chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





venerdì, novembre 30, 2007

Sono i concetti espressi con semplicità che mi spiazzano sempre.
Un film “normale”, Indovina chi viene a cena? Con un tema anche piuttosto usuale all’epoca, se ha la miscellanea giusta di brio, semplicità e bravura, può diventare uno di quelli che rivedresti ogni volta che lo trasmettono.
Ero lì sotto il piumone e pensavo a quante volte l’avevo già visto, e ad età completamente differenti. Niente da fare, quest’amore non riesci proprio a pensare che sia folle e impossibile. Non è condito da eccessi, scene madri o chissà che. La trama del film si può riassumere in una frase. Una ragazza bianca e uno di colore si incontrano alla Hawaii, si innamorano, tornano a casa per comunicare ai genitori che si vogliono sposare, ma il colore della pelle creerà qualche perplessità nelle famiglie.
Tutto qui. Tutto qui davvero, ma è proprio in questa semplicità che mi ritrovo.
Si arriva alla fine del film che le lacrime scendono. Ogni volta. Dico io, ma come si fa a piangere ogni volta, per un film che non è proprio strappa cuore? Non lo so, ma quei dieci minuti in cui Spencer Tracy spiega il perché appoggerà la scelta della figlia non perdona.
Non ricordo la frase a memoria ovviamente ma il concetto più o meno fa così “mi hanno detto che non vi appoggio perché non ricordo più la passione che si prova per una persona e che ci spinge a fare qualsiasi cosa, in nome dell’amore. Beh questo è un errore, se lui ti ama la metà di quanto io amo tua madre allora siete fatti per stare insieme”.
Nessun giro di parole, diretto, semplice, efficace, soprattutto sui miei condotti lacrimali. Lo so lo so, per molti magari non ha senso, ma a me colpisce molto di più una frase del genere, che una farcita di belle parole che lasciano un senso di vuoto e zero sostanza. E' la sostanza che voglio. Sì ho detto Voglio, che anche se è nel giardino del Re me ne frego, vado e me la prendo, che cavolo, ne sarà rimasta anche un po' per me no??
 
You have to laugh a little, cry a little.. That’s the story of, that’s the glory of love.

Gozado para LeMieMari a 08:39 commenti (64)

martedì, novembre 27, 2007

Solo tre settimane fa le urlavo le peggio cose dalla camera in lacrime, delusa, delusa davvero, perché speravo che capisse. In realtà volevo che capisse, ma in fondo sapevo non sarebbe successo. E’ che avevo bisogno che lo sapesse e mi dicesse qualcosa che potesse colmare il senso di smarrimento che stavo vivendo. Sono uscita sbattendo la porta.
Ci sono stati giorni di silenzio assoluto, un silenzio che mi faceva comodo, la voglia di comunicare non c’era e potevo nascondermi dietro la maschera del litigio.
Ne avete parlato? No. In casa mia non funziona così. Nella mia famiglia le cose vanno in modo diverso. Ad un certo punto ci si fa la battuta, e se tu rispondi allora hai deciso di andare incontro a chi sta provando un approccio. Può essere una qualsiasi cosa OGGI LA VUOI LA PASTA? O un MARI E’ ARRIVATA UNA LETTERA PER TE, da lì si ricomincia, non come se niente fosse.
Non per me almeno. All’apparenza faccio finta che tutto sia a posto, ma ci metto un po’ per metabolizzare e capire, capire per non ripetere lo stesso errore.
Noi siamo così. Ecco perché avere mio padre che mi dice SIGNORINA DOBBIAMO PARLARE, mi ha fatto molto film americano e io l’ho guardato pensando fosse il suo solito modo per iniziare a prendermi in giro. Invece no. Era lì e mi parlava di cose serie. Parlava con me, e voleva sapere cosa pensavo di alcune situazioni. Lei era lì. Seduta, che mangiava la sua insalata quasi noncurante di quello che stava accadendo. Quasi. Perché il suo sguardo io l’ho incrociato un nano secondo e stava sorridendo. Si avverava un suo sogno. Stavo parlando con mio padre e non avevo paura. Stavo parlando con mio padre e non avevo chiesto a lei di fare da intermediario.
Lei che da giovane pensando a sua figlia aveva sempre pensato NON SARA’ COME ME, MIA FIGLIA AVRA’ UN DIALOGO CON SUO PADRE, quante volte me lo sono sentita dire.
Eppure abbiamo avuto padri differenti, il mio è tutt’altro che un tiranno, i miei amici lo adorano, è il giullare di corte, è il compagnone della truppa è un marito amorevole.. Allora perché tutto quel timore fin da piccola nel comunicare con lui? Perché quei pianti disperati mentre le dicevo NO DAI DIGLIELO TU DIGLIELO TU! Beh adesso chiedete troppo, quella laurea alla fine mica l’ho presa, sono a dir poco una dilettante, ma quel sorriso di sottecchi voleva dire un sacco di cose. E’ stata una sua piccola vittoria, lei che ha mediato una vita, lei che è stata il nostro perno da sempre, ha ricevuto una sua ricompensa. Quei due zucconi che litigano per il pane a tavola, per il telecomando o il divano, che la prendono in giro quando non mette i soggetti alle frasi, che fanno comunella come due cospiratori, stavano parlando davanti a lei come se fosse normale. E magari un giorno lo diventerà. Forse, non andiamo troppo avanti, godiamoci il presente. Ecco cosa diceva quello sguardo sorridente.
E se fossi stata differente le avrei scritto un biglietto che avrebbe potuto leggere, non un post che so non leggerà mai.
Invece rientrando a casa, poco dopo la mezzanotte l’ho raggiunta in camera, mi avvicino e provo a non svegliarla bruscamente MA’, EHI MA’ oh mari…stai bene? SI’ MA’ STO BENE TRANQUILLA, BUON COMPLEANNO (e le do un bacio sulla guancia), oh che dolce che sei ADESSO DORMI CHE E’ TARDI, NOTTE notte piccola.
Ogni famiglia ha i suoi equilibri.

Gozado para LeMieMari a 09:44 commenti (59)

lunedì, novembre 26, 2007

Avevo voglia di aggiornare queste pagine, ma non una sola idea sul cosa scrivere e poi ZAC! Ecco che puntuale arriva la Syster che mi nomina, e si sa alla Syster non si può dire di no!
 
Chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?
Era un periodo in cui sembrava non ci fosse uno spazio mio. Solo mio intendo. Ero sempre associata a qualcuno. L’errore è stato mio, spesso ci si dimentica le proprie necessità concentrandosi troppo su quelle degl’ altri. Avevo bisogno di aria, di un posto nuovo da arredare, in cui Mari era Mari e basta.
 
Il tuo primo post?
Eccolo qui . Niente di speciale, direi più una dichiarazione di intenti, e credo, tra l’altro, di averla seguita come traccia per tutti questi anni.
 
Il post di cui sei più fiero:
Il Mentore me ne ha riportato alla mente uno (quello del 15 maggio), non so se è quello di cui vado più fiera, è sicuramente tra i più sentiti. Rileggendolo mi sono emozionata, ho risentito gli odori, la musica, ho rivisto le facce e mi manca già .Mi chiedono di continuo quest'anno se andremo almeno a vedere. Sarà dura fare la spettatrice, ma è solo per quest'anno, e mentre lo dico ho paura sia una bugia.
A prescidere da questo va detto che c’è una persona che ha ispirato i miei post quasi dall’inizio di questa avventura, e di quelle parole andrò sempre fiera.
 
Il post di cui ti vergogni di più:
Non me ne viene in mente nessuno, in realtà le cose di cui mi vergogno DAVVERO, credo che non riuscirei a scriverle qui.
 
E adesso arriva il momento delle nomination, suvvia non fate quelle facce, ovviamente potete non raccogliere la catena, i 3 nomi (e guardate che ne vorrei fare di più eh..) scelti sono:
 
La mia Tesora (che per quanto scriva da poco con tutte le catene che mi manda è il minimo questa)
LuceBlu o come la chiamo io Lucetta
Clò (anche se credo che qualcuno l’abbia già nominata)

Gozado para LeMieMari a 11:08 commenti (36)

giovedì, novembre 22, 2007

Fuori fa freddo, ma io non lo sento. Guardo il calendario e sorrido.
Piove, il cielo è proprio quello di Torino eppure non sono triste, sono semplicemente da un’altra parte. Ogni tanto fa bene lasciarsi andare. In fin dei conti è un giorno all’interno del mese, potrò concedermelo no?! E la risposta, OGGI, me la do da sola.
Quello che vedo dalla finestra è un paesaggio che darebbe grande ispirazione a Dario Argento tra colori, alberi spogli e secchi, silenzio assoluto, soprattutto a quest’ora in cui si è già tutti con i piedi sotto il tavolo e il piatto fumante davanti.
Il programmatore affianco a me parla un linguaggio astruso con la Casa Madre, e a me vengono in mente miriadi di immagini da cui OGGI voglio farmi rapire. E la malinconia la lascio ad altri momenti, so che arriverà, lo fa sempre, quello di cui ho bisogno è continuare a sentirmi avvolgere da questa magia.
Voglio guardare queste diapositive e per ognuna dare la giusta colonna sonora.
You are so beautiful…to me… Oh come vorrei far danzare le parole nello stesso modo del mio corpo. Ti renderei giustizia quanto meno. E invece sono qui, a cercare di rendere un’emozione Unica con questi tasti che non hanno neanche la minima idea dell’importanza che hanno avuto in questi anni.
Que a besos yo te levante al rayar el dia, y que el idilio perdure siempre al llegar la noche, y cuando venga la aurora llena de goce, se fundan en una sola tu alma y la mia...ballata con gli occhi chiusi, altrimenti mi imbarazzo lo sai, senza badare a postura e regole da gara, solo con cuore e sangue che pulsa, proprio come piace a me. Li sento i tuoi occhi fissi su di me, sorrido in quel modo che ti fa impazzire, la telepatia non è un’invenzione, almeno non lo è per Noi.
Ti sento fischiettare l’inizio di Patience e mi accoccolo comoda intorno a te, BRAVISSIMO L’HAI IMPARATA DAVVERO Eccerto te l’avevo promesso!
Mentre la selezione passa No Surprises ci guardiamo fissi, non la mandiamo avanti, non è così che siamo abituati a fare, ci prendiamo sempre tutto quello che ci riservano nel bene e nel male.
C’è vasco che parla di quando si potevano mangiare anche le fragole e c’è un incenso che brucia, c’è la penombra che tanto ci piace, ci sono le nostre voci che cantano, mentre le nostre mani si accarezzano.
Che l’oggi restasse oggi senza domani o domani potesse tendere all’infinito e lo Vorrei.. perché ci sono canzoni che si potrebbero non conoscere mai se non fai i giusti incontri, ma fin dal primo ascolto sapevo che questa sarebbe stata Nostra. Noi che il tempo abbiamo provato a fermarlo senza riuscirci mai, anche perché è giusto così. E’ giusto avere sogni com’è giusto che ci siano i risvegli. Proprio questi ti permettono di sognare di nuovo. Di riprovarci, di ricercare la Magia, il Brivido. Senza il risveglio si finirebbe per confondere il Sogno con la Realtà. Questo è l’errore più grande.
Et j’entends siffler le train et j’entends siffler le train, que c’est triste en train qui siffle dans le soir, beffarda la vita che ci mette di fronte alle nostre paure più grandi e poco per volta ci sfida a superarle. Ricordo la prima volta che l’ascoltai, stavo lasciando la stazione in macchina, a partire non ero io questa volta. Ferma in Corso Vittorio guardavo il semaforo rosso come a chiedere delle risposte, lui non me ne ha date, la canzone sì J’entendrait siffler ce train toute ma vie, non c’era niente che potesse portarti lontano da me, non avresti potuto essere più vicino di così.
Mi fai tremare il cuore, mi fai smettere di respirare, domani sarà tardi per rimpiangere la realtà, è meglio viverla, meglio viverlaaaaaa!
Mi sembrava il modo migliore per concludere senza cadere nell’amarcord già pronto ad imbrigliarmi tra le sue redini!

Gozado para LeMieMari a 14:49 commenti (60)

martedì, novembre 20, 2007

PINE (E. mi chiede COS’HAI COMBINATO CHE TI SENTI IN COLPA PER TUTTO E TUTTI? MAGARI COMINCIA A PENSARE CHE NON E’ COLPA TUA, ok tu aiutami con degli psicofarmaci allora)
 
“Per quelli che si auto-criticano.
Anche quando hanno successo, pensano che avrebbero potuto far meglio e non sono mai contenti di se stessi né dei risultati che hanno ottenuto.
Lavorano duramente e soffrono molto degli sbagli che si attribuiscono.
A volte arrivano a rivendicare la responsabilità di errori commessi da altri”
 
WHITE CHESTNUT (sempre E. QUESTO MI SA CHE E’ PROPRIO IL TUO, infatti sì)
 
“Per quelli che non possono impedire alla loro mente pensieri, idee, ragionamenti che non desiderano. E questo di norma accade nei momenti in cui il loro interesse per il presente non è abbastanza forte (ma anche no…mi perdoni Bach la precisazione) da occupare del tutto la loro mente.
Pensieri che preoccupano e, se cacciati per un momento, ritorneranno.
Sembra che essi girino in tondo e impongano una tortura mentale.
La presenza di questi pensieri spiacevoli toglie la pace ed impedisce di concentrarsi sul lavoro o il piacere quotidiano”
 
SCLERANTHUS (giuro che ho riso dieci minuti prima di dirle che questo fiore non aveva bisogno di commentarmelo diceva già tutto)
 
“Per quelli che soffrono molto di non sapersi decidere tra due cose, sembrandogli la prima più giusta della seconda.
Sono persone abitualmente tranquille che sopportano da sole le loro difficoltà e non sono inclini a discuterne con altri”
 
Diciamo che il Sig. Bach ancora una volta ci ha preso con me.
E., l’omeopata, dice che in ogni caso è positivo che io cambi fiori tutte le volte e che non sia recidiva.
Dal mio punto di vista, ho il corpo assetato di conoscenza e non si vuole far mancare niente.
O almeno ci prova.

Gozado para LeMieMari a 10:50 commenti (106)

venerdì, novembre 16, 2007

Eccolo un mio grande limite: non so dire alle persone che mi stanno affianco quanto bene provo per loro. Smettila di sorridere, con TE tutto è a parte.
Intendiamoci, mi spacco in quattro per la piccola cerchia di eletti, e so bene che a loro il mio affetto arriva, non ho dubbi, però, di punto in bianco, non sono capace di dire TI VOGLIO BENE, magari è lì proprio sulla punta della lingua, ma preferisco un abbraccio.
Nello stesso modo mi spiazza quando me lo dicono, mi spiazza sentire altre persone che ci riescono invece così come se nulla fosse, come se fosse normale.
Le parole non sono un esercizio stilistico per me, non lo potrebbero essere neanche se lo volessi, ognuno sa bene i propri limiti (o almeno dovrebbe), io i miei li ho ben chiari.
Le parole hanno un peso, una dimensione, una scala di importanza. Nello scrivere come nel parlare. Ti voglio bene e Ti amo sono differenti (concetto non scontato per quanto sembri). C’è un abisso tra Ti amo e TI AMO, e tra Tu e TU non si può neanche spiegare.
Quando qualcuno che conosco da relativamente poco mi dice Ti voglio bene Mari, io rimango lì come una cretina e non riesco a dire nulla. Rispondere Anch’io non è come dire tutta la frase per intero. Non lo è per niente.
E’ un mio limite.
Quando affermo che qualcuno per me è Mamma, lo dico a ragion veduta, non solo perché sono molto affezionata a lei, qui si va oltre, quella parola racchiude tutto quello che non sono sempre in grado di dirle.
Penso che determinate cose vadano custodite, ma apprezzo chi riesce a liberarsi da ogni zavorra e lo dice con la stessa naturalezza con cui lo prova.
Io e Lele ci mandiamo messaggi da Love Story solo quando siamo ubriache, disperate o profondamente deluse da ciò che ci sta attorno, perché entrambe sappiamo cosa c’è nel cuore dell’altra, ed entrambe siamo ritrose sotto questo aspetto.
Non escludo che sia anche questo Nord, che ci rende così maledettamente guardinghi (per quanto a me abbassare la guardia e andare incontro ai brividi non dispiace per niente), o forse non c’entra niente.
Poi (e lo so che non si comincia una frase con poi...) capita,  ad un certo punto, che la vita mi faccia incontrare persone differenti, che mi dicono quello che pensano senza filtri, e all’improvviso eccole quelle 3 parole, e senza nemmeno pensarci mi ritrovo a dire/scrivere/digitare Ti voglio bene anch’io. Sarà questioni di frequenze, di DNA, di legame vero e indiscutibile, non lo so, ma scoprire margini di miglioramento mi dà speranza, sempre.
Non riesco a dire Ti Amo con la stessa facilità di Buongiorno o Buonanotte (ti ho visto smettila…).
Perché quelle parole marchiano, sempre troppo poco se non supportate da fatti d’accordo, ma che lo si voglia o no il segno lo lasciano. Io ancora adesso non posso dimenticare chi, fino ad una settimana prima di dirmi che tutto era finito, mi diceva MA CERTO CHE TI AMO, facendomi sentire anche un po’ stupida per averne dubitato. Allora facciamo così: non me lo dire, dimostramelo, rimani affianco a me, lotta per me,  non sarà facile, ma rimani, che è la dimostrazione d’amore più grande che tu possa darmi.
C’è un motivo se tutte le volte che ascolto Elisa che canta “e se c’è, un segreto è fare tutto come se ci fosse solo il sole, e non qualcosa che non c’è..”, mi si forma un groppo in gola e mi si riempiono gli occhi di lacrime. Tutte le volte una voce dentro di me dice che per me è così da 16anni, ogni volta che ho bisogno di ricordarmi che qualcosa di buono su cui ricostruire c’è, penso al mio sole. Il mio Sole c’è.
 
TU, sei una vita a parte. Avrai sorriso, scuotendo la testa e non riconoscendomi in quello che ho scritto prima, ed hai ragione, quella Mari con te non c’è mai stata. Non è stata messa da parte, semplicemente ha lasciato posto a qualcuno che ha preso forma davanti a te, è nata, cresciuta e vive con te, lì dove Il sogno è la Realtà.
Diversamente vivi, ecco cosa siamo.

Gozado para LeMieMari a 15:32 commenti (73)

mercoledì, novembre 14, 2007

Siamo nello spogliatoio, da sole. Le ultime, come sempre. Ormai un rito.
Finito il teatrino con le altre, spossate da una lezione che comunque è andata bene e in cui ci siamo sentite bene.
 
NON SEI ARRABBIATA PER QUELLO CHE TI HO DETTO PRIMA VERO?
Ma no te l’ho detto, l’importante è il risultato finale
PERCHE’ IO TE LE POSSO DIRE QUESTE COSE..VERO? (con quel suo tono da dimmi di si dai dai)
Ma ci mancherebbe che adesso non possiamo dirci le cose..io e te!
NO, E’ PERCHE’ TI VOGLIO BENE…
Adesso vieni qui…
 
Lei si avvicina e si siede in braccio…
 
Sei in fase coccolosa?
SONO IN FASE ROTTURA DI COGLIONI E MI SENTO INSICURA, E POI PENSO QUELLE COSE CHE NON HANNO SENSO..
Ma smettila, eri solo in preda allo sconforto per motivi ragionevoli, il mal di denti snerva, poi Lucky, insomma può capitare mica è successo niente.
 
E siamo lì. Lei sulle mie gambe io che l’abbraccio e le faccio le coccole. Un’istantanea in bianco e nero.
Ed entra la Madre Superiora.
Noi continuiamo i nostri discorsi come se nulla forse, lei ci passa davanti facendo finta di niente poi si gira e ci dice
“E’ bello avere delle amiche..” e se ne va.
Ci lascia lì con quella frase che aleggia nello spogliatoio.  Non lo sente il nostro SI’ detto con la sicurezza di chi sa di cosa si sta parlando, ma non importa. Noi lo abbiamo lasciato lo stesso, ci piace avere l’ultima parola.
Ci guardiamo e siamo pronte ad uscire. Ognuna nella sua vita che non esclude l’altra, per volontà, per impegno, per dedizione, per affetto sincero. Siamo pronte ad altre serate che consoleranno, alternate ad altre di pazzeggio puro, e non escludiamo che la maggior parte saranno quelle che inizieranno in modo blando per poi finire coi fuochi d’artificio.
Che poi a noi basta una pizza al tegamino, una coca cola (se vogliamo proprio rovinarci), un limoncello e la nostra complicità per rendere una serata “nostra”.
 
Rivedo l’istantanea. Lei ha quello sguardo dolce e furbo, che solo si suoi occhi hanno. Io ho la mia solita faccia da “panda”. Io la odiavo, lei e mia mamma la adorano da sempre. Col tempo mi ci sono affezionata.

Gozado para LeMieMari a 10:46 commenti (75)

lunedì, novembre 12, 2007

“Hai capito cara? Devi imparare a dosare le energie”
“Eh sì effettivamente è un mio difetto, non ne sono capace”
“Nella danza è necessario, come per tutto. E’ come se qualcuno avesse lo stesso tono di voce per tutto un discorso. Probabilmente annoierebbe e nessuno capirebbe dove vuole porre l’attenzione. Vale lo stesso per la danza. Ci sono momenti in cui è necessario rifiatare, facendo movimenti più piccoli e morbidi per poter poi dare tutto al momento giusto..” deve aver visto il mio sguardo che andava ben oltre le sue parole ed ha aggiunto “tranquilla cara, è tutta questione di allenamento e disciplina, alla fine si impara”.
Ecco le parole che volevo sentire. Alla fine si impara. Non è una frase detta tanto per. E’ vero.
L’ho provato sulla mia pelle.
Mi sono immaginata subito il Mentore che mi diceva con quel suo modo, BEH MARI DIREI CHE SI POTREBBE APPLICARE DAVVERO A TUTTO , QUESTO RAGIONAMENTO, NO?!
Non è Mentore a caso.
Sono così in tutto quello che faccio. Non so dosare le energie, tiro tiro e tiro ancora, senza dare ascolto al mio corpo che mi dà chiari segnali di cedimento, senza calcolare gli allarmanti sguardi di mia madre mentre mi dice FERMATI UN ATTIMO.
Venerdì sera ad esempio al primo ballo ho dovuto fermarmi. Le gambe non rispondevano. Erano pesanti, mi sentivo trascinare i piedi, meglio fermarsi. Poi sono arrivate le canzoni giuste, e io di stare ferma lì a dar retta alle gambe proprio non avevo voglia.
BALLIAMO?
Te la senti?
NO DICO, MA CHE DOMANDA E’? E non mi sono fermata più.
Prenditi del tempo per stare in casa a riflettere e metabolizzare la situazione, fregatene di chi reclama, la tua presenza, pensa a te, a stare meglio tu, mi è stato più o meno detto.
Mi spiace, non sarei io. Io non ce la faccio a fregarmene di chi mi reclama. Ed è anche in questo modo che penso a me. Giardu questo me l’ha insegnato per bene, e dopo un primo momento di sconcerto, in cui ho provato anche a mettere in dubbio la nuova visione delle cose che mi stava dando, ho dovuto ammettere che la nuova angolazione aveva un suo senso.
Questo week-end una parte di me avrebbe voluto stare a letto a dormire, a pensare, magari anche a piangere e fanculo a tutti.
L’altra parte, sapeva che era un week-end di compleanni di persone importanti. Sapeva che entrambi i festeggiati avevano organizzato con me lo svolgimento delle loro feste, che è mesi che li prendevo in giro per i regali che avrebbero ricevuto, che in qualche modo mi sarei pentita di non esserci stata ed essermi persa i loro sguardi felici di fronte ad amici pronti a festeggiarli.
Non erano SOLO compleanni. A prescindere dal fatto che per me non sono mai SOLO compleanni, erano i compleanni di persone che mi hanno aiutato, seppur inconsapevolmente a ridere dei guai, ad andare avanti, e volevo esserci.
Rimane il fatto che ho guardato il cell di continuo sia venerdì che sabato sera, che una parte di cervello era ben lontana dal mio corpo, ma non ho perso gli occhi pieni di lacrime di Cri di fronte alla stampa “dei suoi amici”, e la faccia di Ale quando gli abbiamo fatto il balletto sulla canzone ideata per lui. Questo ha fatto star bene loro, quegli abbracci non si possono fraintendere, ma hanno dato forza e benessere anche a me.
Non ho dosato le energie, mi sono messa a dura prova, e non mi sono pentita.
La Madre Superiora mi perdonerà, non ho detto che avrei imparato in fretta, sono capocciona io, ma prometto che mi applicherò, anche se non garantisco che sarò in grado di applicarlo al di fuori del ballo, ma questo a rimanga tra noi.

Gozado para LeMieMari a 11:43 commenti (42)

giovedì, novembre 08, 2007

Visto che non riesco a trovare molte parole, ma in qualche modo si deve guardare oltre, o almeno provarci, faccio parlare un grande per me. Una canzone che potrei sentire all’infinito, e oggi me lo concedo.
Maledetti ormoni che non vogliono proprio collaborare…
 
IN YOUR EYES – PETER GABRIEL
 
Accepting all I've done and said
I want to stand and stare again
'Til there's nothing left out, oh whoa whoa
It remains there in your eyes
Whatever comes and goes
I will hear your silent call
And I will touch this tender wall
'Til I know I'm home again, oh
love I get so lost, sometimes
days pass and this emptiness fills my heart
when I want to run away
I drive off in my car
but whichever way I go
I come back to the place you are

all my instincts, they return
and the grand facade, so soon will burn
without a noise, without my pride
I reach out from the inside

in your eyes
the light the heat
in your eyes
I am complete
in your eyes
I see the doorway to a thousand churches
in your eyes
the resolution of all the fruitless searches
in your eyes
I see the light and the heat
in your eyes
oh, I want to be that complete
I want to touch the light
the heat I see in your eyes

love, I don't like to see so much pain
so much wasted and this moment keeps slipping away
I get so tired of working so hard for our survival
I look to the time with you to keep me awake and alive

and all my instincts, they return
and the grand facade, so soon will burn
without a noise, without my pride
I reach out from the inside

in your eyes
the light the heat
in your eyes
I am complete
in your eyes
I see the doorway to a thousand churches
in your eyes
the resolution of all the fruitless searches
in your eyes
I see the light and the heat
in your eyes
oh, I want to be that complete
I want to touch the light,
the heat I see in your eyes
in your eyes in your eyes
in your eyes in your eyes
in your eyes in your eyes

Gozado para LeMieMari a 11:41 commenti (49)

mercoledì, novembre 07, 2007

Ho seguito il cuore e quegli occhi mi hanno confermato che non ho sbagliato.
Ringrazio di avere nella mia vita persone che quando le incalzo con TI PREGO AIUTAMI, SO CHE MAGARI NON APPROVI MA AIUTAMI non ci pensano due volte a cercare voli, treni, combinazioni che vanno bene, non ci pensano due volte a farmi capire che in questa “pazzia” non sono sola. Perché in fondo lo sanno che per me era tutt’altro che una pazzia.
Così in 24 ore prendo un treno che solo pochi giorni prima aveva fatto lo stesso percorso e mi aveva passeggera con un animo ben diverso. Scendo, prendo la metro, raggiungo la Tesora, si parte, si arriva e dopo 7ore sono di nuovo in macchina direzione Fiumicino.
In mezzo?? In mezzo c’è tutta una vita.
C’è stupore nel rivedersi e l’incapacità di spiegare a parole com’è possibile che ci sembra di esserci salutati ieri. Lui parla parla, io e la Tesora lo guardiamo, lo ascoltiamo, sappiamo che ha voglia di stare con noi, di raccontarci.
Ci sono quegli sguardi che arrivano dritti lì, mi fanno mancare il fiato, ma io non mollo la presa, rimango lì occhi negli occhi, e alla fine il sorriso che scalda arriva.
C’è gente che arriva, saluta, si sistema sul suo letto, parla e io non sento molto, io non lo lascio un attimo. Abbiamo queste ore e non le spreco con gli altri, la Tesora mi guarda e ride, lo sa, eccome se lo sa.
Ci sono caffè presi a stomaco vuoto per condividere con loro un rito, visto che quello della sigaretta proprio non ci riesco.
C’è una mia prima volta, ma sentivo di doverlo fare, e c’è quel “Grazie” che gli ho detto col cuore, per avermi dato tanto senza neanche saperlo.
C’è un momento in cui vorrei sfondare le barricate e mettermi lì al suo fianco, ma rimango dietro, in disparte LO VEDI COME SONO? ADESSO MI CREDI non mi capacito è così fuori dalla mia comprensione LO SO PICCOLE’ MA E’ COSI’. Io faccio spallucce, l’importante è che riesca a vederlo, perché lo so che li sente i miei occhi, che sente l’energia che voglio mandargli.
Lo sa che siamo lì solo per cercare di essere la forza di cui ha bisogno.
C’è un ultimo saluto, un sacco di teste che si mettono davanti, io che sembro una pazza perché non lo vedo, non lo vedo e poi arriva. DOV’ERI? DOV’E’ SA? E sorrido mostrandogli che sta solo fumando più indietro.
C’è un ritorno a casa fianco a fianco. La prima volta da soli, insieme, per quelle strade che solitamente percorre per evadere da tutto. Si ferma mi guarda, sorridiamo, è tutto surreale, entrambi sembriamo in uno stato di trance chi per un motivo chi per un altro
Ci sono mani gelate che devono essere riscaldate con scaldotto e massaggi terapeutici, ci sono grattini alla barba folta, morbida, profumata, ci sono saluti che non si vogliono fare ma sono necessari GRAZIE MARI, DAVVERO sccccccc dovevo essere qui con te.
C’è un salire in macchina senza riuscire a dire una parola per non so quanto tempo, so che la tesora vorrebbe fare qualcosa per me, ma conosce fin troppo bene quello che sto provando.
Ci sono momenti in cui piangere a dirotto mi verrebbe così facile che mi spaventa il solo pensiero, allora cerco di trattenermi perché non è giusto. Sto per partire. Di nuovo. Sto male io quanto lei, è giusto provare ad essere forti per chi si ama.  CI SENTIAMO TRAMITE SMS?? Certo SSE NON TI RISPONDO SUBITO MAGARI E’ PERCHE’ SONO NEL TRAFFICO, O MAGARI STO PIANGENDO scema.
C’è un abbraccio lungo. Non più frettoloso come quelli di una volta, per non prolungare l’agonia dei saluti. No. Lungo, forte, uno di quelli che ti vuole lasciare un po’ di forza per andare avanti.
Un remo a testa, e tanta stoffa per tappare i buchi quando si imbarca acqua.
C’è un vagare per Fiumicino come se avessi addosso il fuso orario di Cuba, con il corpo lì e la testa altrove, il cuore da un’altra parte ancora.
C’è un ritorno a casa e un mettersi a letto senza sonno, un sognare di tutto e uno svegliarsi col cuore che batte ancora forte.
C’è un’unica grande certezza nel cuore, ed è più di quanto potessi mai sperare di poter vivere, più di quanto io possa mai riuscire a raccontare. Viverlo è un’altra cosa.

Gozado para LeMieMari a 10:49 commenti (37)

lunedì, novembre 05, 2007

Il post sul week-end arriverà. Forse. Chiedo scusa fin da adesso se così non dovesse essere. Chiedo scusa a chi ha tramato per mesi per farmi una sorpresa riuscitissima, e aver trascorso con me giorni diversi. Giorni intensi per un sacco di motivi. Giorni in cui sentivo che tutto era diverso questa volta, e avere di fronte Sa che ripeteva SONO GIORNI STRANI SONO GIORNI STRANI, me ne dava la conferma.
 
Questo post è per te e anche un po’ per me. E’ un modo per starti accanto in un giorno che nessuno vorrebbe vivere, ma chiunque sa che arriverà. E’ un modo per dirti che odio questi chilometri oggi più che mai.
E’ il mio modo per chiederti scusa se non posso salire sul primo treno e ritornare lì tra quelle colline che tanto odi e tra quel silenzio che spesso ti da sui nervi. E so fin da adesso che sono scuse inutili perché tu sai già tutto e mi diresti SCIOCCA IO TI SENTO QUI, e la mano con mille stratagemmi raggiungerebbe il cuore per sfiorarselo..
Queste parole vorrei fossero come una droga che lenisce un po’ il dolore che senti.
Queste parole vorrei che si trasformassero in un abbraccio lungo, intenso, difficile, cercato, ma trovato sempre, come sono ogni volta quelli nostri.
Ieri davanti al binario io e la Tesora ci guardavamo sperdute, perché entrambe ti amiamo così tanto, più di quanto riusciremo mai a dimostrarti e a prescindere da scazzi, cattiverie dette, fatte ed egoismi umani, semplicemente umani.
Stamattina mi hai scritto che mi senti ovunque e comunque, sono rimasta a guardare il vuoto per dieci minuti mentre mia madre parlava a macchinetta. Ovunque e comunque mi ripetevo in macchina mentre venivo qui. Non stavo pregando, forse avrei dovuto, invece continuavo a ripetere quelle due parole, come se tu potessi sentirmi, come un mantra.
Queste parole sono ribadirti che mi metto in disparte nella confusione generale che ti circonderà nelle prossime ore, ma ci sono. TU sai come trovarmi, sai come divincolarti tra la folla e arrivare a me. Mi troverai pronta ad ascoltarti, e in silenzio saremo NOI, semplicemente NOI.
E qui mi fermo, perché sai bene quanto poco sono abile in queste situazioni a dire la cosa giusta.
Giusta per chi poi?
Mi accoccolo sulla tua spalla sinistra (è la tua preferita, e visto che lo so questa volta faccio un’eccezione..) e sto lì con te.
Forever always seems to be around when things begin but forever never seems to be around when thing ends…This is my FOREVER..
 
Chiudo i commenti non vorrei qualche stupido arrivasse ad infangare questo giorno.

Gozado para LeMieMari a 10:08 commenti