chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





lunedì, aprile 30, 2007

Nessuno crede alla mia tranquillità, io per prima mi sorprendo a dormire in modo sufficientemente tranquillo, come se non avessi il tanto agognato primo traguardo della stagione davanti.
Domenica mattina spalanco gli occhi alle 9.30 e finalmente mi riconosco. Crampi allo stomaco, occhi che non vogliono richiudersi, messaggi sul cellulare che mi chiedono come sto, a che livello è la mia ansia da prestazione. Ok è ufficiale è tutto come sempre.
Una lunga domenica, di telefonate per ricordare tutto quello da portare, di bagni rilassanti che non hanno la loro funzione, di creme, giusto per far passare un po’ di tempo. Eppure le ore sembrano interminabili. Il mio filo diretto con il bagno nel frattempo continua e rido come una scema perché è proprio vero che non cambierò mai.
Arriva il momento della borsa, non devo dimenticare niente, i vestiti per la coppia, i vestiti per la rueda, i ninnoli necessari, la testa, le gambe, le braccia.. Ok c’è tutto si parte direzione Havana.
Mi sono portata il mio scudo portafortuna: la Tata è pronta a fare foto e macube a chiunque provi a tirarmi i piedi, Salvietta urlerà come un’ossessa, Nico con i suoi 179cm già me la vedo saltare come una pazza dagli spalti. Non c’è mamma per il primo anno. Non c’è Lele. C’è una prima volta per tutto, era giusto provare anche questo, ho il mio scudo qui e in più c’è quello lontano che mi protegge ovunque vada, direi che sono molto più fortunata di altri!
Ovviamente l’attesa è snervante. Partecipare in classe A vuol dire dover aspettare tutte le altre categorie, fare il tifo, urlare e poi ancora aspettare. Le gare iniziano alle 19.30, io entro in pista la prima volta poco prima di mezzanotte. Voci di corridoio dicono che la nostra canzone di salsa sarà velocissima e io mi scurisco. Odio le canzoni veloci, non danno spazio al movimento, sei troppo impegnata a stare sul ritmo, o forse semplicemente è un mio difetto non so. So però che chi ha scelto la musica non lo ha fatto a caso, guardo la console e ringrazio con lo sguardo che dice IN OGNI CASO IO USCIRO’ DI QUI E AVRO’ LA MIA VITA, TU NON HAI NIENTE.
I miei amici ballano tutti da dio, sono carichi, non so per chi tifare per prima, così urlo a caso, qualcuno lo piglio di sicuro! La gente si gira di fronte alle mie urla e mi viene in mente mio fratello allo stadio che urla E CHI NON SALTA RESTA A CASA CHE CAZZO VIENI A FARE QUA. Ovviamente sono d’accordo. Se vai ad una gara e ti da fastidio il tifo è meglio se resti a casa, chi è in pista ne ha bisogno come l’aria.
Il dottore mi prende in giro QUESTO SARA’ IL DECIMO ANNO DI GARE. IMPARARE A GESTIRE LA TENSIONE NO??? Esagerato è solo il quinto sono ggggiovane io!!
Ok è il mio momento, prima la bachata, si ride. Non ho mai preso una lezione in vita mia e mai la prenderò. La ballo due volte l’anno, giusto alle gare, e giusto per impegnare il tempo. Mi diverte, ma come musica non mi esalta. E’ lenta. Lentissima. Da fuori gli amici mi prendono in giro perché sanno quanto mi stia divertendo, con lo sguardo vedo la coppia antagonista da sempre che fa evoluzioni mica da ridere in pista. La canzone finisce e Manu mi dice TI PIACEVA UN SACCO EH LA CANZONE? Sì vedeva così tanto?!?
Guardo l’ora e mi chiedo quando ballerò la salsa, quanto dovrò ancora e il presentatore annuncia SI PRESENTI IN PISTA LA CLASSE REGINA DI SALSA CUBANA..
Mi posiziono davanti al mio scudo, voglio ballare per loro, se lo meritano. Ecco il pre-ascolto. Mi illumino gli dico MI PIACE, VAI… Ho ballato col sorriso nel cuore e sul viso. Ho guardato i giudici, tutti, quelli che so mi avrebbero apprezzato per come sono, e quelli che non mi avrebbero votato a prescindere. Ho ballato per i miei compagni che mi osannano come non merito. Ho ballato per la maestra che faceva finta di niente, ma sono sicura faceva il tifo per me. Ho ballato per mamma che non mi ha potuto vedere, ma so che era in tensione, laggiù col piccolino tra le braccia. Ho ballato per il mio sole che era tesa manco dovesse ballare lei. Per chi c'è da tanto e ci sarà ancora per molto. Per il mio papà perché è il mio papà e sta facendo i salti mortali per non farmi mancare troppo mamma.
Ho ballato per me, dopo tanto tempo per me, mi sono abbracciata, mi sono detta che ho fatto la scelta giusta, che devo essere orgogliosa di me, perché sono diventata parte di quello che avrei sempre voluto essere. Non piangere Mari, c’è un inizio e una fine per tutto lo sai, non piangere Mari, il ballo è gioia pura, goditelo finché c’è.
La canzone finisce, tutti gli amici entrano in pista ad abbracciarmi, che meraviglia che sono.
Esco e a bordo pista c’è papà SEI RIUSCITO A VEDERMI PA’ sì Mari eri bellissima.. Mi stringe forte, ha gli occhi rossi, lo stringo forte pure io, non mi mollae me lo godo questo momento, non so quando si ripeterà, adesso è mio, mio davvero.
Dopo poco ecco che arriva la rueda, ma non sono preoccupata. Mi guardano, vogliono un segno di qualcosa, strizzo l’occhio RAGAZZE SIAMO BELLISSIME LO VOGLIAMO CONCLUDERE IN BELLEZZA QUESTO CICLO?? Eccolo l’urlo che volevo. Due minuti e mezzo di adrenalina, di figure perfette, di applausi, di complimenti al microfono. Ed è finito tutto. Ah no ecco le premiazioni.
Voi dovreste conoscermi, ma per chi passa di qui da poco..beh.. non mi piace autoelogiarmi. Non sono una falsa modesta, non ho dormito tutta la notte per la sorpresa assolutamente inaspettata.
Sarò breve ecco i miei risultati ai campionati regionali:
1° classificata Salsa cubana Classe A
3° classificata Bachata Classe A
1° classifica Rueda Cubana Avanzati.
Sono contenta. Ecco sì. Contenta nonostante le polemiche dei secondi, che conosco da una vita e che mai hanno accettato una sconfitta in vita loro con umiltà. Nonostante molti anni li ho dovuti vedere davanti a me senza un ragionevole motivo. Ma io parto dal presupposto che ci sono dei giudici e dal momento che entro in pista mi rimetto al loro gusto insindacabile, anche se spesso di parte. Ne ho fatto le spese molte volte, ieri ne ho goduto come pochi.
Grazie a tutti per i messaggi, le telefonate, l’energia a distanza, per esserci stati, nel vero senso della parola.
Adesso si fa il conto alla rovescia per i Nazionali.

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giovedì, aprile 26, 2007

E’ un post per noi, lo so che è lungo, ma è il meno che potessi fare.
E’ una serata che abbiamo pensato da tempo. E’ una di quelle serate che ci mancano da un po’.
MARTEDI’ DOPO AFRO STIAMO INSIEME
Serata “scusate se siamo fighe non è colpa nostra”?
ESATTO E ANDIAMO A BALLARE… DA SOLE!
Mi illumino, la guardo è come quando da bambini si faceva specchio riflesso senza ritorno, ma lei non ha nessuna intenzione di passare niente a nessuno.
Afro è delirante, il caldo ci uccide, in quella sala non so quanti gradi ci fossero, troppi in ogni caso.
Arriviamo a fine lezione con molta fame e tanta voglia di chiacchiere.
Il palofrascheggio ha inizio. Mi dimentico sempre di portare un registratore almeno per avere un’idea di tutte le cazzate e non che escono dalla nostra bocca. Sarebbe oltremodo interessante avere una telecamera per vederci in azione da brille..va beh anche un po’ più che brille, alticce ecco, perché ubriache non si può dire.
In pizzeria si parla di tutto. Del matrimonio a cui sono andata e dello stupore delle persone nel vedermi femmina. Che io sia donna è indubbio, almeno credo, ma è l’essere femmina, capace di sprigionare sensualità che stupisce chi mi vede sempre in abbigliamento casual e informale.
Lei ride durante le mie imitazioni, sa che non esagero. Da qui al parlare del nostro io, del perché siamo sempre troppo esigenti verso noi stesse, del perché non ci perdoniamo i nostri errori, il passo è breve. Tento di convincerla del fatto che le cose vanno come devono andare, a prescindere da quello che facciamo. Perché io ci credo davvero. Come credo che a tutto ci sia un perché. Questo la spaventa, le dico che invece mi rassicura. Magari il perché lo capiamo col tempo, quando riusciamo a distaccarci dalla situazione in cui siamo immersi fino al collo, magari neanche, ma c’è.
I suoi occhi mi chiedono DAVVERO? NO PERCHE’ SE ME LO DICI TU CI CREDO e i miei le rispondono Tesoro se non fosse così in ogni caso ci sarei io, sembra che possa andare.
I limoncelli vanno giù che è una meraviglia, il cameriere siamo sicure abbia avuto i suoi problemi per nascondere l’eccitazione di fronte a Lele che dice NON LA PRENDO ALLE CIPOLLE ALTRIMENTI DOPO NON MI BACIA ma scusa puoi darmi torto?
Dopo aver peregrinato a sufficienza per trovare un distributore di sigarette funzionante ci dirigiamo verso il Valentino e la movida che ci attende.
Massì fare le giovani ci piace in fondo, birra tipica piemontese al chioschetto e decidiamo di bercela come avremmo fatto a 19anni, se una serie di SE non ci fossero stati, sedute sul marciapiede.
Il delirio comincia a prendere forma, ridiamo come sceme, ci rendiamo conto di quanto il mondo sia stereotipato, e ci rendiamo anche conto di quanto sia banale e scontato quello che diciamo, ma ci piace e continuiamo. Vorrei poter dire ai due 18enni che limonano davanti a me giurandosi amore eterno che sono dei cretini, che il tempo dell’amore eterno non è questo. Questo è il tempo di fare l’alba, di ubriacarsi fino a vomitare sulle scarpe dell’amico che ti tiene la fronte. E’ ora di raccontare ai tuoi che vai a dormire a casa di un’amica, per poi scatenarti in pista. Per l’amore e tutto quello che ne consegue c’è tempo. Vorrei poter dire loro che non è necessario avere la maglietta con le stelline e il cappellino in tinta per sentirsi parte di qualcosa, e a lei che si è dimenticata la gonna a casa, perché quella cosa intorno al suo sedere non può essere una gonna. Lele propone un corso di trucco e buongusto, io le ricordo la sua camminata, mi prendo della stronza, ma le tocca darmi ragione.
LELE PENSI CHE QUEL GRUPPO AVRA’ LA NOSTRA STESSA DIFFICOLTA’ NELL’ALZARSI DAL MARCIAPIEDE?
Non lo so però li sfido ad arrivare a 30anni come noi e poi ne parliamo.
Ecco perché è l’altra metà del cielo.
Al Fluido il delirio ha il suo compimento. In pista un tizio mentre fa lingua lingua con la sua fidanzata pensa bene di allungare la mano verso la mia. Io sgrano gli occhi, scoppio a ridere, e decido che è ora di bere, ancora. Forse sono rimasta indietro sugli approcci discotecari.
Balliamo, ridiamo come sceme e beviamo. Rum cooler io, mojito lei. Magari un giorno potrò tornare al Mojito, diciamo che ci siamo presi del tempo per riflettere.
La bellezza di questo locale è che permette di rifiatare andando nella parte esterna, che da direttamente sul po’. Di fronte hai la Gran Madre, più in la c’è Superga, a destra il Monte dei Cappuccini, tutto più suggestivo di notte.
Rischiamo nuovamente di prendere botte quando un tizio decide di far accendere la sigaretta a Lele. Nel momento delle presentazioni Lele diventa Monica e io divento Rita, la vedo sgranare gli occhi quando sente il mio nome, di solito usavo Silvia, ma diciamo che è un nome decisamente troppo usato quindi l’ho cancellato. Sto divagando scusate. Ero rimasta alla rissa che sarebbe potuta scattare. In realtà noi cercavamo di “assicutare” (mandar via per i non siculi) Cristian in modo decisamente cortese, quanto evidente, mentre il marpione faceva discorsi senza senso che volevano essere spiritosi. A dare un taglio a tutto questo ci ha pensato la sua ragazza che è arrivata come un falchetto sulle scale, braccia conserte e piede che tiene il tempo. Ancora rido se mi rivedo la scena.
Esattamente come ancora non mi capacito che, con tutti i modi in cui poteva chiamare quel cretino che ci ha superato al bar senza ritegno, dopo mezzora che aspettavamo che il barista invece che continuare a specchiarsi facesse il suo lavoro, lo ha chiamato VILLANO. No dico VILLANO. Lui l’ha guardata pensando ad una candid camera, io l’ho guardato come dire se vuoi traduco a mio modo ma forse è solo meglio se smammi. Ha capito.
Alterniamo momenti di ballo e alcool, a momenti di chiacchiera fuori mentre prendiamo un po’ d’aria fresca e continuiamo a bere. Il minimo comune denominatore mi sembra evidente.
Come fare le 5 e non sentirlo. Dire che abbiamo parlato di tutto è poco. Dire che abbiamo ballato al limite dell’arresto lo è altrettanto. Ridere così di gusto fa bene al cuore, ti ricorda che è possibile mettere in un cassetto qualsiasi cosa, o anche aprire qualche cassetto scomodo vedere cosa c’è dentro e non avere paura.
Tesoro non temere se qualche volta ti faccio incazzare al punto da voler essere netta anche con me, se ti vien da pensare seriamente: via Mari non ne posso più. Non temere perché io non ho paura che questo avvenga. Tu prima o poi prenderai quel telefono e comporrai il mio numero. Preoccupati degli altri non di me.
PENSAVO NON MI STESSI ASCOLTANDO.
Adesso mi offendi io due cose contemporaneamente riesco a farle ricordi???
COMUNQUE COME SEMPRE HAI RAGIONE
Quanto mi piace quando lo dici!
 
Una serata che lascia addosso la voglia che si ripeta, senza scadenza, senza giorni fissi, ma sappiamo che ce ne saranno altre, perché grazie al cielo la voglia di vivere insieme non ci è passata, è solo cresciuta.

Gozado para LeMieMari a 12:07 commenti (73)

martedì, aprile 24, 2007

La prima volta al Palaisozaky.
La prima volta che arrivo ad un concerto priva di quella preparazione classica, di adrenalina, troppo pieno di tutto questo periodo, non ho un momento per fermarmi a pensare a qualcosa che ne devo subito fare un’altra. Eppure so che non mi deluderà. So che sarà memorabile. Le mie sensazioni non si sbagliano neanche questa volta.
Come un tesserino così minuto riesca a riempire un palco così grande è un mistero. In realtà non è lei è la sua voce che è immensa.
Sembrano due persone in una. Quando saluta il pubblico è una bimba felice, con la voce da bimba. Quando le note si impossessano di lei, diventa una sirena capace di incantarti con la sua voce e portarti ovunque.
Non so se chiunque canti di NOI o se io trovo NOI in qualunque canzone riesca ad emozionarmi, ma poco mi importa. Mi sono lasciata coinvolgere totalmente, ho cantato con tutta la forza che avevo in corpo, ho ballato, applaudito e ovviamente pianto, come mi succede solo quando arrivano lì, dove tutto ha avuto inizio e mai avrà fine. Lì dove TU non potresti essere più vicino.
Mi ha viziata Elisa ieri sera, cantando le mie canzoni preferite, certo con Stranger sarebbe stato veramente tutto perfetto, ma la perdono, vorrà dire che la farà al prossimo.
Come sempre si fa il toto scommesse su cosa inizia, questa volta indovino. Canto con lei, canto Wait and please stay, did you mean to push me away… I hope, I hope that you will find your way.. I hope there will be better days… Te lo urlo sperando tu possa sentirmi, perché è quello che spero davvero.
E tutte le volte che dal palco gridano Grazie, vorrei poter dire loro che sono io che li ringrazio per donarmi ogni giorno la possibilità di scegliere la colonna sonora della mia vita e mentre mi perdo in queste congetture arriva. Subito, così la seconda, non me l’aspetto, forse non speravo nemmeno che la cantasse. Swan. Perché non è facile essere una ragazza, non è facile desidera di essere un cigno, e sentirsi tutt’altro. Non è facile gridare che non c’è nessun problema, che non ho paura di niente, e dentro tremare e sperare che le cose si aggiustino per il meglio, perché sognare in fondo ci lascia sempre una porta aperta. Ballo. Perché su questa canzone non si può star fermi. Dovreste vedermi in macchina cosa combino. But then you say “I am not scare of anything” such a shy lie silent as the snow that is fallin’ down, dream on dream on there’s nothing wrong If you dream on dream on of  being a swan…
E TI abbraccio forte, sussurrandoti all’orecchio… forse non sai quelche darei, perchè tu sia felice.. Vorrei rinascere per te, e ricominciare insieme come se non sentissi più dolore, ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e fragili, per morire adesso solo per un rimpianto…. Ma non è mai troppo, non per noi, nessun rimpianto, mai nessun rimpianto.
Yashal è un pugno nello stomaco. Non credi a quegli acuti, non credi possano essere veri, hai perso il fiato, la guardi con gli occhi spalancati, scuotendo il capo INCREDIBILE, INCREDIBILE è tutto quello che riesco a dire. In questo stato di trance vedo entrare una decina di persone e li riconosco, avevo dimenticato la loro presenza.. Col coro Gospel abbiamo raggiunto l’apice. Si realizza un altro piccolo sogno. Bramo di vedere un concerto Gospel da anni. Sono completamente affascinata da quelle voci che si fondono in una per distinguersi in certi punti e ritornare a essere un insieme. Adoro vedere la gioia nel cantare di queste persone, che non riescono a non ballare nel frattempo, non riescono a non sorridere, si stanno divertendo, vogliono condividere col pubblico la loro gioia nel cantare e io non resto fuori, tutto ciò che è arte mi affascina da sempre!
Si siede, ci dice che la canzone che sta per cantare è una delle più famose canzoni italiane, tutti la conosciamo, lei ne è certa.. Ed è così, il pubblico si lascia andare, sono certa che molti avranno chiuso gli occhi, io no, io ti guardavo fissa negli occhi e come spesso ho fatto in passato te la cantavo perché…tu tu che sei DIVERSO almeno tu nell’universo un punto sei che non ruota mai intorno a me un sole, che splende per me soltanto, come un diamante in mezzo al cuore, e non importa se le lacrime non ne vogliono sapere di rimanere negli argini, so che le hai raccolte, so che non sono andate sprecate.
Vuole rimanere in tema, ha aperto una porta e vuole proseguire, ci sto cara scricioletto dalla voce d’oro, andiamo per questa via, io ci sono. Da un amore ad un altro che dura da 16anni..
Tutto questo tempo a chiedermi se vado bene così come sono, così.. Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è, invece di guardare il SOLE sorgere.. Un segreto è fare tutto come se, fare tutto come se vedessi solo il sole. E’ quello che faccio spesso, mi soffermo su di te e tiro un grande sospiro di sollievo, il Sole c’è e la Luna per quanto malinconica sorride e va avanti con questa certezza nel cuore.
Potrei andare avanti ancora per chissà quanto, ha cantato tutte quelle che hanno segnato la sua carriera, era il suo primo grande concerto a Torino, ha voluto lasciare un segno, ci è riuscita.
It’s funny how fast it goes, love comes right when you don’t wait anymore, its power takes over all, and you surrender you let goooooooooooo… Brividi che partono da dentro, tutti in piedi a battere le mani mentre il coro ci indica il tempo, il modo, e il Palaisozaky diventa una chiesa della Lousiana in un attimo, a questo penso mentre rido e lo spiego a Cri. Lei mi guarda sgranando gli occhi TU SEI FUORI, sì è vero, ma quanto è bello.
Vi lascio con i versi forse più famosi in questo periodo, mi riportano indietro ad una stazione, un taxi, un alcova (perché è stato anche questo), un treno del ritorno.. C’è un principio di magia che mi spinge a dondolare tra il mio dire ed il mio fare…e sentire fa rumore fa rumore camminare TRA GLI OSTACOLI DEL CUOREA me ricorda più Villa Borghese.. Ecco cosa sei tu, tu riesci sempre a strapparmi un sorriso.
Scusate se sono stata prolissa, alle emozioni non so resistere.

Gozado para LeMieMari a 10:47 commenti (30)

giovedì, aprile 19, 2007

Pensieri in libertà e senza alcun ordine nella mia mente. Stati d’animo assolutamente conflittuali tra loro, entrata in ufficio ero quasi sull’orlo del pianto per colpa di una canzone ascoltata prima di scendere dalla macchina e delle immagini che ha provocato.
Mi riprendo facendo due chiacchiere con uno dei pochi fattorini simpatici che passa di qui MA PORTI LE LENTI A CONTATTO? Ma figurati! NON MI ERO MAI ACCORTO CHE HAI GLI OCCHI AZZURRI ho l’occhio felino, la pupilla spesso ha il sopravvento sull’iride CASPITA SONO PROPRIO AZZURRI sì sono riuscita a sgomitare almeno per gli occhi!
Arriva Frigi accende la radio e zac. Ci risiamo. Questa stazione di solo musica italiana, va bene certo, chi sono io per dire di no, però quando sono così volubile è altrettanto pericolosa.
Avrei voglia di parlare con calma, non al telefono, occhi negli occhi, come l’altro giorno.
Ho fatto tutto di corsa per arrivare al fante tre quarti d’ora prima e sedermi su una panchina con Lele. Solo io e lei, dopo due settimane, troppe rispetto a tutto quello che è successo.
Mentre mi avvio verso di lei un suo sms TI RICONOSCEREI OVUNQUE, SOLO TU HAI QUELLA CAMMINATA, e penso che sono senza occhiali eppure l’ho riconosciuta subito anch’io.
AVRAI PENSATO CHE SONO UNA BELLA BASTARDA A SCEGLIERE STO POSTO EH?
Naaaaaa non ci ho neanche pensato, ormai fa parte del passato
Il passato mi vede camminare per quei viali mano nella mano di un amico, che poi diventerà un amore importante quanto doloroso. Ma è il passato e riesco a gioire ricordandomi quanto camminavamo solo per il gusto di rimandare il momento di salutarci.
Lei gambe accavallate, io intrecciate, sono un fiume in piena, la inondo di parole, di fredda cronaca, tanto so che lei conosce questa mia maschera e sa andare oltre. La vedo preoccuparsi, perché quegli occhioni grandi non hanno segreti per me IN OGNI CASO VA BENE TRANQUILLA ah certo va benissimo lo so tranquillissima... e ci sorridiamo. Prendiamo le borse e ci dirigiamo verso la lezione di afro.
Finita la lezione schizzo in macchina direzione Alba e squilla il cellulare MARI SEI SCAPPATA VIA VOLEVO DIRTI IN BOCCA AL LUPO, SPACCA TUTTO. Ecco io a distanza di tempo mi commuovo ancora. Sorriso ebete, perché mi manca chi può dirmi salutandomi sulla porta preso tutto piccola? Miraccomando eh, che tanto siete bravi, ma in ogni caso ho un pezzo di famiglia pronta ad abbracciarmi perché sa che in quello che faccio ci metto il cuore. E tanto basta.
Questo stesso giorno non capivo perché ci fosse tutto quel caos in prossimità dello stadio. A parte la partita, c’era un concerto. Un concerto per cui lei aveva comprato i biglietti mesi fa. Mi ricordo l’ultima volta in negozio, la mia felicità per essere riuscita ad avere i biglietti per Vasco e lei che mi dice lascia stare, io quelli per Claudio ho quasi ucciso per averli e non fare quella faccia! NO NO “ZIA” GINA MI ASTENGO PROPRIO guarda che le ho io le forbici eh?
Ti ho pensata, avrai rotto le palle a tutti per sederti e ascoltartelo dalle prime file, avrai cantato a squarcia gola e ti sarai commossa. Io commossa non ti ho vista mai, ti ho vista sofferente e mi è bastato. Così stamattina mentre il tuo Claudio cantava Strada facendo vedrai che non sei più da solo, ho guardato in su e l’ho sperato con tutta me stessa che tu non ti sia sentita sola neanche per un attimo.
Il sole sta combattendo una lotta con le nubi e il cielo. Sembra preso in mezzo. Il cielo col suo grigiore non vuole lasciargli spazio, il vento corre in suo aiuto e prova a prendere a calci il grigio, ma appena il sole trova uno spiraglio ecco la nuvola pronta a fare da tappabuchi.
E' confortante sapere che è lì pronto ad uscire, pronto a sfruttare ogni piccola occasione e sa di poter contare sul vento. Anche io so di poter contare su di lui, sul benessere di sentirlo addosso, tra i miei capelli, sul mio viso. Altro che mal di testa, è un ottimo compagno di viaggio nonché veloce messaggero dei miei più intimi pensieri.
Ve l’avevo detto che è un post senza capo ne coda, solo voglia di chiacchierare e vi ho immaginato davanti a me, attenti, chi pronto a fare la battuta, chi ad offrirmi un caffè, chi ad ascoltare semplicemente, chi a stringermi forte, chi a dirmi la sua, chi a distrarmi con i racconti della sua vita piena di tutto...
Scusate devo alzarmi Cristicchi no, arriva un momento in cui ci si deve ribellare, Cristicchi è il segnale non posso ignorarlo, so che mi capite!

Gozado para LeMieMari a 11:12 commenti (95)

martedì, aprile 17, 2007

Ricordi quella piazza?
Ricordi come ci guardava la gente? E noi liberi senza nessuna preoccupazione che non fosse consumare a pieno ogni secondo che ci eravamo sudati.
Ti ricordi come guardavamo il mondo? Come se fosse lui “diverso”, come se tutti il resto della popolazione fosse “sbagliato”, e noi gli unici a capire a fondo cosa eravamo. Ed era così.
Facile fermarsi all’apparenza, e noi a tentare di sconvolgerli sempre, con il nostro essere così appassionati e disinibiti.
STARA’ MALE? Forse questo si chiedeva la gente vedendoci fermare all’improvviso nella via pedonale più trafficata che conosca, sorrido ancora adesso nel pensare cosa avrei risposto sì scusate fate largo è in debito delle mie labbra se le provaste lo capireste credetemi, liberate il passaggio prego!
E’ giorni che ho l’immagine di quella panchina che ogni volta attira il mio sguardo e a cui dedico un sorriso. Sempre.
Non mi venite a dire che sarebbe meglio non pensarci, lo so.
Non ditemi: stavi andando così bene adesso perché ti sei girata a guardare indietro? Beh forse perché non dico, faccio finta di niente e sorvolo, ma dentro certi sentimenti proprio non vogliono abbassare il volume.
Non ditemi che ho un sacco di cose a cui pensare e non è il caso di aggiungerci anche l’amarcord, perché lo so.
Io per conto mio non vi racconterò che i pensieri prendono il sopravvento senza che io me ne accorga, perché me ne rendo conto benissimo e gli lascio ampio spazio.
Non chiedetemi perché. Non perché non ci abbia pensato, semplicemente perché la risposta è più semplice di quel che potrebbe sembrare. Non la dirò, potrebbe fare più male che bene, la tengo per me, ma sono sicura che qualcuno oltre me la conosce.
Non guardatemi in quel modo, non ve lo permetto. Ho bisogno di credere che sono forte a sufficienza, ho bisogno di ricordare momenti che di forza me ne hanno data parecchia, momenti in cui mi sentivo invincibile, capace di fare qualsiasi cosa, di superare costantemente i miei limiti.
Non importa dove mi abbia portata tutta quella forza e quel dispendio di energie.
Non importa se alla fine mi ha logorata, doveva andare così, amen. Ma non mi sono tirata indietro. Forse per la prima volta nella mia vita non ho avuto paura di salire su un auto senza freni, pur sapendo che la strada era piena di curve e discese ripide. Quella sensazione di essere vivi non la cambierei per niente al mondo, QUELLA sensazione è Magia e ne è valsa la pena.
E speriamo che sti giorni passino in fretta, che qui si vive cercando di non pensare troppo, di andare sempre avanti come un treno, senza fermarsi un attimo, ma se arrivassero anche delle bombole di ossigeno in aiuto, nessuno si lamenterebbe.

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venerdì, aprile 13, 2007

RAGAZZI MANCA UN MESE AI CAMPIONATI QUINDI..
Come un mese?
EH SI’ MARI OGGI NE ABBIAMO 12..
Ecco mi si è spalancato un mondo. Quest’anno non ho guardato continuamente il calendario, non ho fatto il conto delle lezioni che mancavano, ho sempre pensato che mancasse un sacco di tempo.
In realtà io faccio così per tutte le occasioni che mi spaventano un po’. E’ la mia frase classica FIGURATI SE CI PENSO MANCA UN SACCO DI TEMPO e lo sguardo degli altri è sempre lo stesso, lo leggo il fumetto sopra le loro teste che dice beh insomma tutto sto tempo..
Ieri sera si parlava di alberghi da prenotare, di vestiti da andare a ritirare. Avrei voluto dire EHI CALMA C’E’ ANCORA.. Ma forse sarebbe stato troppo anche per me.
Quest’anno è stato tutto diverso. Forse perché non so ancora se farò le gare di coppia, ho deciso che se avrò voglia mi alzerò per andare a prendere i numeri sabato mattina, altrimenti farò il tifo per gli altri. Ma questa scelta di conseguenza ha causato la mancanza di lezioni private, il non preoccuparsi per la scelta dei vestiti, niente prove aggiuntive, niente ansia che aumenta, quindi molti meno motivi per fissare il calendario di continuo.
Decisione che nessuno approva, ma come mi sono sentita l’anno scorso lo so io.
Era come se mi fossi trovata a ballare il valzer in una sala di tango, e io mi fossi ostinata a ballare il valzer. Non sono mai stata una che si piega alle mode. Il modo di ballare la mia musica è cambiato. Amen. Me ne sono fatta una ragione. Per me rimane quello che ho conosciuto, quello che mi ha fatto innamorare di QUEL modo di ballare, di vivere la coppia, la sensualità che si esprime, la passione. Io preferisco le canzoni che mi danno la possibilità di esprimere col corpo il mio pensiero, non quelle in cui, per tenere il tempo, sembro una tarantolata. E so di essere fuori moda, ma non ho intenzione di cambiare per piacere ai giudici, per andare avanti di una batteria, e non sentirmi addosso la musica. In pista sono me stessa, non riuscirei a muovermi pensando continuamente a cosa fare, il copione lo lascio recitare a chi sa farlo, la musica mi smaschererebbe subito. Spesso mi chiedono COME LO FAI QUEL PASSO? E devo soffermarmi, pensarci e ripensarci, e solo dopo vari tentativi riesco a spiegarlo. La prima risposta sarebbe NON LO SO, IO LO FACCIO E BASTA, COSI’ COME VIENE.. Devo solo decidere se essere spettatrice o entrare comunque in pista facendo spallucce. Si vedrà.
Certo ci sarà un momento in cui toccherà a me, in realtà a noi, al nostro gruppo. Abbiamo delle possibilità, abbiamo cose complicate e ad effetto da offrire ai giudici, la possibilità di sbagliare è alta e questo mi stimola ancora di più. Sarà il nostro ultimo anno insieme, ogni gruppo ha un inizio e una fine, e la cosa migliore sarebbe concludere in bellezza, vedo negli occhi dei miei compagni la stessa mia determinazione e questo mi rincuora.
Per una che ha imparato a sfidare prima di tutto se stessa decidendo di gareggiare, e quindi di ammettere che sì, ho il mio qualcosa in cui sono decisamente più che “carina” (termine che detesto come disquisivo ieri con Susy), è una bella soddisfazione sentire ancora lo stomaco che si chiude all’idea di tutta quella gente. L’adrenalina che sale, sapere che il lavoro di un anno potrebbe essere buttato al vento da un errore stupido (ed è già successo..ancora me lo ricordo), condividere con gli altri momenti che hai aspettato e ipotizzato per un anno. Avere la certezza ogni anno che non ci si abitua mai a certe sensazioni.
Segnatevi queste date 29 Aprile 2007 Campionati Regionali e 12-13 Maggio Campionati Nazionali, giusto perché se non sapete cosa fare mi pensate tanto e chissà che non mi porti fortuna, di sicuro male non fa!

Gozado para LeMieMari a 11:31 commenti (82)

giovedì, aprile 12, 2007

Non mi piace crogiolarmi nel dolore, non mi piace pensare e ripensare continuamente ai motivi per cui sarebbe logico angosciarsi. So che ci sono, le bolle e la grattarola mi ricordano che il mio corpo ha già cominciato a somatizzare di nuovo tutto il possibile, ma non starò qui a far nulla.

ho buoni motivi per sorridere, per allentare i muscoli del viso e provare a far uscire la Mari che più mi contraddistingue. Non è tutto passato, non è tutto finito. E' che stamattina ho deciso di chiudere un attimo il cassetto dell'angoscia per lasciare spazio ad altro..  E voglio condividerlo con voi.. 

      

 

 

Gozado para LeMieMari a 09:53 commenti (63)

mercoledì, aprile 11, 2007

Avrei voluto scrivere tutt’altro post al ritorno da questo viaggio.
Avrei voluto scrivere di malinconia verso quel tesoro immenso che porta nel suo nome e nel suo cognome forse la sua salvezza. O almeno è quello che mi auguro per lui, perché zia sarà lontana e non potrà fare molto. In ogni caso zia ha avuto conferma in questi giorni, che anche essendo lì poteva fare ben poco.
Avrei voluto accendere il riflettore sulle sue braccia spalancate verso di me, quel sorriso limpido, genuino che volente o nolente ti contagiava.
Avrei voluto porre l’attenzione sulla paura che avevo nel rivederlo, paura che lui avesse timore di una “sconosciuta”, invece il piccolo mi ha ripagato buttandosi tra le mie braccia.
Avrei voluto porre l’attenzione sui balli che ci siamo fatti insieme, lui che stringeva l’indice della mia mano destra, io che saltellavo qua e la, e la sua risata nelle mie orecchie che era una mano santa.
E avrei voluto farlo con un sorriso misto malinconia, ma comunque un sorriso.
Invece sono qui a pensare come “la Zona” prenda e “la Zona” dia a suo piacimento.
Penso che ho tanta rabbia in corpo che non potrò sfogare perché sono una brava figlia in fondo, e certe cose non si fanno. Ma qui lo posso dire. Qui posso dirlo che penso sia tutta colpa tua.
Tu hai voluto vedere quello che non c’è mai stato, neanche lontanamente, e così ci hai rovinato entrambi, in modo diverso ma comunque indelebile.
Ti sei voluto rivedere in lui, hai chiuso gli occhi anche davanti all’evidenza che non poteva essere più diverso da te. Io ero quella da proteggere dalla Zona. Io,in quanto donna quindi più debole si sa.
Lui invece no. Era come te d’altronde, forte, che sfida la vita e vince. E’ un uomo, ha il tuo sangue, è tuo figlio, come potrebbe essere differente?
Non ti sveglierò dal tuo mondo bello. Forse non vedresti comunque, e comunque lì barricato dalle tue certezze di essere perfetto, e di aver fatto tutto se non di più, ci stai bene. Invidio chi ne ha uno. Io non sono capace. Io sono realista, o come dicono molti cinica, fino a farmi male. Ma il dolore almeno non mente, ed è pronto a ricordarti il perché delle cose anche a distanza di tempo.
Mi ci vorrà tempo per metabolizzare quello che non saprai mai, perché tu a differenza mia non ce la faresti. TU uomo, forte, che sfida la vita e vince, questa volta perderesti. E io nonostante tutto, salirò sul ring al tuo posto, prenderò i cazzotti più duri che avrei potuto immaginare, e cercherò con tutte le forza di non andare al tappeto. Io donna e quindi più debole, rimarcherò per l’ennesima volta che ti sbagli, stando in piedi. Lo farò in silenzio, non litigheremo, non mi alzerò sbattendo la porta, o urlandoti contro quanto sei retrogrado. Non ti accorgerai di nulla, il tuo mondo bello continuerà ad essere recintato da mura sicure.
Io nel frattempo dovrò solo imparare a convivere con il peso che tuo figlio ha deciso di dividere con me, e sperare che la bomba non scoppi. Perché se dovesse mai succedere io non assisterò alle conseguenze. Questa volta ad andare lontana sarei io, questa è una promessa.
Devo respirare ed espirare, e continuare la pratica. Focalizzarmi su un immagine che mi dia tranquillità… Eccola ce l’ho… Sono tornata a ieri mattina, io che ti cullo dopo averti dato il biberon, per farti addormentare CIAO PICCOLINO, ZIA TORNA A CASA MA QUI TI LASCIA UN PEZZO FONDAMENTALE, LA NONNA.
E domani andrà meglio, oggi va così, pido perdon… In serata spero di poter aggiornare con qualche foto in ogni caso.

Gozado para LeMieMari a 09:27 commenti (20)

mercoledì, aprile 04, 2007

Leggendo il buon vecchio Ataru a settembre vengo a conoscenza di questo concorso di scrittura. Non ho intenzione di parteciparvi, lì ci sarà gente che scrive sul serio, però mi divertirò a seguirlo. Mai dire mai è quanto meno azzeccato. Ho partecipato all’Oscarblog, mi sono messa alla prova, ho scritto di argomenti che mai avrei scelto, mi sono impegnata a migliorare il mio modo di scrivere ed ho incontrato blog di gente che vale davvero la pena, rihanno dato la possibilità di condividere con un’amica di vecchia data l’ennesima esperienza, è stato bello Sue!
Ecco il mio primo ringraziamento va a quelle persone che hanno pensato ad Oscar, perché l’entusiasmo che ho avuto fin dalle prime prove, l’ho ritrovato stando seduta a quel tavolo sabato sera.
Volete sapere com’è andata?
Ovviamente non potevo smentirmi e subito tutti non hanno avuto dubbi sul fatto che fossi una stordita. Da giorni l’organizzatrice Ninna (nonché giurata) aveva scritto a tutti che l’incontro era alle 19 e io da giorni mi ripetevo che l’incontro era alle 19.30! Non paga ho dato falsa informazione anche al fratello Mauri che da allora vuole darmi in adozione!
Insomma sono l’ultima ad arrivare, e io odio essere l’ultima, decido di sfoderare un bel sorriso per farmi perdonare, ma non ce n’è bisogno, in piazza di Spagna sembra ci sia gente che si conosce da sempre! Insomma vedo finalmente i volti di quei nick con cui ho condiviso per mesi 3000 battute a prova, voti, argomenti interessanti e altri odiosi, manca qualcuno che prima o poi vorrò incontrare, ma nel frattempo mi godo chi c’è.
Si scarpina per Roma con Ninna che oggettivamente potrebbe lasciare i suoi studi e diventare LA guida per eccellenza della capitale. Colosseo, Fori imperiali, scale, scale e ancora scale. Che ne può lei se arrivo da un pomeriggio di shopping allucinante e se l’alcool ancora non l’ho smaltito. Fa piacere vedere che Elena mi capisce perfettamente visto che Mister Binello l’ha distrutta fin dalla mattina! Ci affidiamo all’Insano per le foto, soprattutto quelle di gruppo, in dei conti scegliamo il meglio.. Affamati raggiungiamo il pub e di lì in poi tante chiacchiere, pettegolezzi, scambi di opinioni, altarini scoperti, risate a crepapelle. Si spazia dalla musica, al panorama della letteratura italiana, alla fuffa che più fuffa non si può, tutto come piace a me, con naturalezza, senza forzare la mano. Tanto che quando arriva l’ora dei saluti e c’è la consapevolezza che ognuno tornerà alla sua città, e saremo di nuovo nick un po’ di malinconia c’è. Anche se adesso quei nick hanno un volto, e non è poco.
Potrei scrivere molte cose sull’incontro di domenica pomeriggio con Ataru e la Noe. Un’oretta di fronte ad una coppa gelato squisita, a racconti sul raduno a cui non sono potuti partecipare, a sguardi di conferma. Ataru è cambiato dall’ultima volta, ma come mi ha fatto ben notare lui pure io non è che sia rimasta proprio la stessa! Potrei dire molto, ma c’è un ma. Lei è la Noe, mica una qualunque, almeno non per me, e io da vera carampana le dico semplicemente grazie, è stato davvero un piacere, adesso Torino vi attende!
Quindi adesso i dovuti ringraziamenti a:
Ninna e l’Orso sono proprio come sui loro blog, genuini, amorosi (passatemi il termine), lui è un intollerante buono, lei non me l’aspettavo così alta, però esilarante sì questo sì! Grazie a Ninna anche per averci accompagnato all’albergo dei Binello’s, nulla va dato per scontato, soprattutto la disponibilità.
Sciroccata perché a volte anche se non si sta una serata intera affianco ad una persona intuisci che c’è sintonia. Perché ride di gusto e questo non può che piacermi.
Ad Upclose che ha scarpinato con noi e poi alla fine non si è potuto gustare neanche delle sante patatine…che si sa aiutano! Magari alla prox Up!
A Licia e Giuliano rinnovando gli auguri per le future nozze!
All’Insano perché mi ha stupita. Lui più di tutti. Mi ha fatto proprio piacere conoscerlo e avere conferma del fatto che spesso il blog ci aiuta a sbloccarci, a superare i nostri muri. Mi fermo qui mica voglio rovinarti la reputazione! E’ stato un vero piacere Insa.
E ancora rido se penso alla faccia che ho fatto quando ho scoperto che c’era anche Thunder seduto a tavola con noi, il commentatore per eccellenza!
Li ho lasciati per ultimi di proposito Mauri ed Elena, loro sono un capitolo a parte. Il viaggio di ritorno poteva essere traumatico come tutte le volte, grazie a voi non lo è stato. A partire dai discorsi sui libri, alla musica, le litigate sul cappellino, le risate in autogrill, il dolore alle gambe che fa sganasciare me e Elena e tu che ci prendi in giro. E’ stato tutto come se fossimo amici da sempre. Tu sei il mio grazie più grande ad Oscar fratello.
 
Adesso ritenetevi formalmente invitati a Torino, vi aspetto e...SQUIRT A TUTTI!

Gozado para LeMieMari a 11:01 commenti (84)

lunedì, aprile 02, 2007

Post lungo quanto doveroso, ringrazio Oscar fin da adesso per avermi dato l’alibi per poterla riabbracciare.
Avevo bisogno di andare. Dovevo rivederla, dovevo parlarle, dovevo e volevo stare di nuovo con lei. Troppo tempo lontane, troppi fraintendimenti con chiarimenti a seguito, parole dure, ma anche di amore fortissimo. Ma cominciavo ad odiare il telefono dovevo guardarla di nuovo negli occhi e dirle quanto mi fosse mancata, quanto ho avuto paura, paura davvero, quanto fossi stata male. Questa volta tutto è andato come doveva andare. Persino le telefonate sono state clementi, tanto che domenica mi sono sentita dire E’ STATA LA PRIMA VOLTA NELLA MIA VITA CHE MI SONO SVEGLIATA PER LO SQUILLO DI UN TELEFONINO…E NON ERA MIA MADRE!
Venerdì sera dopo due pro secchi a stomaco vuoto e lo scenario dello Sci Sci vi lascio immaginare cosa abbiamo combinato.
MO TE FACCIO BERE COSI’ POI PARLI no no se vuoi parlo subito EDDAI ALLORA.. La vedo guardarmi negli occhi e io ogni tanto li abbasso, mi sento piccola piccola mentre le dico cosa ho provato e quanto mi sia dispiaciuto non esserle stata d’aiuto. Mi dice cose che già avevo intuito, ma che sentirle mentre ci mangiamo l’impossibile e beviamo dell’ottimo bianco è tutta un’altra cosa.
E poi c’è il nostro show. Quando siamo insieme è impossibile che sia diversamente.
Lei alza la manica per non macchiarsi nel sugo e il cameriere arriva immediatamente SIGNORA DESIDERA? Ehm no veramente non volevo macchiarmi col sugo! Me lo dite come facevo a non sganasciarmi! Tutti “pitti quitty” formali, con i gomiti deliziosamente al loro posto, mente prendono il bicchiere ed alzano il mignolino (orendo!), e noi a ridere come scaricatrici di porto e a mangiare come assatanate! Ottimo il pesce, anche se ancora pregusto il parfait au chocolat che mi ha mandato in estasi.
Via in macchina verso la Roma by night. Non quella dei turisti, non quella dei locali, no. Quella di Sa. Quella dei suoi ricordi, del suo cuore che mi apre, sempre mentre il tasso alcolico è a livellli decisamente buoni. L’isola Tiberina, la Sinagoga, il quartiere ebraico, Testaccio VA BEH QUI E’ DOVE CI SONO TUTTI I LOCALI, MA NON E’ QUESTO IL VERO TESTACCIO sai che mi ricordi Ataru? Anche lui ama la Roma che non tutti conoscono ALLORA E’ UN VERO ROMANO. Mi fa vedere dove le zie del Sir avevano il banco al mercato, passiamo sotto casa di una di loro…dai dai strombetta MA CHE STAI FORI QUELLA E’ CAPACE CHE ME RICONOSCE!
Non sappiamo come capitiamo dentro all’ex Heaven, ma già che ci siamo ci prendiamo un vodka lemon, e di lemon ce n’era davvero poco, ci guardiamo intorno, mi sento leggera i piedi cominciano a muoversi da soli, alla musica non resisto e poi…YOU’RE OWN PERSONAL JESUS… nooooo Sabri tienimi il bicchiere questa la devo assolutamente ballare. In un attimo sono sulle scale, occhi chiusi e ritorno ad un passato che lì in quel momento, non mi fa paura, non mi fa tristezza, sono solo ricordi e ballo in quel modo, in quel modo che sempre mi farà fare un bel sospirone. Quando finisce torno da lei e la porto in pista. Lei mi guarda e ride GUARDA COME STAI! Sto bene ecco come sto. Piccola tappa al bagno doverosa, e nun ride nun ride t’ho detto! Dovevo prendere aria e ce ne siamo andate proprio mentre la musica stava diventando quella che volevamo uff.
Caspita e poi subito a casa? Ehn??????? Allora non ci conoscete.
Mi porta a vedere San Pietro di notte, fa una strada in cui non può transitare, con i carabinieri che ci passano a fianco e non ci calcolano. Parcheggiamo e non capiamo perché la piazza sia transennata (vedi domenica delle Palme), ma non ce ne facciamo un problema e scavalchiamo.
Sì sca-val-chia-mo. Tutto questo mi ricorda Massi con i fenicotteri rosa a Fuente de Pietra, glielo dico e scoppiamo a ridere attirando l’attenzione della pattuglia proprio davanti a noi. Con tutta calma facciamo le foto e ce ne andiamo mentre una poliziotta anche poco carina si avvicina con fare minaccioso.
Andiamo a letto col sorriso nel cuore.
Sabato mattina non pervenuto a parte un suo risveglio “turbolento”, tutta colpa del bianco che non le piace, ma il cameriere sembrava quasi rifiutarsi di portarci del rosso col pesce!
Pomeriggio in centro per shopping. Ancora abbiamo l’alcool in circolo, non sappiamo che abbiamo scritto in faccia, ma qualcosa di sicuro visto che tutti ci guardano. MA PERCHE’ TUTTI CE GUARDANO? Meno male Sa pensavo fosse una mia sensazione! Ho la faccia brutta? NO NORMALE…FORSE NORMALE PER NOI! Anfatti sì!
Shopping compulsivo, non ci credo quando entro nel secondo negozio c’è la mia taglia, mi entra e mi piace come mi sta. Voi non avete idea delle combinazioni astrali che devono accadere perché questo possa avvenire! In un altro negozio ci stiamo un’infinità, ma alla fine ci escono giacchette carine, camicia stile Charro e cintura pitonata, dissesto economico assicurato insomma.
I piedi cominciano a bollire e le scale del Quirinale sono un ottimo rimedio. Tutto il mondo si rifiutava di ammettere che faceva un caldo porco! Ma puoi andare in giro col cappello di pile e la mezza manica? Puoi coprire un povero bambino con cappellino e doppie calzette quando è evidente che non ne può più dal caldo…mah… E va beh famose na risata! Come se avessimo bisogno di spunti! In realtà il tempo corre lei ha una cena che l’aspetta io un mini raduno con quelli dell’Oscarblog, andiamo al rallentatore e non ce ne capacitiamo…aiutoooooooo!
Si ritorna a casa io in doccia lei giù con yuppi, i mi vesto, lei rompe il telefono (2settimane di vita), io mi trucco o ci provo, lei mi prende il phon, io prendo la digitale, lei traffica ancora col telefono MA CHE DAVERO L’HO ROTTO? Io rido mentre faccio il rapido calcolo del “che mi sono dimenticata?”. La saluto che è ancora seduta e non è che lei abbia poi tutto sto tempo, ma sentirla litigare col telefono è troppo divertente.
Il raduno con foto e commenti sarà nel prox post altrimenti diventa un post infinito!
Vi dico soltanto che Maurizio è meraviglioso, perché mi accompagna dall’altra parte della città, da Sa, senza battere ciglio come solo un vero amico fa, ma che lui lo sia non è ho alcun dubbio.
Arrivo da lei che sta bella lallerata, sgrana gli occhi come se fosse sorpresa, poi dopo in macchina mi spiegherà la sensazione che ha provato e io l’abbraccerò fortissimo stampandole un bel bacio.
Chiacchiere in cui viene fuori tutto, messaggi che arrivano e MARI RISPONDI TU TANTO LO SAI QUELLO CHE PENSO, sono le 5 nel frattempo e non si trovano le sigarette EH NO QUI NUN SE SCHERZA DOVE SONO? Niente da fare si veste, yuppi non riesce a crederciè arrivato anche il suo momento, lei scende, io mi metto la crema (già che ci sono almeno ottimizzo i tempi), mi strucco (sì avete capito bene mi strucco), lei ritorna col bottino e ci si mette a letto.
Fermate il tempo, domani è già ora di ripartire, lei è nel mondo dei sogni io devo fermare la mente, devo fermare il tempo e mentre penso a questo Morfeo fa il suo dovere.
Domenica mattina arinonpervenuta, sono le 13 quando inizio a connettere, faccio colazione, non tocco Nutella da un mese mi sembra un ottimo modo per suggellare il week-end, lei nel frattempo cerca di riempire i vuoti che ha della sera prima utilizzandomi come memory card!
DEVO TELEFONARE A MIA MADRE no Sabri c’è il sole MA GUARDA CHE ORA E’ ALTRIMENTI SE CHIAMA LEI E’ PEGGIO ok allora vado a fare la borsa PERCHE’ PARTI? No ma non si sa mai ALLORA TELEFONO IN CAMERA COSI’ STO CON TE.
E’ tardi ma c’è ancora tempo per una maschera facciale defaticante, quando ce la toglieremo saremo fresche come delle rose, i segni della stanchezza andati via, la pelle luminosissima, forza crediamoci! La realtà è che ci siamo date l’ennesima occasione per non pensare a niente e ridere di fronte alle nostre facce verdi e stuccate mentre l’orologio comincia il conto alla rovescia.
E in un attimo squilla il cell, sono le 15 e devo andare davvero. Noi siamo così nei saluti, sbrigative, mica possiamo piangere, mica possiamo metterci e prolungare l’agonia più del necessario, mica possiamo in qualche modo riempire di tristezza anche solo un momento di questi giorni. Un abbraccio forte, un bacio e sono per le scale con il cuore in gola.
Un paio d’ore dopo sto imboccando l’autostrada che mi riporta a casa con la gola stretta in una morsa, gli occhi chiusi e l’immagine di due pazze a spasso per Roma di notte.
Voleva che io vivessi un week-end da principessa in modo che potessi capire cosa sono per lei, l’importanza che ho nella sua vita. Ci sei riuscita tesoro, credimi.
E adesso sono ancora in fase post capitale. Devo metabolizzare e ritornare alla vita quotidiana e non è semplice dopo tanta vita romana. Ho già una data, ho una nuova partenza, ho il mio piccolino che mi attende e tutto questo aiuta decisamente!

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