Le cose che so… penso di sapere o so oggi… senza distinzioni..
So che si sta preparando un temporale di dimensioni monsoniche, diciamo che i tuoni e i lampi sono l’unica cosa di cui ho bisogno
So che ne ho sempre avuto paura fin da quando ricordo, avrò avuto uno shock tremendo che la mia mente ha rimosso. Memorabili sono le fughe dalla spiaggia nelle sere d’estate in cui tremavo come una foglia…
So che sono giorni che non dormo bene, che stanotte ero turbata dal non sapere e che quando mi sveglio con questa sensazione allo stomaco è quasi sempre un segno
So che le tue parole di oggi me l’hanno confermato.
So che fuori dalla finestra sembra ottobre, e solo a dirlo mi rattristo pensando a quanto odi l’autunno, a quanto ami l’estate, a quanto poco la vivi a quanto vorrei fare e non posso, e forse non potrei in ogni caso perché di fronte alla tua rabbia spesso mi sento impotente. Annuisco e taccio, non c’è altro da fare se non sperare che parlarne ti serva almeno un po’.
So che se c’è ancora un lampo come quello di pochi secondi fa, spengo tutte le luci, cerco la parte più buia dell’ufficio e mi riparo li, e di chi mi vede faccio spallucce.
So che se mi è appena stato detto it's just rain... washing my tears away... non poteva essere più azzeccata come frase e non mi stupisce..
So che ieri sera è stata proprio una bella serata, era tanto che non andavo a ballare in settimana, e quale migliore occasione se non l’arrivo di clò!?!? Bello sapere che ogni tanto ha l’opportunità di venire su, bello sapere che si è spaccata in 4per vedermi anche se era stravolta, bello sentirla parlare a macchinetta sul suo Nico, guardarci, sorridere e abbracciarci CIAO ZIA si si sono ziaaaaa clòòòò! Vederla ballare seguendo assolutamente la musica, nessuno schema, balla per se stessa, balla perché si sta divertendo, perché non potrebbe fare altrimenti, perché non intende il ballo in nessun altro modo, ed essere felice di non essere la sola a pensarla così in un mondo in cui tutti vogliono solo esibirsi, essere i primi, ricevere applausi e consensi.. Farle vedere Oscar e LO AMMETTO MI E’ CADUTO L’OCCHIO SUL CULO beh tesoro io mi sarei preoccupata se ti fosse stato indifferente! Oppure te lo ricordi lui? LUI CHI? Questo qui (indicando spudoratamente col dito) OH MAMMA MARY MA COME SI FA A DIMENTICARLO!?!? E giù a ridere. Hanno messo musica che mi ha riportato indietro nel tempo, che mentre ballavo cantavo con rabbia, e mi ritrovo a ricantarla mentre ballo, e so di avere un sorriso malinconico perché tutto passa, anche la rabbia che non credi possa abbandonarti scema fino a sparire yo se bien que estas arrepentido..pero ya es muy tarde para volver atras…dejame vivir en paz… Mio nipote in futuro mi correggerà gli accenti, per il momento prendetela per buona così.
So che fuori c’è il sole e piove a dirotto, e ripenso a Parigi, un giorno la rivedrò lo so, bisogna solo essere pronti ad essere invasi dalla sua bellezza, dal suo fascino, da tutto quello che significa…
So che rimane il mio sogno poter assomigliare a Meg Ryan in French Kiss quando esce dalla camera d’albergo ed ha quel meraviglioso vestito lilla. Non è Angelina Jolie, non è Shakira, è semplice, imbarazzata mentre lui la guarda folgorato, impacciata e bella DI UNA BELLEZZA ACERBA, DONNA SENZA AVERNE L’ARIA…
So che sembra che Frigi sia in pre maternità da secoli e sono solo dieci giorni, e questo la dice lunga sulla capacità di sfarfallamento del mio capo.
So che mio padre si è comprato un telefono che riceve le foto solo per poter vedere il piccolo
So che SOLO non è riduttivo in questo caso.
So che dopo la nostra ultima vacanza in Egitto io e Lele ritorniamo a fare le vacanze insieme e avremo milioni di foto da conservare,il filmino fantastico che Massi monterà, le risate piene di tutto, le confessioni, il taglio e cucito fatto con gran classe, che ci contraddistingue dal resto del mondo..
So che me lo sentivo che non poteva mancare a questo evento familiare e di fronte ad un Massi che dice MA SEI SICURA MAGARI DISTURBIAMO SONO COSE DI FAMIGLIA.. lei avrà risposto con un sorriso sono sicurissima Massi e dietro al suo sorriso c’era un implicito io faccio parte della famiglia..
So che vorrei “sentirti” sorridere, proprio come quando da un momento all’altro diciamo qualcosa che ci fa piegare e non riusciamo più a trattenerci.
So che sorriderei anche io a dispetto di tutto.
So che ho scritto di nuovo tanto e non volevo, ma avevo di nuovo lo stomaco contorto e la testa che pulsava da matti e da qualche parte i pensieri dovevo farli uscire…
So che ci sono sentimenti pronti a durare nel tempo, lo so perché lo vivo sulla mia pelle, lo so perché ogni giorno ne ho la conferma, lo so nonostante non sia sempre facile (anzi quasi mai direi..)…
So che Amore a volte è riduttivo
So che con tutto questo sapere non si capisce il perché ti tanto turbamento… ehhhhh ad un'altra vita questa risposta che non so
So che tutta questa saccenza non è da me che professo sempre di non sapere niente di niente (beh con qualche rara eccezione), ma nella mia testa per rassicurarmi avevo cominciato ad elencare dei punti fermi (alcuni dei quali preferirei si muovessero sono sincera) e l’ho tramutato in post… Tra tutte le Mari, quella presuntuosa non c’è..
Vi abbraccio forte

Sarà ancora più difficile concentrarsi adesso. Il conto alla rovescia per le vacanze è iniziato, la voglia di staccare la spina è grande e poi avevo una motivazione più che valida. Ecco la MOTIVAZIONE ha deciso di anticipare il suo arrivo di un mese così… SABATO 22 LUGLIO ALLE ORE 16.50 SONO DIVENTATA ZIA! Si, il piccolo Giovanni non poteva aspettare, non gli piaceva l’idea che arrivassimo prima noi e poi con calma lui. No no, doveva scombinare i piani, rivoluzionare le vacanze, sconvolgere i suoi nonni paterni, nonché la sua zia italiana. Insomma da vero figlio di suo padre, ha deciso lui come, dove e soprattutto quando. Si quando… Nel giorno che già una volta mi ha rivoluzionato la vita, riempiendola di colori vivi, di emozioni forti, di immagini uniche e insostituibili, il piccolo ha deciso che era il momento. E non sorridere nel modo ebete che conosciamo bene è impossibile, solo il pensiero mi fa illuminare di gioia.. Un ulteriore segno… Sempre che ce ne fosse bisogno.
Sabato c’era una candela accesa sulla finestra di camera mia, c’era il mio sguardo a fissare il cellulare che non squillava, c’era la colonna sonora 2YEARS OF ALL a farmi compagnia… E quando la notizia è arrivata ho pianto. Non uno di quei pianti dirompenti, no le lacrime semplicemente scendevano, ero felice di una felicità strana, diversa, mai provata, e mi sono ritrovata a dire E’ UN PO’ ANCHE MIO… Ecco cos’è. Questa volta sono zia davvero. Dei miei amici hanno già bambini, persino la figlia di Frigi entra in ufficio e non vede l’ora di saltarmi in braccio per giocare. I bambini si riconoscono tra di loro anche se sono anagraficamente distanti… Lui è un po’ anche mio. Porta il mio stesso cognome, avrà dei tratti della mia famiglia SARO’ DI PARTE CICE MA E’ IL BAMBINO PIU’ BELLO CHE C’E’ si sei di parte senz’altro,ma lo sono anche io quindi senza vederlo so che è così!
Mio fratello è padre, ieri sera me l’ha fatto sentire piangere PIANGE IN ITALIANO CICE HA GIA’ CAPITO!
Avrei voluto festeggiare a modo mio. Con una grande festa tra amici veri, dove sono semplicemente me stessa e vengo amata soprattutto per questo. Non è possibile. La distanza non mi permette di abbracciare fisicamente tutte le persone che amo, allora sabato sera ho brindato per ognuno di voi cari amici, che con soli 160 caratteri mi avete riempito il cuore.
Vorrei poter dire molto di più, ma è la prima volta che divento zia quindi è tutto così nuovo che persino le emozioni stento a riconoscerle…. Riconosco solo l’impazienza di vederlo e di tenerlo in braccio… E chi mi conosce sa, che già questo, è sufficientemente sconvolgente!
Abbraccio tutti, la mia Lele che ha atteso con me, la Venere Patrizia che ha urlato yuppieeeeee e l'ho sentita fin qui! gli amici fidati, i blogamici, i lettori affezionati, i nuovi lettori che hanno fatto capolino nella mia casa virtuale, i lurker non più lurker ;-)… E poi abbraccio TE con tutto quello che ne scaturisce…

Post tremendamente lungo, non era mia intenzione, le parole sono arrivate di getto e per una volta non ho voluto interromperle….
Ieri avrei voluto scrivere un post degno della giornata, o per meglio dire degno della giornata che speravo fosse. Mi sono ritrovata a combattere con i crampi, il nervoso, la pressione bassa e gli ormoni che lottano creando non pochi scompensi, tutto condito con la situazione lavorativa idilliaca che Frigi mi ha gentilmente concesso.
Così ciccia… Esattamente dieci anni fa uscivo dall’aula della sede del R.M. per sancire la chiusura degli esami di maturità della mia scuola. Ultima alunna, dell’ultima classe, dell’ultimo giorno.
Tutte fuori ad aspettarmi, pronte con il pranzo al sacco, Marja che ci aspetta sotto e si va tutte e 5 alla palazzina di caccia di Stupinigi… Di questo avrei voluto parlare ieri, di come fossi contenta che quest’incubo degli esami fosse finito, di come avessi capito proprio per la tensione che creavano in me che non avrei mai potuto fare l’università, a meno che non volessi rischiare di morire di ulcera, di come una parte di me continuasse a ripetere alle altre TANTO NOI NON CI PERDIAMO DI VISTA, NOI 4 NO, sicurezza incrollabile, e l’altra parte silenziosa gridava VERO CHE E’ COSI’ GIURATE CHE SARA’ COSI’??? Ricordo ancora quel pomeriggio a raccontarsi gli esami, marò che imperdonabile errore di distrazione nello scritto di inglese, non parliamo dell’esame di storia di Lele, anche se però cazzo proprio storia doveva uscire, che era 3anni che ci esercitavamo nel lancio delle lattine nell’ora del prof?!! Risate, su risate, futuro che sembra certo, delineato… A settembre farò il mio test di ammissione a psicologia, sono sicura di non passarlo, 400posti e tutto il mondo che tenta di accedervi (scoprii in seguito che c’erano persone che lo tentavano da anni, altri affianco a me con due lauree…), lingue per Stefy, Dams per Lele, niente per Emy che non voleva ripercorrere il calvario del fratello continuamente controllato e fatto sentire in colpa dai genitori per i soldi che costa mandarlo all’università. Ci scherziamo sul nostro futuro. Mamma mia ma ci pensi che potrò venire da te avere consulenza e non pagare nulla??? MA PERCHE’ ADESSO TI FACCI OPAGARE QUALCOSA?!?! Non so precisamente quando sia partito questo sogno, che mi ha tenuto compagnia per tutta l’era delle superiori. Certamente non ne ho sentito parlare in casa mia dove I PROBLEMI NON DEVO MICA ANDARE A RACCONTARLI AD UN ESTRANEO PER RISOLVERLI… So che ci ho creduto come le bimbe credono ai principi azzurri, credono al vissero felici a contenti, come chi crede nei film, e come mi ritrovo a dire a Lele solo qualche giorno fa, in modo anche un po’ brusco lo ammetto SAREBBE BELLO CHE L’AMORE BASTASSE A RISOLVERE TUTTO LELE, MA LA VITA NON E’ UN FILM.
Ciò non toglie che il mio bisogno di aiutare le persone che stanno male c’è e ci sarà sempre, e devo trasmetterlo agli altri in qualche modo. Non so come vi giuro. Non sono una di quelle che se vi vede tristi vi viene vicino e vi dice NON STAI BENE?COSA C’E’ CHE NON VA? Oh no scordatevelo, io prenderei a pugni qualcuno così. Magari mi avvicino, faccio la battuta stupida, racconto l’ultimo episodio di Will & Grace, prendo in giro qualche amico, insomma metto il naso rosso, non voglio sapere che cos’hai, voglio farti capire che in ogni caso si può sorridere, può passare, tutto passa.
Vedo una persona del mio giro che dimagrisce a vista d’occhio? Bene mi avvicino e magari le dico SENTI UN PO’ LO SAI CHE NON POSSO ESSERE AMICA DI PERSONE TROPPO MAGRE VERO?CONTINUEREBBERO A SBATTERMIIN FACCIA COSA NON SARO’ MAI! Poi però non reggo le conseguenze. Loro ridono, io inizio lo show, loro gradiscono e mi raccontano. Qui comincia quello che non so più gestire. Non so gestire il loro dolore che diventa un po’ anche il mio. Il punto è che io ho ancora addosso quello che ho sofferto, dorme dentro di me ma è pronto a svegliarsi appena pungolato e non vorrei che nessuna altro lo provasse. Perché non mi ritengo una persona debole, ho le mie debolezze, ma ammetto di avere anche una scorza abbastanza dura, eppure sono stata li, al limite, ed è più forte di me non voglio che qualcuno della mia cerchia ci si avvicini. Quanto sono bimba eh in questi casi? Quanto sono mamma eh che voglio proteggere tutti, con la mia braccia grandi grandi?! Chi cavolo penso di essere un Supereroe???? LO SO LO SO LO SO.
E che io sono stata fortunata. Non ero sola, ho sempre potuto contare su amici veri, non molti è vero, ma la qualità era eccelsa e sembrava di averne centinaia. So che questa è una rarità, vedo con i miei occhi che si è tutti amici di fronte al divertimento, al cazzeggio, ma nessuno vuole farsi riempire di tristezza HO GIA’ I MIEI PROBLEMI.. E da soli non si va da nessuna parte, da sola io non ce l’avrei fatta. Senza Danilo che mi scriveva lettere bellissime, e mi portava fino sotto casa di Ema, solo per vedere se la luce della sua stanza era ancora accesa non avrei superato la mia prima crisi d’”amore”, senza Lele chi altro avrei potuto chiamare nel bel mezzo della notte per annunciare la fine del Mio mondo?! Senza di lei e la Tata come avrei potuto ricostruirne un altro? Senza Cri con chi avrei fatto le 4del mattino tutte le sere per più di un anno pur di non pensare a niente e svenire ogni notte nel letto? E nonostante tutto, la rabbia, la paura, la delusione, l’amarezza, la sfiducia nel prossimo hanno fatto parte di me.
E allora, nonostante tutto, ci sarò. Ancora. Perché la vita ti riserva già un sacco di sorprese, avere anche quella di non potersi fidare di nessuno mi sembra troppo. Ci sarò perché è vero, si può ricominciare quando meno te l’aspetti, le novità, gli stravolgimenti, un altro Amore, nuove amicizie, sono tutti dietro l’angolo. Quale angolo non lo so, di quale città neanche, ma è bello avere qualcuno che te lo ricorda.
E allora cosa c’è Mari? C’è che vorrei che mi capissero anche un po’ ecco che c’è. Tutti. C’è che le parole mi rimangono dentro come marchiate a fuoco. C’è che mi capita di punto in bianco di scoppiare a piangere davanti a Cristina e lei mi guarda come per dire ANCHE MARI PIANGE… C’è che la leonessa ha le sue cicatrici e a volte non riesce a nasconderle.
Per questo ballo poco, per questo durante la settimana sono poco “animale sociale” e me ne sto a casa, tv accesa, libro aperto, gambe alte per la pressione, ogni tanto bagnetto freddo per far scendere la temperatura corporea… forse anche per smaltire le ore di lavoro, sola, mentre la gravidanza sembra essere una soluzione ottima per farsi i cazzi propri, io abituata a sentire mia madre che mi racconta che ha preso il pullman fino all’8° mese, che mi racconta di asili, di sveglia all’alba per farmi mangiare e mettere a posto la casa… Qui invece si parla di MI METTO IN PRE MATERNITA’ PERCHE’ FA CALDO E NON CE LA FACCIO… E io non posso capire, si è vero, ma è una scelta la mia, si sceglie di essere madre come di non esserlo, la mia scelta non pesa su di te e perdonami cara Frigi se invece la tua mi cade addosso e pure di brutto. Mi ero appena ripresa dalla tua meravigliosa prima gravidanza, con i tuoi tempi di recupero piuttosto ampi e zac che te ne arrivi con la seconda. E lo sapete questo perché? Perché tanto sapeva che io ci sarei stata, perché sapeva che non rischia il cazziatone da parte dei capi, tanto ci sono io a coprire anche il suo ruolo. Tanto ci sono io sembra essere il mio mantra nel bene e nel male, ne ho uno per tutti, eccolo il mio trovato in tempo reale.
Vorrei che i miei tempi coincidessero sempre con i tuoi… ieri sera ne avevo bisogno, non lo hai capito, colpa mia non te l’ho detto.. E va bene così…
Scusate è tutta colpa degli ormoni ma oggi va così, in ogni caso vi abbraccio sempre e comunque.

Se avessi avuto una digitale degna di questo nome, o un telefono che faccia le foto decenti anche di notte, come quello che mi ha ripresa più volte di nascosto solo pochi giorni fa ad esempio, avrei fatto un post solo di immagini. Perché le parole a volte sono veramente di troppo, perché è difficile spiegare cosa si prova a vedere migliaia di persone che scorrazzano per la città con una sola bandiera e tutti col sorriso in faccia… Ero piccola nell’82, ma mi ricordo schiacciata nel 127 verde bottiglia di mio padre, con mio fratello di appena 2anni affianco, mia nonna che urla ROSSI TARDELLI E AL TO BELLI, tante macchine, una bandiera enorme che sventola fuori dal finestrino… Avevo bisogno del MIO mondiale, anzi no del NOSTRO… Per poterlo raccontare un domani a mio nipote, giusto perché non abbia solo la versione sgrammaticata del padre!
Sì, potergli dire che io c’era quando Buffon non lasciava spazio a nessuno, nemmeno a Monsieur Zidane; che c’ero quando quest’ultimo ha perso totalmente la testa ed ha rovinato la sua immagine in un mondiale fino a quel momento MAGISTRALE (e non dare retta a tuo padre lo ha osannato anche lui solo che preferisce fare il duro!); c’ero quando Cannavaro incuteva timore solo al presentarsi davanti all’avversario, o come dice Mariella QUANDO LASSU’ QUALCUNO HA DECISO DI SCENDERE IN CAMPO E GIOCARE A PALLONE! Che ogni volta che vedo giocare Gattuso, per la grinta e il modo di spronare la squadra e cazziare anche chi si crede un semidio e invece cammina in campo, mi viene in mente qualcuno a lui molto vicino; gli racconterò di quanto è stato bello crederci fino alla fine, di quanto mi sono emozionata nel vedere lo stadio gremito di gente e le piazze italiane unite sotto una sola bandiera; di quanto sia strano che la zia guardi una partita, perché di solito l’ansia la atterra e allora preferisce uscire e sapere il risultato alla fine, leggere i giornali, vedere i programmi sportivi e invece questa volta no, questa volta era diverso. Doveva esserci anche lei, perché la forza non sarebbe stata la stessa, l’energia positiva neanche… Tesoro mio non guardare zia con quella faccia, spero che tu possa provare lo stesso un giorno o l’altro, è vita che pulsa, ma questo è un altro discorso; e quei maledetti rigori che sembrano dover segnare di nuovo una sconfitta, sempre troppo deboli i nostri ragazzi quando si tratta di essere 1 contro 1, anche sfortunati, ma non questa volta 5su5 NOI, e che sia proprio lui che ci ha mandato a casa più di una volta a sbagliare non mi è dispiaciuto per niente. Perdonami David, qui c’erano solo 3colori a contare su tutto e tutti! Ed hai presente tutto quello che si racconta a Fuente de Piedra su tuo padre, tio Nicola e tio Pepe che hanno preso d’assedio il paese?!?! Bene immagina lo stesso però molto, molto ma moooooolto più in grande qui! Non c’era Torino, Roma, Milano, Firenze, Napoli, Palermo… Il calore era ovunque, i cori gli stessi, gli striscioni, le facce dipinte, i furgoni pieni di gente, i tamburi, la gente che attraversa la strada ballando (ehm ehm si effettivamente io per prima tesoro..), cantando po po popopo… Chissà perché sto pensando a te, forse perché tra un mese nascerai e non mi sembra ancora vero, forse perché ieri sera un pupetto di 7mesi veniva preso in braccio da tutti, facendo la mascotte del gruppo, ed elargiva sorrisi in continuazione; forse perché quando lo prendevo in braccio e ci facevamo grandi discorsi occhi negli occhi pensavo a quando avrei tenuto in braccio te, sarà perché tornando a casa ieri sera non c’era tuo padre con i suoi rinomati panini con dentro tutto il contenuto del frigo, davanti alla tv a farmi la faccia come dire CICE IO LO SAPEVO I RAGAZZI NON POTEVANO MANCARE ALL’APPUNTAMENTO eh Mario però con quel rigore non ci potevo credere e poi Zidane… LASCIA PERDERE QUEL PORCO E’ CADUTO NELLA TRAPPOLA DI MATERAZZI.. e via così… Ieri sera al mio ritorno a casa la tv era spenta, la casa silenziosa, e a te posso dirlo, mi è mancato. Zia è entrata in camera, ha acceso la tv ed ha iniziato la SUA giornata mondiale… CIAO CAMPIONE DEL MONDO ciao campionessa del mondo…
Questa storia però non te la posso raccontare altrimenti non avrei più segreti per te!
Come tutte le giornate che ti regalano forti emozioni, c’è sempre uno sguardo a chi vorresti affianco a te e non c’è… Ciò non toglie che sono molto felice che lui stia a 2000km da me, ma mio nipote non potrò rubarmelo qualche mese l’anno!?!?
Buona settimana a tutti CAMPEON!

Mi sento come i file all’interno di un lettore MP3… Tante tracce che vanno avanti e indietro a mio piacimento per rievocare momenti e situazioni..
BELLAAAAA CHE CI IMPORTA DEL MOOOOONDOOOOOO VERREMO PERDONATI TE LO DICO IO, DA UN BACIO SULLA BOCCA UN GIORNO O L’ALTRO… non importa se verrò perdonata oppure no, so che il mondo, quello degli altri, sparisce e rimaniamo nel Nostro, dove è impossibile ragionare, dove il cuore sembra che scoppi tanto è colmo di tutto… Il mondo dove tutti pensano di sapere non ci interessa, quello del giusto o sbagliato, quello del SI o NO, come se le sfumature fossero irrilevanti, noi sappiamo che non lo sono, almeno non lo sono nel Nostro mondo.
VOLAMI ADDOSSO SE QUESTO E’ UN VALZER, VOLAMI ADDOSSO QUALUNQUE COSA SIA ABBRACCIA LA MIA GIACCA SOTTO IL GLICINE E FAMMI CORREEEREEEE… non era un valzer, era più una musica di tamburi persistente, quella musica che noi conosciamo molto bene, quella musica che inizia con l’ufficialità di un conto alla rovescia e diminuisce solo al mio rientro, ma non smette mai; e ci siamo abbracciati sotto alberi che non conosco, e abbiamo corso, si perché NOI insieme non ci priviamo di niente, con tutte le difficoltà del caso, che ci fanno innervosire, che scoperchiano la parte bestia di noi, ma che sediamo in un istante quando ci rendiamo conto su chi andrebbe ad abbattersi… STANCAAAAAAAAMII E PARLAAAAAMIIII, ABBRACCIAMI GUARDA DIETRO LE MIE SPALLE E POI RACCONTAAAAAMIII E SPIEGAMI, TUTTO QUESTO TEMPO,NUOVO, CHE ARRIVA CON TE… e quanto parliamo noi eh? Con una voracità che mi sorprende ogni volta,vogliamo sconfiggere il tempo, i secondi e ci raccontiamo della quotidianità, dei dettagli che spesso ci sfuggono, di tutto quello che passa in secondo piano quando ci ritagliamo il nostro spazio, e mentre ti abbraccio chiudo gli occhi, non ho bisogno di guardare il tempo “nuovo”, lo conosco, è insieme nuovo e conosciuto, è il nostro, e arriva con fatica, con programmi cervellotici, ma lo facciamo arrivare perché ne abbiamo bisogno, del tempo che arriva con NOI..
IO ESCO DI CASA ED E’ GIA’ MATTINO E VILLA BORGHESE E’ ANCORA UN GIARDINO.. altre immagini indelebili, musi lunghi, una cosa semplice per tutti, non lo è per noi, ma non per questo si torna indietro e ce la facciamo; tensione per organizzare il rientro, chi, come, dove, foto scattate di nascosto, passeggiata, la fontana rinfrescante, i miliardi di turisti, la vita, il mondo, la realtà, lo shopping, tutto vero..e siamo insieme, non ce lo diciamo a voce, se lo dicono i nostri occhi, la voce la usiamo di continuo, adesso è bello guardarsi, è bello parlarsi con il linguaggio universale.. And now I know what theyre saying When the sun begins to fade, And we made our love on wasteland, And through the barricades, la senti la canzone? È quella di cui parlano nel libro, ce la stanno cantando.. Occhi lucidi, sguardo che arriva a destinazione, magia pura magia..
VORREI CANTARE IL CANTO DELLE TUE MANI, GIOCARE CON TE UN ETERNO GIOCO PROIBITO, CHE L’OGGI RESTASSE OGGI SENZA DOMANI, O DOMANI POTESSE TENDERE ALL’INFINITOOO…lui ha sempre cantato solo per TE, sono felice che adesso canti anche di noi, perché io ho sentito suonare le tue mani, hanno composto una musica meravigliosa e unica, una musica che è difficile dimenticare e che riecheggia nella mente di continuo, di proibito non c’è nulla tra di noi, la fantasia ci aiuta a spingerci la dove chiunque, chiuso da preconcetti e ignoranza, pensa ,chissà per quale motivo, non si possa arrivare. E l’ultimo Vorrei ce lo leggiamo negli occhi tutte le volte che ci rendiamo conto che Domani è arrivato e purtroppo non è infinito.. E salutarsi di nuovo, ma com’è possibile sia già trascorso tutto? Come i bambini che non capiscono perché le vacanze durano secondi e il resto dell’anno secoli… Nello stesso modo ci sconcertiamo noi.. I sing the words that I would say to you, I sing the time that I would spend with you with you.. I Could you feel higher, I Could I feel better, I Could I feel higher, come quella sera in auto, era l’ennesima volta che l’ascoltavo e le immagini che avevo di fronte erano così nitide che non potevo non chiamarti e cantartela, a questo ho pensato sorridendo mentre dal vetro di uno scompartimento paesaggi scorrono veloci e io non mi capacito.. Lei che mi saluta, il mare, le gallerie continue che annunciano il rientro, di nuovo campagna, allora mi sto avvicinando, poi il guasto in stazione, NON MI VOGLIONO FAR RIENTRARE A CASA io lo so chi io lo so…
AMORE MI MANCHI AMORE CHE FAI, IN QUESTO DESERTO ALMENO CI SEI, C’E’ UN CUORE CHE BATTE NEL CUORE DI ROMA.. sì, sempre.. unica certezza all’interno di una serie di domande senza risposta, di pensieri che non prendono mai una forma precisa, mi aggrappo a questo, che poi è tutt’altro che poco.
