chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





sabato, giugno 30, 2007

Maledetti ormoni in subbuglio che mi fanno addormentare con un pensiero fisso e mi fanno svegliare con una tristezza che non è da sabato mattina.
Maledetti ormoni, che fuori c’è il sole e io non riesco a vederlo e non mi piace perché so che c’è.
E’ sabato sono a lavoro, ma è anche vero che mentre scrivo il pc mi dice che sono le 10.30 e se saranno clementi per le 12 potrò andare via eppure neanche questo mi da sollievo, cari ormoni destabilizzanti.
Ho dormito di sasso, eppure la sensazione che ho addosso è di avere lavorato in miniera ininterrottamente per tutta la notte.
E’ arrivato mio fratello. In realtà il post avrei potuto iniziarlo e concluderlo così.
Mio nipote tra poco camminerà, ieri mi raccontava, e io sono riuscita a stento a trattenere le lacrime. Tra qualche settimana compirà un anno.
Cazzo un anno. Io non ci credo. Mi rifiuto. Ho sempre pensato che fosse una prerogativa degli anziani fare discorsi sul tempo che passa in fretta, invece mi ci ritrovo sempre più spesso a pensare che solo ieri…Ed è già oggi. Maledetti ormoni, che discorsi mi fate fare?
E’ arrivato mio fratello, e la famiglia è di nuovo al completo TUO PADRE AVEVA GLI OCCHI A CUORE mi dice la Nena mentre saliamo in macchina. Già, è felice questo è quello che conta.
Che strada pericolosa mi state facendo prendere carissimi, ma io non ci casco e abilmente cambio passo.
Ieri un Amico mi dice MARI FORSE LO SCIAMANO (sì ho contagiato anche lui con i soprannomi è ufficiale N.d.B..) NON RIESCE A VENIRE AL CONCERTO e perché? PER IL LAVORO SAI I TURNI se non cambia turno per il concerto di Vasco quando lo cambia (sì ok sono malata avete ragione)?? E CHE NE SO, MA IL PUNTO E’ CHE ALLORA MI AVANZA UN BIGLIETTO perché mi guardi così? A chi lo vuoi dare? NON MI AVEVI DETTO CHE TUA MADRE VOLEVA VEDEREUN CONCERTO DI VASCO? Vuoi darlo a mia madre?? PERCHE’ NO?
Entro in casa, solita routine, e poi la grande rivelazione MA’ C’E’ LA POSSIBILITA’ CHE AD ALE AVANZI UN BIGLIETTO PER IL CONCERTO DI VASCO oh mamma mia MA’ SAPPIAMO LA RISPOSTA SOLO LUNEDI’ oh mamma mia MA’ SEI ANCORA TRA NOI? A 60anni vado a vedere Vasco! MA’ HAI SENTITO CHE NON E’ SICURO VERO? Sì sì però una piccola possibilità c’è!
Ecco voi non c’eravate, ma credetemi se vi dico che quella luce negli occhi mi ha sconvolto, si può essere bambini anche a 60anni, l’ho sempre saputo, ma vederlo con i propri occhi è un altro spettacolo.
L’ha conosciuto tramite le cassette che costringevo a mettere in macchina in viaggio, con mio padre che canta a squarcia gola “Siamo solo Noi”, per non parlare di mio fratello che metteva a palla lo stereo per sentirlo anche sotto la doccia.
Vado su youtube a rivedere cosa ha combinato a Milano e Roma, sono in pre-concerto e chiudo qui prima che quegli stronzi di ormoni decidano di farmi cambiare passo di nuovo, che qui è il momento di saltare non di strisciare.
E VIVERE DAVVERO OGNI MOMENTO CON OGNI SUO TURBAMENTO E COME SE FOSSE L’ULTIMO.. LA LA LA LA….

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mercoledì, giugno 27, 2007

Ho voglia di correre fino a perdere il fiato, dicono sia una sensazione liberatoria, ma odio correre così mi butto in piscina e nuoto, su e giù per la vasca con i pensieri che scivolano sul mio corpo, dalle braccia (tentando di non avere la posa da ballerina che fa snob), passando per la schiena (effettivamente hai le spalle da nuotatrice.. non ricordo più chi me lo disse) e arrivare alla punta dei piedi che sbattono decisi per andare lontano sempre più lontano.
Ho voglia di stendermi al sole e sentire la pelle bruciare, sentirne l’odore d’estate, accendere l’mp3 e farmi trasportare dalle note in un luoghi lontani e dentro me come non mai, in compagnia di chi con me c’è sempre, ogni secondo della mia giornata.
Ho voglia di leggerezza. Quella che senti quando sai che non può succederti niente perché hai già tutto quello che desideri, e mentre lo pensi fai i dovuti scongiuri perché lo sai che non è vero, che qualcosa è sempre lì dietro l’angolo, solo che sei talmente leggera che fai spallucce.
Ho voglia di sentire quel fuoco ancora una volta, e so che non mi basterebbe e allora ancora una e poi basta prometto, bugiarda Mari, bugiarda, ok va bene ho mentito non mi basta mai e ne sono felice.
Ho voglia di stare a guardare la luna tutta la notte, in silenzio, non da sola però, che certi spettacoli vanno condivisi con chi ami.
Ho voglia di commuovermi ancora per una parola detta quando meno me l’aspetto, una parola comune per molti, ma non per me, una parola sussurrata tra un respiro e un sorriso.
Ho voglia di sorprendermi ancora come una bambina davanti all’evidenza.
Ho voglia di partire immediatamente, direzione Stadio Olimpico per un suo concerto. E va bene che non importa il DOVE quando si tratta di lui, ma il suo ultimo concerto all’Olimpico il 5 Giugno 2004 io non lo dimenticherò mai. E so di non essere l’unica. Dovrò aspettare ancora una settimana, e quando i giorni diventano pochi così sembrano durare il doppio. Come quando stai aspettando di partire per rivedere chi ami ed hai il biglietto in tasca da mesi. Un esempio a caso ecco.
Ho voglia di sentirmi sempre bella, ma non credetemi superficiale, è solo una mancanza lessicale la mia. Con bella in realtà intendo una marea di cose, una sensazione totale di benessere e appagamento che ho provato ed è a cui è difficile rinunciare.
Ho voglia di cantare con tutta la voce che ho in corpo SIAMO NOI SIAMO NOI QUELLI PIU’ STANCHI SIAMO NOI SIAMO NOI CHE DOBBIAMO ANDARE AVANTI!

Gozado para LeMieMari a 12:03 commenti (20)

sabato, giugno 23, 2007

Tutti hanno diritto al mattino,
alla notte solo alcuni.
Alla luce dell'aurora
pochi eccelsi privilegiati.
 
Emily Dickinson
 
Tornando a casa stanotte riflettevo proprio su questo… Sarà il motivo per cui la malinconia stamattina mi ha avvolta o forse è semplicemente stanchezza. Non so.
Farò come Gio, oggi rifletto,  e magari tra qualche giorno scriverò della serata di ieri.
E’ che mi sembra di sprecare il mio tempo qui dentro, mentre fuori il sole scalda, ma un leggero vento ti invita a girare per le strade di questa città. E io avrei bisogno di aria, che l’ufficio non è più così amico come una volta. Sccccccc sono stata un’eccelsa privilegiata, adesso me lo ripeto come un mantra, spengo tutto ed esco.

Gozado para LeMieMari a 11:52 commenti (42)

venerdì, giugno 22, 2007

Un giorno per riflettere, per prendere fiato, per non lasciare questo giorno senza parole, che non gli renderebbe giustizia.
Credetemi la sintesi in questo caso è impossibile.
Il 20 giugno 2007 è stata una giornata da ricordare per i motivi più disparati..
Non capita tutti i giorni di poter passare un’intera giornata insieme con Lele. Maledetto lavoro che nobilita l’uomo, così quando arriva a casa mia e sono solo le 15, i preparativi non sono frettolosi, tutt’altro. C’è il caffè di mamma rito a cui Lele non può rinunciare, ci sono le mille borse da prendere, c’è il rendersi FAVOLOSA per il nostro primo spettacolo insieme a Teatro, e scusate se è poco.
C’è che mi tocca cantarle la canzone in macchina e NO NO MA DOBBIAMO PROPRIO FARLO me lo dici come balliamo se tu stai guidando e siamo in macchina? MARI SIAMO BALLERINE FISSIAMO I MOVIMENTI, la mia faccia vale più di mille parole…e ovviamente balliamo in macchina!
C’è l’arrivo a teatro, il raggiungimento dei camerini dall’entrata Artisti e vorrei ci fosse l’audio per farvi sentire come lo dice la Madre Superiora (o Ape Regina che dir si voglia)!
C’è l’incontro col resto del gruppo e il delirio che di più non si può!
Un gruppo vero quest’anno, finalmente. Nessuna rivalità, nessuna voglia di prevalere sugl’altri, solo persone diverse tra loro, che hanno scoperto una passione e vogliono divertirsi condividendola.
Una cosuccia da niente insomma! Si sa che nel mondo della danza si trova tutti i giorni! Infatti se si andava negli altri camerini, dalle VIP c’era proprio lo stesso clima rilassato (e qua vorrei che sentiste il MIO di tono!!)!
Ci facciamo un giro in teatro, dove l’étoile della danza classica Torinese fa sfoggio della sua elasticità, aprendosi in due come una mela davanti ai musicisti, si sa che bisogna allungare prima di ballare. Probabilmente vorrebbe in qualche modo fare gola ai musicisti che invece si girano dall’altra parte… e te credo!
Il palco è lì, noi lo guardiamo, ma mica ci rendiamo proprio conto, ridiamo come sceme, cerchiamo i posti dei parenti/amici che verranno a vederci, Ale non ci crede MA DA QUI CI VEDONO PROPRIO! Beh sì Ale con quei costumi non è che passiamo proprio inosservate NO MA DICO CI VEDONO ANCHE IN FACCIA!
E’ tutto talmente un evento che quando arriva la tromba d’aria (è stata Fede che direttamente dall’Heineken ce l’ha portata), piove sul palco! Non sto scherzando, uno dei teatri più antichi di Torino, utilizzato 12mesi l’anno, ha una struttura che definirla scandalosa è poco. Abbiamo dovuto interrompere le prove spazio ed abbiamo ritenuto necessario sedare il nostro stupore con un po’ di Ron Miel! Fa sempre piacere notare come, ovunque lo porti, riesca a conquistare!
Il resto è tutto concitato, le prove spazio con Fede e Memory che continuano a dirci dove dobbiamo metterci e noi che le guardiamo serie, ma in realtà ci viene da ridere perché mica abbiamo capito!
Poi è il momento del trucco e dei vestiti, vogliamo o no essere le più belle?
Capelli cotonati, brillantini ovunque, plastica, tulle per ornare. Lorella (l’insegnante), si presta per ognuna di noi DOVETE BALLARE GRANDE RAGAZZE, GRANDE VI SI DEVE VEDERE lorè dico solo un cieco non ci vede ti rendi conto di come siamo conciate???
Tutte capiscono che per il trucco è meglio passare prima da Lele, che ovviamente ha ogni sorta di ben di dio in materia, e ormai persino loro non se ne stupiscono più.
Si inizia. Sentiamo da Memory quello che nessuno si aspetta RAGA NON MI RICORDO NIENTE GIURO quando arrivi lì ti ricordi…sei memory insomma!
Fede ripassa in un angolo di continuo, Ale dice che è inutile ripassare, Azzurrina è nel suo mondo autistico dove cerca ancora di memorizzare la danza (a 3minuti dall’entrata in scena), Lele ha un colorito preoccupante e non è colpa delle striscioline legate alle dita, 50 % senza l’altro 50 sembra più piccola allora le sorrido è il nostro secondo saggio insieme… Si entra in scena, le luci sono su di noi e… CHE MERAVIGLIA! La musica scorre, dalla platea ecco gli urletti, dietro le quinte ci incitano, sorrisi a volontà soprattutto quando riconosco delle voci che mi incitano, potevano non essere pazze le mie amiche??
Ed è un attimo che ci sono i saluti, che si chiude il sipario, che ci ritroviamo a finire la bottiglia di ron miel, che ci riempiono di complimenti, che ci definiscono un gruppo “tettoso”, che ci dicono che i costumi erano veramente i più belli.
Fuori ad attendermi ci sono fiori ovunque, sembro davvero una stella del palcoscenico, abbracci ed è andato via un anno così senza che me ne rendessi conto, senza sentirne il preavviso.
Grazie a Fede, perché almeno la smetto di essere l’unica stronza ironica in ogni gruppo che si forma, perché quando c’è da pazziare non si tira mai indietro, perché è fashion senza neanche saperlo (o forse sì??), e perché le sue teorie mi fanno ammazzare dal ridere.
Grazie a Memory (l’altra metà di Fede), perché senza di lei, metà della coreografia sarebbe stata cambiata non so quante volte, invece lei pronta a ricordare all’insegnante dove eravamo rimaste, ha fatto sì che ci fosse una coreografia!
Grazie ad Ale per aver reso il nostro corso…come dire…appetibile! Per averci assolutamente conquistato con la storia dell’ago e del filo facendoci tornare bambini mentre tutti erano in panico attendendo il loro turno!
Grazie a 50% perché è bella proprio perché tanto diversa da tutte, eppure non puoi non affezionarti a lei; dolce, sempre pronta a farsi coinvolgere, precisa nelle battutine sarcastiche, “bella di quella sua bellezza acerba” direbbe qualcuno.
Grazie ad Azzurrina, il perché non lo so, non ce la posso fare ho rischiato di accopparla più volte, per fortuna è diventata amica di Fede!!
Grazie a Lele, perché sì. Perché aggiungere momenti da ricordare è sempre un’emozione diversa, perché senza di lei non sarebbe stato lo stesso, perché le parole tra noi non servono, c’è quella complicità di sguardi, quel leggere nel cuore che va oltre. E poi quel rito del merda nello spogliatoio solo tu potevi saperlo solo TU!
Grazie alla TESORA che c'è stata eccome in ogni modo possibile e immaginabile, ma un grazie va anche a chi con messaggi e telefonate ha voluto esserci, Nos, Sys un bacio enorme.
Quanto altro potrei dire oggi, ma il silenzio a volte è necessario, non voluto attenzione, solo necessario. Silencio...no quiero que se vean mis penas, porquè si me ven llorando moriràn..
 
E ci si ritrova a settembre, sala diversa, vediamo se riusciamo a spiccare il volo tutte insieme…tutte insieme mi lascia un sorriso a prescindere.

Gozado para LeMieMari a 10:08 commenti (20)

mercoledì, giugno 20, 2007

Pensavo ai giochi di seduzione.
Pensavo che mi piace giocare a sedurre, e pensavo anche che di solito ci riesco.
Non gioco spesso, altrimenti rischierebbe di diventare routine e mi annoierei.
Scelgo lo sfidante, mi piace stare lì al tavolo da gioco, fare le mie mosse, scrutare le sue, prevederle (e ci riesco sempre), attuare la contromossa. Ok gli esperti lo chiamano flirtare a me non piace. Preferisco vederci come due attori che si possono scrivere il copione come meglio gli pare e a seconda delle scene cambiare, in assoluta libertà.
Preferisco alludere all’essere esplicita, è più divertente. E preferisco farlo in modo intelligente, anzi un modo non intelligente non lo conosco. Il fare da gattamorta, finta panterona, finta indifesa, finta “sono una donna che sa il fatto suo” lo lascio a chi non ha altre armi da giocare, provando tra l’altro un’infinita pena non solo per loro, ma anche verso chi ci casca.
Io a seconda di chi ho di fronte posso decidere di entrare nel personale, posso scendere nel passionale, decidere se essere leggera o impegnativa, se lasciarmi andare oppure no, o magari entrambi in uno sfizioso gioco del “dire non dire” e “proporsi per poi tirarsi indietro”; posso decidere di essere divertente o posso semplicemente ascoltare, i miei occhi faranno il resto.
Chiunque decida di stare al tavolo a giocare, è perché sa già che a fine serata non ci ritroveremo sul tavolo a scambiarci gli odori. E non sarà stato necessario esplicitarlo in alcun modo, lo capirà e basta. Non è detto che non si diverta ugualmente, non è detto che prima o poi i nostri corpi non si incontrino. Il punto è VARRA’ LA PENA ASPETTARE? O in fin dei conti meglio pensare che ce ne sono tante in giro, perdere tempo è inutile?
Eterno dilemma su cui non mi sono poi scervellata molto. Ho sempre pensato che chi non mi aspetta non merita che mi crucci troppo. Chi è rimasto è stato premiato con ogni cm del mio essere.  
Vi sto dando la sensazione della femme fatale?? Ecco l’errore. Non ho detto che nessuno mi resiste.
Ho detto che le persone con cui decido di girare un cortometraggio o un film a seconda degli attori, so sceglierle bene, e difficilmente mi sbaglio.
Forse tutto sta nel riconoscere le terre senza speranze ed evitarle o il fidarsi ciecamente della propria capacità di intuizione, non lo so. Mica sono Carrie Bradshaw che scrive libri sul rapporto uomini/donne, a me basta e avanza la mia vita!
 
E a proposito di mio vita adesso vi lascio avrei le prove generali, del mio primo spettacolo in teatro con Lele. Ecco giusto per aggiungere ansia ad ansia, momenti importanti a momenti più importanti.
Devo ricordarmi il Ron Miel, entrare in scena senza aver bevuto neanche un sorso non si può.

Gozado para LeMieMari a 12:00 commenti (43)

sabato, giugno 16, 2007

In una delle prime "chiacchierate a cascata" che contriddistinguono me e quello che sarebbe diventato da Amico di Penna a Fratello “viaggiatore viaggiante da salvare” , eravamo arrivati ad una conclusione: siamo anime inquiete, e in fin dei conti non vorremmo essere diversi. Questo ci fa sentire vivi e non vogliamo rinunciarci.
Ieri pomeriggio una strana nostalgia mi prende, delle parole mi entrano dritte dentro e fanno male. Perché leggere quei verbi al passato fa un certo effetto. Prima o poi doveva succedere, adesso mi ci devo solo abituare.
 
“come stai bellezza?”
“sono a casa, va meglio, respiro…come dice un nostro conoscente QUESTA NOTTE PASSERA’ O LA FAREMO PASSARE..”
“stringi la mia mano Bellamore, non ti lascio, sono con te..”.
 
Ecco questo non è per niente scontato, questo è stare sulla “stessa frequenza” e quando capita, pur con gli occhi velati, mi strappa sempre un sorriso.
Ecco cosa canto da stamattina…
 
BELLAMORE
Bellamore Bellamore non mi lasciare
Bellamore Bellamore non mi dimenticare
rosa di primavera, isola in mezzo al mare
lampada nella sera, Stella Polare
Bellamore Bellamore fatti guardare
nella luna e nel sole fatti guardare
briciola sulla neve, lucciola nel bicchiere
Bellamore Bellamore fatti vedere
e vieniti a sedere, vieniti a riposare
su questa poltroncina a forma di fiore
questa notte che viene non darà  dolore
questa notte passera' senza farti del male
questa notte passera'
o la faremo passare.
Bellamore Bellamore
non te ne andare
tu che conosci le lacrime
e le sai consolar
e
Bellamore Bellamore
non mi lasciare
tu che non credi ai miracoli
ma li sai fare.
Bellamore Bellamore fatti cantare
nella pioggia e nel sole fatti cantare
paradiso e veleno, zucchero e sale
Bellamore Bellamore fatti consumare

e vieniti a coprire
vieniti a riscaldare
su questa poltroncina a forma di fiore
questo tempo che viene non darà  dolore
questo tempo passera' senza farti del male
questo tempo passera'
o lo faremo passare.
o lo faremo passare.
Domani si canterà qualcos’altro, gli animi inquieti sono così..

Gozado para LeMieMari a 11:47 commenti (50)

giovedì, giugno 14, 2007

BASTA ASPETTARE mi dice il mio mentore E’ ORA DI BALLARE. Ed ha ragione.
Il momento si avvicina. I preparativi prendono tutto il mio tempo per fortuna, lasciare libera la mente in questo periodo non sarebbe una buona idea.
Chiunque passi da casa mia si ritrova senza accorgersene con forbici, tulle, e stoffa effetto strobo tra le mani. E’ successo anche ieri con la Nena. Mentre mi raccontava come non ci accadeva da un po’, di colloqui e scelte che adesso si sente di fare in nome di un qualcosa che in passato ha sempre sacrificato, tagliava striscioline di stoffa che verranno in seguito legate alle dita delle ballerine per dare l’effetto onda del mare. O quanto meno quello è l’effetto che l’ape Regina (la direttrice della scuola di danza) vorrebbe ci fosse.
Mi aspetta un week-end di prove, sabato dalle 20, domenica dalle 17 e lunedì dalle 18.30, notare come sia presente l’ora di inizio delle prove e non quello di fine. LA DURATA DIPENDE DA VOI RAGAZZE ci dice con voce affettata l’Ape Regina, e io penso che se è così è meglio che mi porti un sacco a pelo perché la vedo lunga, decisamente lunga!
Sono stanca. Il tempo ha deciso di abbattermi, ma forse non sa che non ho nessuna intenzione di mollare proprio adesso. Si passa dal caldo porco, torrido, afoso, umido, alla grandine con chicchi che potrebbe rendere la mia macchina quanto di più vicino al formaggio coi buchi di cui non scrivo il nome perché mi sbaglio sempre! E la mia pressione non sa più che fare. Quando pensa di aver trovato un equilibrio zac va ai minimi storici, poi si riprende, poi no. E questo è un periodo poi no, in cui mi sveglio la notte madida di sudore, e vorrei tanto che fosse per un valido motivo, vorrei girarmi e trovare qualcuno lì al mio fianco, già con gli occhi aperti che mi scruta e mi fa sentire così bella da fregarmene anche della debolezza. Ma non c’è nessuno, mi giro dall’altro lato, come a dargli le spalle, ma le spalle a chi se non c’è nessuno??? Ecco i pensieri delle 5 del mattino, uno dei motivi per cui a quell’ora la gente comune dorme. Ogni tanto potrebbe essere piacevole sì.
Raccontavo alla Nena in macchina, degl’ultimi mesi, di cosa è successo, lei mi guardava con gli occhietti preoccupati NON TI SEI FATTA MANCARE NIENTE EH? Va beh Nena è passata, adesso si guarda avanti, sempre con un po’ di paura ma si guarda avanti.
La mia Lele è partita, Monaco l’attende, i nostri Aerosmith l’attendono per cantare la nostra adolescenza, per cantare anche di noi, che abbiamo tremato nelle ultime due settimane per le incomprensioni che ci stavano portando fuori rotta. Abbiamo urlato, pianto, parlato con gli occhi bassi, senza riuscire a capire perché non riuscivamo a comunicare questa volta, perché non arrivavamo al cuore dell’altra. E all’improvviso semplicemente è successo. Come se il sentimento fosse diventato persona e ci avesse preso a schiaffi per farci riprendere. Siamo sempre noi, siamo sempre qui, diverse, indubbiamente, ma qui per volontà non per caso, non per inerzia.
SU COSA VUOI CHE TI CHIAMI? CRAZY? I DON’T WANT TO MISS A THING? QUALE? Ecco Lele se per caso mi avessi già chiamata e cantasse I don’t want to miss a thing ti prego di richiamarmi, quei bastardi mi hanno proprio incastrata con quella canzone.
Ed è vero che mi manchi e non VOGLIO che mi manchi, ma è così, questo è uno di quei momenti in cui ti riempirei di insulti, uno dietro l’altro con rabbia, e non lo meriti ma chi se ne frega, non mi hai fatto mica niente TU, ma faccio spallucce. Non è mica colpa tua, forse non è colpa di nessuno, forse. Dubbio che nessuno potrà mai sciogliere, Giardu mi direbbe il contrario. Non volevo neanche parlare di te, ma non ho intenzione di cancellare niente, non hai bisogno di leggere queste parole per sapere che anche nel silenzio ti penso, anzi che proprio il silenzio fa cassa di risonanza e crea echi difficili da ignorare. Ju insegna…”E adesso so che l’amore può esistere per sempre, solo, non è detto che quel persempre sia insieme”, non so quante volte ho letto questa frase, non so quante volte ho pensato Dio quanto è vera!
Allora sai che faccio? Alzo la musica e ballo. Chiudo gli occhi, che non voglio che nessuno veda il moscerino che è entrato all’improvviso, e ballo. Ci siamo solo io, la musica e il mio corpo che sa come muoversi, che segue le note. Salto, roteo la testa, il busto e il bacino insieme, solo fino a qualche anno fa credevo fosse una cosa da mostri, adesso lo faccio con la stessa facilità di chi nuota (citazione non casuale), mi vengono in mente le frasi di Cri che mi prende in giro perché non glielo insegno. Non sono capace a dire come si fa, mi sono messa lì intestardendomi e ci sono riuscita, lei dice che lo so ma voglio tenermi il segreto nella manica, pazza. Va già meglio. Sorrido, ci riesce sempre, mi salva sempre.
Se siete riusciti a non perdervi tra queste righe meritate un abbraccio e un bacio di quelli grandi, aspettando di darlo di persona ad un po’ di voi. Provo a non pensarci ma l’idea è innegabile che mi renda euforica!

Gozado para LeMieMari a 10:30 commenti (27)

lunedì, giugno 11, 2007

Attendo.
Attendo che il costume per lo spettacolo del 20 sia imbastito per poter fare la sorella Valentino con la mia Lele e dare il tocco che renderà il costume “diverso”, che ormai “diverso” è una parola che mi sento addosso.
Attendo.
Attendo di trascorrere di nuovo una serata tra amici che si trovano bene tra di loro, perché non posso distruggermi il fegato per non vedere quello che invece vedo, per non sentire la tristezza che il vuoto di sentimenti mi provoca; che poi io sia una pazza scatenata capace di fare cose che da sobria mi fanno a dir poco arrossire, e che nel bel mezzo della serata una sconosciuta seduta al nostro tavolo mi dica NO VA BEH MA TU DEVI ANDARE A ZELIG, questo è un altro discorso, felice di aver allietato la serata a tutti. Mi scuso con il mio fegato e il mio stomaco invece.
Attendo.
Attendo che il cuore riprenda a battere in modo regolare. Che qui si passa dalla tachicardia per mille motivi, alla calma piatta. Che in fin dei conti, io preferisco la tachicardia. Mi fa venire il sangue al cervello, non so più a cosa pensare prima, mi dispero anche, ma la calma piatta mi sa di morte dei sensi, e sono ancora troppo giovane per pensarci.
Attendo.
Attendo un concerto da 3 mesi e adesso mancano poche settimane. E un Suo concerto non tradisce le aspettative, le mie almeno, mai. Attendo di essere invasa da quelle ”emozioni che tu, tu, non sai nemmeno di darmi”…
Attendo.
Attendo un incontro insperato per scaramanzia non vado oltre.
Attendo.
Attendo che inizi una vita nuova, fatta di incognite, ma anche di piccole certezze a cui aggrapparsi.
Attendo.
Attendo che le conseguenze alla rinuncia che dovrò affrontare mi travolgano. Penso a tutto quello che non avrò più e mi si stringe lo stomaco.
E’ una scelta lo so, una scelta per andare avanti e smetterla di stare ferma. Una scelta che permette di fare andare da qualche parte anche l’altro. Che tenere legato a me per egoismo non mi caratterizza.
Ci metterò un po’ per essere felice dei tuoi traguardi, ma credimi, credimi se ti dico che lo farò, per te vale la pena provarci. E di non ti toglie nessuno, sono pur sempre la Leonessa, non dimenticarlo.
Attendo.
Attendo e non è da me. Io odio aspettare. Provo ad arrivare sempre prima agli appuntamenti perché non so vivere l’ansia dell’attesa. Non so rilassarmi e pensare che tanto arriverà basta avere pazienza. Io ho sempre paura che trovi un’altra strada e decida di non venire da me. Allora mi muovo, magari giro in tondo su me stessa e mi esercito nelle pirouettes della vita, so stare bene in equilibrio sopra quelle punte, ma non ballo repertorio, ballo d’istinto e col cuore che mi viene decisamente meglio.

Gozado para LeMieMari a 11:43 commenti (55)

martedì, giugno 05, 2007

Mi è capitato di dirle “ strano per me partire da Roma senza lacrime, ma con tanti sorrisi nel cuore”, non questa volta però. Questa volta ammetto di non essere riuscita a trattenerle perché è stato tutto così intenso da pensare di scoppiare.
MARI LO SAI VERO CHE QUESTO NON LO PUOI RACCONTARE NEL BLOG? Certo che lo so! Anche perché me le trovi tu le parole per descrivere tutto questo? Me lo dici tu come fare?
E’ vero non si può raccontare, ma devo scrivere altrimenti scoppio.
Giorni in cui non si è pensato a nulla, in cui il mondo ci ha dato tregua e ci ha fatto vivere come noi vorremmo fare tutti i giorni. Lì in quella cucina che è anche la mia cucina. Lì dove poter cucinare crepes con mia sorella, dove sono stata adottata senza condizioni. Lì dove tutte le decisioni del mondo sembrano semplici davanti ad un bicchiere di Corvo, la tv accesa per sfizio non per seguirla e le nostre voci finalmente tranquille.
Mi rimarrà sempre nel cuore un concerto che se non avessi avuto un ottimo motivo non avrei mai visto, ma che ripeterei dieci, cento, mille volte in loro compagnia. Ballando di continuo con la mia sorellina, sgranando gli occhi di fronte alla pazzia di due sorcine che non se ne vedono molte in giro. Commuovendomi di fronte a parole che ho sentito mie, perché io quei “romani dal cuore grande” li vivo ogni giorno, perché so che esisteranno sempre nuove spiagge.
Lo ricorderò anche per altro, ma volontariamente non tocco l’argomento, il silenzio che hai scelto di far calare tu, lo voglio far proseguire io, troppo facile altrimenti, e a noi le cose facili non piacciono giusto?
Alziamo la mano e abbassiamo la testa chiedendo scusa a chiunque pagherà per la nostra felicità. E’ stato il tormentone di questi giorni. Le risate fino a farci piegare in due, nel pensare tutto quello che succede ogni volta che ci salutiamo alla stazione come se qualcuno dicesse OK AVETE SCELTO DI STARE INSIEME E DI FARE SPALLUCCE ADESSO VI AGGIUSTO IO.
Non un qualcuno di definito, però cazzo non può essere sempre un caso. Ma proprio sempre credetemi.
Alziamo la mano e abbassiamo la testa e vi contagiamo della nostra felicità. Ne siamo contente, perché quando un sentimento è forte, si trasmette a chi ti sta vicino, e noi non ne facciamo un mistero.
Alziamo la mani e abbassiamo la testa di fronte all’attesa di quasi un ora per un taxi che solo B. poteva pensare di prendere alla fine di un concerto con sessantamila persone. E ridiamo, dopo aver scazzato per bene, ma ridiamo.
Alziamo la mano e abbassiamo la testa, guardando la piccoletta che viene puntualmente svegliata ad orari impossibili dalle nostre risate, dalla tosse provocata e non, dai bacetti, dagli abbracci, perché è troppo bella per essere vera, eppure vera lo è in ogni cosa che fa.
Alziamo la mano e abbassiamo la testa, chiedendo scusa ai nostri rispettivi fegati..  QUALCUNO LASSU’ CI AMA MARI! Perché?!? PERCHE’ HANNO DECISO CHE DOVEVAMO INCONTRARCI, VIVERCI, MA A 700 KM DI DISTANZA ALTRIMENTI SAREMO DIVENTATE ALCOLIZZATE! Anfatti sì!!
Ringrazio Nos, per le ore trascorse insieme, rimango sempre colpita dalla fortuna che ho nell’incappare in blog di persone senza veli, Vere nel senso stretto della parola, che si dimostrano tali anche di fronte ad un piatto di penne prelibate. Ormai il battesimo c’è stato, e attendo di riabbracciare te e il fido destriero!
Ringrazio Maria perché certi abbracci non hanno bisogno di parole, certi sguardi neanche, e le chiacchierate fino al mattino si commentano da sole!
Ringrazio le ragazze di Piazza Bologna perché si può essere diverse, si possono avere interessi assolutamente inconciliabili, ma l’affetto che hanno nei miei confronti lo sento, non è forzato, non è indotto da Lei, è sincero, ogni volta mi sorprende, per niente scontato.
Ringrazio Frigi perché avrebbe potuto dirmi “veramente lunedì io avrei da fare” e far saltare il piano che mi ha fatto rimanere un giorno in più, invece ha fatto la brava, dandoci la possibilità di rendere la nostra domenica notte, a dir poco memorabile.
Ringrazio Zio B., ma il perché non lo posso dire, diciamo per scaramanzia (e tu non mi guardare così!)
Ringrazio Yuppi, il Re della casa, che ormai mi tratta ufficialmente come una di famiglia, mi chiama per giocare, mi guarda speranzoso che arrivi il suo momento, si rassegna nel vedere che nessuno è in grado di soddisfare le sue richieste. Lo ringrazio perché nessuno come lui ha mai amato così tanto i miei piedi. Ecco sì. Lui è il primo. I miei piedi non hanno veramente niente di speciale, anzi non mi piacciono proprio eppure devo riconsiderarli. Lui qualcosa ci vede, e non è stupido…tutt’altro!
Ringrazio Mamma Sa e la mia sorellina Ele, per ogni minuto trascorso insieme, da quello che poteva sembrare insignificante, fino a quello che avevamo la certezza non ci saremmo dimenticate mai. Con voi mi si bloccano le parole, voi le sapete già, le avete lette nei miei occhi e in ogni gesto che solo chi mi ama sul serio sa decifrare. Mi mancate già, ma alzo gli occhi al cielo e sorrido.
Cosa aspetti ad accendere lo stereo? Dai su che qui ormai ci hai contagiato!!

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