Stamattina all’alba appuntamento dalla dietologa.
Quando vedo che la scheda che mi ha preparato penso ci sia un errore DAVVERO POSSO MANGIARE TUTTA STA ROBA? Sì sì e te l’ho preparata in modo che tu possa raggiungere in ogni caso il tuo obbiettivo, senza impazzire AMEN SORELLA!!
Insomma millemila calorie, dolci, Coca cola, pizza con la mozzarella o senza ma col prosciutto, praticamente un sogno! Che abituarsi ad un regime alimentare corretto, per una come me che non mangia nessun tipo di verdura cotta, odia i minestroni, non è mai riuscita a convincersi che il cicles fa diminuire la fame (a me apre una voragine), ed è ghiotta di ogni puttanizia spacca fegato, non è stato facile. Convincermi che col Fai da Te avrei continuato a non risolvere una cippa, per una che ha la testa dura come il marmo, lo è stato ancora di meno, eppure eccomi qui decisamente più a mio agio in questa pelle che dovrei amare a prescindere, dicono, e io glielo lascio dire.
C’è una festa di compleanno che si avvicina, la mia, e zero idee nel cassetto. Sarà che è settimane che penso di prendere un treno domani e rimanere lì fino a lunedì. Ed è un lì preciso.
Ma non si può, e se c’è qualcosa che mi manda in bestia sono i Non si può (modalità capriccio ON). Perché i più delle volte hanno motivazioni fittizie. Non è richiesta la mia presenza qui nei week-end, se non per le sere, vedi vita sociale in genere, ma durante tutto il resto della giornata no. Non ho gare da preparare, esibizioni da fare, non è ancora richiesta la mia presenza in un determinato ambito e non ho voglia di aspettare Aprile. Cazzo aprile!!! Adesso secondo voi sto esagerando, ma non è così (modalità capriccio OFF). Ho imparato ad amare a distanza. Non è stato facile, ma evidentemente era qualcosa che dovevo superare, ed ho deciso il meglio per poterlo fare. Ogni volta è più difficile, ma quando riprendi il calendario in mano dimentichi tutto in previsione di una data.
E’ come chi ha necessità di andare dall’estetista tutti i mesi, chi va a tutti i concerti possibili e immaginabili, ecco io ho la necessità di fare il pieno della mia famiglia romana. 72 ore piene zeppe di tutto, per poter tornare e fare finta che possa davvero salire a casa a prendere una birra prima di andare a prendere Ele da un’amica, o ritrovarsi a casa con Lele a fare un summit su cosa mettermi, che sono in crisi e entrambe mi direbbero sempre MA SE STAI BENE SMETTILA!! Fare il pieno per tornare qui e sentirla comunque nella mia quotidianità.
Guardo il calendario, in cui c’è già annotato di tutto e di più per quest’anno, e penso che il segnale per voler partire domani l’ho dato. Sì è fatto finta di non capire, sapendo bene che in questo modo sarei rimasta. Forse per una volta vuole prendersi il diritto di essere egoista come molte volte lo sono stata io. Capisco e rimango, ma lo sguardo torna a quella sequenza di numeri che sembrano chiamarmi. Pazienza, bisogna avere pazienza, mentre lo dico mi do sui nervi da sola.
E nel frattempo chi ho a venti minuti di strada mi dice che ha da fare e salta l’appuntamento che avevamo programmato da 2 settimane. Faccio spallucce. Poco mi importa sul serio, ma ricordo mia nonna che mi diceva CHI HA IL PANE NON HA I DENTI ed è impossibile almeno questa volta, non darle ragione.
Va beh mi concentro su un pacco che devo andare a spedire a momenti, finalmente sono riuscita a completarlo e spero che abbia l'effetto sperato. Fino ad ora non ho mai fallito, spero di non aver perso il tocco!

Senza Fede non sarà uguale. Nessuna piaggeria, ci sono persone che riempiono gli spazi, che fanno talmente tanto rumore quando ci sono, che ti accorgi subito se mancano.
Ci sono persone che quando ti parlano ti ipnotizzano, perché vanno alla velocità della luce, passano da un argomento all’altro, ti riempiono di nomi come se tu li conoscessi e sapessi fare i collegamenti mentali che lei fa in automatico. Spesso io e Lele ci perdevamo molto prima della metà e scoppiavamo a ridere come delle cretine dicendo MARO’ SE E’ IMPEGNATIVA!
Quando l’ho vista la prima volta mi è sembrata ben strana, e ancora adesso non saprei dire il perché.
Non so quando è successo che siamo diventate un gruppo così affiatato, non è neanche così importante, quello che conta è che quando manca qualcuno di noi la lezione non è al completo.
Forse è il vedere quel legame con la sua Giada, per tutto quello che mi ricordano e che ho quando guardo in quei meravigliosi occhi verdi (sì tesoro ho detto verdi contenta?!?!).
Domani Fede parte e va a Seul a studiare per 4 mesi. Quando ce l’ha detto la prima volta tutte insieme abbiamo detto E ALLO SPETTACOLO NON CI SEI? Ma ci siamo riprese in fretta, in fin dei conti va dall’altra parte del mondo, è un’esperienza che a 24anni non puoi rifiutare.
Ecco, se uno non la conoscesse potrebbe pensare che va davvero a studiare, se nessuno le avesse sentito dire cose tipo MAH SI’ SARO’ IN UNA SPECIE DI MAIAL HOUSE!
in meno di un giorno, mi aspetto che chiunque abbia avuto un contatto con lei cominci a parlare il SUO inglese, ma soprattutto a scriverlo ELLO AIM FAIN END IU??
Nel frattempo noi che rimaniamo cercheremo di fare talmente casino tutte insieme, che quando Giada non ne potrà più e ci dirà BASTA STATE UN PO’ ZITTE lei sarà tornata.
Tranquilla che torno e quando torno… (mi strizza l’occhietto furbo)
OH MA ANCORA C’E’ UN SACCO DI TEMPO (e trangugio un bicchiere di sangria!)…
Hai già un orologio con i tuoi amici che ti segnano le ore, non ti dimenticare la danza che al tuo ritorno ti interroghiamo!

Dopo una notte come quella appena trascorsa, ho aperto gli occhi e mentre mi vestivo ho cominciato a canticchiarla. Mi sono fermata. Qual è il collegamento per cui il cervello ti suggerisce proprio la canzone giusta al momento giusto? Radio ancora spenta, sensi ancora sotto le coperte a farsi coccolare, eppure ecco che la colonna sonora arriva.
Ieri mi è stato detto di “aver quadrato il cerchio”, e la prima cosa che ho pensato è stato, Non è merito mio, prima non avrei mai potuto vedere tutto questo. Già, prima.
Prima di iniziare un viaggio che non avevo idea di dove mi portasse, ma sapevo di voler fare.
Prima di scoprire una parte che non sapevo neanche di possedere, mentre i giorni passavano e la vita che avevo lasciato indietro sembrava quella di un’altra.
Prima di capire che ci sono luci che sanno illuminare una parte di te che hai sempre avuto, ma non hai mai visto, mentre in passato avevi fatto incetta di quelle che avevano accecato senza farti vedere neanche quello che avevi sotto il naso.
Mi sono guardata allo specchio più a lungo stamattina, non ho visto quella ruga dovuta ai pianti isterici di anni fa, non ho visto la carnagione a dir poco pallida che ho appena mi sveglio, non ho fatto l’elenco di cosa “non andava”, non ho visto imperfezioni.
Mi sono resa conto che mi stavo guardando con altri occhi, ed ho ricominciato a cantare, con un sorriso ebete, che è segno sempre di un’unica cosa.
UNFORGETTABLE – Nat King Cole
Unforgettable, that's what you are
Unforgettable though near or far
Like a song of love that clings to me
How the thought of you does things to me
Never before has someone been more
Unforgettable in every way
And forever more, that's how you'll stay
That's why, darling, it's incredible
That someone so unforgettable
Thinks that I am unforgettable too
No never before
has someone been more ooh
Unforgettable in every way
And forever more, that's how you'll stay
That's why, darling, it's incredible
That someone so unforgettable
Thinks that I am unforgettable too

VOLERE è POTERE.
Questo detto lo odio fin da quando la mia mente è riuscita a captare quanto è falso, ed essendo una che riconosce le fregature a naso, non ci ho messo molto.
Davvero tutto parte dalla mia volontà? E dove li mettiamo gli altri? Sempre dopo noi stessi? Ma com’è possibile? Come si fa? Io mi arrendo, non ce la faccio.
Sono migliorata, evito di mettermi sempre all’ultimo posto, evito di farmi in quattrocento per chiunque, solo perché Poverino aveva bisogno di me, adesso faccio un’accurata selezione alla porta, ma rimane il fatto che agli altri ci penso eccome.
Ho aspettato perché volevo che fosse il MIO tempo. Non c’è il momento giusto. Non esiste. Ci sarà sempre qualcuno che starà male, un altro che perderà il lavoro, la crisi che arriverà alla tua porta, una coppia che scoppia. Ormai l’avevo capito, avevo smesso di aspettare il momento in cui tutti potessero essere sereni, ed ho deciso: adesso tocca a me.
Mi sono messa sempre dopo, perché riconosco le priorità, perché non sono una stupida bambina viziata, perché ho scelto di essere una trentenne che sta a casa coi genitori prendendo la casa come un albergo, ma riconosco le spese che ci sono da affrontare per chi ha una Sua famiglia. Le riconosco e le rispetto profondamente.
Ho lavorato su me stessa perché arrivasse il mio tempo, non ho lasciato il compito a nessun altro che non fossi io. Vedere che c’era chi era pronto a non farmi frantumare in mille pezzi, mi dava la forza per proseguire quella strada. Non è stato facile far capire alle macchie che non era più il loro tempo, che adesso era ora di lasciare spazio ad altro, ma ci sono riuscita.
“Mari ti devo dire una cosa..”, di nuovo quella faccia. Come 3anni fa, come un anno e mezzo fa, ma questa volta mi spiazza davvero.
E’ un attimo, ed ecco il macigno che torna sulla bocca dello stomaco. Un attimo.
Ecco la porta che avevo visto aprirsi la settimana scorsa, che mi si chiude sul naso. E fa male.
VOLERE è POTERE, ma va?! E ogni proprio volere è sacro?? Ma basta con questi qualunquismi!
Quindi, se volessi cambiare davvero lavoro lo farei. Interessante prospettiva. Forse è vero. Forse dovrei sbattermene di lasciare mio padre nella merda, dirgli PAPA’ MI SPIACE MA E’ DELLA MIA VITA CHE SI TRATTA E QUI DENTRO SOFFOCO, MI SPIACE , TU LO HAI SCELTO COME AMICO E SOCIO, A ME STA FACENDO VENIRE L’ULCERA. C’è chi l’ha fatto ed ha il rispetto di tutti, non ha usato neanche termini così educati, eppure nessuno ricorda nulla.
Dovrei volere nello stesso modo far soffrire mio padre, volere che alla sua età lui si “arrangi”, quando è una vita che lo fa e adesso dovrebbe poter vivere sereno. Adesso dovrebbe riuscire a fare quello che io faccio da sempre perché lui si è sempre arrangiato per sé e mai per noi.
Non ce la faccio. In lui sono racchiuse tutte le mie debolezze. Tanto cattiva, egoista e tagliente so essere con chiunque, tanto ne sono incapace nei suoi confronti. E so bene che questo non mi da nessun valore aggiunto ai suoi occhi. Non importa. Lo dà ai miei.
Vorrei soltanto che le scelte degli altri non influenzassero così tanto la MIA di vita e QUESTO tempo che mi sono scelta con tanta scrupolosità.
Sarà di nuovo ora di venire qui tutti i sabati, di fare di nuovo 8/19, di rimanere in ufficio da sola con lui, di sentire le sue necessità e i miei doveri (e dover ingoiare che anni di emancipazione femminile venga racchiusa in un TI PAGO PER QUESTO E’ IL TUO LAVORO),e poi l’allattamento, le vaccinazioni, i mal di gola, le notti insonni, la febbre che non va via, MARI ESCO PRIMA PER ANDARE IN FARMACIA, MARI ENTRO DOPO PERCHE’ VADO DAL PEDIATRA.. Sarà di nuovo ora di tutto questo, quando in realtà non mi sembra che sia mai finito!
Niente di male, solo che pensavo dovesse essere il mio turno, solo che pensavo di non dover lottare perché lo fosse, almeno stavolta. Come se fosse arrivato un bonus e ci fosse scritto sopra il mio nome. Nessun bonus, tutto quello che arriverà me lo sarò grattata con le unghie.
Amen.

Stavo pensando che il blog è anche frivolezza. Questo posto ho sempre voluto mi rispecchiasse, e io sono anche questo. Leggerezza, sorrisi, battute a raffica e banalità.
Sì banalità. Che sembriamo voler tutti sottolineare il nostro essere geniali, diversi, speciali, tenendo per noi che siamo anche banali, conformisti, semplicemente normali. Brivido lungo la schiena eh? Ho scritto l’inscrivibile?? Essù via che sarà mai! Con tutto lo sforzo che riserviamo a descrivere quanto siamo pieni di qualità inenarrabili, ci dimentichiamo di vivere il quotidiano.
Non sia mai che io cada nell’inganno!
Quello trascorso è stato un week-end in cui ho messo in stand by la dieta. Embè direte voi? Ho detto che era momento di leggerezza? Quindi vi beccate anche il pippozzo dietetico!
Si parte con la pizza di venerdì sera, in cui ho sostituito quella solo pomodoro con origano, che si sa supplisce alla grande la dea Mozzarella (vi ho convinto??), con una mezza salamino piccante mezza wurstel che ancora sbavo; si continua con la cena di compleanno del Nano sabato sera, in cui non mi sono privata di nulla: antipasti, primo, secondo, dolce e il tutto annaffiato da buon vino rosso, che mi ha fatto straparlare facendomi diventare il clown della serata (strano! Non mi capita mai…). Concludendo con domenica, in cui mi impongo di non mangiare altro che insalata ed ero guidata dalle convinzioni più forti, vedi jeans impensabili che mi si richiudono e riesco anche a respirare, corpetto del “periodo migliore” che mi sta bene (mentre l’ultima volta il bottone salutava l’asola con una lacrima e i titoli di coda proclamavano la fine di un sogno..).. E invece via con linguine ai calamari, insalata e torcetti come dolce!
Per cercare di compensare oggi ancora non ho ingerito nulla, ma ho una fame boia! Non capisco come facciano alcune persone a mangiare uno yogurt a pranzo. Io, poco per poco, un’insalata la devo mangiare, e pucciare 50gr di pane nell’aceto è d’obbligo!
Che poi non è una dieta da fuori di testa eh? Tutt’altro! Che io di prendere i vestiti alla zerododici perché tutto mi va troppo largo, lo proverò in un’altra vita, in questa con sti fianchi diventa difficile!
Tutte le volte che vedo quei film anni ’50 in bianco e nero, penso che avrei potuto reincarnare il prototipo della bellezza di allora. Vitino da vespa, fianconi, coscette da mordere, pecco un po’ sul seno, ma avrei saputo ipnotizzare col resto… Chissà magari ci sarà un ritorno e se mai avrò una figlia potrà usufruire dei geni della madre, o cascare meglio e prendere quelli di sua nonna, che in barba a tutto il resto del mondo femminile, che con la vecchiaia ingrassa, lei mantiene un fisico da pura invidia!
I crampi cominciano ad arrivare. Lo sapevo. Mi ricordano che qualcosa la devo ingerire, che non sono figa dentro quindi o mangio o continuerò ad immaginarmi la nutella chiusa a chiave in sala!
Mi arrivano messaggi in cui si parla di trattoria, salsicce e vino!
Ok questo è un segno, vado a mangiare un arancio e prendermi un cappuccino, ma stasera la pizza post lezione di afro non me la toglie nessuno!!

“Ma ti rendi conto che sono rimasta senza soldi proprio alla mezzanotte?? Che se te lo mandavo alle 23.59 allora ti arrivava e sarei stata ancora la prima, e invece niente, rimango senza soldi, e poi prendo il telefono di casa. Ti sfido a mandare messaggi con quel telefono, ma col cavolo che mi facevo frenare da questo! E quando ho visto che non rispondevi…
“quanto mi piace quando parli a macchinetta così…”
“E’ che pensavo di non poterti sentire per farti gli auguri…”
“ E secondo te io non mi svegliavo e la prima cosa che facevo era guardare il telefono?”
“Non sono stata la prima però…uff..”
“Lo sei sempre quante volte te lo devo dire?”
“Ti rendi conto che quando ti ho conosciuto ne avevi 29???”
“Beh se è per questo a te spaventava farne 30 e ne stai per fare 31!”
“Oh ma è il TUO compleanno si stava parlando di TE!!”
“Seeeee te piacerebbe! Lo sai che io adoro parlare di TE invece!”
Te lo ripeto qui, Buon compleanno Meravigliosa Creatura, ti aspetto, nel frattempo Guardo fuori dalla finestra e vedo quel cielo solito che tu sai, ma oggi nell’aria ci sarà qualcosa di nuovo e respirerò a pieni polmoni, gli ATOMI che mi saranno ancora più vicini.
E mentre penso alla colonna sonora per questo post la radio mi aiuta, me la propone in versione bossanova, mi culla in una dimensione che noi conosciamo bene, per tutte le volte in cui ce la siamo spalmata addosso…
BESAME MUCHO
Besame,
besame mucho
como si fuera ésta noche
la última vez
Besame, besame mucho
que tengo miedo a perderte
perderte después
Besame,
besame mucho
como si fuera ésta noche
la última vez
Besame, besame mucho
que tengo miedo a perderte
perderte después
Quiero tenerte muy cerca
mirarme en tus ojos
verte junto a mi
Piensa que tal vez mañana
yo ya estaré lejos,
muy lejos de ti
Besame,
besame mucho
como si fuera ésta noche
la última vez
Besame, besame mucho
que tengo miedo a perderte
perderte después
Besame,
besame mucho
que tengo miedo a perderte
perderte despues
que tengo miedo a perderte
perderte despues...

Lasciatemi fare qualcosa di diverso oggi. Che i miei auguri a chi dovevo li ho già fatti, li ho anche già ricevuti. Mi sono pure magnata un buonissimo bacio perugina alla faccia del conformismo e bla bla bla, che almeno in questo modo il mio corpo lo metabolizza bene perché ha l’alibi giusto (scaltra come una faina)!!
Io e Mamma Sa vi regaliamo un’intervista stile Iene, mica per niente, solo perché ci piace giocare, prenderci in giro, ingannare il tempo, ma insieme. Un remo a testa e si va…
INTERVISTA STILE IENE
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Nome
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Mari
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Sabrina
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Anni
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30
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39
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Città
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Torino
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Roma
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Segno zodiacale
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Pesci
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Gemelli
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Tatuaggi
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No troppo doloroso
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Sì 4
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Piercing
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No con la fortuna che ho il giorno dopo ho un’infezione
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no
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Sei innamorata?
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Sì
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Sempre
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Ti piaci interiormente?
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Abbastanza
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Sì anche se…
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Hai fatto un incidente in macchina?
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Sì
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no
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Whisky o vodka?
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Rhum si può? No? Ok allora vodka
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Grappa
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Ti fidi dei tuoi amici?
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Assolutamente sì
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Di una ciecamente!
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Colore preferito per l’intimo?
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Nero
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Bianco ma anche tutti i colori
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Misura di scarpe?
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40 (piedino da fate eh?)
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36
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Numero preferito?
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22
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29
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Tipo di musica preferita?
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Latina e se qualcuno di voi sta pensando alla macarena e ai balli di gruppo, cominci pure a cambiare idea è ben altro!
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‘70/’80 pe’ ballà
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Doccia o bagno?
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Bagno, caldo, bollente!
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Doccia ho solo questa!
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Cosa odi?
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L’ipocrisia e le verdure cotte.. TUTTE!
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AS Roma!
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Un difetto di lei
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Quando si infuria se la prende con chiunque abbia a tiro…se non la si conosce, si potrebbe pensare di aver rovinato tutto
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Quando ha qualcosa che non va se non la conosci non capisci e se la conosci devi lottare per poter capire
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Un pregio di lei
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C’è. Con tutto quello che questo comporta per noi.
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E’ tutto il mondo che ho desiderato da sempre
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Chi sclera più delle due?
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Entrambe…ma lei di più!
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Dipende dai discorsi…pure lei si inalbera!
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Vi è mai capitato di litigare?
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certo
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Ultimamente no ma avoja se è capitato
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Se si quanto resistete senza cercarvi?
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Non troppo
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Con i mezzi di comunicazione ce la possiamo giocare col pensiero un istante!
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Cosa cambieresti di lei?
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Città! O forse la cambierei io..
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La macchina mi preoccupa e poi la sua città più vicina alla mia!
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Cosa hai fatto di insolito per lei?
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Di insolito nulla, se l’ho fatto è perché mi sembrava più che normale
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Sto cantando le canzoni di Vasco e mi ricordo anche parecchi brani
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Cosa ti fa ridere di lei?
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Le sue facce e le sue contraddizioni. Da spiegare sarebbe lungo, ma quante ne conoscete che a Stintino si lamentano per la sabbia fine?
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Le sue facce che parlano prima di lei… Ma è un linguaggio per pochi!
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Il suo cantante preferito?
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Lui chi è?? Ma come chi è?? E’ RENATO!
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Cosa devo baciare? Alzami la voce alza la mia voce! Lo show. VASCO punto.
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Una paraola o una frase di lei che ti piace?
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Piccolè io sono con te.
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Ti adoro mamma Sa
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Se potessi essere qualcun altro chi saresti?
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Ma che ne so!
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La figlia di mio padre!
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Cosa c’è appeso sul muro della tua camera?
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Quadri e fotografie, nessuno dei due casuali
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Angeli e foto
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Cosa c’è sotto il tuo letto?
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Scatole piene di puttanizie
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Un armadio pieno di dote, che quando cazzo la metterò tutta lo dirò a mia madre bella felice
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Un posto dove ti piacerebbe andare?
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Il Cile
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Giamaica e non tornare più
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Profumo preferito?
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Fahreneit
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Tutti profumi maschili (nun ride)
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Sport preferito?
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Danza e nuoto
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Se lo dico c’è la censura??
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Timida o estroversa?
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Entrambi
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All’inizio sto sul culo quindi direi introversa, poi divento na macchinetta o n’acida!
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Soprannomi?
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May, Cice, Polpetta, Piccolè
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Bina e mamma Sa, gli altri non hanno valore per me
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Mare o montagna?
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Mare con la sabbia fine
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Mare con la sabbia GROSSA
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Hai paura della morte?
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sì
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Di morire no, ma di lasciare le persone che amo nel dolore sì
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A che ora vai a letto di solito?
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Tardi
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Quando ho finito con le pezzette
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Cosa vuoi dire alla gente che leggerà tutto questo?
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Visto che teatrino?? Ed è niente!
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NON SAPETE CHE VI PERDETE SE NON CI VIVETE INSIEME!
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“Papà non puoi dirmi che le cose vanno bene perché non è così”.
E’ passata una notte intera in cui ho pensato al miglior approccio per poi addormentarmi stremata.
Sono lì di fronte a lui e glielo sto dicendo davvero. Sono agitata, ma provo a camuffarlo provando a prenderlo con le buone, che se lo prendo di petto ottengo solo uno scontro.
Dagli scontri con mio padre non si esce mai vincitori. Lui ha la corazza di certezze e verità a proteggerlo, io sono completamente nuda e disarmata. Capire chi vince ogni volta non è difficile.
Sono lì di fronte a lui e non mi viene da piangere. Piccola vittoria per Mari.
Quanto mi faceva arrabbiare da piccola il dovergli dire le cose in un certo modo. Cazzarola non erano mai richieste assurde, spesso davvero piccolezze, eppure sentire mia madre che diceva LO SAI COM’E’ FATTO NON TI DICE DI NO PERO’… Però cosa?? Però devo fare le moine? Fare la spiritosa? Qualche battuta sul calcio? Non se ne parla nemmeno. Le lacrime scendevano appena mi accorgevo che mia madre stava ricominciando con la solita solfa.
“Gli ho detto che mi guarderò intorno ed è quello che farò papà, mi guarderò intorno”.
Sempre lì davanti a lui che mi aspetto quello sguardo ferito, di chi è stato tradito dalla propria figlia che preferisce altro, quando sa bene “che non potrebbe avere di meglio da nessun altra parte”.
Quella figlia per cui lui ha fatto “di tutto”, gli ha sempre “dato tutto”.
Nulla. Un momento di smarrimento l’ho visto, ma niente di quello che mi sarei aspettata da lui.
“Certo fai bene, non accontentarti però che non hai mica più 18anni!”.
Sorride e sparisce in bagno. Io mi siedo a tavola. Mia madre fa finta di niente in cucina. Adesso il punto non è quando succederà, se succederà davvero o cosa mi aspetta.
Il punto è che gliel’ho detto.
Il punto è che nel mondo del lavoro di stronzi ce n’è a palate, di gente che ti tratta male e non ti rispetta anche, che posti peggiori di questo ce n’è a uffa, ma se mi immaginavo tra 20 anni ancora qui dentro mi prendeva una morsa allo stomaco che non mi lasciava respirare. Se mi immaginavo di doverglielo dire era anche peggio, allora andavo avanti.
Rimane il fatto, che non è proprio il periodo per diventare precari col lavoro, ma in fin dei conti c’è forse un momento giusto?
Un saggio ha detto “Sono solo soldi, è altro che conta..”, e io che sono una donna pratica, realista che decide da sola a che favole credere, questa volta mi dico che sì, è altro che conta.
Ero lì, gli ho parlato e non ho abbassato lo sguardo, se non fosse che dalla contentezza non ho quasi dormito la notte, avrei potuto pensare di essere diventata grande. Pericolo scampato anche stavolta.

Se avete la possibilità di fare una seduta di Watsu non perdete altro tempo.
Non è economica, per niente, ma ne vale la pena. Ci si immerge in questa piscina con acqua a 35 °, si chiudono gli occhi, ci si concentra solo sul respiro, nel silenzio più assoluto, e ci sarà chi penserà, nel frattempo, a fare un bel massaggio Shatsu. Aprire gli occhi è l’ultimo dei pensieri, mentre quelle mani si focalizzano sulle cervicali e l’acqua calda abbraccia tutto il corpo, mentre due braccia ti portano ad assumere la posizione fetale, ti prendono in braccio (sempre senza mai uscire dall’acqua) e ti cullano per farti stirare la schiena, e poi le gambe.
Sono stata ad un passo dall’addormentarmi. Non c’è niente che mi rilassi di più che il contatto con l’acqua. Fin da piccola per me nuotare era divertente mai una fatica, ma l’acqua non era necessariamente questo, ma piuttosto un momento per giocare con lei.
Andare contro la corrente per sentire la sua forza che spingeva contro la mia, tuffarmi sotto le onde per sentirmi trascinare indietro con quel suono che rimbomba nelle orecchie anche dopo. Girare da una parte e poi improvvisamente dall’altra per sentire tutto il corpo vibrare come una bandiera scossa dal vento.
A questo pensavo mentre l’istruttore mi guidava ad eseguire esercizi che mi sembravano la cosa più naturale del mondo, come se non avessi fatto altro.
“Si vede che l’acqua è il tuo elemento”, mi dice alla fine di tutto.
Mi guardo le mani che sono tutte a grinze, di colpo mi sono venute in mente tutte le volte che mia madre mi intimava di uscire dall’acqua NO MAMMA ANCORA UN PO’ fammi vedere le mani! E mi tuffavo sott’acqua eludendo la richiesta ancora per un po’!
Quando alla fine di quell’ora mistica, sulla sdraio accanto alla mia c’è lei che sorseggia il suo the, e inizia con i suoi discorsi, capisco che è il momento:
“May non ti è sembrato come di rinascere? Non mi guardare così! Lo stare nell’acqua, l’essere cullati, trasportati da qualcuno e poi riaprire gli occhi, non ti ha dato la sensazione della rinascita?”
“Oh beh io sono bestia lo sai, sei tu quella spirituale..”
“Perché? Che è quella faccia?”
“Ok te lo dico, c’è stato un momento in cui mi ha fatto mettere i piedi sulle sue gambe e me le stirava portandomi giù, ed ho pensato Se sento qualcosa che non dovrei gli tiro un calcio!”
“AHAHAHAHA Sì hai ragione tu sei la bestia!”.
“Ho coscienza di me! No è che mi sono immaginata Sa’ nella mia situazione e gli sono scoppiata a ridere in faccia!”
“Ma perché?!?”
Ehm ehm sulla spiegazione glisso, chi ci conosce sa il perché.
Siamo una macchina ben oliata, ci sono mille modi per dirselo, sabato li abbiamo usati tutti.

Non potevo saltare anche la lezione di ieri. Lunedì mentre guardavo le altre provare quel pezzo di coreografia aggiunto all’ultimo ho pensato MERCOLEDI’ ANCHE A PEZZI PROVO, ALTRIMENTI STI SALTI QUANDO LI IMPARO??
Ho fatto di tutto per essere al meglio, mi sono fatta strapazzare dal massaggiatore, sono stata a riposo ben una settimana, ho preso antinfiammatori omeopatici e non, cerotti, arnica e affini, insomma non sono stata ad aspettare che passasse il male, che altrimenti stavo fresca! Il male mica la sa la velocità con cui modifica una coreografia la FAVOLOSA!
Ce l’ho fatta. Prima di tutto sono arrivata a fine lezione, e non era cosa scontata. Ovviamente ho provato a non forzare troppo gli esercizi che riguardavano il collo, per quel che riguarda le spalle ho smesso di controllarle anni fa. Ma la vera motivazione per una giusta soddisfazione sono stati i salti riusciti in modo quasi decente!
Ok voi penserete che sto esagerando, ma passare da un livello principiante ad un intermedio 2, ha anche degli scompensi, dei passi si danno per scontati, come ad esempio i “salti girati”, a dir poco fondamentali in questo tipo di danza! Ovviamente nessuna del nostro gruppo era in grado di farli, poi ci sono i fenomeni che dopo le prime volte per spirito di emulazione hanno imparato e chi si è dovuto fermare più di una volta, dopo la lezione, a provare e provare ancora.
Inutile spiegarvi che io e Lele non eravamo nel gruppo delle Illuminate!
Dovreste vederci mentre ci diamo consigli su come fare DEVI SENTIRE L’ELETTRICITA’ SULLA PUNTA DELLE DITA ALLA FINE DEL GIRO sì sì la sento marò che fastidio NO SE LA SENTI VUOL DIRE CHE E’ GIUSTO ma tu che ne sai? INSOMMA SONO LA PROFESORA O NO? Ok ok dai riproviamo!
Ieri sera ero seriamente preoccupata di prendere qualcuno con una manata al primo colpo e invece niente. Ho trovato persino il tempo di fare le boccacce a Fede mentre la fronteggiavo.
Le prime volte avevo la sensazione di essere una bandiera mossa dal vento, scomposta, fuori tempo, innaturale.
So di non averli fatti al meglio, ma ho sentito il mio corpo reagire come volevo all’impulso che gli davo, ed è il passo che volevo, da qui a farlo come si deve ci vogliono ancora n po’ di lezioni extra e private con Lele, ma è l’ultimo dei miei pensieri.
ADESSO TI FERMI PERO’ no dai lo provo ancora una volta MARI TI FA MALE sì però almeno lo memorizzo… E lei scuote la testa in quel modo che mi piace un sacco, non è un rimprovero, è più un va beh tanto che insisto a fare.
Adesso i dilemmi sono due.
La musica nello spettacolo avrà la velocità di ieri sera? Se la risposta è sì, posso stare tranquilla, se la risposta è no, avrà la velocità di lunedì, devo informarmi su un polmone da aggiungere ai miei.
Il secondo è, si potrebbe sapere quando sarà sto spettacolo A GIUGNO COME TUTTI GLI ANNI, ecco appunto io vorrei che Lele smettesse di andare in panico tutte le volte che le rispondo così, perché va a finire che agiterà anche me insomma! E se qualcuno di voi pensa che è troppo presto per chiederlo, anche questa volta mi tocca darvi ragione, diciamo che Lei ha bisogno di certezze e programmare con calma. Io solo al pensiero di programmare comincio a grattarmi!
E poi il 6 Giugno avrò già da fare, mi attende San Siro. Non dico altro, che manca ancora un sacco di tempo, eppure la mente va a quando salutandolo mi gridavo dentro NON FARMI ASPETTARE TROPPO EH? Mi sente, prendetemi per pazza, me ne frego, è una sensazione che hanno tutti, e io me ne frego due volte, io so solo quello che provo sulla mia pelle e lui mi sente!

“sei un’inguaribile romantica, un po’ isterica, però simpatica, certo Unica”, e sorrido ogni volta che l’ascolto, perché me l’immagino cantata da un’altra voce che non sia quella di Vasco, poi io canterei la musica, ci divideremmo gli strumenti per poi ridere fino a perdere il respiro.
E’ vero lo sono, le storie d’amore mi commuovono, e da sempre quelle che fanno presa su di me sono quelle dal finale per nulla scontato, forse sofferto, spesso aperto.
Quando ti ritrovi ad essere la protagonista di una storia così, mentre la vivi non te ne rendi conto, vai avanti giorno per giorno, con un sorriso che non è il tuo solito, con un’energia che non sai da dove provenga, con un entusiasmo che le persone che ti hanno intorno quasi non ti riconoscono, ti definiscono “diversa”, e tu ci sguazzi in quella definizione e fai spallucce al mondo, non hai tempo da perdere, “devi troppo vivere”.
Capita poi che ti ritrovi a cliccare in un punto ben preciso, come se qualcosa ti dicesse che troverai il motivo per cui ringraziare qualcuno più grande di te anche oggi, e così è.
Rimanere spiazzati è il minimo credetemi. Quelle parole potrei sentirle milioni di volte eppure non imparerò mai a non sussultare quando accade. Non è falsa modestia, è che è così TANTO (ma mai TROPPO…), che non mi capacito mai subito sia veramente io la destinataria, che sia veramente io l’artefice di tanta meraviglia.
Non so perché lo sto scrivendo.
Forse perché in realtà la voglia è di telefonare a qualcuno che sa molto bene cosa sto provando, per tentare di spiegare l’inspiegabile, e sapere che dall’altra parte il silenzio non è l’incapacità di trovare le parole giuste, ma la conoscenza esatta della sensazione, ma essendo a lavoro provo a sfogarmi con un foglio bianco e delle lettere su tasti che mi chiamano.
Ti regalo una canzone, mentre domenica l’ascoltavo, non ho potuto far a meno di commuovermi fino alle lacrime, quelle parole me le sono spalmate addosso, come la più profumata delle creme, me le sono cucite, come il più bello degli abiti. La fantasia certo in questi casi non mi manca…
Oh che sarà – Ivano Fossati
Oh che sarà, che sarà
che vanno sospirando nelle alcove
che vanno sussurrando in versi e strofe
che vanno combinando in fondo al buio
che gira nelle teste e nelle parole,
che va parlando forte nei portoni
e grida nei mercati, che con certezza,
sta nella natura e nella bellezza
quel che non ha ragione né mai ce l'avrà
quel che non ha rimedio né mai ce l'avrà,
quel che non ha misura…
Oh che sarà, che sarà
che vive nell'idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti,
che giurano i profeti ubriacati
che sta nel cammino dei mutilati
e nella fantasia degli infelici
che sta nel dai e dai delle meretrici,
nel piano derelitto dei banditi
Oh che sarà, che sarà
quel che non ha decenza né mai ce l'avrà
quel che non ha censura né mai ce l'avrà,
quel che non ha ragione.
Oh che sarà, che sarà
che tutti i loro avvisi non potranno evitare
che tutte le risate andranno a sfidare,
che tutte le campane andranno a suonare
e tutti gli inni insieme a consacrare
e tutti i figli insieme a purificare
e i nostri destini ad incontrare
persino il Padre Eterno da così lontano
guardando quell'inferno dovrà benedire
quel che non ha governo né mai ce l'avrà
quel che non ha vergogna né mai ce l'avrà
quel che non ha giudizio…

Mi chiedo se questo è il primo post che pubblico da casa, sinceramente sono troppo pigra per provare a fare ricerche, ma questa spalla che mi ha messo KO e mi impedisce di distrarmi come si deve in questo week-end, non può impedirmi di farvi conoscere un posto che vale la pena.
Il concittadino Cybbolo mi ha invitata e non ho saputo dire di no, ben sapendo di non poter dare una mano in cucina, ho portato però un mio racconto. Scritto apposta per Il bar Osteria da Amalia.
E’ uno di quei luoghi in cui ci si sente a proprio agio anche se non si conosce quasi nessuno, ed ecco che le parole si sono rincorse nella mia testa, facevano a gara a chi arrivare prima! Si era sparsa la voce che c’era buon vino oltre che ottimo cibo…fubbe loro!!
Ecco con cosa mi sono presentata, dopo aver ricevuto la dovuta delibera…ovviamente!
Il bar tra sogno e realtà
“Lo sai che non sarà semplice?”
“A noi le cose semplici non piacciono, mi sembra evidente”.
“Lo sai a cosa mi riferisco”
“Certo che lo so, ma non ho intenzione di rovinarmi un momento che attendo da mesi, pensando che forse potremmo trovare delle difficoltà..”.
La differenza tra me e lui era semplice. Lui viveva in quel mondo da anni, io da quando lo conoscevo, e solo sentendolo dai suoi racconti. Era una prospettiva completamente differente.
Nel mio “mondo bello” incontrarsi per un caffé al bar dipendeva esclusivamente dalla voglia di farlo o no. Nel suo, l’unica cosa scontata era la voglia.
Lo capii quando ci trovammo davanti al Moon Bar e tre enormi scalini ci aspettavano. Io guardo lui, riguardo i gradini e cerco di non far trasparire la mia rabbia.
Lui mi sorride, come avevo sempre immaginato facesse, increspando il labbro, quasi vergognandosi, mentre i suoi occhi non riuscivano a celare un miscuglio tra delusione per quella barriera e l’entusiasmo nell’avermi lì.
“L’ultima volta che ci sono venuto non c’erano”, mi dice quasi a volersi scusare “per la Luna volevo un bar appropriato, mi sembrava proprio un’idea azzeccata...”
“Guarda che sei un bel tipo eh?? Hai la luna a tua disposizione, e vuoi rinchiuderla tra quattro mura?”.
Sorrido, perché non voglio che veda l’impotenza che sento dentro. Quei maledetti sanpietrini, assolutamente caratteristici, diventano tremendi per la sua schiena, e anche per me che non sono pratica nella conduzione di certe carr, ma c’è un ma. Ho dalla mia la presunzione di potergli far capire che esiste un mondo bello anche per lui. Ognuno può avere il suo.
Prendo il comando e ci dirigiamo verso la piazza.
“Dove andiamo?”
“Ti fidi di me?”
“Sì, tranne quando guidi! Fa attenzione alle buche che se vado lungo qui c’è da ridere!!”
Arriviamo nella piazza che sarebbe diventata nostra.
C’è gente ovunque, chi scatta foto, chi si dirige verso la metro, noi ci dirigiamo verso una panchina libera, mi metto di fronte a lui.
“Chi ci impedisce di prenderla qui qualcosa da bere?”
“Fosse sempre così semplice, Luna”, quando mi chiama per nome tremo ogni volta.
“Un passo alla volta no? Adesso lo è, domani ci saranno di nuovo gradini, marciapiedi senza scivoli, intoppi burocratici, ma sarà domani, vogliamo davvero pensarci?”.
“Non è facile per me non pensare che è solo una parentesi meravigliosa questa, e come tutte le parentesi si chiuderà, ma tu sei capace anche di questo, perché domani mi sembra lontanissimo in questo momento”.
Il resto sono chiacchiere davanti ad una birra bevuta a modo nostro, risate fino alle lacrime che non si fermano, per battute che dieci minuti dopo neanche ricordiamo, mani che si stringono e sguardi che spogliano.
“Non mi guardare così!!”.
“Dammi un pizzico e dimmi che non sto sognando”.
Il resto è un brindisi, sulle nostre teste una luna piena come testimone, all’incontro di due mondi che continueranno ad intrecciarsi tra sogno e realtà.
Cheers!
