Ci sono delle cose che non capisco.
Siete innamorati. E ne sono felice.
Dio solo sa quante serate ho passato sotto il portone della tua attuale sposa, dicendole che non c’era proprio niente che non andava in lei, dicendole che doveva vivere la vita al meglio e qualcuno sarebbe arrivato. Ne avevo la certezza. E come nel più classico dei classici, quando lei meno se l’aspettava ZAC ecco il colpo di fulmine, e tu sbuchi da chissà dove!
I tuoi amici non potevano essere più contenti per te cara M., di vederti felice, sorridente, innamorata persa, e persino un po’ fuori dagli schemi quando la donna tutta d’un pezzo si ritrova ad andare a convivere con lui dopo 3mesi. EH MARI MA QUANDO INCONTRI QUELLO GIUSTO TUTTO VIENE NATURALE, NON STAI LI’ A PENSARE A COSA E’ BENE, TI VIENE TUTTO SPONTANEO. Io penso cazzate hai talmente voglia di accasarti e che sia davvero l’uomo giusto che potrebbe anche essere Jack lo squartatore (e non credo che lo sia, ma è il concetto cervello in vacanza che mi turba) e non lo vedresti.
Quando l’anno scorso appena tornata dalle vacanze mi dici che sei incinta e che vi sposerete in Ottobre mi sembra ormai tutto naturale, e detto da me è quanto mai paradossale.
Ma ci tengo comunque a precisare una serie di cose.
Voi due avete dei nomi di battesimo. Questi nomi non sono Mio e Mia, lo so vi sto comunicando qualcosa di sconvolgente ma è così.
Adesso caro Mio, lei ha vissuto 33anni senza averti intorno quindi penso che possa andare al bagno senza avvisarti ogni volta, ma è evidente che i fatti mi smentiscono.
Caro Mio potevo anche capire che le tue mani non si staccassero mai dalla sua pancia prima che partorisse, anche se sono sicura che MAI il bambino si sarebbe permesso di nascere senza la tua autorizzazione, lui riconosce chi sta sempre sul pezzo, ma adesso perché sei sempre lì che ravani?? O quanto meno non potresti farlo in camera da letto quando siete soli??
Cara Mia, sai che ti voglio bene, ma per quale stracazzo di motivo continui ad aver costante bisogno di conferme, nonostante un marito innamorato e un figlio stupendo?? Ti rendi conto vero che così facendo stai abbattendo anche la mia ultima illusione?? Non si fa.
Vi rendete conto che Francesco è un bellissimo nome, che ha miriadi possibilità di abbreviazioni, Fra, Cesco, Ciccio, Francè (bello meridionale, ma a me piace), Franco (sa di vecchio, ma ci sta comunque), e che quello che avete scelto non rientra tra questi? Non lo scrivo per ovvi motivi, ma ieri sera ogni volta che lo chiamavate così dovevo lanciare occhiatacce e gomitate per non fare scoppiare tutti a ridere. Abbiate pietà di chi non fa parte della casa del Mulino Bianco per favore!
Cara Mia ti rendi conto vero che se qualcuna delle coppie che conosci si fosse comportata come fate voi due, in una delle sere in cui la tua paranoia di rimanere sola era ai massimi livelli, a Torino ci sarebbe stato un suicidio in più da annoverare?
E non vorrei dare un’immagine di me che non è reale. So essere romantica, affettuosa, pucci pucci (ok questo poco lo ammetto, ma un pochino a volte sì), coccolosa, sono capace, ma mi irrita oltre modo l’ostentazione. Torno a casa che ho una carie in più tutte le volte e il dentista costa.
SAI MARI ABBIAMO DECISO CHE IL BAMBINO OGNI TANTO LO LASCEREMO AI MIEI E VERREMO A BALLARE ANCHE NOI, ecco brava così ti ricordi da dove vieni e chi sei, non bisogna mai dimenticarselo. Non l’ho detto, tranquilli sono pur sempre Mari, ma mi è fortunato che certi muri non possano parlare… Come lo siamo un po’ tutti in fondo!

Ho avuto una settimana di tempo per mettere in ordine le idee, ma il risultato non è stato un gran successo.
Una vacanza iniziata con un abbraccio al porto di Olbia alle 7. Ci parliamo al tel DOVE SEI?guarda verso i cancelli NON TI VEDO avvicinati…..Lei che cammina veloce (lascia la truppa….voltandosi spesso.. sa che senza di lei…la truppa fa BORDELLI GROSSI) e io che scalpito, poi quella stretta scritta in migliaia di messaggi, mail, privati, adesso siamo lì occhi negli occhi, blu nel blu, la vacanza può iniziare!
Non ci siamo fatte mancare niente. Mare da sogno, nuvole, poi di nuovo sole che ci ha accompagnato fino alla partenza. Birra Iknusa a fiumi, fumi particolari, di ogni provenienza e non fatemi andare oltre che altrimenti non mi tengo e rischio subito il licenziamento! Risate a non finire che partivano dal mattino quando ci si dava il buongiorno, e terminavano solo la sera prima di chiudere gli occhi.(NASINO-CUSCINO!)
Non ci siamo fatte mancare niente, la tensione creata da chi non ha l’apertura mentale per capire che in 10 ci si deve adattare, la delusione di comportamenti infantili e stupidi, le lacrime per “problemi” che poi problemi non sono, perché quelli VERI li abbiamo lasciati nel continente qui non vogliamo pensare a niente.
Non ci siamo fatte mancare niente, abbiamo fatto teatrino per Alghero, con la sorella minore che butta tutta la compagnia nel panico per un ipotetico “UMIDO”, tutti a dire la loro e Mamma Sa che sbianca ogni volta NUN FATE I STRONZI CHE VE CORCO! L’arrivo in discoteca dopo aver camminato per un lungo e infinito tratto… FORI COME DU BARCONI … entrare all ETRO’ e riscatenarsi, come a voler ricominciare tutto da capo, il cubo preso in ostaggio dal tizio che abbiamo scoperto essere uno che era “meglio non scomodare”, così Lei ha deciso di giocarci come sa fare, mentre io mi ammazzavo dal ridere!
Non ci siamo fatte mancare niente, mentre intorno a noi stupidi giochi di gelosie e ripicche si alternavano, noi ormai avevamo deciso che la nostra vacanza sarebbe andata oltre, eccoci a cantare in macchina Vasco, a mandarci sms da un tavolino all’altro per non farci sgamare e ridere a modo nostro, che tutti ci guardano strani, e noi facciamo spallucce.
Non ci siamo fatte mancare niente, Eccoli!!!! LA LA LALALALA a volontà, lei che ride io che non voglio sentire, lei che continua a raccontare cose sconcie e io che scappo SMETTILA BASTA NON VOGLIO SENTIRE guarda guarda come fa mi fa morire giuro, quanto è bona!
Non ci siamo fatte mancare niente, tanti tramonti e la NOSTRA alba insieme. Tutti a dormire e noi due lì, sui gradini del patio, felpona, pantaloni, lei che fuma, io rannicchiata che mi abbraccio le ginocchia. Guardiamo il cielo e non diciamo una parola, stiamo pensando la stessa cosa, stiamo pensando che ci eravamo promesse che sarebbe successo e non abbiamo dovuto ricordarcelo, non abbiamo dovuto programmarlo, è successo. L’abbiamo voluta, l’abbiamo cercata. E appena il sole spunta mi guarda e mi dice GUARDA C’E’ ANCHE LELE e a me batte forte il cuore, mi si strozza il respiro e faccio una gran fatica per non piangere.
Non ci siamo fatte mancare niente, la spiaggia della Pelosa alle 7 del mattino, l’incredulità nel non essere le sole, svegliarsi circondate, e fare amicizia (EHN?)con chi ha piantato il suo ombrellone tra la tua scarpa e la sua borsa. Tutta gente civile insomma!E gli schizzi a riva? E la sabbia fina addosso?MA PERCHE NON UNA VACANZA IN MONTAGNA?
Ci teniamo a dire una cosa BELLA LA PELOSA PER CARITà, MA MAI PIU’! ANDATECI VOI A MORIRE IN MEZZO CM DI SPIAGGIA GIUSTO PER DIRE “IO C’ERO!”.
Non ci siamo fatte mancare niente, pure un po’ di mal di pancia e fiato corto per motivi stupidi, ma Mamma Sa mi ha rincorsa, mi ha preso mi ha parlato, come fa la mia mamma, perché lei non parla, lei pensa sempre che i suoi problemi vengano dopo degli altri, devi parlare Mari altrimenti come faccio a saperlo? Te l’ho promesso, e le promesse le mantengo, giurin giuretta!
Non ci siamo fatte mancare niente, foto al limite del consentito dalla legge, la carota erotica Ale ancora se la ricorda, caraffe di Cannonau per far ubriacare zio, e alla fine noi eravamo storti e lui niente!
Non ci siamo fatte mancare niente, il ritorno insieme, rivedere Roma, salutarla in silenzio con gli occhi pieni di gioia, dirle che mi è mancata, ritrovami in un attimo a doverla risalutare col cuore in gola. Sono in quella cucina e non me ne voglio andare. Sapevo che sarebbe successo. Sapevo che al momento della partenza ne avrei voluto ancora e ancora.
Non ci siamo fatte mancare niente e ne pagheremo le conseguenze, lo sappiamo, ormai ci credono un po’ di più anche gli altri. Noi lo diciamo sorridendo, sfidando quasi chi sappiamo arriverà a prenderci a mazzate. E noi li aspettiamo, nel frattempo viviamo però, senza condizioni, senza mezzi termini, senza aspettare che ci preparino la pappa per poi lamentarci che non ci è piaciuta. Ce la cuciniamo noi (beh nel mio caso fai tu Tesora di te mi fido, io la fari bruciare), e ci becchiamo tutto quello che ne consegue.
Non ci siamo fatte mancare niente e per la miseria ne è valsa la pena!
Un grazie infinito agli altri componenti della vacanza, che ognuno a suo modo l’ha resa speciale!

Stasera parto.
Direzione Livorno, ci si imbarca domani mattina alle 8.
Valigia pronta, minimo indispensabile, comodo, pratico e un paio di cose carine, ma niente di snob, non mi si addice per quanto girino voci diffamatorie nella blogosfera, chissà perché poi…
Non mi ricordo un’estate in cui al 9 di Agosto fossi ancora a Torino. Sono sempre stata una di quelle che ai primi del mese scappavano destinazione mare. Quest’anno ho poche ferie.
Due settimane.
Com’è possibile solo due? Vediamo… Beh in effetti mi sono presa due giorni per quel concerto, mi sono presa due giorni per il raduno, mi sono presa due giorni a capodanno, un giorno quella volta che avevo bisogno di aria… Ok ok effettivamente è stato un anno duro, ed ho avuto bisogno più volte di staccare da Torino, non starò qui a lamentarmi, ma non vedo l’ora di evadere, adesso posso dirlo.
Una parte di me ancora non ci crede. Una parte di me è convinta ancora sia un sogno, e so di non essere la sola a viverla così. Quando saremo tutti attraccati, ci saremo ricongiunti dai vari traghetti, e riusciremo a vederci tra migliaia di persone, allora potrò crederci, non prima.
Penserete che sia esagerata, allora prima o poi mi prenderò la briga di fare l’elenco di tutte le cose che sono successe le volte che ho programmato qualcosa a cui tenevo. Non va mai tutto liscio come l’olio. Mai. Scioperi di treni, di aerei, hotel che non si trovano, gare che saltano fuori proprio il week-end che avevo scelto per scappare via e molto altro (visto che sono stata brava e non ti ho citato??).
Così questa volta parto con una certezza. Sarò circondata d’affetto al punto che mi sentirò libera di fare ciò che voglio. Ah no forse le certezze sono due. Al ritorno avrò tanto di quell’alcool in circolo che le prime parole che pronuncerò una volta risvegliatami dal coma saranno SALVE SONO MARI E SONO UN’ALCOLISTA ma ne sarà valsa la pena!
Sister tieni duro e arriverà il momento del relax anche per te, al Mentore nessuna raccomandazione insomma in fin dei conti è sempre il Mentore, mica possiamo invertire i ruoli! Alla Tesora dico di tenere duro ancora venerdì e poi MARE PROFUMO DI MAREEEEEEEE…
A TE invece non dico nulla, non ne ho bisogno, la sintonia non è qualcosa che muta nel tempo, non è qualcosa che si può creare con l’impegno.
La sintonia totale tra due persone o c’è o ci si deve accontentare della sola complicità che si può instaurare nel tempo. NOI non ci siamo posti neanche il problema, dal primo Ciao, all’ultima Buonanotte...
Tutto quello che è nella mia mente e nel mio cuore TU lo sai bene.
Buone vacanze a tutti ci si risente tra due settimane!!

Venerdì notte, mentre ci avviamo verso le macchine sento delle note zitti zitti!! Tutti mi guardano, il mio orecchio in questo campo è una sicurezza. CHE CANZONE E’ MARI ? Mi si illuminano gli occhi e inizio a cantare con gli occhi chiusi Por la equina del viejo barrio lo vi pasar con el tumbao que tienen los guapos al caminar. Non c’è bisogno che dica altro, si torna indietro correndo, si lanciano le borse sulla sedia e si torna in pista, la canzone chiama, Questa canzone è Cuba.
Non sono più a Torino in una calda serata d’agosto.
Sono ad Alamar, nel bronx dell’Havana, con Yuniel, Giosbanie Cri. Sono alla Lluvia de Oro, Havana Vieja, col complessino che suona, io e Cri che muoviamo il piedino sotto il tavolo e due cubani ci chiedono se vogliamo ballare. Credono di poterci insegnare qualche passo e con la scusa conoscere dos yumas, ci mettono il tempo di una base per capire che devono trovare un piano B per l’adescamento.
Sono a casa di Edelmira, lei cucina arroz con pollo, muove la sua proverbiale scalera e ci insegna, nel suo spagnolo/cubano, che non è tanto fare il passo quanto sapersi muovere a dovere, e mentre lo dice ammicca.
Sono in giro per il Cerro in macchina di Giosbani e gli chiedo Dai rimetti Gilberto Santarosa? E lui, che non ha mai ascoltato tanta salsa come in quei giorni, rimanda indietro e Perdoname risuona da quelle casse.
Sono sul Malecòn, macchina con gli sportelli aperti, Carlos Manuel alla radio canta Porque tu mi quieres tanto si yo soy malo quantidad, i ragazzi ci guardano come per dire NOI NO NOI SIAMO DIVERSI, ma lo sanno che è tempo perso, lo sanno che sappiamo esattamente come sono e mica gliene facciamo una colpa, possono solo rilassarsi ed evitare di fingere.
Sono in una casa del Vedado, sul balcone, guardo il cielo e mi commuovo nel vederlo così vicino, come se mi cadesse addosso, per la prima sento che sono davvero distante da tutto e tutti. Per la prima volta capisco che sono di nuovo sola davvero ed è il momento di ricominciare. In tutto il viaggio ho aspettato un segnale, e non è arrivato appena atterrata, davanti a militari coi mitra che ci sorridono, ne alla prima telefonata a casa, ma su quel balcone. Mentre le lacrime scendevano sorridevo, sapevo che quella città, che già era nel mio cuore, avrebbe avuto un significato molto più profondo una volta che ci avessi messo piede, e non mi ha deluso.
Sono all’aereoporto Josè Martì con lo sguardo perso nel vuoto, io e Cri non ci guardiamo neanche, ci siamo ripromesse di non piangere, mica è un addio, noi ci torniamo, eppure non ci guardiamo.
Sono sull’aereo, aria condizionata a palla, pieno come all’andata, il diario di bordo tra i nostri due sedili, guardiamo fuori dal finestrino e canticchio sottovoce yo me voy a pie yo me voy nadando porquè yo sé que l’Havana me esta esperando.
Esco dalla pista col cuore che batte forte, io ci torno, prima o poi ci torno.
E non è stato il sale sulla pelle a farla da padrone in questo week-end, ma il cloro, eppure sorrido, ho più di un motivo per farlo.
Ultima settimana prima delle vacanze, tanto attese, sperate, volute, combattute, ci arriveremo con cicatrici, bolli e ammaccature varie, ma si arriva, questo è l’importante.
Un modo per sorridere, abbassare la testa e alzare la mano lo troveremo sempre.
Siamo così noi, e che il mondo si prepari ad un’invasione di blu accecante!

In un’estate di 6 anni fa guardai la Nena negli occhi e le dissi “devo cambiare messaggio di benvenuto sul cellulare, non è vero che ci sarà sempre, ovunque io vada, non è vero, ma devo trovare qualcosa che lo sostituisca a dovere”. Lei mi prese il cellulare e scrisse una frase che per anni non ho mai cambiato, che mi ha fatto sorridere, perché se lo diceva lei, con la tonnellata di dolore che si portava dentro, allora era giusto crederci, era giusto farsi contagiare, ci ho creduto ed ho fatto bene, ci credo ancora e so di non sbagliare. Mi sembra un buon modo per iniziare il week-end..
No hay mal que por bien no venga

