chi sono

Nome: Mari..Ma quanto vorrei essere Ilallallero!

Compleanno: eh no! dovete ricordarvelo da soli..

Non sono i miei occhi...O forse si!

la mia passione

ognuno ha bisogno di un piccolo mondo tutto suo dove rifugiarsi quando sente di non farcela più.. Nel mio io ballo e rinasco ogni volta!

links

 MUSCOLI DI CARTONE, CUORI RARI..

PER SCONFIGGERE LA DISTROFIA MUSCOLARE DUCHENNE

Uagliòòòò quanti siete!

hanno visitato a passo di danza *loading* volte





mercoledì, gennaio 31, 2007

Ieri mentre tornavo a casa e l’ennesima macchina di deficienti, mi ha seguito per un bel pezzo tentando di abbordarmi pensavo una serie di cose.
Pensavo che se fossero stati da soli ad un tavolo con me, molto probabilmente non avrebbero retto il mio sguardo e adesso insieme si sentivano i padroni del mondo.
Pensavo che se avessero trovato qualcuno a dire alla loro sorellina quasi 30enne EHI BELLA FIGA DOVE VAI? Molto probabilmente lo avrebbero ritenuto un motivo necessario per un bel pugno in faccia (o almeno sono sicura che per mio fratello sarebbe stato sufficiente), e invece eccoli lì i veri uomini della notte.
Pensavo a come in una serata normale, con un tempo normale, e un cellulare carico mi sarei sentita meno a disagio; invece avvolta nella nebbia, con zero macchine a farmi un po’ di compagnia per la strada e il cellulare spento (ultimamente faccio meno attenzione alla batteria), mi ha agitata un po’. Che poi Torino sa essere veramente tetra quando la nebbia la avvolge, ti vengono in mente le peggio cose e arrivi a chiuderti dentro anche se non lo fai mai.
Pensavo che per molto, moltissimo tempo ho viaggiato da sola tutte le notti, ad orari improbabili, con qualsiasi temperatura climatica, accompagnavo tutte a casa e mi sentivo la padrona del mondo, niente mi sfiorava. Ricordo che raccontavo a Lele dei miei rifornimenti di benzina alle 4 del mattino e lei MARI MA SEI PAZZA?? NON PUOI FARLA PRIMA? E io la guardavo cercando di capire dove fosse il pericolo.
Pensavo che la distanza tra uomini e donne non si colmerà mai. Io non credo che siano tutti dei maniaci porci, che pensano solo al sesso, allo sport o alla playstation; io non penso che siano tutti degli smidollati che quando si trovano di fronte ad una scelta importante scappano, che in realtà fanno di tutto per abbattere le tue incertezze e quando cominci a crederci davvero, se la fanno sotto, scappano e ti ritrovi con una sacco di certezze che puoi buttare bellamente nel cesso. Non lo credo di tutti, ma lo credo di molti, e purtroppo è la matematica che non vi salva, io lo farei volentieri ma, lei mi hanno sempre detto non sia opinabile, ce n’est pas ma faute.
Che poi alla fine LA matematica è donna, quindi voi potrete tranquillamente dire che è la solita meretrice.. come come? Voi direste puttana? Ma insomma, in questo posto vi prego di tenere un tono differente. Dicevamo, potreste dire che è la solita meretrice e bla bla bla… E questo nel tempo non cambierà. Perché ci portiamo dietro un bagaglio che pesa millenni. Perché ci si può evolvere ma non si può cambiare quello che è atavicamente in noi.
E Adamo quella maledetta mela l’ha mangiata perché si è fatto tentare dalle tette, per non parlare del resto, di Eva. Eva dal nostro punto di vista è stata astuta, gli ometti userebbero un altro termine. Dal nostro punto di vista Adamo è stato semplicemente stupido, gli ometti direbbero che è stato ingannato, e per giunta in modo sleale visto che praticamente Eva gli ha messo le tette in faccia.
Vedete poi molta differenza dai giorni nostri?
Oh mamma questo è un evidente post palofrascheggiante. Se non mi avete seguita non vi preoccupate, non l’ho fatto neanche io. Avevo solo voglia di sfogarmi un po’. Un po’ di parole in libertà ecco.
Perché in realtà quei 4 cerebrolesi mezzi ubriachi e chissà che altro c’entrano poco, con la sensazione di disagio che avevo in macchina.
La realtà è che devo riabituarmi ad essere sola in certe situazioni. E se cambiare saltellando allegramente è un niente, il tornare indietro col peso nel cuore è decisamente più arduo.

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lunedì, gennaio 29, 2007

E volevo quasi scrivere del concerto che attendo da un mese, di quanto mi sarebbe servito sabato e invece è clamorosamente saltato A CAUSA DI UN GRAVE STATO INFLUENZALE DELL’ARTISTA come c’era scritto su un foglio attaccato ai cancelli.. Invece consiglio alla signorina Elisa di mangiare qualche arancio in più, di coprirsi e mettere su qualche chilo così magari gli anticorpi sono un po’ più resistenti al freddo ed evitano di boicottarmi. Lo so che non ero l’unica lì davanti come una cretina, ma io non l’ho mai vista uff! E comunque c’è già una nuova data, e che gliene frega alla signorina Elisa che quel lunedì 23 Aprile che con tutti i lunedì proprio quello doveva scegliere, di quello che dovrò inventarmi per andare. E va beh ne varrà la pena.
Ma in fondo non è questo il post che voglio scrivere, no chi se ne frega del concerto saltato se poi alla fine mi arriva questo sms AMICA TI DICO SOLTANTO QUESTO: 20GIUGNO SAN SIRO..SAI GIA’ CHI INTENDO VERO? CI ATTIVIAMO? Eccomi fare un sorrisone incredibile in macchina, improvvisamente il sole diventa più luminoso e quasi quasi non mi ricordo più che ho le dita gelate per aver grattato il ghiaccio dal parabrezza, e il solito polpastrello dell’indice della mano destra è viola. Ci attiviamo?!?! Ci attiviamo?!!? E’ mesi che urlo a chiunque VOGLIO UN SUO CONCERTO HO BISOGNO DI UN SUO CONCERTO!!!! E lui come se mi ascoltasse arriva. Ok su ticket one non c’è ancora nulla, ma io dovrò esserci assolutamente, sperando che metta anche altre date nel frattempo, ma San Siro mi ricorda un concerto memorabile, un concerto che lascia il segno.
Ed ho già l’adrenalina in corpo, di quella che non lascia spazio a tristezza, a malinconia, di quella che ti fa battere il piede e cantare a casa sue canzoni che alla radio non si sentono, o che molti hanno già dimenticato….
Io lo so che le "cose" poi, non sono mai "come"...come te le aspettavi te,io sono triste però, io sono triste un Po'. Dimmi pure, dimmi subito "che fortuna che ho", io che mi sento un Po' "comico"... proverò a ridere un Po', proverò a ridere un Po'...
Ora che sono Ora che sono qui In questo stupido stupido hotel E non sei qui con me. Tutto mi sembra inutile tutto mi sembra com'è..
E potrei andare avanti all’infinito, ma le altre le lascio a lui, e poi avrò ancora tanto tempo per citarle prima del gran giorno.. SIIIIIIIIIIIIII STUPENDOOOOOOOOOOOOOOOO…
“Al resto ci penserò poi se mai..” dice un altro grande, oggi voglio pensare a questo.

Gozado para LeMieMari a 12:07 commenti (33)

lunedì, gennaio 22, 2007

Ci sono momenti in cui proprio non ce la fai e allora cedi. Forse ogni tanto bisogna anche concedersi la possibilità di una debolezza. Non sempre è un passo indietro verso l’obbiettivo che ti prefiggi. O forse mi piace vederla così perché ho ancora addosso tutto. Non lo so. Quello che so è che erano giorni che il tormento stava diventando insostenibile. Mi impegno a non pensarci, mi impegno ad essere forte, ad essere tutto quello che gli altri si aspettano da me. Già mi vedo alcuni di voi che scuotono la testa e che staranno dicendo PERCHE’ MAI MARI? SII TE STESSA E FREGATENE, NON FINGERE, e allora se voi poteste vedermi notereste che nel mio sorriso c’è tanta ironia. Che colpa ne ha il mondo se dentro sto soffocando? Che colpa ne ha il mondo se non riesco più a dormire, se mi sveglio durante la notte e sono vispa come se fosse mezzogiorno e al mattino sbranerei tutti per il nervoso? Niente, quindi me la prendo con l’unica persona che davvero c’entra qualcosa. Io.
Solo che a volte neanche questo basta. In giorni come ieri in cui tra mal di denti e mali generici tutto sembra ruotare per il verso sbagliato, senti che ne hai bisogno come l’aria,.
Oggi è un giorno magico per un sacco di motivi.
Il mio piccolo lontano compie 6 mesi, le foto che mi hanno portato i miei dall’ultimo viaggio mi hanno commossa come non credevo, l’ho lasciato che era piccolissimo e me lo ritrovo, con degli occhini enormi, questo sorriso da furbo, lo sguardo che riconosco perché l’ho avuto in casa fino a pochi anni fa. I miei entusiasti di questo piccoletto che ride sempre, che si sveglia al mattino e si fa delle grasse risate con suo padre che gli dice MAIALINO RIDI PERCHE’ TANTO A LAVORARE CI VA PAPA’ EH? E la scena me la immagino proprio! Ancora qualche mese e lo vedrò, solo pochi giorni ma lo vedrò.
E’ speciale perché un altro diavoletto in miniatura spicca il suo primo volo con il primo giorno d’asilo. E non posso fare a meno di ricordare le foto di quando non camminava ancora, e poi i primi passi, i tuffi in piscina, le corse ad abbracciare lo zio, il bacio del risveglio. Io c’ero, e ci sono ancora, oggi è anche per questo.
E poi è speciale per qualcosa che le parole non sanno esprimere, per qualcosa che è dentro di me e batte così forte che a volte ho paura che la gente lo veda, come nei cartoni animati. TU TU TUM TU TU TUM. E la felicità lascia spazio anche alle lacrime che tengo dentro troppo a lungo spesso sembrando di ghiaccio, spesso ironizzando anche su situazioni che proprio non hanno niente di divertente, ma sono così, quello che riguarda me lo minimizzo sempre. Tutto tranne una cosa. “Quello che non si deve quello che non si può” canta lui, e come sempre sono d’accordo.
Vorrei dire molto di più, ma sono ancora in stato di veglia, sto ancora sotto le coperte, sono ancora in balia dei miei sentimenti, oggi va così, questo 22 gennaio va così, ho voluto che andasse così e non mi pento, era troppo tempo, in questo caso TROPPO è decisamente adeguato.
 
EPPURE SENTIRE (UN SENSO DI TE) - ELISA
 
A un passo dal possibile

A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me

Di tutto quello che non so
Di tutto quello che non ho

Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c'è

un senso di te

mmm...mmm...mmm...mmm...
C'è un senso do te
mmm...mmm...mmm...mmm...

Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è

Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c'è

Un senso di te

mmm...mmm...mmm...mmm...
C'è un senso di te
mmm...mmm...mmm...mmm...

Un senso di te
mmm...mmm...mmm...mmm...
C'è un senso di te

Gozado para LeMieMari a 11:24 commenti (47)

Tutto per Oscar
I trent’anni pensavo fossero un traguardo importante solo per una donna, ma mi sono dovuta ricredere dopo il suo invito.
Una cena nella tana del lupo non me l’aspettavo. Mi dico che siamo amici da tempo, e dopo gli uomini che ho amato e amo, è lui l’uomo con cui ho più intimità, eppure aspetto un attimo prima di rispondere: il nostro rapporto è fatto di altro e lo sappiamo entrambi.
Ma tant’è, mi ritrovo a scegliere cosa mettermi, sapendo già che sarà del tutto inutile perché avrà da ridire in ogni caso. Così decido di essere solo Mari, tanto il mio bluff lo vedrebbe subito. E’ solo una cena con Harry, non posso essere così nervosa!
Una cosa è certa: le mie scarpe rosse delle grandi occasioni non possono mancare. Il suo compleanno è di sicuro una di queste.
Mi ritrovo davanti al suo citofono e sono visibilmente tesa. Per ovvi motivi non ho mai avuto l’occasione di vedere il suo nido d’amore. I motivi sono ovvi solo per noi due, ma questa è un’altra storia.
Da qui in poi, solo sorprese. Nota subito le mie scarpe e non le boccia, “complimenti Mari”, più di quanto mi abbia mai detto.
Non ero stata in grado di immaginare casa sua, ma di certo non mi aspettavo di trovare un flipper, in salotto; e se voi conosceste Harry saresti stati sorpresi allo stesso modo, lui è uno da giochi di ruolo e battaglie psicologiche.
Il menu è quello delle grandi occasioni:
Tartine varie per antipasto, pennette al salmone, vitello strogonoff, e per dolce pesche ripiene di cioccolato e amaretto. Per fortuna avevo fatto la scelta giusta col vino, un Beaujolais non avrebbe sfigurato.
“Ma quanto è KITCH ‘sta rana su un’etichetta di vino così?”
“Sapevo l’avresti detto, per questo l’ho presa! Il mio primo pensiero è stato che fosse adorabile!”.
Non avevo dubbi: la serata sarebbe stata da incorniciare, sa essere la persona ideale con cui stare a proprio agio.
“Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo cenato insieme?”
“Oh mamma Harry, è stato QUEL capodanno..”
“Oh Mari non mi ricordare QUELLA serata per favore, quando sei uscita dalla stanza sembravi una Maideddol”.
“Una COSA? Non mettermi in difficoltà con le tue parole strane, o ti lancio un bundle in faccia!”
“Scema! Non sai cos’è? Sempre felice di arricchire la tua cultura: è tipo una bambola voodoo, ti consiglio di leggere OSCAR lui ne sa qualcosa”.
“Ahh. Beh vorrei vedere te al mio posto, mi ha infilzato sì con quello sguardo che diceva più di mille parole, mi sono sentita morire. Lasciamo perdere che mi vengono i brividi a ripensarci”.
Il Beaujolais è un ottimo compagno di serata, io non gli dico che la testa comincia a girarmi, tanto meno che non reggo l’alcool, meglio rimanga il mio piccolo segreto almeno finché riesco, però le scarpe le abbandono e gironzolo per la casa.
“Che c’è?”
“Niente, niente”, in quel modo che può voler dire tutto.
“Mari non vivo da solo bisogna scendere a compromessi”
“Devi proprio essere alticcio per ammetterlo”.
Conoscendo Harry non potevo rimanere delusa dalla sua libreria, per quanto mi sorprenda scovare per caso un libro di Fromm, tra Scontrini e fumetti di ogni tipo, dopo che per anni l’ho sempre sentito scettico verso il lavoro del padre.
Ad un tratto sento il suo calore dietro di me. Sono imbarazzata, non so che fare, sono sempre impacciata in questi casi, tento di trovare un modo per uscire dalla situazione. Mi guardo intorno in cerca di aiuto. Eccolo: un posacenere fatto a palla da biliardo.
“Ma voi non fumate, cosa ci fa quello?”, scusa idiota lo so ma sotto pressione non rendo al massimo, almeno mi serve per scostarmi un po’.
“Mari..”, si avvicina di nuovo, e io non scappo, non vado da nessuna parte e dovrei.
Quando sono nervosa parlo troppo, ma adesso non mi esce una parola. Mi prende la mano, sto tremando dentro, non l’avevo previsto, non era nei nostri programmi, è stata colpa della serata, colpa del vino, ne sono sicura, sì assolutamente.
Tutta questa tensione sessuale è assurda: siamo NOI, non due amici qualunque che cedono agli istinti di una bella serata.
“Harry in questo film il lieto fine è differente e lo sai..”
“E tu sai che i lieto fine scontati non mi piacciono”
“Questo non è scontato per niente”, mi avvicino, gli do un bacio sulla guancia. Corro verso la porta, ma…
“Mari e queste?”. Teneva le mie scarpe come un trofeo, sembravano più rosse tra le sue mani, mi stavo facendo suggestionare, eppure quel rosso era decisamente acceso.
E magari mi sono persa del buon sesso, ma quest’errore l’avevo già fatto, e non è da me ripetere gli stessi, preferisco farne sempre di nuovi.
E se col tempo i ricordi sbiadiscono, sono sicura che nella mia mente il rosso di quelle scarpe rimarrà vivido e indelebile.

Gozado para LeMieMari a 09:29 commenti (14)

venerdì, gennaio 12, 2007

Mi si è chiesto TU QUAND’E’ CHE SCRIVI? Appena trovo l’ispirazione.
Quante cose non racconto più, mi sembra di aver perso il tocco, l’energia, HO PERSO LE PAROLE EPPURE CE LE AVEVO QUA UN ATTIMO FA… Proprio così mi sento.
Non mi sono mai sentita impacciata di fronte ad un foglio bianco, ho sempre scritto di tutto, dal brufolo uscito sul mento ai massimi principi della vita. Beh forse sui massimi principi della vita non ho mai scritto ma ce n’è l’intenzione ve lo assicuro.
Potrei scrivere di quanto mi sento vuota, di quanto ho il cuore che sanguina nonostante faccia di tutto per non pensarci. Potrei raccontarvi che ogni volta che rientro a casa mi sento sollevata perché finalmente posso smettere di fingere e posso abbandonarmi alla disperazione. E A questo punto dovrei rassicurarvi, lo faccio sempre d’altronde, dicendovi di non preoccuparvi, perché mi rialzo sempre e chi mi conosce sa che non è solo un modo di dire.
Potrei raccontarvi che la settimana scorsa sono andata a ballare dopo più di un mese e mezzo di astinenza ed ero emozionata. Stupida, penserete, quanto tempo è che balli? E ti sembra il caso di essere nervosa? Beh sì. Ho allontanato anche il mio ballo in questo periodo, perché voleva dire relazionarsi con il mondo, e io del mondo ho paura adesso. La Leonessa ha paura è ufficiale.
E vi ho appena detto una cosa che non sa nessuno, a parte pochissime persone selezionate. Nessuno sa quanto mi costa vestirmi e uscire di casa, chiacchierare, essere d’aiuto, cercare di strappare una risata a chi si merita un po’ di serenità, tutto questo rispondendo sempre un NON C’E’ MALE al solito “come va”.
Potrei raccontarvi che ero tentata di dire alla mia Lele NON VENGO AD AFRO martedì sera, e invece sono contenta di non averlo fatto, di aver condiviso con lei quella lezione che ci ha tolto il fiato proprio nel vero senso della parola, la pizza da Cecchi con i camerieri che dovevano solo più prenderci a calci per farci andare via; e le confidenze sul divano a notte fonda, il prenderla in giro, diventare serie di colpo FORSE DOVRESTI VALORIZZARE QUELLO CHE SEI NON TENTARE DI CAMBIARTI, va bene tesoro e..com’è che si farebbe?
Ritrovarci nel lettone a fare le stupide e prima di chiudere gli occhi sentirsi dire SE NULLA ACCADE PER CASO NOI SIAMO PROPRIO UNA BELLA RISPOSTA A TANTE DOMANDE, ne sono profondamente convinta tesoro.
Potrei raccontarvi dell’astinenza che si sta facendo sentire. Perché quando prendi una decisione difficile ma che sai di non poter rimandare oltre, l’effetto immediato è quello di sollievo, perché ci sei riuscita. Una parte di te, quella più ingenua pensa di aver fatto il passo più grande, mentre l’altra sta zitta e aspetta il momento di sorridere sarcastica. Perché la parte peggiore è quando ti rendi conto che il sollievo lascia spazio alla realtà fatta di silenzi, fatta di cose non dette, di gesti non compiuti, di sentimenti repressi perché “è meglio per tutti” e non è che ci credi un gran che.
Quando vorresti sentire una voce, solo una, ma sai che i rischi sono alti e che il male a te lo sai gestire quello che fai agli altri proprio no.
Potrei raccontare del disco di Elisa che non smette di andare da giorni, di canzoni che non ricordavo o a cui non avevo prestato la giusta attenzione che adesso ENTRANO DENTRO COME UN PUGNO come direbbe lui. Una in particolare sembra essere stata scritta per me, in un momento in cui tutto sembra sospeso e sento che i giorni scorrono ma senza che io ci dia un grande importanza.
Attendo il sabato col mio Sole, attendo giornate migliori, attendo che gli specchi siano meno impietosi, attendo di essere più clemente con me stessa, attendo che questo dolore nel petto si attutisca, attendo di poter accedere ai ricordi senza lacrime, nel frattempo provo a vivere, che sopravvivere non fa per me, la colonna sonora ce l’ho.
 
DANCING – Elisa
 
Time is gonna take my mind
and carry it far away where I can fly
The depth of life will dim the temptation to live for you
If I were to be alone silence would rock my tears

'cause it's all about love and I know better
How life is a waving feather

So I put my arms around you around you
And I know that I'll be living soon


My eyes are on you they're on you
And you see that I can't stop shaking

No, I won't step back but I'll look down to hide from your eyes
'cause what I feel is so sweet and I'm scared that even my own breath
Oh could burst it if it were a bubble
And I'd better dream if I have to struggle

So I put my arms around you around you
And I hope that I will do no wrong
My eyes are on you they're on you
And I hope that you won't hurt me

I'm dancing in the room as if I was in the woods with you
No need for anything but music
Music's the reason why I know time still exists
Time still exists

Time still exists

So I put my arms around you around you
And I hope that I will do no wrong
My eyes are on you they're on you
And I hope that you won't hurt me
So I put my arms around you around you
And I hope that I will do no wrong
My eyes are on you they're on you
And I hope that you won't hurt me

Gozado para LeMieMari a 16:00 commenti (80)

martedì, gennaio 09, 2007

Arriva un po’ in ritardo rispetto ai canoni lo so, ma non poteva mancare un post sulla mia vacanza capitolina, vi avverto che è un post ben lungo, ma ci sta tutto.
Non so da che parte iniziare, ho la testa piena di immagini, canzoni ed emozioni che mi invadono ancora. Purtroppo dovrò tralasciare molte cose altrimenti diventa un post chilometrico, ma noi sappiamo di cosa siamo state protagoniste.
Fin dal momento in cui ho scoperto che il mio capodanno si sarebbe svolto a Roma ne sono successe di tutti i colori. Non starò qui ad elencare tutta la serie di disavventure capitate a me e a chi mi sta intorno. Episodi che hanno destabilizzato la serenità di un sacco di persone che amo, tanto da ritrovarmi a Natale al telefono con la mia Tesora che mi dice TI PREGO ARRIVA PRESTO, tranquilla in un attimo sono lì vedrai.
Sì perché non importa che io in realtà faccia ben poco per aiutarla, a volte vedo le situazioni che affronta e penso che se non è Wonderwoman davvero poco ci manca, no, per me l’importante è esserci davvero in quella cucina.
Il viaggio è differente questa volta, non sono sola, Ale e lo Zio mi accompagnano in quest’avventura. Questo non mi impedisce di correre all’uscita della metro e dirigermi verso una pazza che sta sventolando un portafoglio fuori da un negozio, lasciandoli ben dietro.
A CAPODANNO IO, TE E ELE AVREMO LA STESSA MAGLIETTA TI PIACE QUESTA?!
E’ lì che tutto è iniziato.
Spesa, con Renato a palla, SENTI QUESTA MARI QUESTA E’ LA MIA se se questa, quella, quell’altra! E si ride come sceme, come tante volte ci immaginiamo durante le nostre telefonate.
Cene luculliane, col vino buono non quello stupido, io mangio, mangio e mi stupisco ad avere sempre fame SI VEDE CHE STAI BENE, E SE TI DOVESSI SENTIRE MALE SONO QUI COMUNQUE. E sorrido. Pomeriggi di svacco totale, in cui Ele gioca a computer e sembra posseduta, ogni tanto lanciamo un urlo per vedere se risponde DIMME ‘MBO allora scoppiamo a ridere e ci tranquillizziamo. Mentre gli altri fanno il giro turistico della città, noi non ci pensiamo neanche a vestirci, rimaniamo in pigiama copertina sulle spalle, parliamo di questi giorni che ci hanno messo a dura prova, di amore, di scelte, di inciuci, di messaggi “tampinatori” della mia Sa’ che è mooooolto richiesta, si ride e ci si rattrista anche un po’ quando vedo che il mio cell è silenziosissimo EHI CHE HAI!? No no niente 10 SECONDI?? Sì tesora dieci secondi ma passa.
E il livello del vasetto di nutella scende vertiginosamente, fino ad ammazzarlo del tutto (se mi lamento del mio peso potete insultarmi liberamente).
Adoro la mia famiglia romana e l’odore di casa che riconosco appena entro.
Adoro abbracciare forte la piccoletta che mi stritola, vedere con lei la tv e i telefilm, e sentire la Tesora che borbotta perché non le sembra vero che adesso invece che una dodicenne ne ha due in casa. Ancora ci chiediamo se Elena sia matura o io assolutamente infantile… Concordiamo tacitamente nel dire che siamo un giusto miscuglio. Impossibile amare sua madre senza adorare la figlia e viceversa, chiunque le conosca non può che darmi ragione.
Va beh ho divagato come al solito dove ero rimasta??
Ah sì ecco…il veglione. Ci si trasferisce tra le colline reatine, paesaggi che mi sono rimasti nel cuore per ovvi motivi e che qualche lacrima me la strappano per forza, ma sono intenzionata a far sì che nessuno subisca le conseguenze dei miei pensieri e di farmi trasportare dalla compagnia.
Prima di iniziare c’è la preparazione: stessa maglietta, trucco perfetto, non troppo ma c’è, e poi il tocco che ci eravamo promesse, raggiunto in un nano secondo per giunta. Per essere uguali noi ma sicuramente diverse da tutte le altre donne nella sala…senza alcun dubbio!
Siamo tantissimi, praticamente la sala è solo per noi che teniamo banco fin dall’inizio con vino e battute a raffica. Gigi non ci crede, non solo deve tentare di baccagliare Sabri ma deve pure subirsi me che gli dico che non ha speranze VOI DUE SIETE TROPPO COMPLICI siamo amiche Gi’ NO, NON SOLO, COMPLICI, CHE E’ PEGGIO!
E si balla e si beve, e si beve e si beve, e io non sono una che regge molto, ma non mi fermo, così verso le 23 ho il primo incontro ravvicinato del primo tipo, che finisce diciamo in pareggio. Ma quante ne abbiamo combinate? Bianca e la lap dance, il sosia di Paolo Bitta che balla con Sa, poi Gigi, e Francesca ubriaca che cade, ma noi lo scopriamo solo il giorno dopo quando la vediamo zoppicare, Elena che fa i balli di gruppo con me, che balla il merengue con Ale, mentre lo Zio balla con Federica, Massimiliano e le sue battute che mi fanno sempre ammazzare dal ridere.
E poi il famoso conto alla rovescia, io, Sa, Ele e l’amichetta sua abbracciate al centro della pista
AUGURI AMORE TU SEI LA MIA ELE GRANDE e tu un tesoro immenso!
Poi si corre a mandare un sms che arriverà solo il giorno dopo nel pomeriggio.
E si balla ancora e si canta, si salta, e come sempre accade, sembra che passo un niente prima il salone si svuoti, si spengano le luci e tutti a nanna, ops non tutti in realtà. Diciamo che qualcuno si è intrattenuto per inaugurare bene l’anno, e io l’ho aspettata un po’ davanti al camino, mentre tutti erano a dormire, e il silenzio invadeva la vallata. Ero lì, davanti al camino e mi è venuta in mente un’altra immagine che si scalda tutti gli inverni così, che probabilmente era sveglia, e lì un po’ di pioggia liberatoria è scesa.
C’è ancora tempo per scattare delle foto al mattino, in una siamo bellissime, “sembra che guardiamo lo scontrino del nostro 2006 da saldare”.. Sfatte con quegli occhialoni da sole enormi per coprire il più possibile i segni dell’alcool, ma belle.
Nel rientro a casa c’è tempo per tutto, per rattristarsi un po’, per continuare a mangiare come maiali, per ridere davanti alla tv, per confessioni difficili sul lettone, mentre la Tesora mi guarda e io le dico cose che non riesco a dire neanche a me stessa ad alta voce. Lei lo sa, non dice niente, mi guarda dritta negli occhi e mi basta.
E poi arriva il giorno della partenza. Che dire, è sempre uguale. Potrei partire a qualsiasi ora eppure si rischia sempre di non arrivare in tempo in stazione, c’è sempre quello sguardo della piccoletta che vuole far finta di niente, ma in realtà so a cosa pensa, perché vale lo stesso per me. In macchina si canta per impedire alle lacrime di scendere, la Picchia con la testa sulla mia spalla, io che le faccio i grattini e rispondo a domande tipo SAI GIA’ DI CHE GIORNO VIENE IL TUO COMPLEANNO MARI?
Ci si ritrova davanti a Termini, è l’ora dei saluti. Ele mi abbraccia forte e non mi molla, stringe forte, devo trattenermi, sono la grande, così le do un mega bacio e sfodero il migliore dei sorrisi, con la Tesora è tutto più sbrigativo, noi siamo così, un abbraccio forte, una sguardo lungo e via, senza voltarsi indietro. Ale e Zio tentano di strapparmi un sorriso e per tutta risposta si ritrovano un RAGAZZI PER FAVORE IO HO I MIEI TEMPI PER SALUTARE TUTTO e per fortuna mi conoscono abbastanza da capire subito.
Io non so come sarà questo 2007, sicuramente diverso da come me lo sarei aspettato 6mesi fa, questo è sicuro. So per certo che devo lavorare molto su di me per avvicinarmi alla persona che vorrei essere, perché ultimamente non potrei esserne più lontana, devo imparare ad amarmi, e non sarà cosa semplice, ma voglio provarci.
So di avere alcune certezze nel cuore che mi accompagneranno, e so che con dei giorni così a cui potermi aggrappare nei momenti difficili, il 2007 mi spaventa molto di meno.
Grazie a tutti i compagni di viaggio di questi giorni, non per ultimo Yuppi, che con me e la Venere alza gli occhi al cielo e spera che quei giorni tornino presto!

Gozado para LeMieMari a 09:43 commenti (53)

giovedì, gennaio 04, 2007

Incredibile come bastino poche parole per far scattare dentro un meccanismo di rabbia e delusione incontrollabile, come io ceda sempre di fronte a chiare provocazioni.
Dovrei essere superiore, alzare la testa e ignorare il tutto anche con un po’ di boria, che in certe occasioni crea uno strato di protezione non indifferente. Niente da fare, lo stomaco si contorce, i pensieri si accavallano, e quel calore che conosco molto bene comincia ad invadermi.
Sento una vocina dentro che mi dice di calmarmi, riflettere.
Ecco sì, questo sarebbe il momento perfetto per riflettere, se non fosse che non ne ho nessuna intenzione.
Riflettere, è una mia prerogativa. Rifletto se le mie parole possono far male, rifletto sul fatto che forse dovrei avere un approccio differente con quella persona piuttosto che con quell’altra, e con quale risultato poi? Se mi devono dare della puttana non ci pensano due volte.
Pensavi me ne fossi dimenticata eh? Certe cose non passano in cavalleria, soprattutto se dette da chi non ti aspetti. Tranquillo niente che non mi fossi già detta da sola, però più volte ti ho ripetuto che le parole le porto dentro, chiuse a chiave, e non intendevo solo i ti amo, sei una donna meravigliosa, unica, insostituibile. No porto anche tutto il resto.
La rabbia si sa ti fa fare cose di cui normalmente ti penti, e io per l’ennesima volta voglio rischiare: per questo vi saluto.
Ho aperto il blog in un periodo della mia vita in cui sembravo essere trasparente. Ero l’ombra di qualcun altro, sembravo aver perso la mia identità. Scrivere è sempre stato il modo in cui mi sono sentita veramente libera. Non chiudo perché profondamente delusa da persone che in rete sembrano una cosa e poi in realtà sono tutt’altro. A me non è successo. Con nessuno. Sarò fortunata, o forse non credo semplicemente alle amicizie lampo, ma piuttosto ai rapporti costruiti nel tempo, con la conoscenza, dopo un’attenta selezione alla porta. Non ho aperto un blog per fare amicizia, ho amici veri, ben selezionati, che mi vogliono bene quanto basta per questa vita e pure per la prossima. Ciò non toglie che sia accaduto. Ho conosciuto persone che sono entrate nella mia vita lentamente, che hanno saputo ascoltare, e su cui so di poter contare a prescindere da questo luogo, inutile fare nomi, non voglio essere celebrativa.
Come in tutte le cose ci ho messo il cuore e l’anima, e anche l’esperienza con Oscarblog ne è una dimostrazione, mi sono aperta come raramente ho fatto, come solo mi succede quando scrivo, ed è stato il vostro affetto a bloccarmi altre volte in cui la pulsione di chiudere si faceva sentire. Eravate voi. Non voglio continuare a mentire, e non parlandovi apertamente di cosa mi sta accadendo lo sto facendo.
Mi sono creata questa casa proprio per sentirmi libera e non voglio che diventi una nuova prigione. D’altra parte non ho intenzione di mettere alla berlina di chiunque passi di qui, quella che è stata la mia vita negli ultimi anni. Non posso permettere che si infanghi un periodo meraviglioso, quanto complicato e doloroso. Ho promesso che avrei difeso quei momenti a prescindere da “noi”, e questo è un modo per farlo.
Avrei voluto iniziare in modo diverso, ma quelle parole, quel sarcasmo gratuito verso chi invece proprio non l’ha mai usato, quelle battute che ti fanno rendere conto di quanto poco in realtà mi si conosca, beh tutto questo brucia nello stomaco e logora.
Grazie per avermi seguito in questo meraviglioso viaggio vi abbraccio forte, mi mancherete ma è bello sapere dove trovarvi quando ne avrò bisogno.

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