Maggio è un mese davvero intenso per me. Si conclude con una data ormai decisamente importante nella mia vita.
Auguri Sorella Abbagnale, sperando che il prossimo anno la barca abbia sempre meno buchi, perché a forza di mettere una mano qui, un piede lì, te credo che poi siamo sempre doloranti.
In ogni caso un remo a testa, e vediamo di raggiungere la riva anche sta volta.
Auguri Venere patrizia, che di patrizio hai l’animo e il cuore, quel cuore sempre pronto a dare senza chiedere nulla in cambio.
Auguri Paprina, sì perché questa donna forte su cui tutti si appoggiano, a cui tutti chiedono consigli, con cui tutti vogliono confidarsi perché sanno che possono contare sulla lealtà di chi li sta guardando negli occhi, e sulla totale assenza di giudizio.. Beh questa donna è la bambina che sorride di fronte ad una rosa inaspettata, di fronte ad un messaggio semplice che racchiude poche parole e molto sentimento, che ride come una scema guardandosi allo specchio con una maschera facciale che farebbe spaventare Frankenstein! Una bambina che si arrotola in macchina in un abbraccio e ringrazia, quando da ringraziare non c’è nulla, ma ancora non può saperlo.
Auguri Mamma Sa, e grazie per quella telefonata in cui avresti potuto dirmi GUARDA MARI NON ME LA SENTO e comunque nessuno avrebbe potuto fartene una colpa. Adesso se ci penso sorrido, magari qualcun altro lo avrebbe fatto, magari chiunque altro, non tu.
Auguri Amica Mia, ti aspetta un festeggiamento coi fiocchi, il tuo guru canterà esclusivamente per te tutte le tue canzoni (glielo abbiamo chiesto io ed Ele sbattendo gli occhietti), io e tua figlia saremo lì a ridere e prenderti in giro come ci piace tanto fare.
Forse presuntuosamente, ma mi considero un bel pacco regalo che faccio recapitare direttamente a Roma Termini solo per te.
Auguri TESORA, che con te è inutile augurarti le cose che auguro a chiunque, la tua vita non è ordinaria per niente, le cose che ti accadono fanno una pippa a Guerra e Pace, e allora che quest’anno sia semplicemente migliore del precedente, per il resto, tu a poppa io a prua, qualcosa di buono continueremo a farla.
Ti voglio bene, assaissimissimissimo!

Un intermezzo musicale ci vuole, un tempo comparivano spesso i testi delle canzoni che mi giravano in testa.
Stamattina avevo bisogno di lui, chi mi conosce sa il motivo, e non perché gliel’ho detto, semplicemente perché mi conosce.
L’ho cantata in macchina stamattina, cantata perché ognuno di noi può essere una Signora Bovary, e in fondo a quella notte ognuno di noi può trovare qualcosa. Io ci spero tutte le notti.
Mi è stato detto di raccogliere i cocci di Mari, perché sono sempre intenta a raccogliere e mettere insieme quelli degli altri, da perdere per strada i miei.
Mi è stato detto CHE COS’HAI PAURA DI PERDERE LE PERSONE SE FAI VEDERE LE TUE DEBOLEZZE? No, non credo sia questo. Il motivo piuttosto è che tanto le persone ti fanno del male già se sei sempre in guardia, figuriamoci se lasci il fianco scoperto. Eppure capita. E allora ti senti smarrita, perché tu lo sai che non si fa, lo sai che è sempre bene stare attenti, non si deve mai mollare la presa. E invece capita, e tu ti senti di nuovo appesa ad un filo. Non è che ci sei realmente, o almeno non credi, però è come ti senti ogni santa volta da quel maledettissimo Luglio, in cui per la prima volta nella vita le tue certezze si sono sgretolate. Adesso non sei mica più disillusa come allora, no no, eppure quella reazione è sempre la stessa, lasciandoti quel dolore nel petto che conosci fin troppo bene. Poi respiri, ringrazi, ti alzi, aspetti che la notte passi e ricominci.
Vai Francesco, canta ancora per me…
Ma che cosa c'è in fondo a quest' oggi
di mezza festa e di quasi male,
di coppie che passano sfilacciate
come garze stese contro il secco cielo autunnale,
di gente che si frantuma in un fiato
senza soffrire, senza capire
e i tuoi pensieri sono solo uno iato
tra addormentarsi e morire...
Ma che cosa c'è in fondo a questa notte,
quando l' ora del lupo guaisce
e il nuovo giorno non arriva mai, mai
e il buio è un fischio lontano che non finisce
di minuti lunghi come il sudore,
di ore che tagliano come falci
e i tuoi pensieri solo un cane in chiesa
che tutti prendono a calci...
Ma cosa c'è, cosa c'è...
atrii a piastrelle di stazioni secondarie,
strade più strade di avventure solitarie,
clown nella notte,
valigie vuote,
piene di trucchi per tragedie immaginarie...
...telecomandi per i quotidiani inferni,
battute argute di architetti postmoderni,
amanti andate,
piaceri a rate,
pallottolieri per contare estati e inverni...
Ma che cosa c'è proprio in fondo in fondo,
quando bene o male faremo due conti,
e i giorni goccioleranno come i rubinetti nel buio e diremo
"...un momento, aspetti..." per non essere mai pronti,
signora Bovary, coraggio, pure
tra gli assassini e gli avventurieri,
in fondo a quest' oggi c'è ancora la notte,
in fondo alla notte c'è ancora, c'è ancora....

Mi piace l’idea di fare qualcosa di diverso per i tuoi 30 anni mio caro Sole!
E non sospirare che in fondo non è poi così male, ancora adesso non ci credo, ma a quanto pare li maschero alla grande quindi…
Basta vedere le cose da una prospettiva differente. Brava che sono eh? Ti starai chiedendo OK TIPO???? E io che ci sto a fare eccola qui la nuova prospettiva: 30anni della tua vita vogliono dire ben 15anni insieme! Voglio dire non pizza e fichi ma 15anni!!!
Che a noi poi fa effetto solo quando vediamo le facce degli altri, mica prima.
Tranquilla non ho reso immortali le foto di quando, splendide 17enni, venivamo immortalate sulle spiagge pugliesi. Sono mica scema! Già è l’ultimo sguardo che lancio tutte le sere quando mi metto a letto, poi evito accuratamente lo specchio per non cadere in depressione, secondo te le metterei sul blog???
Ciò nonostante proprio per questa data importante, rendo pubblici i nostri visi, nonché una serie di espressioni che avremmo potuto anche evitare, ma non saremmo state noi quindi…
Ecco una serie di verità che si confermano negli anni:
sappiamo ancora farci prendere dalla stupideira come adolescenti

insieme creiamo dei teatrini non indifferenti che vengono apprezzati sempre e comunque 

Riusciamo sempre a trovare un argomento di cui parlare, dal “mi si è spezzata un’unghia ed ho male” al “maledette Tasse da Pagare, ma l’IVA devo versarla per forza?” per passare a “Adesso dimmi che cosa ho fatto di sbagliato” per concludere con “ho la pressione a due credo che il mio corpo non svenga perché ormai è troppo abituato a fingere di star bene”. Ogni argomento viene sviscerato e reso ridicolo per far finire tutto a tarallucci e vino

Riusciamo a metterci la maschera da maiale se ci impegniamo, e per impegno si intende alcool a fiumi e compagnia di secoli al fianco … e siamo le stesse che arrossiscono ancora per un complimento sincero.


Le foto LARGO PER FAVORE CHE SIAMO FOVOLOSE ci vengono bene, ma quanto ci ammazziamo dal ridere dopo lo sappiamo solo noi 
Ovunque andremo e in qualsiasi occasione avremo la nostra foto classica, che di certezze ce n’è già poche almeno tentiamo di conservarle
E per concludere cara amica di una vita, sorella di sangue da sempre, confidente preziosa, punto di riferimento insostituibile, sole unico, eccoti la certezza che porto nel cuore.
Finché avremo la forza di difendere il sentimento prezioso che ci unisce, ci saranno strade da percorrere insieme. Strade che magari a volte saranno parallele, a volte le stesse, a volte si incroceranno per ritrovarsi più in la, ma alla fine, nel momento del “descanso”, i nostri piedi troveranno un modo per portarci l’una affianco all’altra. Come da sempre accade, e NULLA ACCADE PER CASO sono sicura che in questo contesto non ti dispiace affatto
TANTI AUGURI MIO SOLE MERAVIGLIOSO…e domani…. FIESTAAAAAAAA!

Ci sono delle volte in cui penso che avrei voluto nascere uomo. Poche volte a dir la verità, quasi sempre stordita dall’effetto ormonale. Poi mi riprendo. Penso a che mondo meraviglioso siamo, penso a quanto possiamo essere diverse tra di noi, alle miriadi di sfaccettature che ci contraddistinguono. E’ come guardare dentro un caleidoscopio, sei sicura che lì dentro è proiettata una figura, ma ognuno può vedere ciò che vuole, c’è chi è sicuro di vedere tutto in sfumature di verde e chi l’esatto contrario. Le donne sono così. C’è chi dice di aver capito come prenderle. E il giorno stesso prende un due di picche che brucia come una marchiatura a fuoco; chi dice che può farne benissimo a meno, e ne è continuamente alla ricerca. C’è chi dice che non crede nella loro sincerità eppure la brama ogni giorno. Chi è pronto a giurare che sono tutte puttane e poi è pronto a buttarsi nel fuoco se solo ce ne fosse bisogno.
Io mi guardo intorno. Le donne che fanno parte della mia vita sono così diverse tra loro che non basterebbero mille pagine per raccontarvene le gesta. Sì perché di gesta si parla. Il coraggio che le contraddistingue, la forza e la voglia comunque di andare avanti, sono pari ai più valorosi cavalieri.
Penso a mia madre, che la vita ha deciso dovesse essere madre di sette fratelli, quando in realtà era tempo di essere figlia spensierata e ribelle come il suo carattere le suggeriva. Provo ad immaginarmela punto di riferimento di una famiglia persa. Non devo sforzarmi poi tanto, mi basta ricordare come i suoi fratelli se l’abbracciano ogni volta che la rivedono. Ogni volta.
Mi piace pensare che un po’ di quella forza che sento di avere nel mio carattere abbia le sue iniziali, come dei gemelli che impreziosiscono l’anima.
Penso alla mia Lele, che il destino ha voluto mettere a dura prova fin dall’inizio. L’inizio del suo essere adulta. Alle perdite che ha dovuto subire, alla corda che ha dovuto percorrere con prudenza, come una funambola provetta per poter continuare a sperare. Penso al fatto che è caduta e si è rialzata, e mai avrò basta di ripeterle quanto sono orgogliosa di lei, mai.
Penso alla mia Sa, che mi lascia senza parole con la sua vita sempre pronta a far squillare il campanello d’allarme proprio quando si stava rilassando un po’. Leggo i suoi messaggi e il più delle volte penso MA NON E’ POSSIBILE!! Mi inalbero di fronte a tanta ingiustizia, mi dispero per non poter essere lì con lei, anche solo seduta in silenzio a guardarla. Ma è giusto un attimo perché poi ho un’immagine davanti ai miei occhi che mi rassicura. Lei seduta in cucina, Ceres, sigaretta accesa, sguardo perso, magari anche un po’ velato, e cellulare in mano. Non penso che siaindistruttibile, penso che per molti aspetti della vita però possa essere un esempio. Il perché è mio.
Eccole le fiere della mia vita quelle che comunque per quanto sembrino fragili, sono lì pronte a lottare con i denti per difendere e proteggere ciò che amano di più al mondo. Sia questo un uomo, un figlio, un amico, non importa, sempre in prima linea. Donne che hanno dei valori e non li svendono. E non è da tutti. E non è scontato per niente.
Per questo mi ritrovo spaesata quando ho a che fare con persone che sono disposte a tutto, per un uomo ad esempio. Ricordo che ho sempre pensato che un amico rimane, un fidanzato non si può sapere. Ricordo che queste parole le dicevo quando un fidanzato ancora non l’avevo mai avuto e nel tempo ho mantenuto questo precetto ben evidenziato nella mia mente.
Forse ha ragione chi dice che sono troppo netta. E’ incredibile pensare che lo ero molto di più prima di incontrare Lui, che ha ammorbidito tutti i contorni delineati della mia vita.
Penso solo che arriva un momento in cui è giusto alzare la testa e dire basta.
Ognuno ha il suo. Un giorno, un mese, un anno, dieci, non importa, ma quel momento deve arrivare.
Perché dall’altra parte, inconsciamente o meno ci si approfitta della situazione. Potranno giurare e spergiurare che non è così, ma è troppo appetibile la puntata alta alla roulette quando sai già che numero esce. Col cavolo che non giochi.
E lo so che gli ometti potrebbero dire la stessa cosa delle donne, ne sono cosciente, ne hanno anche grandi motivazioni e poco mi interessa.
In questo periodo l’universo donna, mi gira in testa più del solito, avevo bisogno di gridare qualche mio pensiero e la dolce Sys me ne ha dato modo. Lei è l’ulteriore conferma che sono una calamita verso donne davvero eccezionali.

3 anni
1095 giorni
26280 ore
1576800 minuti
94608000 secondi…
Mai più come prima, non si torna indietro da tanta meraviglia che abbatte le certezze, sposta i confini e rende tutto meno netto.
Vivere una vita intera e rendersi conto che sono proprio quei 1576800 minuti ad averti resa viva, ma viva davvero. Dovrebbe esserci un’altra parola per rendere l’idea.
Ogni porta ha la sua chiave. Certo puoi decidere di scassinarne una pur di entrare, ma non è la stessa cosa. Non è lo stesso che infilare la chiave, trovare l’incastro perfetto e sentire quel tac che ti sa subito di casa.. Io quella chiave l’ho trovata. TU quella porta l’hai aperta e quello che hai trovato è tuo di diritto. Buffo pensare che molte cose pensavo di non averle più, e invece tu le hai trovate, ci hai tolto un po’ di polvere sopra e sono tornate come nuove.
Chiudo gli occhi, sei in ritardo, ma non è colpa tua, sono seduta sulla poltrona di casa di Mara e guardo il cell di continuo, ho la maglietta a mezza manica bordeau, l’abbronzatura delle gare ancora addosso e lo stomaco contorto… Oggi sono vestita uguale, sono andata alla ricerca di quella maglietta, TU neanche mi vedrai, ma non importa, lo stomaco è contorto perché in qualche modo ho provato ad esserci ancora e finché non ne avrò certezza non mi rilasserò del tutto.
Sì i nostri occhi non si incroceranno, ma dentro di me lo so che in realtà NON CI SI VEDE CHE COL CUORE… 840266

Suonando il citofono ieri sera ho avuto un flash back. Mi sono vista partire con la macchina piena di valigie e sensazioni euforiche. Era solo venerdì. Con gli occhi velati ho preso l’ascensore verso casa.
E’ tutto finito mi dico mentre salgo in macchina e saluto il lungo mare di Igea Marina.
Anche quest’anno ho provato a fermare il tempo. Anche quest’anno, tanta stanchezza, tanta energia regalata a quella pista che sa di casa ogni volta che ci metto piede. Anche quest’anno abbiamo fatto chiusura il venerdì sera, e poi colazione, e poi chiacchiere che non si può dormire, domani ci sono le gare come si PUO’ dormire? Dicono che le gare inizieranno alle 9 del mattino, anche le ruede. La notizia aleggia ancora nel locale come un fumetto ANCHE LE RUEDE …. QUA MI SA CHE E’ MEGLIO BERE ALTRIMENTI LA VEDO BRUTTA!
Ovviamente si inizia in ritardo. Altro che le 9 alle 11 iniziano le categorie inferiori, io ballo la prima volta intorno alle 16!! Entro in pista facendo spallucce, chissà cosa avranno pensato quelli fuori nel vedere una “ballerina” guardarsi attorno con sguardo ebete. SONO ANCORA QUI mi ripetevo.
Schiena dritta, sorriso stampato, e soddisfazione nel vedere i giudici passarmi accanto e votare. L’anca va dove deve, mentre la mano sfiora i capelli e gioca a sedurre. Il caldo mi piomba addosso mentre la musica sfuma, fino a qualche secondo prima il nulla.
Quando più tardi mi diranno che ballerò la domenica mi sono ritrovata sommersa da abbracci e TE L’AVEVO DETTO CHE ERI TROPPO BELLA PERCHE’ NON TI VOTASSERO. Chissà come mai i miei amici non sono in giuria, la vittoria sarebbe un proforma!
Ci sono alcune recriminazioni in questo campionato.
Niente Sabato sera da Capitan Bagati. Eravamo in troppi e lo avevano già prenotato. In compenso sono stata 3ore seduta senza ingerire un’emerita cippa se non pane accompagnato da un buon vino. In compenso il proprietario del ristorante ha rischiato di prendere botte da un folto gruppo romano, che ringraziamo ancora adesso per la solidarietà.
Gli altri tornano in albergo, noi no. L’adrenalina è ancora alta, si fa un paio d’ore in discoteca a vedere quegli invasati che il numero dalla maglietta sembra che lo indossino ancora. In pista non si balla, si gareggia, ci si spaventa per il giorno dopo, si mettono in mostra le proprie abilità, insomma un po’ di terrorismo psicologico. Tutti tranne i capitolini. Loro non ne hanno bisogno. Loro sono er mejo e lo sanno. Fa specie non vederli mai con gli altri, e in qualche modo il loro sentirsi superiori, con tutte le ragioni del mondo, lo invidio. Io mi aggiro scaltra e osservo. Un po’ come i bimbi allo zoo che guardano le giraffe e si stupiscono ogni volta di quanto siano alte, i leoni belli e pericolosi, le scimmie furbe come poche, più o meno il Rio Grande il sabato sera è uguale.
Come da tradizione il mio primo bagno di sole è la domenica mattina ad Igea.
Da ormai 5anni, visto che le gare per gli adulti cominciano nel pomeriggio tardi, la mattina c’è il primo contatto con la sabbia. Un mare inguardabile, l’idea di bagnarmi non mi sfiora minimamente, ma i piedi che affondano nella sabbia, il calore che scalda la pelle e le dona quell’odore unico e quel sapore che mi smozzicherei di continuo. E’ divertente sentire i giudizi a caldo, i pettegolezzi su quel vestito, la capigliatura di quell’altra, e non erano solo le donne a farli per essere precisi!
Una domenica pomeriggio infinita. Mi arrivavano messaggi di informazione e la risposta era sempre la stessa NON ABBIAMO ANCORA BALLATO. Una domenica in cui avrei voluto un atteggiamento diverso. Avrei voluto che gli altri capissero che non mi pesava fare il massaggio ai piedi ad uno, alla schiena ad un altro, far ballare tizio per far scendere la tensione, preoccuparmi che tutti avessero mangiato, fare la buffona per tenere alto il morale della ciurma, se solo avessi visto un po’ di partecipazione anche dall’altra parte. Sono l’unica ad essere stanca, ma felice di esserci? Sono l’unica che sa fin dall’inizio che si aspetteranno ore e che invece di lamentarsi sarebbe bene imprimersele dentro a fuoco perché niente impedirà tra qualche ora al presentatore di dire GRAZIE ANCORA PER LA VOSTRA PARTECIPAZIONE CI VEDIAMO AI CAMPIONATI NAZIONALI 2008???
Lo so devo smetterla di aspettarmi il mio stesso atteggiamento da tutti, lo so. Speravo che gli altri capissero che per me era un campionato diverso, che avrei voluto condividere con loro sguardi, momenti unici e irripetibili, che io amo quel posto, e amo sentirmi in QUEL modo.
Entro in pista per la coppia e mi prende un colpo. Sono nella batteria con i mostri. 10 coppie di mostri di bravura e io. VA BEH MARI ALMENO CERCA DI NON SFIGURARE… E a quanto pare ci sono riuscita. Non ho passato il turno, ma un giudice mai visto mi ferma al bar e mi dice COMPLIMENTI DAVVERO IO TI HO VOTATA. Grazie era una batteria tosta, c’erano quelli di Roma e… AVEVATE UNA MARCIA DIVERSA E A ME QUELLI CHE ESCONO DAGLI SCHEMI PIACCIONO. Sorriso ebete, se ci penso mi riviene ancora.
La rueda è andata bene nonostante un piccolo errore. Il livello aumenta ogni anno. C’è gente che si allena tutti i giorni, che ha elementi tutti di vent’anni o poco più. Noi abbiamo dato battaglia, e ci siamo meritati il nostro 5°posto. Eravamo 16 gruppi, direi che non ci possiamo lamentare.
Abbraccio Cri mentre mi chiede scusa per aver sbagliato, che non sa cosa le è successo, si è confusa, non si capacita, quella figura la fa sempre bene SCUSA AMICA E’ IL NOSTRO ULTIMO ANNO.. scccccccccc qual è la cosa più importante? Dai vediamo se te la ricordi. CHE ABBIAMO BALLATO DI NUOVO INSIEME Brava la mia Cri!
Fine delle premiazioni ore 3 a.m. Ora in cui mi metto a letto ore 5.30.
Non voglio uscire dal Rio Grande. Faccio un giro enorme, guardo tutto e fotografo col ventricolo sinistro. Guardo la pista e mi si velano gli occhi. Odio gli addii e soprattutto non sono capace di chiudere in un cassetto ciò che amo. So che ritornerò, so che non è finita qui, sarà solo un anno sabbatico, un grazie però gliel’ho detto.
Colazione con chi invece meritatamente ha vinto il primo posto tra gli esordienti. Sono tutti lì insieme a festeggiare, mi dicono che siamo davvero bravi, che vorrebbero ballare come noi, rispondo la stessa cosa di sempre: se ci siamo riusciti non vedo perché non debbano loro, non si aspettino però che sia semplice, questo no.
Si ritorna in albergo e sembro essere l’unica a non avere sonno. L’alba sul mare mi porta indietro di più di una decina d’anni.. VOI ANDATE IO ARRIVO. Vado in spiaggia, c’è vento, mi tolgo le scarpe, la sabbia è fredda e una spicchio di luna è proprio alla mia destra. La guardo. So che sta aspettando il sole, vuole salutarlo prima di andare a dormire, mi viene in mente che anche io vorrei essere su quella spiaggia col MIO sole, lei saprebbe che quelle lacrime che mi solcano il viso, nonostante tutto, sono di felicità.
Mentre scrivo guardo il mio polso sinistro, il braccialetto azzurro è ancora al suo posto, questa sono io, e sorrido.

Succede che arriva un messaggio sul telefonino e si innesca un meccanismo a catena per cui si entra in pre gara.
Il messaggio è del Professò, un altro amante della mia musica, conosciuto per caso tra i centinaia di blog, con cui ho condiviso, ore interminabili a chiacchierare di questa passione che entrambi vediamo nello stesso modo. Ci sarà anche lui ai prossimi campionati. Che a dirla così sembrano lontani, ma sono poi solo sabato. Ecco qual è l’aspetto che più mi piace. Persone che per più di un motivo non si sentono durante l’anno, hanno la voglia di condividere ancora questa esperienza tra loro, tra veterani.
Ci saranno messaggi da chi fisicamente non può esserci ma col cuore so che è con me: mamma Sa si preoccuperà che mangi e mi dirà che sono bellissima non so quante volte; la mia Lele troverà parole per commuovermi come sempre, TU ci sarai in ogni modo possibile e questo mi darà ulteriore forza, quando la stanchezza comincerà a farla da padrone.
Ci sarà qualcuno ad aspettarmi fuori dal lavoro, ci saranno messaggi in macchina per avvertirsi sul dove sono NOI QUASI A BOLOGNA, noi siamo partiti da poco CHI ARRIVA PRIMA PRENDE LE CAMERE? E’ sempre tutto al Cosmopolitan vero??
E la tappa in Autogrill dove comprerò una serie di puttanizie, le ultime che potrò mangiare prima che il mio stomaco imponga il suo volere, il castello che intravedo sempre all’altezza di Asti. In realtà da piccola credevo che fosse un castello, e lo vedevo ogni volta che si partiva per le vacanze, da allora tutte le volte che lo incrocio, con chiunque sia in macchina esclamo INIZIA LA VACANZA!
E sarà tutto come deve essere: incontrare “capello d’argento” dal Veneto e scambiare le solite quattro chiacchiere, compiacersi del fatto che giudici che ti vedono 1 volta all’anno si ricordano di te e ti salutano, arrivare in albergo e prepararsi per la serata. Mentre i veri ballerini andranno a nanna presto, noi si farà chiusura, perché noi si fa chiusura ovunque, è un modus vivendi.
E il sabato di gare senza tempo, con i soliti problemi, chissà quando tocca a noi, dobbiamo cambiarci? mamma mia che caldo fa mangio qualcosa o resisto? Inizio ore 14 termine ore 20 quando si saprà se si è riusciti a passare per ballare domenica. Alla solita cena ci saranno volti contenti, altri meno…
E’ l’ennesimo campionato con Cristina. Non sarebbe uguale senza di lei, senza le sue nevrosi per mille cose diverse, io che la guardo e lei LO SO AMICA LO SO CHE NON CI HAI PENSATO PERO’ PENSACI. Non sarebbe uguale senza le nostre risate, gli sguardi d’intesa. Avrei il doppio del lavoro da fare con le altre per dare la carica se non ci fosse lei, che mi capisce e corre in mio aiuto. Anche quest’anno un giudice perderà le bave ogni volta che entrerà in pista, e averla in squadra nella rueda è sicuramente a nostro vantaggio! E’ il nostro quinto anno insieme e in questo ambiente l’amicizia non è proprio quello che puoi trovare facilmente. Ne abbiamo esempi sotto gli occhi tutti i giorni. Noi entreremo in pista e ci guarderemo, di nuovo insieme, l’ultimo anno…
UN PICCOLO PRE-ASCOLTO…ED E’ BALLO DI GARA.

Mettendosi a letto dopo ore di allenamenti vari, addominali che tirano, gambe che riscoprono di avere muscoli nascosti sempre pronti a farsi avanti, schiena indolenzita, non è facile addormentarsi.
Guardo la luce rossa e provo l’autoipnosi, la guardo e penso che non devo chiudere gli occhi, che se mi dico di non chiuderli finalmente mi addormenterò, che è strano che non sia ancora crollata, ah no ma devo concentrarmi sugli occhi; certo che Lorella doveva fare pilates proprio stasera, papà domani notte parte, chissà come sta mamma, chissà se il piccolino patirà il distacco, chissà mio fratello… Troppi chissà per poter chiudere gli occhi.
E la luce rossa della tv poco può fare quando si innescano certi meccanismi e i pensieri cominciano a travolgerti a raffica.
Sento la pioggia, e il vento che la sbatte contro le serrande abbassate. Rigorosamente abbassate. Il buio deve avvolgermi la notte. Potrei essere ovunque e con chiunque. Potrei anche non essere tra quelle quattro mura ma in altre, meno fredde, meno sole.
E’ colpa della notte, che accentua il freddo che senti, che sottolinea i vuoti invece che illuminare i pieni, ma d’altra parte c’è il giorno per quello.
E’ colpa della notte che mi fa sentire in colpa, perché so bene di essere circondata da persone meravigliose, so di poter contare su punti fermi che non tutti hanno eppure mi fa sentire come in bilico su una corda a centinaio di metri da terra, e il mio senso dell’equilibrio non è eccellente.
E’ colpa della notte che ti mette davanti sempre le stesse domande, a cui non riesco sempre a dare quelle risposte che all’alba invece sarei pronta a giurare. Vacillo di fronte alla notte, so che a lei non posso mentire. So che mi si avvicinerebbe e con il volto sereno mi toglierebbe il naso rosso, lasciandomi senza armi per difendermi.
Abbiamo imparato a conoscerci bene, negli anni.
Diffidente lei quando non ha riconosciuto più la Mari dei lunghi sonni profondi, e si è ritrovata la Mari che vive tutte le ore al massimo, fino a rimanere senza forze. Poi ha capito. Avevo ignorato una parte di me che bramava di uscire e adesso volevo recuperare il tempo perso. E non solo. Ha aspettato ed ha visto la mia mano. Tesa. Chiedeva aiuto. Ha capito che poteva essere un modo per uscirne in piedi, che avrebbe potuto aiutarmi davvero, instaurando una tregua, o quanto meno smettendo di farmi paura. Ha ceduto.
E’ stata l’unica compagna discreta in quelle ore, la notte. Di ore, che sono diventati, giorni, mesi e anni che non posso raccontare perché non ho parole per farlo. Perché molti di voi non capirebbero, sarebbero pronti a puntare il dito, a giudicare, a storcere il naso, sminuire quanto di grandioso è avvenuto. In quei momenti la notte mi ha avvolto di magia, mi ha resa meravigliosamente bella, e non perché ci fosse qualcuno a dirmelo, perché riuscivo a vedermi, riuscivo a sentirmi. Viva, viva davvero, nessuna finzione.
Adesso è lì che mi guarda. Che mi passa i foglietti con su scritte le domande, come in un quiz, e io dico PASSO, PASSO.. Li mette via, tanto torna domani, e poi dopodomani. Dovrò convivere con la notte, dovrò convivere con la consapevolezza che continuerò a dire PASSO. Rispondere a certe domande fa più male che bene. Accettare che non sempre ci sono delle risposte sarebbe saggio, forse troppo visto che sto parlando di me.
Io di male me ne sono fatto abbastanza, è arrivato il momento di cambiare rotta.
Le tendo di nuovo la mano e lei mi mette le sue sugli occhi, finalmente.
Guardo fuori dalla finestra, la pioggia è incessante, il vento non da tregua, ma è giorno e sorrido.
