Chissà cos’è che mi spinge a cercare nei meandri dei mille cassetti in cui conservo i miei ricordi.
Potrei trovarci di tutto, lo so bene, ma insisto.
Mica mi preservo da qualcosa che sarebbe meglio non vedere, magari non leggere. No no io vado giù, testa bassa e quella convinzione che “tanto ormai è acqua passata” ben sapendo che per una come me non è mai acqua passata.
Capita che voglio fare un po’ di pulizia nella mail, ed entro nelle cartelle dei most popular.
Quel nome lì mi chiama, così vado a rileggere alcuni scambi di mail. E’ già passato un anno dal nostro riavvicinamento e nuovo distacco. L’ennesimo.
Mi ritrovo a pensare che non patisco come le altre volte. Questa volta qualcosa mi diceva che sarebbe successo di nuovo. Non è stata una sorpresa come negli anni passati in cui la mia fanciullesca visione dell’amicizia mi portava a pensare mi saresti stato accanto sempre, nonostante tutto. No questa volta, sotto forma di risata la frase TANTO LO SAI CHE TRA UN PO’ TORNEREMO A NON PARLARCI PER CHISSA’ QUANTO TEMPO veniva fuori sempre più spesso. Ridevamo noi, ma in modo consapevole questa volta.
Non patisco perché in fondo ogni rapporto ha il suo equilibrio e solo i protagonisti possono capirlo fino in fondo. Se mai leggerai queste parole, a quest’ora ti starai chiedendo e il nostro equilibrio quale sarebbe di grazia? Forse sta proprio in questo, caro PapàSauro, lasciarsi andare per poi ritrovarsi ancora.
Io non lo so, o quanto meno non lo so spiegare, ma sento che potrebbe essere una risposta.
So che leggendo “ah le domande senza risposta Mari… Mi piacerebbe sapere cosa ti passa in quella testa di legno e in quel cuoricino di marzapane…” ho avuto la stessa reazione della prima volta. Sguardo fisso, denti che mordicchiano il labbro inferiore e il tuo nome ripetuto una serie di volte scuotendo la testa. E per noi comunque,tutto questo ha il suo perché. Finché avrò questa reazione, vorrà dire che ti voglio bene anche se la tua vita ha preso una direzione e la mia un’altra. Anche se non sapremo più nulla di noi, che “più nulla” con noi ha il tempo che trova, lo abbiamo già dimostrato in passato.
Perché essere ad alto mantenimento crea diversi problemi me ne rendo conto, ma anche avere a che fare con “l’Angelo della morte” non è proprio una passeggiata, ma alla fine l’affetto va oltre ben oltre, e qui concludo perché ho immaginato la tua faccia da mhmhmh il solito fortunato io e la mia risata sonora mentre ti tiro un pugno sul braccio. Questo siamo noi, e va bene così.

CARATTERISTICHE DEL SEGNO DEI PESCI
Il nativo dei Pesci ha un carattere complesso e pieno di contrasti (no ma perché dici questo…). È in lotta continua con se stesso, spinto da due nature contrastanti: la prima, donata da Giove, estroversa, sensuale ed ottimista, la seconda, donata da Nettuno, più triste e introversa. (ok ok si vede che ne hai conosciuto qualcuno)
Queste due nature conferiscono al nativo una natura misteriosa ed affascinante, che, unite alla sua dolcezza, sa attirare magneticamente gli aiuti e le protezioni di cui ha bisogno. (esssì nessuno mi resiste…)
Tra i pregi più evidenti si riscontrano la sensibilità, l'immaginazione e la ricchezza interiore.
Il tipo pesci è dotato di doti medianiche, che gli consentono di leggere l'animo altrui. (d’accordo, qui si smette di scherzare, ecco cos’era, una dote medianica…)
Un'altra caratteristica di questi tipi è la loro vulnerabilità unita a una grande indecisione. Istintivamente portato ad evitare l'azione, il nativo dei Pesci si astiene il più possibile dal prendere decisioni (o quanto meno ci provo, ma mica ci riesco sempre…), non gli mancano certo le idee, quanto la forza e determinazione di portarle avanti. A volte corre il rischio di perdersi in mille progetti (ma CHI IO?!??!) che difficilmente si potranno attuare per cui avrebbe bisogno di una ferrea autodisciplina (una che???), o al limite, di un partner che lo costringa a stare con i piedi ben fermi a terra. (glisso)
Sul piano del lavoro, eccelle in tutte le attività in cui può mettere a frutto il suo fascino (eh sì i camionisti apprezzano non poco) , la sua forte memoria (ehn???) e la capacità istintiva di imparare le lingue straniere (e qui ci siamo completamente). Gli sono quindi molto congeniali professioni collegate con l'estero e con gli scritti. Brilla, inoltre, nella danza (ok potrei smettere di leggere qui e sarei già soddisfatta, lo dice l’oroscopo quindi è vero!), nel calcio, nella cura della bellezza e nella medicina.
Pur essendo privo di un vero senso della realtà e dal desiderio di possedere ricchezze, il nativo Pesci riesce sempre ad assicurarsi il minimo indispensabile (sì nell’arte dell’arrabattarsi sono una grande esperta).
Anche nel lavoro, come nella vita, ha bisogno di trovare un compagno giusto che lo sostenga e lo sproni (con Frigi sono stata davvero fortunata non c’è che dire), facendogli superare timidezza e indecisione. Naturalmente portato a socializzare, per questo segno è molto facile far amicizia. (ah mbeh altrimenti cominciava ad essere una farsa sto oroscopo, che i miei teatrini sono famosi ovunque). Tende a stringere legami profondi e duraturi, basati sulla stima e sul rispetto; la sua cerchia di amici è solitamente molto ristretta (sì e ne vado fiera come di poche altre cose al mondo).
L'amore è un sentimento importantissimo per queste creature (già..), che adorano lasciarsi andare a storie appassionate e travolgenti (sorriso ebete) . Tenerezza, romanticismo e passione non possono mancare in un rapporto con loro. (non DEVONO mancare).
Il nativo Pesci è un partner molto attento alle necessità altrui e sempre premuroso e disponibile a concedere tenerezze e dolci momenti: attenti però alla sua imprevedibilità. (imprevedibilità che si sottovaluta se posso aggiungere).
Vivergli accanto non è forse molto facile (mi rendo conto che non lo è), bisogna possedere in egual misura pazienza e fermezza, ma certamente questo segno può dare un tocco di colore al vivere quotidiano. (e che cavolo volete mettere una vita piena di colore???)
Certamente è un po’ faticoso vivere accanto ad una donna tanto esigente, ma è una compagna meravigliosa e vi circonda di tante dolci cure, da far dimenticare subito tutto: ve ne accorgerete! (giuro che non l’ho scritto io, MA NON POSSO CHE CONCORDARE..).
E COME MI FA GIUSTAMENTE NOTARE LA TESORA NON POSSO DIMENTICARE CHE SONO ASCENDENTE VERGINE QUINDI…
È una donna che ama rendersi utile agli altri, mettendo spesso le sue esigenze in secondo piano. (touchè..) Se sapete pazientare e non farvi scoraggiare dai suoi primi tentennamenti o negazioni, in lei troverete una donna impareggiabile. (non so se troverete una donna impareggiabile, ma troverete ME questo sì). Corteggiatela con costanza, ma evitate le frasi scontate e i complimenti ridicoli. (sì di solito scoppio a ridere e rovino il vostro amor proprio per sempre). Adora le conversazioni intelligenti e brilla per scaltrezza e umorismo. (ho letto brilla ed ho sorriso…).
Non ama locali appariscenti e costosi, preferisce concerti, visite a musei (e piste da ballo…). Per conquistarla bisogna usare tatto e soprattutto furbizia. Ricordate che per dare il meglio di sé ha bisogno di un amore reale, le paroline dolci le fanno piacere, ma per lei contano i fatti!!! (l’ultima frase è il mantra dell’ultimo periodo, sembra funzioni quindi lo porto avanti).
C’è qualcuno che conosco che lavora in questo settore, ormai ne sono sicura…

Zia non era con te fisicamente, mentre festeggiavi il tuo primo anno di vita, e lo so che adesso se ti dicessi che in ogni caso ero presente non capiresti, ma è così.
Per tutto il giorno l’immagine della festa che avrei potuto organizzare per te mi ha fatto compagnia.
Mi sono immaginata palloncini colorati ovunque, giochi con tutti i tipi di suoni, che a te piacciono tanto, con cui poter giocare. Mi sono immaginata sdraiata per terra con te, a lanciarci le cose per poi ridere come solo due bambini possono fare. E sentire guardandoti negli occhi quel IA IA, invece attraverso il telefono come è successo qualche settimana fa. Commuovermi di fronte a tanta bellezza, commuovermi di fronte ai tuoi occhi grandi e di un chiaro cangiante. Magari vederti che spalanchi le braccia per venire da me, com’è accaduto a Pasqua più di una volta. Vederti stremato dopo una giornata di festa, con gli occhietti chiusi in quella beatitudine senza pensieri che solo i bimbi hanno. E mentre dormi raccontarti un po’ di me, la Zia, quella vera, e raccontarti di tuo papà, degli aneddoti di famiglia, di come nonno e nonna si parlino con il loro alfabeto personale, di quanta pazzia hai ereditato, benché tua mamma non ne sia priva.
E ti racconterò del perché sei nato in un giorno speciale.
Sarebbe stato un giorno memorabile in ogni caso tesoro e lo sappiamo, ma hai scelto il 22, avevi deciso il 22. Ti racconterò come questo numero, e tutto quello che significa, mi abbia cambiato la vita, tesoro lo so che raccontandotelo mentre dormi non ricorderai nulla al tuo risveglio. Ma certe storie sono fatte per essere narrate sottovoce “in modo clandestino senza vociare”, altrimenti perdono del loro splendore, altrimenti chiunque si può permettere di dire la sua, e facendola passare di mano in mano si sporcherebbe. Spero tu abbia intuito da quel poco che siamo stati insieme che non lo potrei mai permettere. Difendo ciò che amo con le unghie. Che cos’è quel faccino serio? Non guardare spaventato le unghiette di Zia, non le uso mica con tutti, per te ci saranno grattini rilassanti che molti ti invidieranno credimi!
Volevo una foto che potesse rendere giustizia a questo giorno, ho chiesto aiuto a chi con la immagini riesce a togliermi il fiato. Non ha fallito neanche stavolta.
Buon primo compleanno tesoro immenso, attendo di abbracciarti forte.

Quando addosso si ha una notte come la mia, non ci sono parole per poterla descrivere.
Tra caldo, uccelli non ben definiti che emettono suoni impossibili e mi costringono a chiudere la finestra, costringendomi ad accendere il ventilatore.
Manca il fiato così vado verso la finestra, guardo il cielo, magari spero di vederne cadere un’altra come quella di prima. Grande, luminosa, che è scomparsa in un attimo.
MAMMA COS’ERA L’HAI VISTA ANCHE TU?
Sì Marì era una stella cadente
ERA ENORME, DAI MA’ ESPRIMI UN DESIDERIO, IO L’HO GIA’ FATTO!
Inutile dire che non ho visto nulla, ma almeno riprendo fiato, e non è poco soprattutto quando ci sono momenti in cui il fiato te lo tolgono le parole, i gesti spontanei, l’affinità completa.
Ritorno a letto e schiaccio PLAY… Lascio parlare gli altri al mio posto, è meglio così è meno peligroso.
“I could stay awake just to hear you breathing watch your smile while you are sleeping, while you’re far away and dreaming, I could spend my life in this sweet surrender, I could stay lost in this moment forever, every moment spent with you is a moment of treasure
I don’t wanna close my eyes I don’t wanna fall asleep ‘cause I’ll miss you babe
And I don’t wanna miss a thing, cause even when I dream of you
The sweetest dream will never do I still miss you baby and I don’t wanna miss a thing”
E visto che una tira l’altra…
“Ci son macchine nascoste e però nascoste male, e le vedi dondolare a ritmo di chi è lì dentro per potersi consolare godendo sui clacson tra i fantasmi di Elvis, ci son nuvole in certe camere meno ombrelli di quelli che pensi… E le senti le vene piene di ciò che sei e ti attacchi alla vita che hai. Leggerooooooo nel vestito migliore, senza andata ne ritorno senza destinazione, leggeeerooo nel vestito migliore, sulla testa un po’ di sole ed in bocca una canzone”

Queste vacanze me le merito. Queste vacanze le aspetto da un anno.
Saranno giorni lenti, che passeranno piano, ma il capo è a fare il 20enne a New Castle quindi in qualche modo un po’ in vacanza già ci sono, e magari riuscirò anche a trovare il modo per rilassarmi.
Il mio stomaco non mi aiuta. Credo sia colpa della pressione ai minimi storici, mi abbassa le difese immunitarie e il mio punto debole subito affonda. Così mi ritrovo a dover prendere fermenti lattici, mentre mio padre, da buon meridionale, mi ricorda che è perché non mangio che accade tutto questo. Lo faccio soffermare sul punto che con le mie cosce ci sfamerebbe il Burkina Faso, ma non sembra sentire da quell’orecchio. Allora gli indico con una grande freccia luminosa il mio back e lui per tutta risposta mi dice che ho il viso smunto. Cazzarola papà guarda il sedere invece che la faccia, è lì che sta la vera salute di una donna, ma ti devo insegnare tutto??? E mi ritrovo una bistecca nel piatto con la sua faccia che non lascia scampo. Va beh la battaglia è persa ma la guerra è lontana dall’essere conclusa.
Mi preparo per un concerto della mia musica. Bagno con scrub al cioccolato, e crema per il corpo cioccolatosa, sembro appena stata prelevata da una scatola Lindt, trucco leggero ma efficace, tinta fai da te molto luminosa, insomma proprio una donnina piacevole.
E qui scatta l’interrogativo. Le zanzare si pongono degli obbiettivi precisi nel loro giro d’attacco?
No perché ieri sera io avevo una gonna che arrivava al ginocchio, una maglietta corta ma non scollata e dei sandali. Mi sono rifiutata di spruzzarmi ogni sorta di Autan e similari. Mi sono rifiutata per ben 10minuti, ecco. Una volontà di ferro abbattuta solo da non so quante punture sulle mie povere gambe. Allora scatta la domanda successiva. Ma tutte quelle donne che si mettono giusto una sciarpina intorno ai fianchi e un elastico intorno al seno, come fanno a non morire dissanguate?? Ieri sera provavo una certa pena per tutti quegli ometti che non sapevano più dove girarsi. Io stessa mi sentivo molto marinaretta nella mia mise semplice.
Ma in fin dei conti c’erano una quindicina di baldi giovini sul palco a dimenarsi e cantare, molti di loro a fine serata avranno avuto solo l’imbarazzo della scelta, quindi era giusto vestirsi da combattimento. Io in compenso mi sono divertita da morire, sentire Ale che dice ERA UNA VITA CHE NON RIDEVO COSI’ MA CHE BELLO non ha prezzo giuro. Vedere Cri con lo sguardo sereno, finalmente libera delle sue zavorre, rivedere la Cri che ho conosciuto, quella dalla risata corposa e contagiosa, con cui poter tornare ad avere 15anni e fare spallucce.
Attendo di vedere due occhi azzurri, due occhi che comunque ho nel cuore e so dove trovare. Aspetto di vederli ridere di nuovo. Non ho fretta, ma ci sarà ancora quel momento, non li conoscessi quegl’occhi non lo sapessi quanta voglia hanno di ritornare quello che sanno essere. Ci vuole solo un po’ di pazienza, e poi ci sarà modo per ricaricare le pile. Il modo lo troviamo.
E quanto vorrei ritagliarmi del tempo con la donna dagli occhi verdi a volte sì a volte no dipende dalla luce, non un’ora, non un pranzo, ne un aperitivo. Non un ritaglio di tempo, ma tempo vero. Tempo a fare qualcosa di diverso, ma insieme. Questo mi manca. L’ho metabolizzato dopo la nostra chiacchierata. Ultimamente con Lei mi ci vuole tempo per capire e analizzare. Forse non è neanche un male.
E da stamattina canto quella che è stata definita una delle più belle canzoni d’amore del ‘900…
“E pensavo dondolato dal vagone, cara amica il tempo prende il tempo dà, noi corriamo sempre in una direzione ma qual sia e che senso abbia chi lo sa…restano i sogni senza tempo le impressioni di un momento, le luci nel buio di case intraviste da un treno: siamo qualcosa che non resta frasi vuote nella testa e il cuore di simboli pieno…”, e per fortuna qualcuno ha i codici per decifrarli.
Vi lascio una data… 22 Settembre 2007, credeteci voi alle coincidenze, io non l’ho mai fatto e non comincerò certo adesso, questa è magia.

Mentre scrivo sento un dolore acuto vicino al gomito. Un nervo, un muscoletto non lo so, sono stata rimandata in scienze e non è stato un caso.
Lo ignoro. Ma è uno di quei dolori che non riesci a mettere da parte.
Avrò sicuramente un livido, la mia pelle è delicata come la porcellana, e io sono distratta come un elefante in un negozio di cristalli. Ecco spiegati i lividi sparsi sul mio corpo.
Controllo. Nessun segno blu cangiante sul braccio. Comincio a tastare ed ho come un’illuminazione.
Sorriso ebete, lo so come me lo sono fatta, adesso ricordo. Sarò stupida, ma spero che questo fastidio rimanga a lungo, Vita ecco vorrebbe dire Vita pura.
Lo so, spesso definirmi criptica è poco, ma ormai chi passa di qui, gli aficionados, ci sono abituati e mi sopportano col sorriso..
E ho guardato dentro un’emozione e ci ho visto dentro tanto amore che ho capito perché non si comanda al cuore e..E VA BENE COSI’…SENZA PAROLE!

Ci sono cose di cui non sono proprio capace a scrivere. E' un mio limite.
Come se la mia mente ponesse un veto, come se le parole in certi casi rimanessero tra i tasti, ho un sacco di immagini che aspettano solo di poter essere raccontate per intensità e passione, invece il CANC sembra farla da padrone.
Per una volta sarò io a far parlare le immagini, per una volta mi lascio andare qui, che comunque sono anche questa, comunque sono anche carne che brucia, e non lo voglio dimenticare.... Che parta la colonna sonora adesso..

E in tutto quel chiarore sterminato dove ogni lontananza si disperde, guardando quel silenzio smisurato...l'uomo...si perde!

Quando la vedo entrare raggiante dalla navata centrale, dritta verso il suo Chris, ho la conferma delle sensazioni che ho accumulato durante tutto il giorno.
Al diavolo la nuova tendenza del “il matrimonio è superato”, “quei soldi piuttosto li spendo per il viaggio di nozze” e bla bla bla. Al diavolo i disastri che si sentono in giro che ti fanno passare la voglia di fare un qualsiasi passo verso qualsiasi parte. Io non ho mai trovato Aza così bella. Mai.
Per tutta la cerimonia si sono tenuti per mano, ogni tanto il prete si fermava in modo che lei potesse tradurre, e quel gigante buonissimo sembrava più piccolo della sua sposa.
Mi emoziono sempre, non riesco a trattenermi di fronte a qualcosa di così grande.
La cerimonia dura un nano secondo, e dopo un piccolo rinfresco a casa della sposa dove si comincia a dare spazio agli alcolici, ci si ritrova tutti in macchina: destinazione ristorante.
Non mi ricordo un matrimonio così divertente da anni. Un matrimonio in cui la formalità rischiava di farla da padrone ed è stata sconfitta dalla voglia di rendere questo giorno memorabile per tutti, parenti americani compresi.
Il via l’hanno dato la migliore amica della sposa e la sorella (nonché entrambi testimoni) che hanno pensato bene di dare il buon esempio togliendosi le scarpe al primo antipasto.
Dalla commozione stavo per piangere.
Sì, voi donne meravigliose che riuscite a camminare su tacco 15 per una notte intera, che ballate sembrando dei fachiri provocando in me anche una certa invidia, so che la pelle d’oca non vi abbandonerà per molto tempo, lo so. Calcolando che la sorella della sposa credo che neanche sua madre l’abbia mai vista scalza (memorabili sono i suoi tacchi in spiaggia), capirete bene che era un evento da festeggiare con la partecipazione (che poi io ne abbia tratto anche un gran beneficio è un altro discorso), non con un rimprovero.
Mi sono incuneata in discorsi con Franky da cui pensavo di non uscirne viva, o comunque di farmi delle figure inquietanti per il mio inglese a dir poco arrugginito. E invece ho scoperto che l’alcool mi impedisce di formulare dei pensieri sensati in italiano, ma per l’inglese è un toccasana!
Gli americani continuavano a dire Oh so funny oppure cool completely crazy e non mi sono chiesta se era un discorso generale o meno.
C’è stato tempo per brindare sulle sedie, per stringerci intorno a Chris e farlo sentire parte di noi, per vedere gli uomini che cantavano in falsetto Anima Mia, salire sulle sedie e fare i balletti ad ogni canzone e sentire A TU SEI LA COREOGRAFA DEL GRUPPO con certi elementi fare la coreografa è una passeggiata!! C’è stato tempo per scattare foto da inviare, perché quando vivo qualcosa di intenso voglio condividere con gli altri, e per mille altri perché. C’è stato tempo per disquisire sul perché si canti Baglioni ai matrimoni, ma il tizio ci ha ripagato con La Compagnia e così scopro che al mio tavolo quasi tutti sono stati al concerto ecchevelodicoaffare come l’abbiamo cantata!
Io bevo e assorbo mangiando, che Silvia mi ricorda com’è andata l’ultima volta che mi sono preoccupata che lei assorbisse e nel frattempo io bevevo e basta. Sì lo so che casualmente non ho scritto nulla in merito, ma non poso rovinare l’immagine che vi siete fatti di me, e l’avrei rovinata di sicuro, ancora rido però, lo ammetto.
Chris mi invita ancora una volta al matrimonio di New York, lo ringrazio, gli dico che prima o poi andrò a trovarli e lui che in tutto mi avrà visto 3volte mi dice OPEN DOOR FOR YOU IN NEW YORK. E non so se è per l’alcool che è già ad ottimi livelli, se per l’atmosfera di goliardia che c’è nell’aria, ma stavo per commuovermi, per fortuna l’ho abbracciato forte e sono scappata saltellando al ritmo di Michael Bublè.
Ho rivisto le foto ieri e mi sono sentita dire QUANDO HAI QUELLA FACCIA LI’ E’ PERCHE’ ERI GIA’ ANDATA! E’ così, c’è un sorriso preciso, una risata precisa, uno sguardo ebete che non lascia spazio a fraintendimenti. Chi m conosce sa quando ho superato la soglia della sobrietà. Chi non mi conosce lo capisce dopo 5minuti in ogni caso.
Sono le 4 quando li salutiamo, SEE YOU SOON GUY, salgo in macchina, ammetto che in quel momento una lacrima è caduta.

Sarà un post molto lungo, lui non si meritava niente di meno, e visto quello che mi ha regalato è il minimo. Spiacente scrivo per me ed ho bisogno di imprimere queste sensazioni.
Ci vorrebbe un post nel post per raccontare il pre e il post concerto.
Ma è il suo momento, il nostro in realtà, quindi forse mi prenderò un altro spazio per raccontarvi “il resto”, sono ancora totalmente invasa da ciò che ho avuto la fortuna di vivere ieri sera.
Sono le 21.15 quando si spengono le luci e il palco si illumina, quando la gente in un attimo si alza in piedi e comincia a chiamarlo. Ottantamila persone e un solo nome. Eccoli i brividi, eccolo lo stomaco che si prepara, il diaframma che si apre pronto a cantare con lui BASTA POCO…E D'ALTRONDE E’ QUESTA QUI LA REALTA’ DI QUESTA VITA, CI SI GUARDA SOLO FUORI CI SI ACCONTENTA DELLE IMPRESSIONI.
I signori nella fila sotto ogni tanto si girano per guardare quell’aquila che urla come un ossessa (Cristina) e la pazza che non sta ferma un attimo mentre canta a squarciagola (indovinate chi era?).
Quando inizia la Compagnia ho la conferma che una canzone che di prima impressione avevi trovato buona, ma non ti aveva coinvolto del tutto, in concerto può anche stregarti. E’ il suo caso, non so se perché i suoi versi sembrano essere arrivati a pennello, non so se sono predisposta a qualsiasi cosa perché sono lì, perché ovunque c’è gente che sa cosa sto provando e lo sento, ma quando è il momento di cantare FELICITAAAAAA TI HO PERSO IERI ED OGGI TI RITROVO GIA’ TRISTEZZA VAAAAAAAAAA UNA CANZONE IL TUO POSTO PRENDERA’, vorrei proprio stringerlo forte e ringraziarlo per arrivare sempre al momento giusto.
Ma è nulla rispetto a quando vedo che vuole regalarmi un salto nel passato.
Mi vuole riportare a quella famosa cassetta consumata in mille viaggi in macchina, iniziano a scherzare col pubblico, lui fa un coro e noi lo seguiamo, proprio come più di 15anni fa, io urlo un eccolaaaaaaaaaaaaaaaaaa e lui inizia LA RAGAZZA MI HA LASCIATO E’ COLPA MIA... PERCHE’ RESTARE RESTARE SOLI, FA MALE ANCHE AI DURI LORO NON LO DICONO MA PIANGONO CONTRO I MURI! E’ il delirio e mi sento a casa! Salto come una pazza, ballo, saluto il signore della fila sotto che mi riprende, ecco quello che aspettavo da mesi!
Non me l’aspetto subito così Anima Fragile, ma quando sento i primi accordi non ho dubbi e guardo Ale che ha già lo sguardo in alto E TU CHISSA’ DOVE SEI ANIMA FRAGILE, le lacrime sono lì, sai sempre come arrivare Tu, dritto al centro; dico a Cristina che non la conosce Ascoltala bene, lei mi stringe la mano perché capisce, e mi ritrovo ad urlare scuotendo la testa, come a volerlo negare PERCHE’ COL TEMPO CAMBIA TUTTO SAI E CAMBIAMO ANCHE NOI E CAMBIAMO ANCHE NOOOOOOOOOIIIIIIIIIII LA LA LA LA LAAAAAAAAA, andate dove volete lacrime, fatevi spazio sul mio viso e andate che oggi è anche il vostro momento.
Riprendo le energie in Siamo Soli, mi ricorda un periodo che non amo ricordare, in cui questa canzone era talmente mia che l’ho rigettata, meglio così perché quella che arriva dopo è un dito che affonda in una ferita aperta dritta nel cuore. VOGLIO TROVARE UN SENSO A TANTE COSE, ANCHE SE TANTE COSE UN SENSO NON CE L’HA AH ho chiuso gli occhi, il cuore ha battuto così forte che pensavo esplodesse e mi sono sentita lì, in un posto preciso, in un momento preciso. Potere della musica, e di qualcosa che va oltre tutto.
Ogni sua canzone mi ricorda qualcosa VIVERE UNA FAVOLA è un caldo abbraccio d’estate, STUPENDO sono 80mila persone che lo zittiscono cantando SIIIIIIIII STUPENDO MI VIENE IL VOMITO E’ PIU’ FORTE DI MEEEEE, NON LO SOOOOO SE STO QUI O SE RITORNO SE RITORNO TRA POCO TRA POCO urlano così forte che persino lui strabuzza gli occhi e non ci crede, siamo tutti lì per lui, e quello sguardo l’ha reso umano in un secondo.
E poi lei. La canzone che aspetti prima o poi, non sai quando arriva, ma sai che le regalerai quel poco di fiato che ti rimane nell’emozione, che non ti risparmierai. Guardo il cielo e penso alle Sally della mia vita, a chi ha la fortuna di essere stata Sally almeno una volta, che per quanto abbia sofferto, non si è tirata indietro ed ha deciso di vivere, penso a me e canto ED UN PENSIERO LE PASSA PER LA TESTA, FORSE LA VITA NON E’ STATA TUTTA PERSA, FORSE QUALCOSA SI E’ SALVATO FORSE NON ERA STATO POI TUTTO SBAGLIATO, FORSE ERA GIUSTO COSI’, FORSE MA FORSE MA SIIIIIIIIII!
In Siamo solo Noi mamma mi guarda complice e canta con me, guardandomi come sa far lei, quando si parla di mattina preso e svegliarsi con il mal di testa, entrambe pensiamo a mio fratello, lo so.
REWIND è energia allo stato puro. E’ canto di gioia, sorrisi ammiccanti, ricordi sulla pelle, mani che vanno a tempo e testa che vola lontano VORREI STRINGERTI LE BRACCIA LE BRACCIA INTORNO AL COLLO E BACIARTI BACIARTI DAPPERTUTTO LA LA LA LA LA FAMMI VEDERE LA LA LA LA LA FAMMI GODERE!
Ale mi sussurra all’orecchio questa la dedico ad una persona in particolare faccio un cenno con la testa e gli sorrido CIAO SAI COSA TI DICO CIAO POSSO FARE SENZA TE, mi giro guardo Cri, lo so che è anche sua lo so molto bene.
Guardo l’ora, non ci credo sta per finire e ancora non l’ha cantata, deve cantarla assolutamente, mi sente, e arriva ORA CHE SONO ORA CHE SONO QUI IN QUESTO STUPIDO STUPIDO HOTEL E TU NON SEI QUI CON ME, la voce è già andata da un po’, ma da qualche parte riesco ancora a trovarla, il diaframma fa male CREDI CHE SIA FACILE CREDI CHE SIA SEMPLICE, VAI A FARTI FOTTERE CREDI CHE SIA, UNA STORIA SEMPLICE CIELO SENZA NUVOLE UN AMORE UTILE SEMPRE ALLA RICERCA DOV’E’, DOV’E’ FIN LA!! E’ la rabbia a trovare la voce, rabbia che ho dentro per tutti quelli che pensano mi vada sempre tutto bene solo perché non sto sempre a piangermi addosso, che credono di conoscermi e di me non sanno niente, ignorando gli anni che mi hanno cambiato la vita.
Nei primi accordi di Vivere mando un messaggio alla Sister, mi ha detto di pensarla, l’ho cantata per lei, tutto lo stadio al buio, solo luci dal pubblico, lo stadio all’unisono, mamma che mi dice ADESSO HO DAVVERO VISTO TUTTO, la abbraccio, sembra ancora più piccola col suo cappellino rosa comprato per l’occasione E PENSARE CHE DOMANI SARA’ SEMPRE MEGLIO, deve essere così, deve.
VOGLIO UNA VITA CHE NON E’ MAI TARDI DI QUELLE CHE NON DORMI MAIIIIIIII VOGLIO UNA VITA VEDRAI CHE VITA VEDRAIIIIIIII, sì la voglio così, anche se mi lamento di essere sempre stanca, la voglio così, forse per questo già a 12anni la cantavo con gusto, forse lo sentivo che ero così io, e che mi vado bene così, piena di guai e di albe da vivere.
Poi quel piano, quegli accordi, di colpo mi siedo, mani tra i capelli, sguardo verso il cielo, non voglio nessuno, non c’è più nessuno, solo io, io…e te… E NELL’ARIA IL TUO PROFUMO, DOLCE, CALDO MORBIDO,COME QUESTA SERA MENTRE TU NON CI SEI PIU’, E QUESTA SERA NEL LETTO METTERO’ QUALCHE COPERTA IN PIU’ PERCHE’ SE NO, SE NO FA FREDDO SENZA AVERTI SEMPRE, SENZA AVERTI SEMPRE ADDOSSO…MA GUARDA IL CASO PERO’ GUARDA IL DESTINO, CRUDELE E SPLENDIDO!
Albachiara conclude tre ore di vita allo stato puro, di musica che è prima di tutto condivisione, di abbracci improvvisi, strette nei momenti giusti, sorrisi, ballate tra amici, da sola mentre mi godo il mio mondo, mentre lo guardo e gli urlo quanto è grande, e lo ringrazio per non avermi deluso neanche questa volta.
Il ritorno è tra gente che ancora canta, macchine in coda con la sua musica a tutto volume, io senza voce che continuo a cantare, sembro un trans ma faccio spallucce, ho lo stomaco che mi fa un male cane, quel male che sottolinea che sono viva e me lo devo ricordare quando il torpore tende a tirarmi sotto. Grazie ancora Vasco, grazie anche a voi compagni di viaggio.

Il parco Europa è stata la prima meta dei miei genitori, il loro primo appuntamento.
Mamma ci tiene a precisare che non successe niente erano lì solo per recuperare le chiavi di casa che aveva mio zio, ma era pur sempre lì.
Al parco Europa sono stati concepiti milioni di bambini, miriadi di coppie hanno mischiato i propri odori, le proprie emozioni, per 30minuti di sudore o per quello che credevano fosse per sempre, anche questo è poco importante.
E’ un parco in collina, con una splendida visuale su Torino.
Non importa che sia inverno o estate, persino con la nebbia Torino sembra meravigliosa da lassù.
E’ stata anche la mia meta preferita molti molti anni fa, in quella Renault 19 a cui rimarrò sempre affezionata, poi l’ho persa di vista.
Ieri sera ci sono tornata.
Parcheggio l’auto, scendo e un vento gelido mi taglia il viso vedi te se a Luglio deve fare sto tempo, una coppia davanti a me si ferma un po’ prima della scalinata principale per abbracciarsi forte.
Il mio passo si fa più veloce che non è la serata per vedere certe cose, che il cuore fa già male di suo e continuo la mia ricerca.
Le coppiette che mi vedono da sola staranno pensando stia vagando disperata, forse la faccia da disperata un po’ ce l’ho anche, ma in realtà sto cercando un posto ben preciso.
Percorro tutte le strade, non mi fermo nei piccoli anfratti che trovo nel frattempo, vado sempre più in basso fino ad arrivare alla zona belvedere.
Eccola finalmente. La mia panchina. Mi siedo e parte l’sms prendi la scala principale e vieni giù, più in giù che puoi.
La vedo arrivare con due birre, è serata da birra, non ho mangiato un gran che e ci sono tutte quelle curve al ritorno ma me ne frego è serata da birra e lasciarsi andare.
Mi abbraccia e mi lascia parlare, che di parlare ho bisogno, di dire anche un sacco di cazzate ma dirle, che altrimenti mi rimangono dentro e l’effetto è sempre lo stesso.
E lei lì ad ascoltarmi, a darmi altri punti di vista, a chiedermi il perché di tanto male, a chiedermi se non era forse quello che aspettavo, quello che in fin dei conti avevo sempre pensato.
E io con la lingua sempre su quel dente che fa male, a schiacciare per vedere se che tipo di dolore è, per constatare se fa proprio così male o se nel frattempo è passato. Ma non passa da solo. Bisogna curarlo in qualche modo. O si strappa la radice o la si rende innocua.
Bisogna porsi obbiettivi alla propria portata. Pensare di poterlo estirpare è impossibile, o almeno lo è per me, quindi lo curerò e cercherò di fare in modo che mi faccia sempre meno male. Il processo è sicuramente più lungo e faticoso, e non è detto che riesca, ma un tentativo vale la pena farlo. Non so come, e non è un dettaglio irrilevante, ma non sono sola, e neanche questo lo è.
La birra finisce, le sigarette stanno diventando troppe, il freddo lassù non è dei più clementi e mentre guardiamo la nostra Torino mi dice con quel suo tono rassicurante e quel sorriso che non vedo ma sento dentro BEH DAI NON ABBIAMO IL MARE, MA ABBIAMO IL PARCO EUROPA non è proprio uguale Lele NO, PERO’ NON E’ POCO.
Basta poco…canta la mia voce…e soprattutto manca poco per ascoltarla, oggi voglio focalizzarmi su questo, oggi faccio il pieno di energia, “…a culo tutto il resto”.
