sapere la risposta, ma non riesco a smettere di fare domande!
Y todo comenzo bailando tu cuerpo me embriago bailando, perdimos el control bailando, bailando hicimos el amor… Y hasta che que sube sube!

Seconda parte
Io continuo a guardare l’ora, mentre la gente continua ad arrivare a casa e a salutare, io guardo Sa, poi Elena ripetutamente, Mari sta tranquilla QUELLO NON LO CONOSCI MA SA ESSERE DETESTABILE, si chiama la macchina che prima non trova la chiesa, poi non trova la fioraia, poi… Insomma alle 16.20 è sotto casa.
Entro in macchina in un mutismo totale perché una sposa che ti carica non è proprio il massimo, anche se il sangue non mente e ci pensa papà, come solo lui sa fare, senza lasciare possibilità di replica. Fa il tragitto lungo, da casa mia c’è una rotonda e poi una via molto lunga piena di altre rotonde e incroci molto trafficati di solito e mentre penso a controllare il fiato sento le macchine dietro strombazzare e qualcosa attira la mia attenzione OH MIO DIO! Quello che vedo mette di buon umore una via intera: Emanuele e Valentina sono sopra una mini rotonda vestiti da sposi e tengono in mano un cartello con una mia foto in formato gigante e una frase che inneggia al matrimonio! Penso che siano pazzi, scoppio a ridere, li saluto e mi dimentico dello stomaco contorto.
Ma non è finita. All’incrocio del semaforo infinito quello che se becchi rosso fai prima a mangiarti una pizza per ingannare il tempo ecco un altro strombazzamento e in un attimo arrivano Igor e Nicoletta: corrono sul marciapiede vicino l’auto sventolando un altro cartello: questa volta il soggetto è un mio amico che fa una faccia buffa e sotto la scritta “Mulata si sposa!?!??! Organizziaaaaaaamooooociiiiiii”, oh mamma ma quanti ce ne saranno?! Loro scendono dal marciapiede e arrivano ai finestrini continuando a sventolare sto poster e io che gli dico di fare attenzione alle macchine!! Finalmente scatta il verde e c’è il rush finale, si svolta a sinistra e poco prima della chiesa ecco Stefano, la Tata, Igor e Nicoletta con in mano un altro cartello, una mia foto e la scritta “Ma davvero Mulata si sposa??? INFATTI SI’!” li saluto come una bambina, sono così sorridenti e io ricambio il sorriso, che meraviglia penso e in un attimo sono davanti la chiesa.
In un attimo il prete riesce a rivelarsi la persona sgradevole che è. Non ho mai avuto dubbi sullo sposarmi in chiesa. Mi spiace dirlo, ma se tornassi indietro ci penserei eccome. Si lamentano tanto del distacco della gente dalla chiesa e poi hai due giovani che si vogliono sposare e il tuo atteggiamento è questo? Insolente, provocatorio, maleducato? Qualcosa non mi quadra, tu per la precisione caro il mio servitore del Signore.
In un attimo arriva mamma e sono accompagnata da entrambi verso colui che è lì fermo e sembra di gesso. OH MAMMA MICA PIANGERA’? Penso mentre mi avvicino. Non piange solo perché è lui, ma ha gli occhi bordati di rosso e sta facendo una fatica incredibile, io ormai sono tranquilla, sono lì, sono con lui, che succeda quello che deve succedere. Gli faccio le facce e lui un abbozzo di sorriso lo fa, vorrei vedere, nessuno resiste alle mie facce!
In un attimo tutti i presenti si rendono conto che io non ho esagerato nei miei racconti sul servitore del Signore, mentre io spero che non tutti colgano le mie espressioni in certi punti fin troppo eloquenti, soprattutto quando utilizza termini a dir poco discutibili.
In un attimo mi ritrovo a pronunciare la promessa (veramente dopo una predica infinita in cui deve ringraziare che nessun movimento sovversivo tra i miei parenti, si sia organizzato per minacciarlo pubblicamente) di matrimonio e non mi trema la voce. Dico il mio nome per intero e un po’ mi viene da ridere pensando alle facce di chi è dietro di me, lui pure impassibile ma con la mano che gli trema, quel leggero tremolio non visibile a tutti. Guardo le mie testimoni, sorridono e sono lì pronte a sorreggermi, fa un caldo infernale e comincio a dare segni di cedimento. Guardo la mia mano sinistra e un senso di leggerezza mi invade.
In un attimo Io vi dichiaro marito e moglie, gli applausi sono copiosi, ci guardiamo, ci giriamo verso i nostri genitori, poi verso chi è lì al nostro fianco. Tutto vero. Cazzarola Mari hai capito come? Vi giuro che pensavo ste cose. Come si fa a rimanere seri?!
Non voglio parlare della benedizione del prete con me e lo Zio (così lo chiamerò poi vi spiegherò perché) ai lati mentre con la mano ci tocca la testa. Una foto, scattata a tradimento da chiunque avesse a portata di mano una digitale, la dice lunga, la mia espressione facciale vale più di mille parole. Né parlerò del fatto che se fossi stata lì ancora 10 minuti sarei svenuta, forse per questo Don Aldo ad un certo punto ha tagliato, forse, ma non sono sicura si fosse accorto che stesse celebrando un matrimonio e non un suo discorso sull’argomento. A digiuno e con quel caldo avevo i minuti contati. Fuori ci aspettano e…
In un attimo siamo inondati da coriandoli, fiori di cartapesta e confetti (sorvoliamo sull’elemento che ha distribuito i confetti che sembravano delle bombe!)! Mille persone vengono a farci gli auguri, io continuo a baciare e ci sono persone che non so chi siano, e non è che se me le trovassi davanti adesso le riconoscerei!
In un attimo siamo di nuovo in macchina pronti ad andare a fare le foto COME STAI? Io sto bene, tu? AVEVO PAURA SVENISSI FACEVA CALDO LI lo sai che non svengo HAI LA PELLACCIA DURA Ti veniva da piangere? E’ CHE SEI BELLISSIMA.
In un attimo siamo i protagonisti di un reportage in giro per Torino, il fotografo lo scuote ad essere più espressivo, fatti ispirare da lei, gli dice, ma quando si vergogna proprio non ci riesce E’ CHE MI SENTO UN COGLIONE TU NO? Ahahahahah maddai è divertente (e nel frattempo faccio le pose per strappargli un sorriso) SEMBRI UNA BIMBA AL LUNA PARK oh senti sono contenta e i bimbi quando sono contenti piangono forse??
In un attimo si rientra in macchina direzione ristorante. Ho lo stomaco a pezzi, devo mangiare qualcosa o sti crampi non passano, e poi quel minimo di tensione che poteva giocarmi brutti scherzi adesso non la sento più e si va… Chissà cos’altro ci aspetta, continuavo a vedere movimenti strani all’uscita della chiesa…Mah…
TO BE CONTINUE…

Ho deciso di non racchiudere tutto in un unico post, non sarebbe giusto, dovrei eliminare un sacco di particolari e non è proprio questo il caso di essere generica. Non se lo merita l’evento, non se lo merita l’Habana. A ognuno il suo spazio, ciò non vuol dire che non sarò prolissa. Si inizia.
Prima parte
Il tutto inizia davvero quando mi ritrovo alla stazione ad attendere la mia famiglia romana il venerdì sera. Ele mi corre incontro e io sono già più tranquilla, l’abbraccio con mamma Sa fa il resto.
NIENTE, ALLORA SIAMO QUI eh già… QUINDI ME SA CHE TE SPOSI DAVERO DAVERO sorè ancora c’è tempo non ci pensiamo.. Lei guarda la madre come per dire parla sul serio?? L’altra annuisce e il teatro, quello vero (ha ragione il Mentore teatrino in questo caso non rende) ha inizio.
Delirio. Si sistemano a casa di Cri e quando arriva Lele finalmente siamo al completo!
Sembra una cena qualunque, io per la prima sera nella settimana mangio come si deve, si chiacchiera come se fosse una rimpatriata poi capita un momento di silenzio, sguardi e all’improvviso si tirano fuori scarpe dai tacchi allucinanti, SA VERO CHE MI AIUTI A METTERE LO SMALTO? Fammi vedere il tuo vestito a che ora è domani il parrucchiere? OH TU HAI FATTO MANICURE, PEDICURE, DEPILATION E AFFINI?Mi passi l’accendino? E’ già finita la coca cola? E ridere, ridere ben sapendo che arriverà l’ora di andare a dormire e poi guardarsi A DOMANI E NON FATE QUELLE FACCE NON SCAPPO PROMESSO!
Ritorno a casa, ma non da sola. La compagna di una vita non ha mai messo in dubbio di rimanere con me in questa notte. Ovviamente ci sono regalini per me. Simboli, che solo lei poteva scegliere di darmi in questa sera. TUTTO OK? Sì sì io sto bene MAH..IO TI VEDO BENE, O HAI IMPARATO A FINGERE IN QUESTI ULTIMI GIORNI O FORSE IL PEGGIO ARRIVERA’ DOMANI E MI DEVO PREPARARE a me sa che per come stai messa mi dovrò preparare io a sorreggerti MARI CI SONO UN MILIONE DI COSE DA FARE E NON TE LE POSSO DIRE CAPISCI CHE STRESS e mi immagino tesoro, ma io non so se quella cazzo di cerniera si chiuderà, oppure se mi va troppo larga e poi con queste braccia! MARI LA PARANOIA DELLE BRACCIA PRIMA DI ANDARE A DORMIRE NO! ok ok la rimando a domani mattina..
Lei dorme come un ghiro, io no, ma per colpa di un mal di gola che non mi permette neanche di deglutire e mi viene in mente chi mi ha raccontato del suo modo di somatizzare l’evento, sorrido.
Il risveglio è dato dalla voce del piccolo che dice qualcosa che nessuno capisce, così mi alzo, corro in cucina lo abbraccio e cominciamo il nostro show di baci e mozzichetti a raffica, quella risata ce l’ho ancora nelle orecchie. E’ LA PRIMA NOTTE DA NON SO QUANDO CHE HO DORMITO NEL VERO SENSO DELLA PAROLA sono contenta tesoro ti ho vista, sei crollata SARA’ CHE NON DOVEVO CHIEDERMI COME STAVI PERCHE’ TI AVEVO LI ‘ VICINO non è che mi odierai per tutto questo stress alla fine?? SARO’ TROPPO STANCA PER ODIARTI Fiuuuuuuu anche a sto giro l’ho scampata! E via dal parrucchiere, solo dopo aver già mandato messaggi a chi ormai è solo a qualche chilometro da me, altro che 700!!
Dovevate esserci, 5 pazze. Non c’è altro modo per descriverci, e tutti contagiati dall’atmosfera, c’era un negozio intero che ci girava intorno per ridere con noi, anche un po’ di noi visto quello che combinavamo. E l’acconciatura è perfetta. Pazza, tutta tirata e poi sparata come se avessero lanciato dei petardi, sì è l’effetto che volevo! Immaginatevi quando ci siamo fermate a fare colazione quanto potessimo passare inosservate…
Il ritorno a casa è lento, comincio ad avere un po’ di crampi ma so che non devo mangiare se voglio essere al sicuro, Elena fa il giro lungo così ci rilassiamo ancora un po’ MI DEVO RICORDARE DELLE BRACCIA mari… AVEVI DETTO CHE AL MATTINO POTEVO beh d’altra parte fino ad oggi sei stata brava, me l’aspettavo una nuova paranoia LE ALTRE NON SONO SPARITE EH? Ma me lo immagino non credere!
Il resto è un attimo.
In un attimo suonano alla porta ed è Raul, il truccatore. Viene risucchiato nel circo familiare, con mio fratello che gli si presenta in mutande mentre si mangia un panino di dimensioni abnormi e gli dice MIRACCOMANDO CHE LEI E’ GIA’ BELLA COSI’ mario sicuro di non avere di meglio da fare? C’è tuo figlio che ti chiama! E Raul ride di gusto.
Dopo che passi sotto le mani di Raul non sei più la stessa. Mi guardavo allo specchio e non ci credevo. Trucco naturale, ovviamente.
Poi tocca a mamma e a Elena, mentre a casa sono già arrivate mamma Sa, Ele e Cri. Tutti sul balcone che è diventata la zona trucco. Tutte meraviglie della natura, le mie meraviglie.
In un attimo arriva l’aiuto sarta (l’altra è a casa a piangere di continuo mentre il figlio si prepare..) ed è il momento del vestito, mi da un’occhiata MARIA’ SEI DIMAGRITA? Ti giuro che non è colpa mia, devi parlare col mio intestino VA BEH MO’ VEDIAMO COME RISOLVERE DAI IO AGO E FILO L’HO PORTATO!
Il vestito si chiude. E’ un incanto. Siamo partite con un’idea e in fase di lavorazione man mano mi chiamavano per dirmi che avevano avuto un’idea Mi fido, procedete era la mia risposta, sempre.
Quando si apre la porta e mamma mi vede fa una faccia che vale più di mille parole, ma non piange e questo mi aiuta, temo la reazione delle altre, ma sono fantastiche, mi guardano sorridono e non crollano. Mitiche!
In un attimo arriva il fotografo. Io non riesco a smettere di sorridere e ridere di gusto, chiede un aiuto e lo trova in mamma Sa, che mi propone pose a dir poco “alternative” e io le eseguo come se stessimo in spiaggia in costume, non in camera con un vestito da principessa! Mi sto divertendo da matti, lui lo capisce e mi asseconda
Nel frattempo la gente arriva, mangia, beve, si saluta, c’è il nonno, ci sono zii e cugini che non vedo da tempo perché lontani, ci sono tutti, nessuno ha detto di no, ogni volta che arrivavo a casa c’era mamma che mi aggiornava C’è ANCHE ZIO TIZIO maddai di solito non va mai ai matrimoni! MA QUESTO E’ IL TUO MATRIMONIO della serie “vogliono esserci perché non ci credono!?!”.
Vedo Elena sempre al telefono che parla di nascosto e si blocca quando mi avvicino, strani movimenti, Cristina ed Ele che vanno via prima perché hanno da fare, mi arrivano messaggi da ogni parte d’Italia e non riuscendo a rispondere decido di leggere tutto l’indomani, però mi riempiono il cuore.
A farmi venire l’ansia ci si mette la macchina che non arriva e il ricordo della frase del prete PER FAVORE ARRIVI PUNTUALE PERCHE’ DOPO HO L’ALTRA MESSA E ALTRIMENTI MI TOCCA TAGLIARE. Il pensiero del prete e l’idea che io possa lanciargli addosso il bouquet e dopo la scarpa, mi rilassa per poi farmi innervosire di nuovo perché so non sarebbe possibile!
Ore 16 in chiesa, ore 16.10 la macchina ancora non c’è…
TO BE CONTINUE…

So che vi aspettate un mio racconto. D’ altra parte i fiumi di parole che vi propino ogni volta faccio qualcosa a cui tengo sono noti ai frequentatori della mia casa virtuale.
Vi chiedo di portare un po’ di pazienza per riordinare le idea dopo il viaggio.
Nella mia casa dall’altra parte del mondo adesso sono le 9 del mattino, i cani abbaieranno già da ore, gli uccelli faranno concerti da non so quanto, la signora affianco spero abbia messo quel cd di Marc Anthony che mi faceva canticchiare ancora assonnata, il frigo avrà smesso di fare quel suono allucinante che ti rendi conto essere così forte solo dopo che smette, ci sarà già gente che corre da ore nella pista atletica di fronte e Alejandro starà già fumando il suo sigaro davanti alla tv guardando magari qualche partita di baseball Quien gana Alejandro? AHI MARIA (si non c’è stato verso di farmi chiamare Mari) TODAVIA NINGUNO!
Nella mia casa a pochi chilometri da dove lavoro invece una lavatrice va avanti in continuazione, le tapparelle sono alzate per far prendere luce a casa, il bucato è steso fuori ad asciugare, domani che arriva l’asse arriverà il momento peggiore, ma ancora c’è tempo e il comodino è già pieno di libri.
Capite cosa voglio dire quando parlo di riorganizzare le idee? Anche perché magari qualche dettaglio sul QUEL giorno lo vorrete no? E io voglio essere prontissima per rispondere alle vostre domande. Per quel che riguarda le foto non le pubblicherò qui. Chi le vuole può scrivermi un messaggio privato con la sua mail e gliele spedisco privatamente.
Non ho parlato di questo evento alla fine per caso. Era giusto così. E’ giusto così. Ma le foto ci sono, devo solo reperire le foto a casa di mamma. Ebbene sì sono ancora nella fase quella borsa è da mamma, la roba estiva pure, le scarpe metà sì e metà no (e la metà no è consistente…cercate di capire la preoccupazione di chi sa che avrà a mala pena lo spazio per le scarpe da ginnastica..).
Nel frattempo volevo dirvi grazie. Davvero. Perché niente di tutto quello che avete fatto, scritto, dimostrato era scontato. Il vostro affetto è stato tangibile e me lo sono portato addosso tutto il tempo, come un prezioso gioiello luminoso.
A Mamma Sa e a Lele non dico altro, ma le guardo in quel modo che a loro piace tanto.
Addendum che poi proprio tale non è: No va beh io sono sciroccata dal fuso orario ma splinder o l'editor pure non stanno bene che mi hanno mangiato una parte di post...
Sorella e Mentore in più di un'occasione ho desiderato che poteste vedere quello che vedevano i miei occhi ed ho immaginato il vostro sguardo mentre nel portico Eliza ed Alejandro mi raccontavano dell'Habana prima e dopo la Rivoluzione. Vi ho portato con me, nonostante il silenzio forzato, mannaia alla tecnologia.
