chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





giovedì, maggio 29, 2008

Pensate ad un week-end libero da qui a luglio? Ne trovate qualcuno? Beh fortunelli! La sottoscritta ha il calendario zeppo e continua a pensare che tanto giugno è lontano.
Prima di tutto sabato si parte per tre giorni all’insegna dello scazzo sulle rive del lago di Garda, con tappa obbligata a Gardaland ovviamente. Non so se sono pronti a me, Elena e Cri insieme, da quelle parti vi saprò dire.
Il prossimo week-end c’è IL concerto. Sabato tutti in macchina direzione San Siro, ecco voglio dire, capito come sì?!?!?
Quello dopo ancora ci sono le prove dello spettacolo di afro con aggiunta di matrimonio, l’ultimo per fortuna. Sì, cioè l’ultimo… Ok facciamo che è l’ultimo, così l’ansia non sale. Come riuscirò a fare le prove poi lavarmi e partire per andare a 80 km dalla scuola, per arrivare in tempo almeno alla cena, non l’ho ancora capito, ma in qualche modo faremo. Soprattutto devo avvertire la Favolosa, visto che sono giusto lì davanti nella danza.
E poi c’è una festa che mi vedrà protagonista. Con il delirio che già è palpabile tra le mie amiche. Non posso dirvi altro, perché in realtà non so altro, non mi è dato sapere.
E poi.. Mettiamoci un bel punto che va bene tutto, ma manca ancora un sacco di tempo!
Insomma ecco che arriva giugno. Ma prima che arrivi Maggio si congeda con una data importante. Questa volta la cifra è tonda. Questa volta si rende omaggio ad una donna eccezionale che con coltello tra i denti va avanti giorno per giorno. Le mazzate arrivano, lei le prende in pieno viso, a volte riesce a proteggersi, altre volte la colpiscono così forte che guardandosi allo specchio non si riconosce. E lì che risalire richiede coraggio e volontà, ed è lì che pian piano ritorna in pista, non si tira indietro lei. Dovreste conoscerla, dovreste vederla la voglia di vivere che ha. E’ così che raggiunge questa cifra, tra una lacrima e un sorriso, tra una batosta e uno sbattere di ali per rialzarsi, tra la forza per non cedere e la fragilità che l’assale e che non tutti vedono, tra continui dibattiti tra gemella buona e gemella cattiva. A testa alta, sempre. Difficile parlare di chi in pochissimo tempo è entrato nella mia vita e ne è diventata protagonista. Non le renderei giustizia, il bene che le voglio è immenso, averla lì, al mio fianco, accanto a chi è una certezza nella mia vita da sempre, ne è l’ulteriore conferma.
Sì, proprio come una figlia orgogliosa di sua madre le dirò Buon compleanno Donna meravigliosa!
Non si fanno gli auguri in anticipo, lo so, ma domani non sarò in ufficio, cause di forza maggiore richiedono la mia presenza fuori di qui, e figuriamoci se mi tiro indietro.
 
Adesso lascio una canzone come colonna sonora, che è la stessa di un’estate così difficile per certi versi e così meravigliosa per altri, che tutte le volte che l’ascolto sorrido e una marea di ricordi mi assale.
 
LA COMPAGNIA
 
Mi sono alzato
mi son vestito
e sono uscito solo solo per la strada
Ho camminato a lungo senza meta
finché ho sentito cantare in un bar
finché ho sentito cantare in un bar.
Canzoni e fumo
ed allegria
io ti ringrazio sconosciuta compagnia.

Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore
Ma so che sento più caldo il mio cuor
So che sento più caldo il mio cuor
Felicità.
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà

Abbiam bevuto
e poi ballato
è mai possibile che ti abbia già scordato?
Eppure ieri morivo di dolore
ed oggi canta di nuovo il mio cuor
oggi canta di nuovo il mio cuor.
Felicità
Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già
Tristezza va
una canzone il tuo posto prenderà.

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lunedì, maggio 26, 2008

Ho riso ancora tutta domenica nel ricordare cosa abbiamo combinato sabato insieme.
Un Suo compleanno solo io e Lei non me lo ricordo, e non credo che questo sia stato scelto a caso.
Chiacchiere davanti ad un buon super alcolico aspettando la mezzanotte, di tutto e di più, congressi mondiali di architettura a Torino, la sua tanto attesa cenetta a due, una giacca di pelle che ha il suo posto che l’aspetta nell’armadio, risate a profusione come sempre, come sempre teatro a livelli di professionismo.
Arriva la mezzanotte, ecco scattare gli auguri, un regalo virtuale, perché ancora non mi è arrivato nulla, ma già prevede e pregusta, i suoi occhini felici, una telefonata che provo a fare in quel di forte dei Marmi, ma nessuno risponde e chissà come mai!! I cin cin, i tavoli vicini che ci spiano e i cocktail che vanno giù tra una sigaretta e un racconto.
Alla telefonata del Bro (fa molto ma molto gggiovane), scatta l’uscita ai Murazzi, al Puddu.
Partiamo dal presupposto che ignoravamo la presenza di tale locale e che il nome farebbe già ridere da sobri, figuriamoci dopo 2 cocktail ben fatti!
Piove, io odio gli ombrelli ed ho fatto beneficenza al mio parrucchiere ancora una volta, mi sento buona e lei ne conviene. TI PREGO MARI SCRIVILO UN LIBRO CON TUTTE LE COSE CHE RIESCI A PARTORIRE DA QUELLA MENTE TI PREGO! Ma c’è già Totti che scrive cazzate il mercato è saturo! LO VEDI LO VEDI!?!? Oddio siamo già oltre la soglia del bene e del male!
Il Puddu lo troviamo, non prima di farci abbordare da due appena maggiorenni, facevano tenerezza e nella mia mente Simon & Garfunkel cantavano GOD BLESS YOU PLEASE MRS ROBINSON, lei lo capisce e la risata la sentono fino in collina.
Si balla, si beve ancora, Vale e Meme sono proprio carini insieme e in imbarazzo di fronte a me, che li ho sempre visti in versione “siamo solo amici cosa credete”. Dopo aver ballato un sacco e aver cercato inutilmente di scrollarci di dosso due che avevano una fiatella di cipolla insostenibile, decidiamo di andare a prendere una boccata d’aria PENSA SE TROVIAMO TUO FRATELLO E VALE CHE LIMONANO DURO (se io già non sono una contessa di mio, da ubriaca sbrago di brutto, giusto per la cronaca) Mari insomma è mio fratello queste cose non le fa!
Il mio sguardo da certo certo fa da sottotitolo alla scena dei due polipi sulla panchina subito fuori il locale. Lei, discreta come sempre, si mette ad urlare VI HO VISTI VI HO VISTI (e l’attenuante dell’alcool non regge mi spiace), facendoli diventare entrambi porpora dalla vergogna!
E che dire del buon vecchio Eros? Ebbene sì, lui forse aveva bevuto anche qualche litro del Po’, perché rispettivamente ha creduto che: Elena, diventata Silvia ( mi ha rubato il nome lasciandomi in seri problemi ), fosse fidanzata con suo fratello (diventato Carlo per l’occasione) e che io fossi sua sorella Letizia. Un nome più brutto no? E chissà qual è il vero nome di Eros a sto punto, tutti quanti diamo per scontato che ne abbia inventato uno anche lui.
Lo so che mi avevi detto che non devo dirtelo però… cazzo non dovevi.. NO MA SCUSA CHE TE L’HO DETTO A FARE!? SE UNO NON RENDE ONORE ALLE PERSONE CHE AMA PUO’ ANCHE ATTACCARSI ALLA CANNA DEL GAS NO? Oh mio Dio questa è di Sabrina vero?!!  
Ed ecco che riscatta la telefonata la telefonata e così mamma Sa può farle gli auguri a voce, proprio come mi aveva richiesto, e glisso da vera signora sul resto.
Ci siamo soffermate anche su quanto sia da ritenere grave tradire con la mente, per poi arrivare alla conclusione che se tutti i potenziali assassini pensassero di uccidere invece di farlo, sarebbe un mondo non so se migliore, ma sicuramente più popolato. E non vado oltre, perché sono sobria, le barriere sono di nuovo in modalità ON.
Il ritorno a casa è una corsa contro il tempo, per arrivare prima che ci facciamo la pipì addosso. Sì, l’incontinenza nonostante i soli 31anni, è già un problema per noi. Sarebbe stato meno rischioso se Elena avesse scansato almeno un tombino e qualche dosso, ma non potevo pretendere e riusciamo a portare integra la nostra dignità ancora una volta.
Mi metto a letto, aspetto il suo messaggio e rido. Cerco di ripercorrere tutti i discorsi fatti tra il serio e il faceto, ma mi rimbombano in testa solo i suoi “grazie May che compleanno fantastico, uno dei più belli fino adesso”, senza rendersi conto che era lei che mi stava facendo un regalo in realtà.
Arriva il suo sms di arrivo, aspetto che la stanza smetta di girare un attimo e mi perdo nel buio con un bel sorriso al sapore di promessa rinnovata sul volto.
“ in tutto questo marasma che è la mia vita adesso, lavorativamente ed emotivamente, sono contenta di una cosa, sono di nuovo io…cioè intendo dire con te, siamo di nuovo Noi”.
Eccome se lo siamo mia cara bridesmaid, ora più che mai.
 

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venerdì, maggio 23, 2008

Sono una persona strana me ne rendo conto. Mi gira il culo per niente, anche se c’è da dire che con la stessa rapidità può tornarmi il buon umore. Posso essere contenta, rilassata o che, poi leggo una cosa e mi indispettisco. Mi accorgo di un comportamento piuttosto che di un altro ed esce fuori la bestia che è in me. Qui, sul blog, non è quasi mai successo, è forse, e dico forse, è stato un errore. Mi sa che vi siete fatti un’idea sbagliata di me.
Non è un buon carattere il mio, non tutti lo sanno, ma chi mi ama sì, e mi ritrovo a pensare spesso che sono circondata da persone speciali, perché amare Cenerentola è facile, ma nessuno si è mai chiesto cosa renda la Madre Cattiva tanto cattiva?
Se, ad esempio, qualcuno a cui voglio bene si allontana non lo inseguo. Mai. Posso cercarlo a modo mio, e se capisce bene se no amen. Se vuole torna mi dico. FOTTITENE DELL’ORGOGLIO NE HA CONSUMATI PIU’ LUI DEL PETROLIO dice uno che ne sa, eppure io ho sempre pensato che inseguire non valga la pena, chiedere il perché e il per come neanche. Chi si allontana avrà i suoi motivi se ritiene di informarmi bene, altrimenti spallucce. E non voglio dire che non ci starei male, anzi. Non fate quella faccia, vi sto parlando di difetti non me ne sto vantando, solo esponendo, perché, non so come (bugia..), mi è salito il veleno. E confido nei miei lettori intelligenti che eviteranno di dirmi che se sono difetti posso anche cambiarli.
E ne vogliamo parlare dei chiarimenti? Ah che tormento.
Ricordo che alle superiori una delle magnifiche quattro aveva la fissa dei chiarimenti. A me mettevano l’ansia. Siamo tutti lì a dirci cose che non vanno IO HO CAPITO QUESTO ma no volevo dire quello AH ALLORA VA BENE avevi frainteso BEH CERTO CHE IL TUO TONO.. Poi di nuovo tutti amici come prima, fino alla volta dopo in cui si tirava fuori questo, quello e quell’altro. Perché di fronte ad una persona che vuole chiarire non puoi essere cattivo, non sta bene, non si fa, ma come non apprezzi che abbia voluto “risolvere?”.
Sono grata solo di aver fatto una di cena chiarimento che ha realmente cambiato le cose, che ci ha restituito quello che eravamo, il resto è fuffa.
Preferisco di gran lunga i litigi. Quanto si è veri nei litigi? Si riesce a sfogare anche la rabbia montata in giorni di elucubrazioni mentali inutili e poi sì, si è capaci di ricominciare davvero.
Quando sto così sono chiusa me ne rendo conto, bisogna farmi parlare, dire anche cazzate (e qui sono quasi sicura che qualcuno coglierà la palla al balzo), ma lasciarmi parlare.
Sono la stessa che è sempre pronta a dare una mano quando serve, sono la stessa che si spacca in 4 per trovare una soluzione quando un amico chiama, e che non se lo fa dire due volte prima di prendere e raggiungere chi chiede aiuto, la stessa che per far casino non si tira mai indietro, il clown, la festaiola. Non sono una buonista, questo devo dirlo. Io ai buoni non credo, mi fanno paura, sono sicura che mentono. Come chi non fa delle differenze. Quei genitori che dicono VI VOGLIO BENE ALLO STESSO MODO mentono. Non è vero. E’ impossibile, state mentendo per fare i bravi della situazione. Io delle differenze le faccio eccome, si vedono, si palpano e si hanno dei riscontri. Possono stare bene oppure no, ma ci sono.
Ok seduta di psicoanalisi scampata anche stavolta, mi è venuto in mente il motivo che ha scatenato tutto questo e sono scoppiata a ridere. Ve l’ho detto all’inizio che non sono un soggetto facile.
Ci sono persone che valgono un mal di pancia e altre semplicemente no.
Per un attimo ho perso la bussola. Capita.
 
Domani si festeggia il compleanno della mia Elena, a proposito di persone per cui vale la pena tutto, e la prossima…ok taccio, mannaia ci stavo cascando di nuovo!

Gozado para LeMieMari a 10:38 commenti (30)

giovedì, maggio 22, 2008

Ho sognato che eravamo in una stanza illuminata solo dalla luna e da quelle quattro candele su una torta al cioccolato e bignè, che avevamo scelto Noi con tanta cura. Abbiamo contato fino a tre e le abbiamo spente in una botta sola. Capirai erano quattro mica quaranta, mi hai detto Tu, Embè? Quattro in ogni caso non sono mica poche.
La radio è accesa, come sempre quando stiamo insieme, hai messo la selezione random, che poi così casuale non è, ogni canzone ci fa sussultare, ricordare, sorridere.
La prossima la balli per me? Qual è? Sorpresa!
 
Solo me alienta el deseo divino de hacerte mia,
mas me destruye la incetidumbre que estoy pasando,
y es que la nieve cruel de los años mi cuerpo enfria,
y se me agota ya la paciencia por ti esperando.
 
Scoppio a ridere, e lo guardo come se quello fosse un colpo basso, mi alzo faccio un piccolo inchino e comincio.
Questa volta non ho gli occhi chiusi, anzi, mi tuffo nei tuoi e non ne esco più. Non sono imbarazzata, non ne ho più motivo, mi muovo in una danza che ha il Tuo nome, che scandisce i Nostri giorni.

Que a besos yo te levante al rayar el dia
(el dia nos sorprenda corazon)
y que el idilio perdure siempre al llegar la noche,
(la noche sea tan solo de los dos)
y cuando venga la aurora llena de goce,
(juntos solos tu y yo)
se fundan en una sola tu alma y la mía.
 
Ho sognato che ti dicevo Scusa non ho un regalo per te questa volta, e tu mi rispondevi E Tu cosa saresti scusa? Poi mi hai messo il nastro rosso della torta intorno al braccio e mi hai detto Adesso voglio scartare il regalo, con quel tuo modo malizioso e innocente allo stesso tempo di parlarmi.
 
Forse non era un sogno, o forse sì, a parte Noi chi può dirlo? Ecco il mio modo di farti gli auguri, e  troverò sempre un modo di farteli perché questo giorno è magia.
 

Gozado para LeMieMari a 10:40 commenti (19)

lunedì, maggio 19, 2008

Questa volta, ancora più di altre è ancora più difficile esprimere a parole questi due giorni. L’emozione incredula nel rivederla, ascoltarla mentre si sfoga e non c’è un monitor di mezzo, ma siamo finalmente occhi negli occhi.
Non sarà mai più come prima, la vita detta i tempi e le regole, a noi sta il tentare di vivere e non solo sopravvivere. Da soli è difficile, ma noi due sole non lo siamo.
L’ho sentita scoppiare in una risata liberatoria di fronte ai miei racconti e l’ho vista rabbuiarsi di fronte ai suoi. Ho visto la rabbia trasformarsi in dolcezza, e la risata trasformarsi in preoccupazione.
Ho mangiato come faccio solo da lei, di continuo, senza sensi di colpa, sorridendo.
Ho riso con la mia sorellina, comprato una maglietta uguale e sfilato in cucina con mamma che ci guardava, come solo lei può. Ho giocato con Yuppi che ha ricevuto il suo tanto sospirato regalo.
Ho visto le lancette percorrere quell’orologio senza un minimo di rispetto per chi si aggrappava a loro per tentare di fermarle e vedendo che non ci si riusciva ci ha bevuto su un po’.
Tanti racconti, così anche all’improvviso, io in silenzio al mio posto in cucina, lei con gli occhi nei miei, come una cascata in piena. Ma ero lì. E potevo guardala e dirle che è tutto normale, che avere paura è normale, che stare da cani è normale, che sentire di non potercela fare è normale, tanto nell’istante successivo io arrivo e insieme sarà differente.
Il resto è come da copione, la sorella che stringe da paura, il cane con la faccia triste che mi gira intorno, io e lei che non ci guardiamo altrimenti che succede si sa.
Il resto è un treno che arriva 1 ora in ritardo, è Roma che non vuole lasciarmi andare, è un biglietto trovato nella tasca del giubbotto che mi fa singhiozzare, sono i fuochi d’artificio che qualcuno ha deciso di sparare e che mi strappa un sorriso, è la luna dritta dritta sulla mia testa mentre fisso i binari di un treno che prima o poi arriverà e io guardo quel treno sfidandolo: tanto io torno.
 
SONO ARRIVATA IN STAZIONE ASPETTO DI PRENDERE L’AUTOBUS E POI A LAVORO RICORDATI CHE 1. DEVI SCACCIARE LE RONDINI DAL NIDO PRIMA DI RIENTRARE IN UFFICIO 2. SEI BELA (CON UNA ELE) 3. ANCHE SE.. 4. TI VOGLIO BENE!
Non poi capì pare che ho fatto n incontro de pugilato.. occhi coi trolly.. qui piove, come mai??? Ok me rivesto come ieri cambio solo la maglia, insomma della serie preparatevi vengo pe fa amicizia!
IO NON RIESCO A PASSARE DI CASA MANCO A CAMBIARMI PER COLPA DEL RITARDO ED HO LE CACCOLE AGLI OCCHI, MA STI CAZZI LO VOGLIAMO AGGIUNGERE?
Ma dopo sti giorni in paradiso se potevo fa pippe per l’inferno? Ma sti cazzi io vado in scarpe da ginnastica!
 
Questo siamo noi in fondo, proviamo a tirarci su in qualche modo, e dopo qualche giorno insieme sembra persino più facile, sembra ho detto, ma non è poco lo stesso.
 
Prima di chiudere voglio fare gli auguri Sonia. Sì per nome. Perché questo compleanno ti vede diversa dal precedente, ti vede sbocciare, e bisogna essere orgogliosi di se stessi quando si riesce ad avere il coraggio di vivere e provare. Io lo sono di te. Buon compleanno Sonia!

Gozado para LeMieMari a 11:16 commenti (73)

venerdì, maggio 16, 2008

Molte cose da raccontare e poca voglia di farlo.
Sono stanca, non dormo bene, mi sveglio al mattino che sembra sempre abbia partecipato ad incontri di wrestling. Le occhiaie riesco a mascherarle giusto un po’ con l’abbronzatura, ma giusto un po’. Certo se il sole uscisse potrei sfruttare anche il clima per rigenerarmi, ma niente da fare.
Che poi scrivo così e uno pensa che faccia la cozza tra il lavoro e casa. Invece di mezzo ci mettiamo incontri piacevolissimi per una mega coppa gelato, ci mettiamo serate ballerecce con la mia musica a farla da padrona. Ci mettiamo mail che ti fanno piegare in due dal ridere e progetti che ti fanno tremare. Ci mettiamo l’attraversare la città in lungo, il rischiare di perdere 85 punti della patente e raggiungere chi non vede l’ora di raccontarti una marea di cose neanche non la vedessi da mesi.
Ci mettiamo le lezioni di afro, le prove per lo spettacolo a dir poco ammazzanti, la cena di mercoledì sera con Lele, i camerieri a fare da api intorno al miele e il loro meraviglioso passito offertoci gentilmente.
Ci mettiamo una verifica superata senza nessuna osservazione, con il certificatore che è sempre molto gentile con me, con cui ci facciamo tante risate e in un attimo arriva il momento dei saluti.
C’è un maggio che per quel che mi riguarda è appena iniziato, e nonostante tutto non ho intenzione di farmi mancare nulla. Le mie priorità le ho ben in mente, il resto viene dopo.
Comincio dal week-end assolutamente prioritario che mi aspetta.

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lunedì, maggio 12, 2008

Archiviati due matrimoni, il prossimo ce l’ho tra un mese, nel frattempo provo a riprendermi dal cibo ingerito a profusione, e mi concentro sull’incombenza immediatamente successiva.
Tutto come da copione. Ad un giorno dalla verifica scopro di non aver fatto una cosa fondamentale e via con la corsa delle bighe tra fax, telefono, CERTO GLIELO MANDO SUBITO (e sto ancora aspettando), guardi siamo in fase di verifica sarebbe urgente e bla bla bla.
Ultimi ritocchi ed ho finito. Saltato pausa pranzo ed ho finito. In ogni caso è più forte di me, l’ansia ce l’ho. Perché so che l’andamento della visita ispettiva non dipende da me. Io posso compilare moduli, far firmare fogli, ricordare il ricordabile, ma se non sei minimamente calcolata e tutto sembra prioritario tranne sta benedetta certificazione..beh…mi chiedo…perché dovrebbe fregare qualcosa a me?? Semplice. Perché sono la responsabile. Ovvero 9 anni fa hanno deciso a chi affibbiare sta puttanata (ok ogni tanto potrò lasciarmi andare anche qui no??) e sono stata estratta a sorte. Ovviamente sugli altri biglietti c’era sempre e solo il mio nome, ma questo poco importa.
Tutti gli anni faccio quello che posso, e alla fine va bene, anche grazie all’ispettore che ormai so per certo mi trova simpatica. Quest’anno incrocio le dita. Perché a differenza di altre volte non ero concentrata mentre facevo il tutto. Distratta da mille pensieri differenti e discordanti tra loro.
Se poi mentre cerco di trovare una soluzione entra il capo che mi accusa di aver trattato male un cliente, ecco siamo all’apoteosi.
E’ che è più forte di me se tu alla seconda parola sei già arrogante, da me avrai arroganza. Se ti dimostri stupido in qualche modo te lo farò capire, se ti intestardisci su qualcosa ed hai torto, con me non l’avrai vinta. Il cliente ha sempre ragione, e avrà da me tutta la disponibilità nel fargli capire qualcosa che gli è potuta sfuggire, ma non dirò mai che ho sbagliato se non è vero, ciò non toglie che mai mancherò di rispetto, mai. Ecco mi piacerebbe davvero ricevere lo stesso trattamento dall’altra parte. Pura utopia.
Se poi a darmi consigli è la summa della cafoneria, c’è da ringraziare che non sia in periodo ormonale pericoloso.
Io da mercoledì mi riterrò ufficialmente congedata mentalmente da ogni problematica lavorativa.
Tutti hanno le loro priorità, niente niente che magari un paio le ho anche io!?!
Spero solo che dopo la serata di stasera lezione di danza + preparazione allo spettacolo, domani possa almeno camminare da signorina altrimenti… ok un dieci minuti per il trucco mi sa che li devo trovare per forza, cerchiamo almeno di correre ai ripari.
Ripensandoci bene sta diventando un pomeriggio complicato, afro fino a svenire ci sta tutto.

Gozado para LeMieMari a 15:09 commenti (53)

giovedì, maggio 08, 2008

Ognuna delle due potrebbe annoverare i suoi motivi per essere triste. Il lavoro per la qualità che ammorba, la mancanza di stipendio da mesi che logora persino la persona più motivata del mondo a svegliarsi al mattino col sorriso, i soliti discorsi che vengono fuori a distanza di mesi e che lasciano sempre quel sapore di amaro fin giù nello stomaco, che nella bocca ormai ci si è fatta l’abitudine.
Ci sarebbero delusione nuove miste a beghe familiari vecchie più di noi 8noi di fatto non lo siamo), friccicorii nuovi e attorcigliamenti budellari vecchi che ti fanno ricordare cos’eri e cosa hai rischiato per loro, strappandoti un sorriso. C’è il panico senza senso che mi ha preso ieri. Come quando si è in mezzo alla folla e cominci a pensare “se scoppia un incendio come faccio a scappare? Qui mi schiacciano e soffoco e morire soffocata deve essere tremendo” e via andare così. Ecco ieri i miei pensieri hanno preso questa strada e per non sentirmi veramente un’idiota di prima categoria ne ho parlato con lei. Ovviamente ha riso MA E’ PRESTO PER IL PANICO Ma porca di quella porca è panico, mica lo posso programmare!! Tarallucci e vino alla fine come da programma.
HO UN PROBLEMA le dico lunedì dopo la lezione. Lei mi guarda con occhi straniti, Mari che ammette di avere un problema e che è successo? Mi sembra di sentirli i suoi pensieri. Mi siedo gambe incrociate, mentre lei si asciuga i capelli. INTENDO UN PROBLEMA SERIO Insomma sto aspettando!
E non è il problema in sé il punto, ma che abbiamo parlato di cose che mai avremmo creduto fino solo all’anno scorso, mica dobbiamo tornare indietro al giurassico e anche questo è crescere insieme.
Quando poi leggo un suo sms ieri penso OK E’ UFFICIALE E’ PRIMAVERA! Adesso la riconosco di nuovo. In primavera rinasce. In inverno è la regina del dai Mari non andiamo a fare lezione, rimaniamo a casa e ci scassiamo una pizza eh?? e io tutte le volte le ricordo che invece andremo a lezione e ci scasseremo la pizza dopo. All’improvviso, e quest’anno è proprio il caso di dirlo, arriva la primavera ed è tutta un fermento! Io di solito dopo un inverno pieno di mille cose, subito dopo i nazionali mi spengo. Sarà anche che col caldo la pressione mi uccide, ma ho proprio un calo fisiologico tremendo, lei in una serata vede almeno 4 persone di gruppi differenti!
Insomma il Sole e la Luna non a caso, ancora una volta.
Il viaggio in macchina verso danza è un delirio. Un autentico DELIRIO.
Non riesco a non fare le “facce”. Mica lo faccio apposta, mica le prevedo o le studio, loro escono da sole. Arrivano molto prima delle mie parole. Ecco stai facendo la faccia MA IO NON HO DETTO NIENTE Sì ma hai fatto la “faccia”!
Scrivo e cancello una marea di volte ridendo come una scema e per fortuna che sono da sola in ufficio! Non riesco a rendere cosa siamo quando cominciamo la nostra sit-com personale fatta di una comicità che crediamo essere solo nostra, almeno finché non ci accorgiamo che anche chi ci ascolta si spancia. E’ che in un attimo si è qui, ma si fa riferimento a quella volta in classe, piuttosto che a quell’estate, o a quella volta in cui in macchina si diceva… Spesso ci depistiamo da sole, figuriamoci se riesco a far capire qualcosa a chi legge, ma faccio spallucce, spero mi perdonerete, la sensazione di benessere che ho addosso volevo sfogarla.
Avete presente Mary Poppins che porta i bambini dal signore che racconta le barzellette e ridendo rimangono sospesi per aria!?!? Ecco ridere in quel modo mi fa sentire così mi da energia da poter regalare a chi ne ha bisogno SE FOSSE QUI CON NOI RIDEREBBE ANCHE LEI CON GLI OCCHI DEI CINESI Lo so May, ma tornerà qui e riderà con noi ancora INFATTI SI!
Sentirla ridere in quel modo mi fa bene al cuore, sciorinare le mie teorie strampalate, che poi non si rivelano tali, mi fa sentire meno pazza, sentirci unite così mi fa dare un Senso a tante cose, anche se tante cose un senso non ce l’ha ah..

Gozado para LeMieMari a 11:10 commenti (40)

lunedì, maggio 05, 2008

E’ così che dovrebbe essere la funzione di un matrimonio, pensavo mentre lo ascoltavo parlare. Un uomo che si rivolge a due persone che hanno deciso di effettuare un percorso insieme.
Nessuno su un pulpito a dire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Semplicemente un uomo esprime un suo parere, che parla dell’importanza di rinnovarsi ogni giorno l’amore che ci si promette in quella sede. Nulla è eterno, tutto ha il diritto di essere messo in discussione per poi trovare insieme una nuova strada. Mi commuovo quando vedo la sua mano che raggiunge quella dello sposo e la stringe.
E’ raggiante quando esce dalla chiesa, e ci stringiamo forte, come se ci fossimo viste tutti i giorni, invece che anni fa.
Spero lei riesca a riconoscere dal mio sguardo la profonda ammirazione che ho per lei, per la scelta che ha avuto il coraggio di fare in funzione della sua felicità. Ha avuto paura, ma non si è fatta immobilizzare da lei, l’ha sfidata, ancora una volta, ed ha vinto.
Si è reinventata proprio come nei suoi quadri, ha cambiato angolazione ed ha scoperto un amore che non credeva sarebbe arrivato più. Lei in quell’abito semplice, che tanto è così bella da non aver bisogno di ninnoli superflui, ti contagia con quel sorriso e sono felice di esserci.
Verona il sabato sera è quello che mi ci vuole per somatizzare le emozioni immagazzinate.
Verona è ad uno sputo da Padova, cioè dico, potevo perdere l’occasione?
Ed eccomi nella cucina della Syster a chiacchierare come se dopo attraversando la strada possa tornare a casa in dieci minuti e poi rivedersi l’indomani.
Le ore passano tra pasta fredda e vino, patate al forno e vino che si alterna a coca cola, viennetta e spumante, e ancora viennetta, e musica di sottofondo, un regalo che non mi aspettavo, ma non è casuale.
Una telefonata di chi non c’è, ma c’è eccome, in ogni angolo di quella casa come in noi, suppur diversamente, ma è presente eccome. Mi perdo tra i nomi dei libri e i cd, tra le frasi stampate e appese, le frasi scritte su post it, le frasi che aleggiano tra balcone e cucina, risate che fanno da sottofondo. Ore intense che passano in un attimo, mi piace continuare a stupirmi di questo.
Le ore passano e mi ritrovo in macchina direzione casa.
Maggio è un mese che amo da sempre. Negli anni i motivi sono diventati sempre di più, sempre più importanti, e mi preparo ad affrontarlo questo maggio che non fa sconti. Mi preparo ad acquistare dei biglietti per partire ancora una volta. Ma fino al giorno prima non dirò nulla davvero questa volta. Ogni tanto mi riaffiora alla mente quel sospetto, quel dubbio, poi lo caccio via, lo prendo a pugni. Poi però torna. Magari un giorno lo dirò ad alta voce, magari no, nel frattempo lo prendo a calci che male non gli fa.
Maggio, e tra un po’ il mio MANCA ANCORA UN SACCO DI TEMPO non sarà più credibile. Io faccio la faccia da tolla e continuo finché posso, al massimo chi mi ama mi guarderà e sorriderà. In quei sorrisi, ho la conferma alle mie domande e sospiro.

Gozado para LeMieMari a 11:25 commenti (66)