chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





lunedì, aprile 28, 2008

Non era un week end qualunque. Era il week-end dei campionati regionali. La mia prima volta da cinque anni a sta parte in cui la pista sarebbe stata per gli altri e non per me.
Ho riflettuto a lungo sull’esserci o meno. Avrei avuto il magone? La nostalgia avrebbe preso il sopravvento e i ricordi non avrebbero lasciato spazio alla gioia per gli altri? Ho fatto spallucce, quello è il mio mondo e voglio esserci in qualche modo, sì in qualche modo voglio continuare a ballare.
UNA COME TE NON DOVREBBE STARE TRA IL PUBBLICO MA IN GIURIA
Non posso stare in giuria, mica ho il diploma
A TE ‘N TE SERVE IL DIPLOMA BASTEREBBE CHE TE FACESSERO L’ECO CARDIOGRAMMA…CE L’HAI LI’ ER DIPLOMA…NER CORE
 
Lascio andare due lacrime e parto con la mia amica di sventure ballerecce.
 
Il locale è già preso d’assalto, c’è addirittura chi si è già vestito, una marea di gruppi di bambini ci fanno presagire che sarà lunga stasera, ma io e Cri ce lo siamo promesse, saremo lì fino all’ultima nota e anche di più.
La prospettiva è differente, cerchi il posto migliore per vedere i tuoi amici, invece che pensare se in pista si scivola abbastanza. Pensi se è il caso di mangiare un panino prima che si inizi, invece di pensare che forse sarebbe meglio un po’ di acqua e zucchero per la pressione. Ridi serena e aspetti il momento con lo stomaco rilassato, invece di avere quel nodo che non ti lascia respirare e tutte le persone intorno che ti danno mille consigli (a dire il vero a me ne davano sempre e solo uno..).
 
ALLORA SIETE PRONTE? Ma guardate che non balliamo mica NON CI CREDO! Te lo giuro SI SI DAI ANDATE A CAMBIARVI Ma non balliamo!! (detto all’unisono ovviamente)
Niente da fare, si sono convinti solo dopo avermi visto mangiare un panino, le mie corse al bagno precedono la mia fama di ballerina, e di molto, da queste parti! Cri li guarda come per dire “ve l’avevamo detto..”.
 
Il resto è un gruppo di ragazzini che hanno ballato con una grinta eccezionale, una canzone così maledettamente cubana da avermi commosso. Battevo le mani così forte che alla fine le avevo viola! Mi sono avvicinata al loro insegnante alla fine e gli ho detto SE FAI UN GRUPPO DI TARDONE IO CI SONO EH? E’ anche questo che mi piace delle gare, la voglia che mi fanno venire, ogni volta, di migliorarmi. Lo spunto che mi danno per ricordarmi il perché amo così tanto queste melodie. Il resto sono gli amici che si avvicinano e mi dicono DAMMI UN CONSIGLIO TI PREGO DIMMI QUALCOSA e allora tu ti ricordi i tuoi limiti, i tuoi errori, cosa avresti potuto fare di meglio e glielo dici. Non lo sai se può servire, ma già che sei lì almeno renderti utile no? Il resto è sentire il pre-ascolto e urlare in contemporanea con Cri, alzarsi in piedi d’impulso per voler entrare, guardarsi e scoppiare a ridere come due sceme. Il resto è rimanere impressionate così tanto da una coppia da fare il tifo per loro nonostante fuori dalla pista sarebbero due tipi che neanche in cartolina vorresti vedere. Ecco un altro aspetto positivo. Persino una persona come me riesce ad andare oltre l’antipatia (è un mio limite se mi stai lì, proprio lì, non riesco a guardarti con occhi obbiettivi) di fronte a tanta bravura.
Il resto è la telepatia con Cri, che per quanto profondamente diverse, in questi casi diventiamo simbiotiche, e un mondo condiviso, amato e vissuto in un modo che difficilmente è comprensibile.
Il resto lo fanno le solite ingiustizie, lo fa il marcio che ci sarà per sempre in giuria finché rimarranno certi elementi. Il resto è sentire la canzone che hanno messo per la rueda principianti ed esclamare “ennò se la mettevano a me in rueda mi mangiavo pure le gambe dei giudici altro che la pista!!” .
Il resto lo fa la Maestra che si avvicina e mi dice DOVEVAMO FARE LA RUEDA ANCHE NOI maestra non infierire EH LO SO, PERO’ CON NOI SAREBBE STATO DIVERSO lo so, questo lo so, ma bisogna anche riconoscere quando si è stanchi, no? (e vi giuro, vi giuro che per non piangere mentre lo dicevo mi sono dovuta trattenere).
Il resto sono le risate trattenute davanti a dimostrazioni di egocentrismo cosmico, io e Cri che ci tiriamo i pizzichi per rimanere il più composte possibili per quanto ci stiano mettendo a dura prova.
Il resto è sentire RINGRAZIAMO TUTTI I COMPETITORI E CI DIAMO APPUNTAMENTO AL 9 – 10 E 11 MAGGIO AI CAMPIONATI NAZIONALI AD IGEA MARINA e sperare che nessuno lo veda quello che provi, per il primo anno quella frase non ti riguarda. Allora ricordi cosa hai risposto solo poche ore prima, quando chi non doveva ti ha detto con spocchia ALLORA NON GAREGGI ALLA FINE?? No come previsto BEH E’ PER UN BUON MOTIVO PERO’ il migliore, per non dire l’unico.
 
Il resto è ritrovarmi sotto casa alle 3.30 e trovare mio padre che sta caricando le valigie in macchina destinazione Spagna per il compleanno di mio fratello. Il resto e salire a casa trovare mamma in vena di chiacchiere, sapere che ti dovrai svegliare tra meno di 4 ore e comunque non resisto dal raccontarle i pettegolezzi. DAI VIENI NEL LETTONE CON ME CHE STAI PIU’ COMODA e pensare che questa è una coccola necessaria, adesso che tutto è in silenzio avrei potuto anche cedere in camera mia, da sola.
Il migliore Mari, ripetitelo sempre quando tornerà quella sensazione, il migliore.

Gozado para LeMieMari a 10:46 commenti (50)

giovedì, aprile 24, 2008

Lo so saranno pensieri contorti, forse neanche troppo chiari, ma lasciate che faccia il primo passo, che è sempre il più difficile, nel modo in cui mi riesce, alla forma ci penserò un’altra volta.
Sta per iniziare un periodo, che definirlo affollato di appuntamenti è poco.
Ho temporeggiato fino ad oggi, in realtà una parte di me continua a temporeggiare, ormai è un arte in cui mi sono specializzata a dovere. Poi però guardo il calendario e come si fa?
Tre matrimoni nel giro di un mese e rido. Già, tre, ma chi voglio prendere in giro? Ok ok sono tre Mari ripetilo come un mantra forza e impegnati.
Tutto intorno a me mi ricorda che sono grande, che ho responsabilità, che ho qualcosa che pagherò per i prossimi decenni, che la vita cambia perché lo vogliamo non perché capita, prendendo spunto dal Mentore direi proprio che non capita un cazzo. Che ho preso una decisione con coscienza, non perché non avevo altra scelta. Si ha sempre una scelta, e nascondermi dietro un dito non è mai stato un gioco che mi è piaciuto. LO RIFARESTI MARI? Quegli occhi mi guardano come se fossi un po’ matta nel rispondere con convinzione quel sì. Lo rifarei perché ero io anche in quel momento. Ho preso una scelta, ho scelto di vivere, di avere il batticuore, di sentire le tempie pulsare, lo stomaco attorcigliarsi, ho deciso di complicare il complicabile, ma tanto le cose semplici non mi piacciono poche storie. Ho deciso di vivere in bilico, con quell’unica certezza che mi spingeva a velocità folle verso giornate che non avevano ore, avevano solo respiri, carezze, risate, condivisione, empatia, calore, voglia di esserci.
Altro che capitato, l’ho voluto, l’ho cercato, e l’ho chiuso a chiave dentro di me, come potrei non rifarlo cento volte in altre cento vite?
Poi c’è una voce che dentro mi riporta a qualcosa che ho sempre pensato, ho sempre detto con estrema convinzione, ho sempre sostenuto. L’amore non basta.
E non pensate a me come una disillusa, vi assicuro che ho amato e amo così tanto da perdere la cognizione spazio/tempo, ma non mi piace non affrontare la realtà.
L’amore non risolve ogni cosa. Sono cazzate. Ci vuole comprensione, dialogo, perseveranza, ci vogliono compromessi, obbiettivi comuni, ci vuole il saper mettere da parte se stessi per il bene dell’altro pur mantenendo la propria identità. Ci vuole il rispetto dei propri spazi e il desiderio di vivere il quotidiano senza paura. Ci vuole sforzo, fatica, sudore, anche paura di perdere, per arrivare a guardare la persona che hai al tuo fianco e pensare è ancora qui, qui per me, e sorridere. Ci vogliono un sacco di cose che ancora non so e spero di scoprire col tempo. Mentre lo scrivo sorrido perché per la prima volta sento di non fare un torto a nessuno nell’ammetterlo, perché questo non esclude comunque altro che c’è, provo e non rinnego, anzi me lo tengo ben stretto perché fa parte di me.
Abbasso lo sguardo e vedo i pantaloni sporchi di cioccolato, mentre guidavo, mangiavo la mia barretta dietetica e deve essere caduta qualche goccia di cioccolato sui pantaloni senza che me ne accorgessi. Ha ragione mamma Sa, questa sono io, non sarà l’ultima volta che capiterà.
Sempre a proposito di essere grandi, ovviamente.

Gozado para LeMieMari a 11:52 commenti (28)

sabato, aprile 19, 2008

Ci sono persone che sono il nostro cordone ombelicale col passato. Quel famoso filo sottile che non si spezza nonostante tutto.
Uscire con Lele, ridere, cazzeggiare, spettegolare e tagliare colletti, è nella mia vita da sempre, dal giorno in cui fu svelato quel segreto al telefono e ci siamo scelte.
Ritrovarsi con le ragazze è differente. Ormai capita di rado.
Emy ha la sua famiglia in mezzo ai monti, due bambini, una casa enorme da gestire, un marito.
Stefy è sempre in trasferta per lavoro, vive da sola, ha ormai raggiunto quella pace dei sensi tipica di chi ha trovato la sua strada. Una strada che non capiamo completamente, un percorso fatto attraverso la sofferenza sotto più punti vista, ma poco importa se possiamo di nuovo godere di quel suo modo di stupirsi e scoppiare a ridere.
E poi noi. Le altre si rivolgono a noi al plurale, perché sanno che tanto, che risponda una o l’altra non è importante. Sanno che i ruoli ormai sono definiti. E’ così da sempre. Se un 25 enne ci baccaglia fino a chiederci il numero di telefono, aggiungendo poi stupito MA DIMOSTRATE LA MIA ETA’, Lele crede sinceramente al suo stupore e gongola, io penso che questo per un numero di telefono venderebbe anche sua madre, ma apprezzo comunque l’impegno per la mimica facciale e per la simpatia per nulla scontata. Le altre si godono lo spettacolo.
L’ultimo giorno di quel 1996, alla solita festa di fine anno, le lacrime scendevano per più di un motivo. Sapevamo che quel vederci tutti i giorni sarebbe cambiato, e non sapevamo in che modo ci saremmo adattate. Ricordo ancora però il modo convinto in cui ci ripetevamo VA BEH CAMBIERANNO SOLO LE ABITUDINI, I MODI, NOI MICA CI PERDEREMO!
Non lo sapevamo cosa implicava questa frase, il futuro era troppo futuro per le nostre menti, sapevamo solo che era vera.
Ieri sera eravamo di nuovo sedute ad un tavolo, ad aggiornarci sulle nostre vite. La clessidra aveva finito i granuli e ci ha lasciato un tempo indefinito in cui ci siamo messe comode, con mille curiosità da soddisfare.
Dopo un abbraccio lungo un chilometro e dopo esserci ripromesse di rivederci presto sono salita in macchina e non ho saputo trattenere le lacrime.
Mi è rivenuta in mente quella frase, mi è rivenuto in mente che non eravamo in camera mia, spalmate sui letti con mia madre che entrava per portarci la merenda, eppure sembrava proprio così.
Ci sono sentimenti che resistono nel tempo, nonostante non vengano alimentati tutti i giorni. Fanno il pieno quando è il momento e poi si centellinano le energie fino alla prossima volta. Fanno di necessità virtù. Come quelle piante nel deserto. Non crescono lì per caso, non hanno bisogno di acqua continua e regolare, loro si fanno bastare quella che gli arriva ogni tanto, non si arrendono, hanno radici profonde e sfidano il sapere altrui.
 
E adesso il professore di Musica si mette al piano e ci dà la nota, Stefy ci comunica che lei blufferà e noi dovremo coprirla, noi ricordiamo a Emy di non fare come l’ultima volta che si sentiva solo lei e ci faceva stonare, Lele attacca il cicles dove non dovrebbe e io scavallo le gambe che il diaframma deve essere disteso…  
“Libiamo ne' lieti calici,
che la bellezza infiora;
e la fuggevol ora
s'inebriì a voluttà.
Libiam ne' dolci fremiti
che suscita l'amore,
poichè quell'occhio al core
onnipotente va.
Libiamo, amore, amor fra i calici
più caldi baci avrà.”

Gozado para LeMieMari a 10:30 commenti (59)

mercoledì, aprile 16, 2008

Ilalla e mia Sorella decidono entrambe di passarmi questa catena…adesso mi dite voi come faccio a dir loro di no!?!? E infatti eccomi qui.
Ho deciso di fare un prospetto leggero e di tenere il privato, ancora più privato. Perdonatemi, ma va così.
 
Il giochino si compone di poche regole che vado ad elencare  di seguito:
 
1. indicare il link di chi vi ha coinvolti 
2. inserire il regolamento del gioco sul blog
3. citare sei cose che vi piace fare
4. coinvolgere altre sei persone
5. comunicare l'invito sul loro blog
 
  1. ormai lo sanno anche i muri. Al primo posto non posso mettere altro: la danza (le altre non saranno in ordine di importanza). Non solo quella che ballo io, no no, proprio tutti i tipi. E’ l’unico modo in cui riesco ad esprimere me stessa senza veli anche ad estranei. Se vi capitasse di transitare vicino ad una pista e mi doveste scorgere, cogliereste la vera essenza di me.
  2. Il mare. Ricordo che fin da bambina ho sempre parlato col mare. Ci ho giocato per anni sfidando le sue onde a chi era più cattivo AH QUESTE ONDE NON SONO NIENTE CON QUELLE DELLA LIGURIA dicevo per farlo arrabbiare, e lui se ne arrivava con certi cavalloni per farmi ricredere. Mi sono liquefatta nel mare di una Corsica che non avrà mai un giudizio imparziale da parte mia, ha raccolto le mie lacrime con pazienza e mi ha aspettata. E’ stato compagno fedele di estati indimenticabili, marchiate a fuoco dentro di me, è stato, è e sarà il mio rifugio. FAMMI VEDERE LE MANI non sono a grinze ma’, ti prego ancora un tuffo ed esco MARI’ ESCI SUBITO FUORI HO DETTO!
  3. La Nutella. Io non mi stanchereimmmmmai di mangiarla. Farei interi pasti solo con il pane bianco e Nutella, e a pensarci bene li ho fatti. Mi da oggettivamente un piacere che spesso per le espressioni che faccio e i mugolii di soddisfazione, potrei tranquillamente essere inserita in una red line. Ormai gli amici assecondano questa mia debolezza e non se ne stupiscono più.
  4. Le lingue straniere (avrei potuto mettere anche i viaggi ma così, in qualche modo, li comprendo...fubbissima io!!). Le ho sempre trovate facili. Ovvio che imparate ad un certo livello non lo siano per niente, ma io quell'ostacolo della lingua che non è la tua e devi memorizzare, e poi ripetere e poi e poi... Insomma non ce l'ho. Che io sia arrugginita è altrettanto vero. L'hanno scorso però, al corso di spagnolo nessuno poteva credere che fossi autodidatta. Lungi da me l'essere una madrelingua capace di intrattenere discorsi di politica o struttura molecolare, ma insomma non mi lamento :-)
  5. Leggere. Mia mamma mi racconta che fin da quando ho imparato leggevo ad alta voce le insegne dei negozi, le pubblicità sui muri, il Tuttosport di papà lasciato in bagno affianco ai Tex, di cui però leggevo solo i titoli. RE NA U L T sì dice Renò Mari NO NO MAMMA LI’ C’E’ SCRITTO RE NA U L T VEDI?? (indovinate chi si è arresa per prima??)
  6. Mi piacciono i telefilm. Ok, sì, lo ammetto non ho filtro, li vedrei tutti indistintamente. Sky Fox è una droga, ed è una fortuna che io abbia Sky solo sulla tv dei miei (che quindi è monopolio di papà che odia i telefilm) altrimenti non avrei una vita. Ognuno di loro ha un motivo per farmi risucchiare nel vortice, avete presente i cerotti per la dipendenza da nicotina? Ecco.                       

Adesso passo la palla al mio Sole (so che non lo farai ma tant'è..), BettaLuceblu, Billa, Sciroccata e Clò 

Gozado para LeMieMari a 15:40 commenti (49)

lunedì, aprile 14, 2008

Siamo fatte così, mentre aspettiamo il dolce, in un ristorante in cui ormai presenziano solo più pochi clienti, ci alziamo in piedi e ci abbracciamo. Ubriache penserete voi. No, contente, vi rispondo io.
La sera che ci eravamo immaginate per anni, molti anni, è arrivata davvero.
E siamo le stesse che dopo aver parcheggiato la macchina vicino l’università, scarpiniamo verso i Murazzi e ci ritroviamo a parlare di massimi sistemi.
 
“Io mi sono accorta ad un certo punto che ero cambiata. Che la mia vita assomigliava parecchio a quella di un’adulta. Ero grande. Così, di botto, ed ho accusato il colpo. Tu no?”
“Ma sai Elena, io ho cominciato a vivere la vita che avrei voluto un po’ in ritardo. Una volta sistemati i miei su come avrei cambiato impostazione ai miei giorni, sono partita e non mi sono più fermata. E avevo 23 anni.”
“ Io a 23 ho conosciuto Massi ed ho svoltato”
“già, io in realtà sono stata ferma quando tu correvi ed ho cominciato a correre quando tu si sei fermata”
“E’ stato lì che ci siamo un po’ perse alla lunga?”
“Beh forse un po’ sì, era una continua ricerca di equilibri, e per assurdo questo ci destabilizzava”
“C’è stato un momento in cui ho  temuto che andassimo avanti per inerzia ed ho avuto paura, è bello essere ritornate sulla stessa strada pur avendo preso bivi differenti”.
 
Ho imparato sulla mia pelle che aver paura di perdere qualcuno, significa mettersi in discussione e rivalutare il rapporto, cercare compromessi e trovare una soluzione. Per assurdo è il modo migliore per garantire che il rapporto continui. Tutti gli uomini con cui sono stata (pochi ma significativi), che mi hanno regalato facili certezze a cui aggrapparmi e per cui sono stata un punto di riferimento, alla lunga sono spariti. Da allora so che se non ho timore di perdere chi amo, in realtà non lo amo abbastanza.
Basta leggere i biglietti di auguri che ci scriviamo da una vita, o le mail che riempiono le nostre caselle, per capire che questo amore ha ancora strada da percorrere.
Stesso passo, a braccetto, andatura decisa da Marines, risate e battute a raffica, verrebbe difficile pensare che non abbiamo 18 anni.
Se poi Giancarlo decide di far uscire dalle casse  I CAME TO GET DOWN I CAME TO GET DOWN, SO GET OUT YOUR SEATS AND JUMP AROUND, JUMP AROUND JUMP AROUND JUMP UP JUMP UP AND GET DOWN, abbiamo la conferma che non ci crede neanche il mondo!

Gozado para LeMieMari a 11:07 commenti (59)

mercoledì, aprile 09, 2008

Una sera a casa di amici e mi accorgo che questa settimana non avrà altro argomento, per arrivare a scriverne qui pensate a che punto di saturazione sono.
Votare SI’ votare NO, votare DESTRA votare SINISTRA, NON ANDARE PROPRIO, ANNULLARE la scheda, ormai non si parla d’altro.
In tv non si vedono che le solite facce, non si sentono che i soliti discorsi, tanto che se si scambiassero le facce una cosa potrebbe dirla tranquillamente Berluscao o Ueltroni, non ci sarebbe nessuna differenza. SIIIIIIIIIIII STUPENDO, MI VIENE IL VOMITO canta qualcuno e come dargli torto. Mai come questa volta il teatrino sa ancora di più di teatrino, mai come questa volta vedere la gente che cerca di convincerti a votare uno piuttosto che l’altro, mi viene voglia di sbatterla contro il muro. Mai come questa volta sento che i voti non saranno dati a qualcuno in cui si crede, ma al meno peggio. Ecco il meno peggio, io mi rifiuto. Se non ho nessuno che mi fa venire i brividi quando parla, mi fa alzare in piedi a battere le mani e fare sì con la testa, che cosa vado a votare a fare? Per non far vincere Berluscao? Questa dovrebbe essere una motivazione? No dico ma che davero davero? Ma perché negli ultimi due anni voi avete avuto dei miglioramenti nella vostra vita? Voi avete visto il paese lavorare per voi? Avete pensato anche solo per un attimo TOH GUARDA EFFETTIVAMENTE QUALCOSA PER IL COMUNE MORTALE STA CAMBIANDO.. Io no, sinceramente no.
E allora non vuoi esercitare il diritto di voto? Lo sai che c’è gente che ha lottato fino a dare la sua vita perché tu potessi votare? Perché tu potessi esprimerti?
Ma davvero???? Strano, perché quando nel 2005 era necessario che si raggiungesse un quorum affinché passasse un referendum a dir poco fondamentale per ritenerci un paese civilizzato, dai nostri televisori, gli stessi politici inneggiavano all’astensionismo, gli stessi cittadini che mi guardano inorriditi all’idea che io possa decidere di leggere un libro domenica, erano al mare per non prendersi la responsabilità di dire anche un semplice NO. Vomito, ecco quello che mi provocano. Coerenza, anche nelle cazzate, coerenza. Quel referendum era qualcosa in cui credevo e credo. Sono andata a votare.
Queste elezioni sono una pagliacciata in cui mi dovrei chiudere gli occhi e mettere una croce a caso, cambiano solo disposizione, ma mangiano tutti alla stessa tavola, e io la cameriera che gli porta il voto non la faccio stavolta.
Non ho la conoscenza per poter aprire un dibattito politico e se devo dire la verità è una di quelle cose che mi annoia a priori, ma volevo dire la mia per una volta. Sentire  Noi abbiamo diminuito le tasse, aumentato le pensioni, l’inflazione ha toccato il minimo storico dati alla mano eh  MA VAAAAA NOI ABBIAMO DIMINUTIO LE TASSE CHE VOI AVETE AUMENTATO, TOLTO QUESTO E QUELLO PER IL POPOLO E ABBIAMO I DATI CHE LO CONFERMANO… Ad un certo punto i componenti di un asilo mi sembrano più credibili.
Mi piace sentire Mariella che dice ANDRO’ PERCHE’ VOGLIO SPERARE CHE CAMBI QUALCOSA, forse è grazie a persone così che effettivamente succederà un giorno.
Io mi prendo le mie responsabilità ed esercito il diritto di dire scusate ma non siete gli stessi degli ultimi 50 anni? Attendo qualcuno di nuovo e poi se ne riparla, nel frattempo chiudo le orecchie alle vostre cazzate.
Nel frattempo, visto che non posso cambiare il paese, almeno tento di modificare un altro piccolo tabù. La tuta mi aspetta, l’mp3 pure, le scarpe da ginnastica nuove di zecca sono pronte, il parco di fronte a casa mia è pronto a ridere. Il piano “la corsa questa grande sconosciuta che potrebbe diventarmi amica” sta per mettersi in atto. La cosa folle sarà pensare che a chilometri di distanza c’è qualcun altro oltre a me che ride al solo pensiero ed è pronta a partire. Allacciate bene le scarpe?? Via!

Gozado para LeMieMari a 12:00 commenti (66)

lunedì, aprile 07, 2008

Ci sono delle canzoni che arrivano prepotenti e si fanno largo nella mia testa senza chiedere il permesso. Questa fin dal primo ascolto mi ha commosso fino alle lacrime, mi ha toccato corde che cercavo di tenere a bada.
Non c’è niente da fare, rimango sempre affascinata da coloro che riescono con parole semplici ad esprimere un sentimento che mai riuscirei a delineare. Parole che avrei potuto usare io e proprio per questo arrivano dritte a destinazione. La semplicità non perderà mai il suo fascino su di me, e non finirà mai di commuovermi. Di fronte a parole arzigogolate che delineano forme e colori di un sentimento che non si può ne definire ne chiudere in un recinto di conformismo, preferisco da sempre un semplice Ti amo, detto così, quando non te l’aspetti, tra una risata e una pausa, tra un sospiro e una lacrima.
Questa settimana la voglio cominciare così, con semplicità, lasciandomi cullare dal vento che soffia forte, lasciando che il sole renda di quell’azzurro pieno di pagliuzze colorate, tipo caleidoscopio, i miei occhi. Oggi il cielo è di quell’azzurro color che amo, questo mi è stato detto, capite adesso cosa intendo quando parlo di semplicità che arriva?
 

..Prendi il mio tempo
E la magìa
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro l’aria
Come bollicine
……
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più

A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo

A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
………….
A te che mi hai insegnato i sogni
E l’arte dell’avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura

……………..
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia

……………..
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere

Gozado para LeMieMari a 10:57 commenti (37)

martedì, aprile 01, 2008

E’ arrivato aprile. Questo Marzo mi ha lasciato addosso un sapore agrodolce sulle labbra.
E’ amaro se penso alle persone che mi stanno vicino e amo come se fossero una parte di me, e lo sono in effetti. Dolce, se penso al resto. Perché quel resto c’è, e mi permette di tirare il fiato.
Lasciamo stare quello che racchiude, elementi e situazioni che tra loro fanno a pugni e che quando provo a mettere in ordine, tutto sembra ancora più una follia. Lasciamo stare. Ormai la mia vita è questo. “Un equilibrio sopra la follia” e la vivo così. Senza forzature.
Aspetto un pacco. Un ultimo pacco per il mio compleanno. Sì lo so è passato un mese, ma quando ci siamo di mezzo NOI gli unici a stupirsi di questo sono gli altri. Lo aspetto perché sa di speciale questo arrivo, come ogni volta.
E ieri, proprio ieri, un regalo inaspettato. Ieri che a lezione il mio corpo non rispondeva, troppo stanco, preoccupato. Ieri che il fiato era corto molto prima che la diagonale fosse a metà. Ieri che avevo i brividi di freddo mentre sudavo come una pazza. Ieri che quel cavolo di passo proprio non mi veniva, eppure non sembrava difficile, e non è un errore che faccio di solito. Ieri che impegnandomi mi chiedo se poteva, porca di quella porca, montare una coreografia nuova più complicata di così? Ieri che nello spogliatoio mi sentivo come se fossi stata una mela a cui avevano dato un morso (ti ho rubato la metafora ma mi piaceva..), e sarei andata a casa di quei due esseri fuori dal mondo, per dirgli che loro non sapevano neanche chi avevano avuto davanti per 6 anni. Ieri uscendo dallo spogliatoio vedo Ale, mando via la faccia preoccupata e mi stampo un bel sorriso ALLORA IL CD? Ce l’ho di la TE NE SEI RICORDATO? ???? Ma certo per chi mi prendi? DAI ALE TU SEI ALE, SE TI RICORDASSI DELLA COSE ADDIO CERTEZZE!
Lui va nello spogliatoio e mi da il cd masterizzato (si potrà scrivere??) che gli avevo chiesto.
NON VEDO L’ORA DI ANDARE A CASA E ASCOLTARLO GRAZIE GRAZIE, sorrido e saltello come una bambina scema (e sì bisogna dirlo), finché lui non mi dice Va beh adesso ridammelo e prenditi questo, e mi da il cd originale riprendendosi l’altro.
Io rimango lì come una scema. Sto per piangere me ne accorgo e cambio discorso.
Non è per il cd, è per il gesto. E’ per il pensiero. E’ perché esistono ancora uomini così, che ti fanno un regalo perché sentono che non va completamente bene e provano a fare qualcosa. Senza secondi fini, solo per vederti sorridere. E’ perché ci sono ancora persone che ti dicono non sapevo se dartelo stasera poi ho visto quegli occhietti e mi sono detto sì sì con questo cd sorride di sicuro. E’ perché avere amici che ti abbracciano e ti sussurrano nessun grazie tu sei Mari, è una fortuna senza prezzo.
Il cellulare squilla c’è quel nome nei messaggi, sorrido, mi immagino il suo sforzo, miimmagino la sua faccia, me la immagino persino stanca stanca che mi prende la coperta e mi da il maglione giallo e mi dice di coprirmi che sono debole.
Volgo lo sguardo verso la collina e so che qualcuno starà cercando di convincersi che sta facendo la cosa giusta, ma ha nella sua testa troppa confusione. E’ la cosa giusta, glielo ripeto col pensiero, ti fidi di me?
Sì proprio un bel casino questo 2008 non c’è che dire, ma che in qualche modo proveremo ad andare avanti al meglio lo so, ne ho la certezza, ognuno coi suoi tempi.
Che lo faremo insieme è una scelta che abbiamo fatto, condividiamo e rinnoviamo nel tempo. A proposito di tesori inestimabili.

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