chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





giovedì, dicembre 27, 2007

Anche questo Natale è andato.
Sono andati i pranzi interminabili e luculliani.
Sono andate le risate della vigilia, condivise anche con amici perché per mio padre non esiste che non si festeggi la Vigilia, e tanto meno che qualcuno rimanga da solo in quella sera. Allora scatta il DIGLI DI PASSARE DI QUI, e in un attimo non ci sono più frontiere, il siculo si mischia al piemontese che è un piacere.
Sono andate le paure per una situazione che non si poteva prevedere e che poteva scoppiare da un momento all’altro, ma che il buon senso comune ha tenuto sotto controllo.
E’ andata la mia dieta che ho messo assolutamente in fondo all’armadio (pronta a riprendermela dopo la befana), non volendomi privare assolutamente di nulla.
Sono andati i pacchetti distrutti in pochi secondi per vederne finalmente il contenuto!
Sono andate le corse per i dettagli dell’ultimo momento e le telefonate di circostanza.
Rimangono con me le risate annaffiate da ottimo vino, compagnia ideale e cibo giapponese in casa del mio Sole. Rimane il suo stupore, il mio entusiasmo, il nostro essere sceme e meravigliosamente FAVOLOSE. 15 Natali insieme, e non c’è molto altro da dire.
Rimane una cena con i co-protagonisti del prossimo e imminentissimo viaggio in cui lo stupore del Nano ci ha ripagato del tempo impiegato per azzeccare il regalo, e l’abbraccio della Tata valeva più di mille parole!
Rimangono le prese in giro a Cri e alla serie possibilità che venga lasciata in autogrill dopo l’ennesima fermata/pipì  NO NO PROMETTO CHE VI STUPIRO’!
Rimane una telefonata nel bel mezzo della cena in cui dall’altra parte c’è chi vorrei tanto fosse a tavola con me in quel momento e non a chilometri di distanza.
SCEGLI UN WEEK-END MARI MI MANCHI e rimane che sembra successo un secolo fa perché la vita ci ha già di nuovo messo del suo in quella voce che ce la mette tutta a ridere e non pesare.
Rimane un pacco consegnato con largo anticipo (certo che se si è raccomandati è tutto più facile uff), e aperto una parte con Lei e un’altra solo dopo mezzanotte. Rimangono le lacrime che ho trattenuto, e l’abbraccio che avrei tanto voluto dare, e limitiamoci all’abbraccio va.
Rimane quel sentimento gridato e quel brindisi silenzioso ma non per questo meno importante.
Rimane l’incazzatura per un pacco che era mio, ma che in realtà era di un’altra, e il solo pensiero di essere confusa con CHIUNQUE altro mi fa montare il nervoso, e mi calmo, e razionalizzo, e vengo aiutata a farlo (a proposito grazie…), e tutto torna nella norma…tranne che il mio pacco non è arrivato…
Rimane un biglietto in cui mi si dice AMICA I TRUCCHI SCADONO DOPO 5ANNI CREDI RIUSCIRAI AD USARLI NEL FRATTEMPO??? Ok ok ho promesso che mi impegnerò!
Rimangono i messaggi mentre ci si vede Tutti insieme appassionatamente che altrimenti che vigilia è?? E rimane il mio modo di fare amicizia..
Rimane un amico speciale, che a volte è talmente bello da non sembrare vero. Come uno di quei gioielli che brillano talmente tanto da sembrare bigiotteria. L’inganno c’è, pensa la gente. La gente che non lo conosce davvero però.
Rimane il vedere il concerto appena regalatomi a volume 32, dimenticandosi che è notte fonda, dimenticandosi tutto e ritornando tra quegli spalti, in quello stadio, a cantare con Lui.
Rimane la Compagnia senza la quale tutto questo sarebbe stato banale, invece che speciale.
Rimane un taglio e un colore di capelli nuovo. Che era da un po’ che non si cambiava, e sentirmi nuova, mi da sempre la stessa euforia piena di possibilità da scoprire.
E’ quello di cui ho bisogno, è stato il mio piccolo regalo sotto l’albero.
Rimane questo 27 che da sempre in casa nostra è ancora festa, privata questa volta. Papà porterà le rose a mamma, lei si imbarazzerà come sempre, si daranno un bacio e io farò la bimba gelosa: E’ MIA MOGLIE lasciala è mia madre! Natale in casa Cupiello è niente al confronto!
Rimangono delle borse da preparare, scegliere cosa mettere, i cd da portare perché sti mille chilometri non possono mancare di adeguata colonna sonora; abbiamo chi sta pensando al tour, mentre noi dobbiamo pensare alle scarpe comode.
Domani sera, adesso posso dirlo.
Budapest mi attende e sinceramente mi sembra un bel modo per iniziare questo 2008.

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sabato, dicembre 22, 2007

In questo giorno così speciale per me, colgo l’occasione per augurarvi un Natale pieno di pacchi da scartare, di sorprese fatte col cuore, di abbracci stretti, di baci intensi.
E non mi tirate fuori la festa consumistica e bla bla bla. Il cinismo è mio amico già negli altri periodi dell’anno, mi voglio prendere una pausa. E lo voglio fare adesso, non a caso.
Ci si rivede il 27, quando tutta questa frenesia sarà sostituita dal pensiero di cosa mettere in valigia per il Capodanno. Anche quest’anno sono riuscita a trovare una meta fuori porta.
Anche quest’anno starò tra amici, mi sentirò protetta e a casa anche a mille chilometri di distanza.
Penso a questo 2008 e non posso non avere un po’ di timore per quel che mi aspetta, di farmi domande che posso rimandare finché voglio, ma alla fine dovrò pormi.
Di sicuro non me le pongo oggi. In questo 22 che per me ha sempre un valore particolare.
La bimba Mari vorrebbe avere alla sua tavola il 24 sera tutte le persone che le hanno tenuto la mano in questo 2007 e non solo, ognuno a modo suo, sa bene che non può, e allora fa quello che le da più soddisfazione, cerca di esserci in ogni caso, con mille stratagemmi.
Riesco a vedere un alberello su una scrivania, è stato scelto affinché potesse significare Natale nel tempo, un Natale in cui i sogni erano lì a portata di mano, e sono stati realizzati tutti. Ogni vorrei è diventato realtà. Riesco a vedere gli occhi di chi in quel simbolo riesce a ricordare qualcosa che ha dato un senso a tutto.
Vedo un presepe particolare, preparato con l’intento di sentirsi ancora bambina e trasmettere il calore che la contraddistingue a chi la circonda. Vedo il suo sguardo posarsi sul suo polso e sorridere, e anche se a distanza sorrido anch’io.
Vedo un alberello, assolutamente ecologico, con tanti pacchetti pronti a partire, e vedo una gatta pronta a siglarli come solo lei sa fare.
Vedo un albero in un salotto/cucina, agghindato in modo eccellente, sobrio e alternativo allo stesso modo, candele, odori di incensi ed essenze, colori caldi che mi avvolgono, una casa che in questo periodo diventa il simbolo del Natale per me.
Amo pensare che riuscirò ad essere con tutti loro, amo pensare che la magia di questo periodo consiste proprio in questo. Amo ritornare bambina e credere che i pensieri negativi comunque ci aspetteranno, in questi giorni voglio poter sorridere senza chiedermi il perché.
Vi auguro lo stesso, stringendovi fortissimo, canticchiando canzoni natalizie stucchevoli per i più, ma a cui non so resistere io!

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lunedì, dicembre 17, 2007

E’ una di quelle giornate in cui delle immagini mi seguono di continuo. Non fanno parte della fantasia, non sono qualcosa che spero che un giorno accadano, no tutt’altro, è qualcosa che si ripresenta ai miei occhi tutte le volte che ho bisogno di un po’ di calore, mentre fuori la neve prova a metterci del suo.
Non biasimo chi mi dice di andare avanti e non portarmi strascichi. In effetti per chi sta fuori, non dubito sia la cosa più giusta da fare. Ma io sto ben dentro, che fa più caldo, e per quanto sia più difficile ho scelto la convivenza con tutti gli aspetti della mia vita.
E’ una scelta mia, e come per tutto ne subirò le conseguenze con momenti in cui mi mancherà l’aria, altri in cui mi sembrerà di prendere in giro tutti compreso me stessa, e altri in cui avrò ben chiaro il mio percorso.
Io più che fare la funambola, mi muovo a passo di danza, e mi destreggio tra il tempo e il controtempo.
Non è semplice, non è neanche da tutti e non lo puoi fare con tutte le canzoni.
Ci sono canzoni che si prestano, come alcune vite, a cambiamenti del genere, lo strumento entra forte, prepotente, lo senti sovrastare sugli altri, e tu puoi decidere di ignorarlo e continuare sul famoso tempo forte l’ Uno musicale, che ti fa dannare nella preparazione alle gare perché l’unico tempo ammesso dai giudici. In realtà è solo la scelta più semplice. La verità è che la maggior parte delle persone che ti dicono è da ballare sull’Uno quella canzone, lo dicono perché il Due non lo vedono, il Controtempo non lo sentono.
Cosa volete che vi dica a me viene naturale. In ogni canzone mi metto lì, con l’orecchio ben teso e lo cerco. Non è facile trovarlo, ci vuole orecchio come diceva qualcuno. Per quello sei orgogliosa di te quando ci riesci, e la balli fino in fondo, fino all’ultima nota. In altre invece è così chiaro che ti guardi in giro e vorresti dire a tutti Questa è un’altra storia non è come le altre, rendetele giustizia, ballatela come merita.
Il cd riparte dalla traccia numero 1. Quel cd dal titolo improvvisato come tutti i Nostri cd, trovato dall’ispirazione di un secondo, fatto a gentile richiesta (so essere molto convincente) e che non ha deluso le aspettative..
Loro, che sono ispirati dal cielo che mi ha fatto compagni per questi trent’anni, cantano per noi…
 
E ogni battito che c’è suona come ieri, e non è mai diventato tardi, Era ieri, sembra ieri..
 
Vorrei che fosse notte per poter ridere sotto le coperte con te. Che poi tu mi chiedi Che ora è? Le 5.35 no va beh ma siamo due pazzi perché non proviamo a dormire? No dai, dai aspè ancora un attimo, sembra mezzogiorno! In effetti..alza un po’ la serranda e controlla Ma che sei scemo che se scopro che è vero devo chiamare in ufficio per trovare una scusa! Se è vero ti tocca mettere il lucchetto alla stanza piuttosto.. Tu nasconditi e zitto!
E di lì continuare finché Morfeo non ci abbraccia.
Che parlare parlare parlarci addosso a Noi ci è sempre piaciuto.
Conosco i tuoi intercalare a memoria, ancora prima che tu dica un cioè io so già che sta arrivando, sento dal tono della frase quando arriva un bel infatti sì! Per non parlare di quei silenzi prima di parlare contemporaneamente per poi scoppiare a ridere.
 
Oggi le altre Mari le mando in vacanza che ne hanno bisogno, rimane con me solo la Mari che riesce a ridere come se fosse ieri di fronte a scene che ha davanti agli occhi, scene che neanche uno sceneggiatore al top della fantasia potrebbe realizzare... sono pesante, ti faccio male? Male??? Tu mi fai solo bene altroché tesò! O al pensiero di occhi talmente felici di vedermi da essere colmi, le guance diventare rosse, vedere le mie mani che si intrufolano in quella barba.. Mi viene in mente il nostro essere completamente pazzi, quel barattolino che ho ben custodito, quell’odore…
Penso ai mille modi che abbiamo trovato nel tempo per distinguerci dal mondo, per rendere tutto ancora più Unico, agli ATOMI, i 840266, la Capanna, il renderci invisibili per tutti tranne che per Noi. Ci sono i piccoli gesti di tutti i giorni, la presenza che si sente anche nel momento in cui diventa assenza involontaria e dovuta.
Ma la mia memoria scivola, mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri, la sensazione che in un attimo, qualsiasi cosa pensassimo noi due poteva succedere…(e ho il tuo viso davanti agli occhi in questo momento…)
E come sempre sei, la descrizione di un attimo per me, e come sempre sei un’emozione fortissima
 
TU TU TUM TU TU TUM.

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venerdì, dicembre 14, 2007

Sapevo sarebbe stata una settimana dura, soprattutto visto i ritmi decisamente lenti che sto attuando in questo periodo. A parte le due volte a settimana di afro, le altre sere mi ritrovo sotto le coperte a leggere con la tv accesa (ebbene sì mi da la sensazione che ci sia gente e mi rilassa).
Invece venerdì scorso decido che si va a ballare. Ma scherziamo?? Due settimane che non sento la mia musica e non ballicchio un po’??
 
Ed ecco il risultato del bollettino di marcia:
 
- Venerdì sera ballo sfrenato, si va a dormire alle 4.30, decisamente soddisfatta della serata.
- Sabato mattina non ricordo perché mi sono svegliata presto però giuro che un motivo c’era, ma il succo è NIENTE NINNE. Pomeriggio di giro in centro tra vetrine, idee regalo, una marea di gente, le luci di Natale, ma quando rientro a casa crollo prima delle 22 mentre sto guardando Miracolo sulla 51esima strada (credo non accadesse dall’82 più o meno).
- Domenica sveglia presto, perché la vecchietta del piano di sopra ha deciso di fare le grandi pulizie d’inverno, tra sedie trascinate e mobili so solo che ad un certo punto avrei tanto voluto urlare.
Nel pomeriggio battesimo, poi rinfresco. Poi vino, poi vino, poi vino e mi sembra ancora un po’ di vino. Morale della favola alle 20 guardo l’ora convinta che fossero almeno le 23.
OH MAMMA MA SONO SOLO LE OTTO? E si torna a casa sui gomiti dopo tanto tempo. La dieta mi impone No Alcool, però quando si deve festeggiare uno strappino di fa.
- Lunedì sera Afro (con la fronte perlata di sudore che sa ancora di Brachetto), e subito dopo si festeggia il compleanno della FAVOLOSA. Ebbene sì per l’occasione ci ha svelato anche la sua età, e noi ancora stentiamo a credere sia la verità. Insomma si fa tardi, si balla ancora, non capiamo neanche dove ce l’abbiamo la forza, e si bevucchia ancora un po’, ma non molto, devo guidare io
- Martedì come ho già raccontato coro Gospel a sorpresa.
- Mercoledì sera festa di compleanno del dottore. Si salta afro altrimenti non avrei fatto in tempo. Vuoi non fare chiusura? Vuoi non ballare? Vuoi non brindare alla salute di un amico che ne ha passate così tante da poter scrivere un libro, che al confronto Guerra e Pace potrebbe sembrare un bignami?? Ma figuriamoci! E si poggia la testa sul cuscino alle 3.30, ma sento che l’esaurimento delle batterie è alle porte.
- Giovedì ovvero ieri, la Madre Superiora è stata così gentile da concederci di poter recuperare la lezione persa mercoledì, peccato sia in un corso più avanti del nostro. Per fortuna ce la caviamo piuttosto bene, riusciamo a fare tutto, a me continua a non venire quel cazzo di passo laterale, ma prima o poi lo acchiappo. Torno a casa, mangio la mia insalata, mordicchio un po’ di pane e mi metto sotto le coperte in tempo zero. Non penso di arrivare a contare fino a dieci, e invece c’è chi mi informa che su Italia1 c’è il concerto di Elisa. Una droga la musica per me, una droga. Sono lì con gli occhi fissi, che canto, che mi ricordo il concerto fatto qui, le emozioni… Poi le pubblicità diventano più frequenti e non reggo più.
 
In tutti questi giorni una sola certezza mi rassicurava VENERDI’ SERA TORNO A CASA MANGIO SUBITO, STACCO I TELEFONI E MI METTO A DORMIRE.
Già… Non questo venerdì però. Ieri ricevo la seguente telefonata
PRONTO NIC
Ciao Mari mamma mia quanto tempo!
COME STAI?
Bene però non mi piace che ci stiamo vedendo così poco in sto periodo
HAI RAGIONE NIC SCUSA E’ CHE NON REGGO PIU’ CERTI RITMI
Ma domani sera un salto al Ganas lo fai vero? Io ho accettato solo perché so che tu non dici mai di no al ganas!
AH DOMANI.. (dille di no, inventa una scusa e dille di no, sei stanca non ce la fai su forza..)
MA CERTO, TANTO SABATO NON LAVORO COSI’ POSSO DORMIRE (a costo di dover uccidere!).
 
E c’era un periodo neanche tanto lontano in cui si faceva le 3 del mattino tutte le sere. Alle 7.30 la sveglia squillava potente e con gli occhi ancora chiusi si cominciava la giornata.
Adesso non che vada mai a dormire prima della mezza, ma per una serata in cui faccio le 4, ce ne voglio no due di assoluto riposo.
Sto invecchiando, poche balle, e mi sa che non posso farci poi molto, a parte godermela intendo!

Gozado para LeMieMari a 09:41 commenti (56)

mercoledì, dicembre 12, 2007

E’ proprio vero che la vita quando meno te l’aspetti ti regala un’altra possibilità che va ben oltre le tue aspettative. Questo è quello che penso mentre trattengo le lacrime di fronte all’ennesimo gesto di affetto che mi è stato regalato ieri sera.
Facciamo un salto indietro.
Riceviamo una mail che ci dice di tenerci liberi per martedì 11. Ritrovo sotto casa del Capo-Nano verso le 8.30. La paura nei nostri sguardi è evidente. Lui è l’organizzatore di biglietti d’auguri a dir poco stravaganti, è in grado di pensare scherzi divertenti, mai volgari, mai banali, che però riescono a metterti in un imbarazzo mortale perché non te lo aspetti. E se un tempo potevamo pensare che la Tata in qualche modo fosse una garanzia e sicuramente lo avrebbe limitato, abbiamo invece scoperto una parte del suo carattere che non conoscevamo. Anche la donna più timida del mondo, se ben stimolata può essere un’ottima complice. Ergo ci siamo giocati la nostra possibilità di salvezza.
E come si fa a non essere felici guardando il Capo che si è amalgamato perfettamente nel gruppo? Non è stata cosa semplice, ha dovuto affrontare il percorso tipico del nostro gruppo MERITI DI CONOSCERE I MIEI AMICI? Nonostante le prime difficoltà, date più dallo stupore che da altro, ha superato gli ostacoli brillantemente
Non sappiamo cosa aspettarci da questo regalo di natale cumulativo, ecco il punto.
Così ieri sera dopo aver citofonato siamo lì tutti e 4 come dei bambini a cui è stato detto DAI CHE MAMMA HA UN REGALO PER TE CHIUDI GLI OCCHI…
Loro arrivano e distribuiscono il loro biglietto d’auguri.
Sono dei biglietti per un concerto Gospel che inizierà da li a pochi minuti. Un coro Gospel. Non ci credo un altro piccolo sogno che si avvera.
“volevamo entrare nell’atmosfera natalizia con voi, e questo ci è sembrato il modo più giusto”
“Voi mi farete piangere maledetti”, poi gli occhi vanno sulla dedica nella pagina affianco.
E quando arrivo a quell’ultima frase devo fare un gran respirane per mantenere la mia reputazione.. A tutti coloro che credono ancora che le cose importanti non siano dentro i pacchetti, ma nelle mani di chi le consegna con un semplice sorriso.. 4 reazioni differenti davanti a loro, ma il cuore non mente, lui ha ringraziato a dovere.
Quel biglietto è stato un regalo meraviglioso. Avere amici così è un regalo meraviglioso.
Avevo altro in mente per il post di oggi, ma non volevo dare per scontato ieri sera. Volevo che rimanesse impresso anche tra queste pagine.
"In realtà le possibili date erano due, ma stasera di devolvono gli incassi alla squadra di hockey su ghiaccio paralimpica, mi è sembrata un'ottima occasione", la Tata mi guarda e mi strizza l'occhio, io per poco non esco fuori a cercare un po' d'aria. E a gridare, gridare qualcosa di ben preciso.
Il resto della serata l’hanno fatto i FREE VOICES GOSPEL CHOIR, l’hanno fatto i battiti di mano, i corpi che si muovono, le coreografie imparate immediatamente ed eseguite con Cri, l’hanno fatto gli occhi spalancati e le facce ebeti di fronte a tanta potenza vocale, alla perfezione dell’insieme, l’intesa, la condivisione, l’entusiasmo che trasmettevano.
La differenza l’abbiamo fatta noi, lì insieme.

Gozado para LeMieMari a 10:23 commenti (52)

venerdì, dicembre 07, 2007

Ha ragione la Tesora il numero di commenti era diventato a 3 cifre e raccapezzarsi ancora più difficile del normale. Ma che scrivere? E’ un periodo in cui gli incroci di date importanti si sono accavallati, la mente era qui e poi in un attimo ad un mese fa, una stanza, il freddo dentro e fuori, la voglia di esserci; poi di nuovo qui ad un momento importante e un attimo dopo in una chiesa della capitale dove due occhi azzurrissimi illuminavano, insieme all’abito bianco, quella navata.
Eccomi di nuovo al presente e immediatamente dopo ad un anno fa, questo stesso giorno, più o meno a quest’ora. Insomma cercate di venirmi incontro, non l’ho capito io sto discorso non pretendete pure voi!
Fatto sta domani è il grande giorno in cui ogni tradizionalista tira fuori l’albero di Natale e si decide ad addobbarlo. C’è chi ogni anno cambia, chi tiene sempre le stesse, chi ha senso estetico e decide di dare un tocco di classe ineguagliabile, o chi non ci pensa proprio e si “limita” a renderlo il più colorato e festoso possibile. Questo è poco importante. L’importante è ritornare un po’ bambini e farsi contagiare dall’euforia del periodo. Non pensare al traffico della domenica, al caos nei negozi, ai soldi che mancano (che tanto per un pensiero che sia uno non ci vuole Bill Gates).
Soffermiamoci nel vedere i bambini contenti che scrivono le loro Wish List, che un po’ ci credono e un po’, ma sta a noi far sì che quel no arrivi a loro il più tardi possibile.
Che ad essere cinici e realisti c’è tutto il tempo del mondo, sembra invece che ci si vergogni a lasciare andare la fantasia e ritornare bambini.
Tanti piccoli segni a dimostrazione che anche quest’anno ci siamo: le luci ormai accese per le vie del centro, i negozi aperti anche la domenica, le pubblicità alla tv con le canzoni che tanto mi piacciono, cioccolatini, panettoni e ogni sorta di leccornia che arriva in ufficio (e quest’anno è più dura del solito vedere tutti mangiano…), e le canzoni alla radio.
Puntualmente, tutti gli anni, arriva lei. Da quando è uscita non c’è stato anno in cui è mancata. MAI.
Potrei mai esimermi dal pubblicarla? Proprio io che tutte le volte che l’ascolto, sorrido di brutto, guardo fiori come ad aspettare che una slitta si presenti davanti all’ufficio e mi porti in giro per aiutare nella consegna? Io che la canto immancabilmente? No mi spiace, e adesso è anche un po’ vostra!
 
ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU
 
I don’t want a lot for Christmas
There’s just one thing I need
I don’t care about the presents
Underneath the Christmas tree
I just want you for my own
More than you could ever know
Make my wish come true
All I want for Christmas is…
You
 
I don’t want a lot for Christmas
There’s just one thing I need
I don’t care about the presents
Underneath the Christmas tree
I don’t need to hang my stocking
There upon the fireplace
Santa Claus won’t make me happy
With a toy on Christmas day
I just want own
On my own
More than you could ever know
Make my wish come true
All I want for Christmas is…
You baby
 
I won’t ask for much this Christmas
I don’t even wish for snow
I’m just gonna keep on waiting
Underneath the mistletoe
I won’t make a list and send it
To the North Pole for Saint Nick
I won’t even stay awake to
Hear those magic reindeers click
‘Cause I just want you here tonight
Holding on to me to so tight
What more can I do
Baby all I want for Christmas is you
Ooooh Baby
All the lights are shining
So brightly everywhere
And the sound of children’s
Laughter fills the air
And everyone is singing
I hear those sleigh bells ringing
Santa won’t you bring me the one I really need
Won’t you please bring me baby to me…
 
Oh I don’t want a lot for Christmas
This is all I’m asking for
I just want to see my baby
Standing right outside my door
Oh I just want you for my own
More than you could ever know
Make my wish come true
Baby all I want for Christmas is…
You
 
All I want for Christmas is you… baby
 

Gozado para LeMieMari a 17:05 commenti (108)

mercoledì, dicembre 05, 2007

Era un sacco di tempo che non trascorrevo un po’ di tempo nella casa che da adolescente era la mia seconda casa.
Ad attendermi c’è sempre lui. Certo un po’ più vecchiotto, decisamente più malandato, ma non è arrivare in quella casa senza il nostro rito. Lui abbaia da dietro la porta a vetri. Io lo chiamo. Lui scodinzola e alla fine una festa di coccole e salti. Questa volta ci siamo risparmiati i salti, ma dopo mesi che non lo faceva ha scodinzolato di nuovo, mi ha annusata, mi ha riconosciuta nonostante i mesi di lontananza, e me l’ha fatto capire da quel suo lasciarsi accarezzare assecondando il movimento.
Mamma Eli non si è smentita neanche questa volta. Tavola impeccabile, i panini e i grissini più buoni del mondo, con un pranzo fatto di stuzzichini buonissimi e semplici. Insomma la morte mia!
“Togliti la giacca Mari, puoi posarla in camera di Lele”, così mi avvio.
Eccola la macchina del tempo. E’ in quella stanza adesso lo so. Potrei rimanere lì per ore, nella nostra vita, perché tra quelle mura noi ci siamo prepotentemente.
Vedo le foto dei suoi spettacoli teatrali, “il sogno di una notte di mezza estate”, ricordo ancora la preparazione, gli incontri la E è aperta è chiusa?!
Mi giro è esattamente dove l’ho lasciato c’è il puzzle di foto di un sacco di anni.
Lei è bionda platino, capelli corti a baschetto, io ho ancora il mio castano naturale, porto i capelli legati in una piccola coda..
 “ma ti rendi conto cosa siamo qui??”
“non guardare May lì erano le nostre gemelle magre..”
“troppo dai, meglio adesso..” mentre lo dico il tono mi tradisce, su questo devo ancora lavorare.
Ho anche la fortuna di conoscere il nuovo amore di papà Mario, una certa Fulvia arrivata da New York, che dopo esser stata in convalescenza adesso splende a nuova vita, più rossa fiammante che mai.
Arriva il momento di sedersi a tavola., ed ha inizio lo spettacolo.
Raccontarlo non si può. E’ una famiglia che mi ha conquistata anni fa. Per la differenza enorme nella forma dalla mia, ma dalla sostanza identica.
Perché quell’abbraccio improvviso non voglio darlo per scontato. Quel commuoversi di fronte alle mie parole neanche.
E’ come un ritorno in macchina in cui tra le risate mi sento dire:
“ci è successo qualcosa May”
“in che senso??” dico quasi trattenendo il respiro
“non lo vedi? Al nostro rapporto dico, è successo qualcosa, ma di bello, volevo dire di bello..”
“fanculo Le’ pensavo di essermi persa di nuovo un pezzo”.
Non mi sorprende siano madre e figlia, non mi sorprende il sentimento che sento per loro immutato negli anni.
Non mi sorprendono le risate che ci facciamo nel parcheggio prima di salire ognuna sulla propria macchina. Lei mi parla in piemontese e io le rispondo in siculo. Io ho assaggiato la bagna cauda (senza aglio)e mi è piaciuta, lei adora gli sfinciuni.
Siamo una macchina ben oliata non c’è che dire…
Oh it's what you do to me..

Gozado para LeMieMari a 15:59 commenti (109)

lunedì, dicembre 03, 2007

In questo week-end ho imparato una serie di cose, mi sono ripromessa di tenerne a mente altre che sapevo e in qualche modo avevo messo da parte, ed ho avuto la mia buona dose di certezze, che non fa mai male.
 
-         Ho imparato che non deve essere così facile fare un cappuccino chiaro senza trasformalo in un latte macchiato.
-         Mi sono ricordata che la classe non è acqua.
-         Mi sono ricordata che non sempre entrare in un negozio che solo per il nome che ha dovrebbe darti un servizio DOC, e invece ha rischiato una denuncia da parte di Lele.
-         Ho imparato che ho dei fianchi da coprire, ma non è così facile.
-         Ho imparato che ci sono anche dei vestiti che non mi stanno poi così male.
-         Mi sono ricordata che ci sono delle commesse che non sanno proprio vendere, forse non lavorano su percentuale (quella che ho beccato di sicuro altrimenti non prenderebbe un picco).
-         Mi sono ricordata che sono capace di ridere di tutto questo se mi sento al sicuro.
-         Mi sono ricordata che il punto precedente avviene quando sono riposata e rilassata, mentre di fronte ad una giornata faticosa e stancante posso tornare a casa ripensare a quelle parole e farmi venire dei dubbi.
-         Mi sono ricordata che i miei fianchi sono amati proprio perché generosi e facili preda di mani in cerca di un appiglio sicuro…
-         Ho avuto conferma che i tramezzini del Caffè San Carlo sono a dir poco squisiti.
-         Lì davanti allo specchio nuda, ci stavo ricascando e mi sono ricordata che quelle non sono cicatrici, e le parole di sfottò della Giardu durante i nostri incontrimi hanno dato ulteriore conferma.
-         Mi sono ricordata che Caravan è sempre un negozio in cui vale la pena entrare
-         Ho avuto conferma di quanto riusciamo ad essere cretine io e l’altra faccia della Luna.
-         Mi sono ricordata che in certi negozi la differenza tra una S e una M non c’è, credo che ci scrivano M giusto per par condicio, ma in realtà loro quelle grassone mica le vestono. Tzè!
-         Ho avuto conferma che una mattinata con lei può essere esilarante e a tratti scompiscevole, mentre facciamo le favolose per le strade del centro.
-         Ho avuto conferma che ormai abbiamo la nostra canzone del momento. Non può essere solo un caso ascoltarla almeno un paio di volte quando siamo insieme.
-         Mi sono ricordata quanto fascino ho sui bambini, se poi si chiamano Francesco, il fascino diventa amore incondizionato, e son cose.
-         Mi sono ricordata che è un periodo in cui dormire sembra quasi una colpa. Vietato dormire nel week-end ci sono un sacco di cose da fare.
-         Calcolando che il punto precedente mi ha spaventato a morte, ho passato la domenica a casa nonostante i negozi aperti, nonostante il bel tempo, nonostante tutto.
 
Le buone abitudini è meglio mantenerle sempre detto io.

Gozado para LeMieMari a 18:08 commenti (68)