chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





sabato, febbraio 24, 2007

In poco meno di mezzora apro l’armadio, scelgo cosa indossare, metto a posto i capelli, mi do una mano di stucco giusto per mascherare la stanchezza che comincia a farsi sentire e via verso un concerto che mi sono già persa una volta.
MARI MA QUANTE COSE HO DA RACCONTARTI? Comincia così la nostra serata. L’Amico di penna è un fiume in piena, muoio dal ridere di fronte a spudorate avances ricevute e che lui non vede AZZ MI CI HAI FATTO PENSARE ADESSO… Sì sa le donne sono più maliziose, o più che altro le donne riescono a percepire le manovre di abbordaggio molto prima degli ometti.
Direzione Auditorium Giovanni Agnelli. Non ci sono mai stata, non ho mai assistito ad un concerto in teatro, ma ho l’impressione che mi piacerà. Pettegolezzi su pettegolezzi QUANDO CI VEDIAMO SIAMO DUE COMARI! Sì sì ma ti dirò che non mi dispiace.
Non so perché, ma da subito ho l’impressione che mi piacerà. Subisco il fascino della voce da sempre e la sua è una di quelle che non ti lasciano indifferente.
Descrivere un concerto non è facile, soprattutto se per la prima volta il protagonista lo vedi benissimo, riesci a scorgere ogni sua espressione. So che sono contenta di esserci andata con qualcuno che non si scompone se vede le lacrime scendere per parole che non conoscevo, ma sento mie. So che sono contenta di essermi sentita libera di emozionarmi e metabolizzare a modo mio le sue parole.
“In una regione della Cina settentrionale si dice che il vento non può posarsi per sempre, e con questo loro intendono che per piccolo o grande che sia il nostro dolore, non può durare per sempre. C’è un momento preciso in ognuno di noi, in cui sentiamo che il dolore si sta sollevando”. Lo sguardo fisso su di lui, vorrei dirgli grazie, lo so che sta parlando a tutti, ma vorrei dirglielo ugualmente… E SE L’AMORE CHE AVEVO NON SA PIU’ IL MIO NOME COME I TRENI A VAPORE COME I TRENI A VAPORE, DI STAZIONE IN STAZIONE E DI PORTA IN PORTA E DI PIOGGIA IN PIOGGIA E DI DOLORE IN DOLORE, IL DOLORE PASSERA’.
Ci sono persone che ti fanno vibrare con la loro arte, è sicuramente il suo caso. Una voce che ti entra dentro che tu lo voglia o no, e conosce la strada per arrivare dritta al centro di te, ovunque si trovi.
La frase ricorrente durante il concerto è QUAL E’ QUESTA MAURI? CI FA MALE? In base alla sua risposta mi preparo psicologicamente. In C’E’ TEMPO lui non fa in tempo ad avvisarmi, è già preda dei ricordi, della melodia, lo sento cantare ead ogni parola sussultare, io ascolto come in trance queste parole nuove e già mie, nostre, e decido di regalargliele perché sappia che c’è un tempo tutto sudato una stagione ribelle l'istante in cui scocca l'unica freccia che arriva alla volta celeste e trafigge le stelle.
Applausi scroscianti prima che arrivi lei, quella che aspettavo, quella che fin dalla prima volta che l’ho sentita ha fatto breccia, quella che non può essere altro che nostra, quella che ci siamo cantanti tra le lenzuola l’ultima volta.
E in un attimo non sono in un teatro, a cantare non è più lui, non c’è più tutta quella gente intorno. Solo io e te. Non è lui che mi dice BELLA CHE CI IMPORTA DEL MONDO, e non è il suo sorriso ma il tuo, quello che mi dice  VOLAMI ADDOSSO SE QUESTO E’ UN VALZER VOLAMI ADDOSSO QUALUNQUE COSA SIA ABBRACCIA LA MIA GIACCA SOTTO IL GLICINE E FAMMI CORRERE, sorriso agrodolce nel ricordare tutte le volte che ti sono corsa incontro e insieme abbiamo corso, abbiamo ballato, tutto sempre abbracciati, in un unico movimento PARLAMI E STANCAMI ABBRACCIAMI GUARDA DIETRO LE MIE SPALLE, POI RACCONTA E SPIEGAMI TUTTO QUESTO TEMPO NUOVO CHE ARRIVA CON TE e non si contano le volte che l’ho fatto, che saltandoti in braccio ti ho stretto in una morsa e ti ho raccontato cosa vedevano i miei occhi, cosa vedevano in quel momento preciso in cui non potevo chiedere altro, che quel tempo nuovo che ci eravamo regalati era scandito da minuti fatti di oro e diamanti.
E se credete che tutto questo mi abbia impedito di sentirmi fortunata vi sbagliate, le lacrime erano anche per la consapevolezza di aver vissuto qualcosa di raro, irripetibile e intoccabile.
“Fatto male è questa?”, dice papà Mauri.
“Tranquillo se tutto il male fosse questo”, rispondo prendendo di nuovo il controllo.
Arriva il momento delle coccole, perché un cantante lo sa che il suo pubblico ha bisogno di melodie di qualche anno fa, per ricordare cosa lo aveva avvicinato a lui, per poter usufruire di quella macchina del tempo chiamata canzone.
Finisce e non ci crediamo. Siamo spossati da tante emozioni tutte insieme, parole come incredibile, grandissimo, splendido si ripetono senza essere stancanti, solo dovute.
Grazie a Mauri per essere stato un perfetto compagno di concerto, di panino e guinness dopo e di chiacchiere sul tutto e sul niente che a noi piacciono tanto.
Grazie a Ivano per avermi regalato un concerto che ha superato di gran lunga le mie aspettative.
Grazie a te per avermi cambiata radicalmente, per avermi mostrato un’altra prospettiva della vita, una nuova angolazione, nuovi occhi con cui guardare, per avermi donato il regalo più prezioso.
 

Gozado para LeMieMari a 12:10 commenti (31)

giovedì, febbraio 22, 2007

Salgo in macchina e sì, capisco che è serata. Capisco che siamo in forma fin dai primi minuti in cui mi esce una battuta dietro l’altra, lei si scompiscia dal ridere, in quel suo modo dicendomi EVVIVA IL TEATRINO DI MARI MI CI VOLEVA PROPRIO! Ci si aggiorna velocemente sulle cose di poco conto, eh sì perché sappiamo bene che per analizzare le idee sull’ordine del giorno che conta davvero la macchina è troppo piccola per contenerle tutte.
Si arriva ad afro. Io mi sento in forma, lei mi sembra decisamente connessa, siamo baldanzose, sorridenti, pronte a buttare fuori un po’ di energia. Ecco sì. Forse dovevamo essere un po’ meno esplicite, perché il musicista deve aver recepito il messaggio sbagliato. Con questo mica volevamo dire vai alla velocità della luce tanto l’estate scorsa l’abbiamo passata ad esercitarci per le strade dei villaggi del  Burkina Faso, partecipando a vari concorsi internazionali! Eravamo solo stranamente non a pezzetti, poi che noi da questoci esaltiamo si sa, ma forse lui non ancora. L’insegnante prende droghe prima della lezione e lo abbiamo appurato da tempo, altrimenti non si spiegherebbe tutta quella energia. Chi pensa che sia solo questione di allenamento si sbaglia, io ne sono l’esempio vivente! Dicevamo che Lorella si droghi ormai è appurato, ma che passasse qualcosa anche a Robeeeeeerto (pronunciato alla piemontese) è un colpo basso.
Ci ha distrutte, una velocità fuori dal mondo, un ritmo serrato, sempre, per un’ora e mezza. Durante la danza, dallo specchio si potevano vedere sguardi terrorizzati del tipo ASPETTA NON RICORDO COSA C’è DOPO,  e mentre pensi a questo hai già perso tutto il resto. Persino Memory (non potevo esimermi dal dare i soprannomi anche quest’anno) ha avuto dei problemi.
E mentre tutte non vedono l’ora di andarsi a cambiare, noi rimaniamo nell’aula a cercare di riprendere un colorito normale, un respiro decente e tentare di simulare una parvenza di “favolosità” che comunque sappiamo di avere.. diciamo che deve aver subito anche lei il trauma del corso.
Ma è a cena che si tocca l’apice.
Dietro di noi c’è una tavolata di uomini. Uno tra un po’ si prende il colpo della frusta per guardare Lele, e io, prontamente glielo faccio notare.
Durante la serata lo stesso si ricrederà più volte per averlo fatto, visto le nostre performance veramente poco chic.
Ma ogni tanto ci sta anche questo.
Ordine del giorno sviscerato: sabato sarà il nostro sabato in cui faremo le supergiovani in giro per la città, facendo finta di non ricordare che una delle due presto, molto, troppo presto, compirà la cifra tonda che c’è subito dopo il 20 (e chiunque dirà 25 avrà il mio amore in cambio), e di conseguenza c’è bisogno di shopping per la ricorrenza. Si vagliano i vari posti per poterlo festeggiare, il come, dove, chi vuoi che ci sia e chi no, le persone a cui proprio non vuoi rinunciare ben sapendo che avrai delle auto esclusioni e ritrovarsi ad alzare le spallucce e dire un nobilissimo ME NE FOTTO.
“No ma precisamente cosa avevi in mente tu?”
“Mah non lo so che cosa va con la nuova collezione.”
“E’ giusto che tu sappia che se la nuova collezione propone minigonne, stivalazzi con tacchi nonsense, oppure jeans come se mi fossero cuciti addosso, o roba del genere passo alla collezione vecchia sperando che vada meglio”.
“Tranquilla ti conosco no?Facciamoci un giro e decidiamo”.
Che non è un problema da poco lo sappiamo tutte e due. Che con la maggior parte delle persone diventerebbe un pomeriggio al cardiopalma, pronto a scaturire in tragedia nel caso una gonna non mi si chiuda o mi sia intestardita sulla maglietta sbaglia, lo sappiamo altrettanto. Per questo ci sarà lei, e non una persona qualsiasi (tranquilli potete esclamare in coro un bel CHE CULO questa volta ci sta tutto). Perché mi mette tranquillità con quel suo sguardo che mi dice BASTA CERCARE NEI POSTI GIUSTI, lo so da me, ma sentirmelo dire è diverso.
“So che dovrei farlo ma non ne ho la forza”
“forse non è il momento giusto”
“Ma il battesimo di mio nipote è sempre più vicino, i campionati non ne parliamo.. come faccio…”
“Un modo lo troviamo, tu pensa a chiamare i locali che abbiamo evidenziato”, e va bene ti credo ti credo, penso scendendo dalla macchina.
 
E decido di pubblicarlo oggi, quando in realtà il tutto risale a martedì sera, perché è un giorno che sarà sempre speciale per me, e nel tempo i motivi si sono raddoppiati.
Il piccolino di casa oggi compie 7mesi, faccio finta di niente, ma non vedo l’ora di tenerlo tra le mie braccia, meno di due mesi e ci faremo grandi risate insieme, giocheremo, mangeremo, ti aiuterò ad addormentarti e ti vizierò per tutti quei giorni in cui vorrei, ma la distanza me lo impedisce. Auguri piccolo Giò…
Il resto è STORIA, una storia meravigliosa.

Gozado para LeMieMari a 14:25 commenti (20)

sabato, febbraio 17, 2007

Un pezzo di me per Oscar..
 
Lo specchio. Rotto.
Mille immagini di me, riflesse.
Sette anni di sfortuna, poco importa. Non mi interessa se si può stare peggio di così, anzi sono quasi curiosa. Ho già perso tutto. Mi
guardo la mano insanguinata. E’ come se non fosse la mia. Nessun dolore, solo rabbia, delusione e vuoto assoluto.
Lo specchio riflette quello che sono ora: a pezzi.
E come in uno stato di trance mi ritrovo a ripercorrere quella mattina. Una casa di montagna dai pavimenti scricchiolanti, la stufa accesa, io che scendo le scale a chiocciola, apro la porta e lo osservo mentre mi prepara la colazione. Lui si volta e mi sorride, di quel sorriso che ti cambia dentro; io non riesco a dire nulla, mille pensieri sulla notte precedente mi invadono la mente.
“Perché quello sguardo spaventato?”
“Che cosa siamo NOI?”
“Possiamo essere qualsiasi cosa desideriamo e io ti desidero nella mia vita”.
E ti ho creduto. Ho creduto ai tuoi occhi, di un azzurro accecante, capaci di dire proprio ciò che avevi sempre desiderato qualcuno ti dicesse. Ho creduto a quella voce calda, profonda, sicura.
Stringo i pugni: forse dovrei tamponare il sangue, forse dovrei fare qualcosa per le ferite o, quanto meno, raccogliere i vetri da terra. Invece rimango immobile davanti a quello specchio.
Ci vuole tempo per rimettere insieme i pezzi, ma ce la farai, nessuno muore d’amore.
 Vero, ma in questo momento non penso alla morte, penso ai giorni spenti che mi aspettano. Mi chiedo se riuscirò più a credere veramente a qualcuno.
Ce la fa chiunque, tu non farai eccezione.
 Il pugno sbatte sul lavandino, ecco il dolore che aspettavo: sono ancora viva, non sto sognando. Mi giro e guardo la porta che si è chiusa alle spalle solo pochi minuti fa, anche se sembrano ore.
“Guardami, cazzo, guardami negli occhi e dimmelo”
“Cosa vuoi sentirti dire? C O S A?”
“Non è difficile ripeti dopo di me: NON TI AMO PIU’ ”. La mia voce è come se non mi appartenesse davvero, un misto di sarcasmo e rabbia, mentre spero con tutto il cuore che gli occhi non mi tradiscano e che non si accorga che mi sto lentamente sgretolando.
Nessuna risposta. Solo la sua figura di spalle che esce da quella maledetta porta.
E quel silenzio che spesso era pieno di parole d’amore, di gesti che non avevano bisogno di essere spiegati, adesso mi ha rivelato quello che la mancanza di coraggio gli aveva impedito di dire.
Quando è iniziato a scivolarmi tutto dalle mani? Quando è iniziata la fine? Mi sembra di essere diventata il peggiore dei cliché. La povera ragazza innamorata e con i paraocchi che vede oro lucente al posto di bigiotteria di pessimo gusto. Chi voglio prendere in giro? Lui è esattamente tutto quello che ho avuto davanti agli occhi ed ho amato per anni: ha solo deciso che vuole essere l’oro di qualcun altro.
Se è tutto così semplice, perché ti senti lacerare dentro? Perché senti che qualcosa si è spezzato irrimediabilmente?
Apro il rubinetto. E’ ora di prendersi cura delle ferite; è stato un errore pensare che qualcun altro potesse farlo per me.
 
“mille anni al mondo mille ancora,
che bell'inganno sei anima mia
e che grande questo tempo, che solitudine,,
che bella compagnia”

Gozado para LeMieMari a 10:03 commenti (42)

giovedì, febbraio 15, 2007

Ho pensato a qualcosa che rendesse giustizia a questo giorno. A parole che potessero rendere il senso che ha per me. E sono arrivata alla conclusione che non ce ne sono. Perché potrei lanciarmi in virtuosismi pindarici ed elencare tutte le tue virtù, per passare poi per una di parte, che di parte sono e ci sto pure bene. Potrei elencare i meravigliosi momenti trascorsi insieme, le miriadi di sensazioni che sei riuscito a provocare in me che neanche ci speravo più, ma alla fine noi le sappiamo benissimo, le abbiamo vissute sulla nostra pelle, ce le siamo raccontate con sguardi, abbracci, baci, scambio di corpi e di anime.
E per fortuna quel cavolo di fattorino ha fatto il suo dovere e il mio regalo è arrivato in tempo, era il mio pensiero più grande, anche se in realtà un “piccolo” regalo te ‘avevo già fatto.
Avrei dovuto far finta che fosse un giorno come tutti gli altri? Beh per me non lo è. In questo giorno è nata la persona che mi ha sconvolto irrimediabilmente la vita, ed ho intenzione di festeggiare ogni anno che mi resta. Sono anche questo, oltre a NON essere un sacco di altre cose.
Per cui TANTI AUGURI UOMO MERAVIGLIOSO, ti auguro un anno pieno, vivo, in cui tu riesca a vedere anche solo in minima parte quello che io ho visto, sarà difficile, sarà una lotta continua, ma a te le battaglie non spaventano e neanche le sfide, lo so, quel guizzo nel tuo sguardo l’ho visto tante di quelle volte che vorrei essere il più abile dei pittori per poterlo ritrarre, ma è impresso nella mia mente, e tanto basta.
E non dirò altro, sai tutto il resto, sai tutto quello che è qui dentro, e questo è quello che importa.
Ehi… Ricorda che non potrei essere più vicina.. FOREVER ALWAYS SEEMS TO BE AROUND WHEN THINGS BEGIN BUT FOREVER NEVER SEEMS TO BE AROUND WHEN THINGS END.. THIS IS MY FOREVER… TU TU TUM TU TU TUM.. 840266...

Gozado para LeMieMari a 14:04 commenti (26)

mercoledì, febbraio 14, 2007

“Mari non va, vuoi andare a casa?”
“NO! Non voglio andare a casa, cosa fai mi scarichi anche tu?”, con una rabbia che non capisco.
“No, no calma non ti scarico, è che non va..”
“si ok non va hai ragione, non va perché lo sapevo che sarebbe arrivato questo momento anche se mi ero illusa del contrario.. Adesso non va, ma magari facciamo qualcosa perché cambi eh?”.
Sorriso e si parte. Due coca cola, ci vogliamo buttare via, due panini e cominciano i racconti, il cuore si alleggerisce, i muscoli facciali si allentano e ritorno ad essere io.
“Dai quel test potevi farlo a me avresti potuto scoprire cose che ancora non sai..”
“Ah sì? E quante cose che ti ho raccontato tu non sapevi?”
“gnè gnè gnè” (che tradotto vuol dire attenzione a non strozzarti con la coca cola, ma solo quando ho ragione).
E poi qualcosa che mi tocca il cuore “Oh Mariiiiii stasera non riuscivo proprio a stare dietro all’insegnante a lezione”
“Ho visto ma che avevi?”
“mi destabilizza non averti affianco in diagonale…sarà per questo che è 15anni che ti sopporto?”
“Ah tu eh?”, e sì ride come due sceme, che ci piace tanto fare le eterne adolescenti!
Tante verità a quel tavolo ieri sera, alcune veramente indiscutibili, me le ripeto ad alta voce mentre ritorno in macchina, mentre penso a quanta pazienza ci vuole nello starmi accanto.
Poi entro nella mia stanza, e sullo specchio dove è appesa la mia scimmietta portafortuna leggo un biglietto che ha resistito ad un trasloco e alle mille pulizie di mia madre… il biglietto di san Valentino più bello che io abbia mai ricevuto, e anche uno dei pochi a cui abbia mai creduto fino all’ultima lettera.. AL MIO AMORE DI SEMPRE, AL MIO AMORE PER SEMPRE, datato 14 Febbraio 1992… E ci siamo ancora.. Grazie..

Gozado para LeMieMari a 16:24 commenti (15)

lunedì, febbraio 12, 2007

Il mio week-end è iniziato sabato pomeriggio, ore 14.45 quando come due pazze ci corriamo incontro esclamando CIAOOOOOOO e ci si chiude in un abbraccio fortissimo.
Non mi sembra vero, di nuovo a Torino io e la Susy, ben 8anni dopo l’ultima volta.
NON MI RICORDO PIU’ NIENTE DI TORINO MARI
Però Norman non l’hai dimenticato
NORMAN E’ INDIMENTICABILE!
E ci avviamo verso il bar che è stato protagonista delle nostre colazioni mattutine, dopo aver passato la notte a ballare come pazze, a lanciarsi occhiate complici dai vari cubi. Non è stato un lungo periodo, io avevo perso la testa per colui che me l’avrebbe rotta da lì a qualche anno, lei si è trasferita nella capitale.. Però lo ricordo come un periodo spensierato come pochi.
In macchina tante chiacchiere, si parla del concorso a cui stiamo partecipando, ovviamente concordiamo su tutti i personaggi, ci lasciamo andare dal vivo come già facciamo cu MSN, e sentire la sua risata mi ha dato conferma che il tempo e la distanza nulla fanno con certe persone. In un attimo avevamo di nuovo 21 e 23anni!
Davanti a Norman aspettiamo l’amico di penna, che rimane ovviamente piacevolmente sorpreso dalla Susy, e in seguito arriva anche il giurato in persona Ian.
Io e Susy prendiamo in giro la bontà dell’amico di penna che in ogni caso ci offre spunti esilaranti, ci perdiamo totalmente nei ricordi quando ci portano le due cioccolate con panna e la musica di sottofondo è NOW AND FOREVER..
Ma davvero ci stanno mettendo questa canzone?
CREDO DI AVERLA SENTITA L’ULTIMA VOLTA QUI CON TE!
Troppo poco tempo, un’ore e mezza passa in un attimo, la prossima volta faremo a metà strada, dobbiamo passare più tempo insieme, vogliamo vedere la galleria dove espone i suoi quadri, vogliamo girare con il naso all’insù e ridere senza guardare l’orologio. Quando l’accompagno davanti alla stazione non scendo, non me la sento, quella stazione è troppo per me.
Non riesco neanche ad andare a casa, anche se dovrei prepararmi per la serata. Rimango in centro con i due baldi giovani e si cammina senza meta per un po’. Discorsi in libertà, come piacciono a noi, scambio di vedute UOMO/DONNA, io e Ian che cerchiamo di convincere l’amico di penna che va tenuto alto l’onore della famiglia, e a quanto pare sembra proprio che l’abbiamo convinto…
E poi eccomi sfrecciare verso casa, ho una festa di compleanno a cui non posso mancare, una festa in cui non si è fatto nulla di speciale. Sì è stati tra amici. Si è riso come pazzi di fronte ai teatrini di mio padre e Massi; di fronte ai racconti scolastici miei e di Lele.. La gente ancora non crede che si addormentasse in prima fila, ride di gusto, ma in fondo pensa sia un’esagerazione!
Serata di cibo buonissimo che ho ingollato senza pensare alle conseguenze (evidenti conseguenza aggiungerei); di amiche che mi dicono MA SEI BELLISSIMA STASERA e io penso che per fortuna il trucco riesce a mascherare gli evidenti segni di cedimento strutturale dati da 7ore di sonno in 2giorni. Ron miel a fiumi, io e Lele non ci facciamo mancare proprio nulla, Cristina recupera vitto e alloggio da mio padre a 5euro compresi i pasti, non ho dubbi su chi mi ha trasmesso il gene del cabarettismo.
E finalmente dopo le 2 riesco a mettermi a letto, disfatta ma contenta. Tutto è andato bene, un po’ è anche merito mio, sono riuscita a lasciare le cazzate che mi avrebbero rovinato la serata da parte, e mi sono concentrata sulla cosa importante. Ogni tanto mi venivano in mente alcune frasi di chi mi conosce bene e sorridevo. C’eravate anche voi, non ne ho avuto alcun dubbio.

Gozado para LeMieMari a 15:36 commenti (37)

mercoledì, febbraio 07, 2007

Forse dovrei semplicemente prendere questo periodo per quello che è: transitorio.
Basta accanirsi nel voler risolvere le cose, basta pretendere più di quello che si riesce a dare. Devo smetterla di ripetermi di non essere gelosa, e darmi le tremila motivazioni per cui è totalmente irrazionale che io lo sia. Dovrei semplicemente aspettare che la gelosia si plachi e che la ragione mi urli quanto sia stupida, e la mia ha una gran voce.
Di sicuro non mi hanno aiutato i sogni di stanotte, più volte ho aperto gli occhi, prima per scappare da rapitori ai quali ero riuscita a sfuggire, poi la camera delle torture dove io chiedevo PERCHE’ PROPRIO IO? Inutili che urli tanto non arriva nessuno.
Troppi sorrisi tirati ultimamente, sorrisi per tutti, messaggi che non dicono quello che in realtà vorrei, perché non è giusto, perché non è tempo.
Stanotte, nell’ultimo risveglio ti ho guardato dritto negli occhi e ti ho parlato.. MI E’ SEMBRATO DI VEDERLI DAVVERO I TUOI OCCHI CHE SI RIEMPIONO MA NON CEDONO, MI E’ SEMBRATO DI VEDERLO DAVVERO IL TUO SORRISO CHE SI INCRESPA E LA TUA VOCE CHE TENTA DI STRAPPARMI UNA RISATA. Nel mio dialogo ti ho chiesto ancora una volta scusa e vedendoti scuotere la testa te l’ho ripetuto ancora perché meritavi il meglio e non l’hai avuto; no davvero non mi interrompere. Per quanto tu dica, credimi che puoi avere di più, che devi pretendere di più, ne hai il diritto semplicemente per essere quello che sei. Ti ho potuto amare solo per come so fare, ma meriti un amore che non abbia scadenza. Non guardarmi così, certo che sarò sempre gelosa di te, come potrei non esserlo? Ma la ragione arriverà a farmi vedere le cose come sono in realtà, e se quel sorriso che scalda ritornerà sul tuo viso ne sarà valsa la pena.
Ti ho detto dammi quello che vuoi io quel che posso dice un grande, e così è andata, senza rimpianti, senza rimproveri, con tutta l’anima.
Stavo per cedere e poi ti ho sentito mentre mi dicevi EHI PICCOLE’, FORZA NIENTE LACRIME, ed ho sorriso trattenendomi a stento, poi mi sono girata dandoti le spalle e il cuscino un po’ si è bagnato, ma non mi hai vista.
 
"E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
cosa importa se sono caduto se sono lontano
perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
ma dov'è finito il tuo cuore, ma dov'è finito il tuo cuore"
 
Io lo so dov’è, io lo so.

Gozado para LeMieMari a 12:09 commenti (32)

lunedì, febbraio 05, 2007

Per Oscar..
Ripensaci c’è il tuo sogno lì fuori che ti aspetta, dice il messaggio in segreteria.
Mi guardo allo specchio e non vedo più quello che sono stata abituata a osservare nel tempo.
Non ho idea di cosa sarebbe stata la mia vita senza la danza classica. Quando ti rendi conto di essere di fronte alla passione più forte che ti sia mai capitata, che ti fa sentire viva davvero, in realtà non scegli, il destino lo ha già fatto per te.
Ricordo ancora lo scandalo che produsse la mia scelta. Nella mia famiglia le tradizioni vanno portate avanti senza chiedere perché, ne chi l’avesse deciso. Era così e basta, e io l’avevo infranta non scegliendo il flamenco. Una danza di ricchi per i ricchi, che cosa ha  a che vedere con te? Loro non riuscivano a capire cosa ci vedessi io. Loro non riuscivano ad immaginare neanche i brividi che avevo al pensiero di poter controllare il mio corpo al punto di sfidare la legge di gravità. Quelle donne che volteggiavano sulle punte, che esprimono un senso di leggerezza assoluta, di grazia e femminilità. Non ne potevo più di quei tacchi che sbattevano violentemente, di canti gitani e danze flamenche: io volevo altro e non avrei cambiato idea.
La mia scelta è costata il rifiuto della mia famiglia, il trasferimento in una città vera lasciando il piccolo “pueblo” che tanto amavo, e soprattutto, mi è costata la mia infanzia, irrimediabilmente.
Ogni passione ha il suo prezzo, mi ha ricordato mia nonna prima di partire, e lo capii ben presto.
Mentre le mie compagne si lamentavano di vesciche e piedi sanguinanti alla fine della lezione, io mi toglievo i cerotti e le bende quasi con soddisfazione. Ogni rapporto di amore comprende un po’ di sofferenza, ma le vesciche sarebbero scomparse per lasciare spazio a qualcosa che non si può raccontare se non lo si prova in prima persona. Ogni rituale mi faceva sentire parte di una piccola élite. Questo tipo di danza non permette di essere approssimativi, è un controllo totale del proprio corpo. Non c’era lezione in cui io non mi sentissi assolutamente completa.
Il rovescio della medaglia c’era. La solitudine. Impossibile crearsi delle vere amicizie: troppa competizione, troppe api regine in un solo alveare.
Mi metto alla prova sorridendomi allo specchio con aria di sfida, un arabesque plongèe riuscito perfettamente. Il mio corpo reagisce ancora nonostante tutto.
E come tutte le storie c’è sempre un inizio e una fine. La mia fine si chiama Manuel.
Venni notata dal coreografo del corpo di ballo, che mi fece subito capire che non sarebbe stato poi difficile fare una rapida scalata verso il successo. E in un attimo misi la mia vita ad un bivio. In fin dei conti  credevo che nessun amore fosse più grande di quello per la danza, quindi il mio corpo non lo avrei donato a lui bensì alla danza. Fu così che mi concessi, in una notte che ricordo molto bene per la violenza con cui lui mi prese, rimarcando il fatto che fossi sua e che le nostre vite fossero ormai irrimediabilmente inscindibili.
Pensavo di aver conosciuto l’amore più grande che si potesse sognare, e mi sbagliavo. Una vera ballerina professionista è pronta a sacrificare qualsiasi cosa per la sua carriera, per diventare prima ballerina, ci fosse anche solo una probabilità su un milione. E quando sarà troppo vecchia per ballare, farà di tutto perché la danza rimanga parte integrante, insegnerà o troverà qualsiasi espediente per rimanere nell’ambiente. La danza è esigente quanto accentratrice, chi la ama lo sa e lo accetta.
Credevo di essere così, ma appena scoprii di essere incinta non ho pensato neanche per un secondo alla possibilità di non tenerlo.
No hay mal que por bien non venga, la saggezza degli anziani la si capisce solo col tempo.
 
E qui mi fermo. Il resto non lo posso immaginare, è troppo anche per la mia fantasia, ma nessuno mi toglie dalla testa che nella mia vita precedente ho calcato le scene ed ho incantato con le mie pirouettes, una di quelle convinzioni non motivate, semplicemente sentite da sempre.

Gozado para LeMieMari a 12:03 commenti (16)